24/10/16

«IL NOME DELLA STELLA È ASSENZIO». RICORDANDO CHERNOBYL




«Il nome della stella è Assenzio». Ricordando Chernobyl
A cura di Francesca Lomastro, Andrii Omelianiuk, Oxana Pachlovska

2011
156 pagine con illustrazione e DVD
Viella Editore


Parlare di Chernobyl, il disastro nucleare avvenuto il 26 aprile 1986, vuol dire parlare di passato, presente e futuro. Lo fanno qui varie voci, quasi tutte ucraine: storici, sociologi, antropologi del rischio, poeti, scrittori, fotografi, artisti, bambini. Il loro racconto ci presenta il disastro nella situazione storica che lo rese possibile e nella dimensione più profondamente umana, come evento che ha sconvolto la storia di un Paese e la vita di un popolo.

Uno dei significati del nome Chernobyl, in ucraino, è “assenzio”, e «Il nome della stella è Assenzio» è il versetto 8,11 dell’Apocalisse di Giovanni. Esso preannuncia che, al suono della terza tromba, la stella Assenzio cadrà dal cielo e irradierà il suo potere come una torcia ardente rendendo amare le acque dei fiumi e facendo morire una grande quantità di uomini.

Il libro nasce da una collaborazione tra l’Istituto di storia onlus - Vicenza e l’associazione umanitario-culturale “Il Ponte-Mict” della provincia di Vicenza.

Il Dvd “1986-2006: Ricordare Chernobyl” di Manuel Baldini e Fabio Ferrando completa i testi del libro con le immagini della installazione artistica di A. Gaydamaka, creatore del Museo nazione di Chernobyl di Kiev, e della mostra fotografica di Igor Kostin, il primo che testimoniò al mondo, con i suoi scatti, il disastro.

«Questo non è propriamente il libro che ci si aspetta su Chernobyl. Niente chiarimenti teorici sulle barre di uranio e il loro raffreddamento, niente spiegazioni di fisica sulla reazione atomica. Pochi anche i dati medici sul numero delle morti avvenute e attese, sul tipo delle patologie conseguenti e sulla loro incidenza. Qui il disastro è raccontato non dalle scienze naturali, ma dalle scienze umane: la storia, la sociologia, l’antropologia del rischio. E dalla letteratura e dalla poesia, dalla pittura, perfino dalla saggezza popolare e dagli occhi dei bambini» (dalla Presentazione di Francesca Lomastro)

(dalla presentazione sul sito web di Viella editore)

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