FUKUSHIMA, LA CITTA' DEL DISASTRO NUCLEARE CON UN SUICIDIO OGNI 10 MINUTI
Il dramma degli “evacuati” tra i quali dilaga la
depressione. I contenziosi in corso contro la Tepco e le famiglie
costrette ad abbandonare le loro case. Ma una sentenza potrebbe presto
riportare la speranza.
“E’ proprio bello qui, vero? Ma davvero non possiamo restare qui a
dormire, almeno una notte? Ti prego, fammi questo piacere, chi vuoi che
se ne accorga? E poi sopratutto, cosa vuoi che ci facciano, ammesso che
ci scoprano?”. Mikio Watanabe , 65 anni, alla fine cede. Di fronte all’insistenza della moglie, Hamako,
non sa dirle di no. Forse perché tutto sommato anche a lui fa piacere
restare un po’ più a lungo nella sua vecchia casa, una modesta proprietà
che da oltre vent’anni aveva trasformato, tra i primi nella zona, in agriturismo. Una casa che il 12 marzo 2011, nel cuore della notte, aveva dovuto abbandonare in fretta e furia, per colpa dell’emergenza nucleare.
Ma nella quale spera ancora di tornare. “Non ci fecero prendere quasi
nulla, solo una borsa con un cambio e qualche effetto personale –
racconta – il ricordo più straziante fu vedere il nostro cagnolino
correre dietro al pulmino che ci portava via, nel disperato tentativo di
raggiungerci. Poverino, avrà pensato che l’abbiamo abbandonato”. Ma il
peggio doveva ancora venire.
Data: 28.07.2014
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
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