09/11/16

AL DI FUORI DELLA SVIZZERA I REATTORI NUCLEARI SI MOLTIPLICANO


Al di fuori della Svizzera i reattori nucleari si moltiplicano

In Svizzera l’energia nucleare sembra avere i giorni o gli anni contati: governo e parlamento hanno deciso di rinunciare a nuove centrali e un’iniziativa popolare, in votazione il 27 novembre, chiede perfino una rapida chiusura dei 5 impianti in funzione. Pochi paesi seguono però questa strada: a livello mondiale l’energia atomica continua a proliferare.

L'impianto nucleare di Beznau I, il più vecchio del mondo ancora in attività, con quello di Nine Mile Point 1 negli Stati uniti. (Keystone)


Nel 2011, dopo l’incidente di Fukushima, la Svizzera era stata uno dei primi paesi a riorientare la propria politica energetica. Lo stesso anno, il governo elvetico aveva lanciato la Strategia energetica 2050, che prevede l’abbandono del nucleare, una riduzione sostanziale dei consumi energetici e lo sviluppo di fonti rinnovabili. Il primo pacchetto di misure, approvato appena nel settembre scorso dalle Camere federali, non fissa tuttavia una scadenza per la chiusura delle 5 centrali atomiche, che dispongono di una licenza di esercizio di durata illimitata.

Il 27 novembre il popolo svizzero è però chiamato ad esprimersi sull’iniziativa “Per un abbandono pianificato dell’energia nucleare”, che chiede di spegnere tutti gli impianti al più tardi 45 anni dopo la loro messa in esercizio. In base al testo del Partito ecologista svizzero (PES), i tre reattori di Mühleberg, Beznau I e Beznau II dovrebbero quindi essere disattivati già l’anno prossimo, Gösgen nel 2024 e Leibstadt nel 2029. 


Data: 07.11.2016
Fonte: www.swissinfo.ch

 

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