27/04/15

I BAMBINI DI CHERNOBYL 30 ANNI DOPO. LA STORIA DI OLGA


“Ho vissuto a Prypiat i primi quindici anni della mia vita. Siamo partiti il 26 aprile del 1986 e abbiamo trascorso quasi un anno ospiti di familiari e amici a Kyev. A quei tempi ero molto magra, così da far pensare che avevo assorbito tutte le ansie di mia madre e le sue preoccupazioni per il futuro. Dopo un anno ci hanno assegnato un appartamento, e ne siamo stati contenti. Mio padre ha continuato ad andare lavorare a Chernobyl.

“Chernobyl è stata una cosa di famiglia, un pezzo della nostra storia, per quello che posso ricordare. Anche i nostri vicini lavoravano alla centrale. Era parte del nostro quotidiano. E Chernobyl torna a ogni controllo medico a cui dobbiamo sottoporci, a ogni documento che dobbiamo spedire per chiedere assistenza e aiuto.
 I bambini di Chernobyl trent’anni dopo. La storia di Olga, fotografa

“Ora come ora sto cercando di elaborare cosa abbia significato Chernobyl per me. Quando ho compiuto 25 anni sono rimasta impressionata dal fatto di essere cresciuta all’ombra di questo evento. Per questo sono sempre alla ricerca di altre famiglie di Chernobyl, che invito a venire al mio studio per fotografarle, ma anche per parlarci. Molte di queste persone hanno figli a loro volta, e tutti si preoccupano per la salute. Quando ero piccola i medici dicevano: “Non abbiamo idea di quali effetti producano radiazioni di queste caratteristiche. 


Data: 26.04.2015
Fonte: www.it.euronews.com

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