21/07/17

LA SERVITÙ DEL SILENZIO PER LE ARMI NUCLEARI




Il Pentagono, il ministero della Difesa Usa, ha deciso di segretare la sicurezza e le ispezioni relative alle decine di atomiche dislocate in Italia. Qui già si avverte un fastidio: quello di chi, nella diffusa omertà dei media e del potere, è costretto o scoprire o ad ammettere la pesante realtà che in Italia, a Ghedi e ad Aviano, siano dislocate tante ogive nucleari. Più che in ogni altro Paese d’Europa, che complessivamente ne ha, diffuse, circa 200.

Ecco dove sono le 90 bombe atomiche che l’Italia nasconde per conto ...

Che al tranquillo costo di 15miliardi di euro, stiamo copiosamente acquistando e assemblando nella misura di almeno 90 cacciabombardieri. E che potrebbero portare un carico atomico – del resto come gli F16 e i Tornado. Ma soprattuto proprio nel momento in cui – e potrebbe essere una «spiegazione» della vergognosa segretazione – gli Stati uniti stanno avviando la modernizzazione delle vecchie ogive stanziate a Ghedi e Aviano, e tante altre in Europa, vale a dire sostituendole con l’innesto delle nuove ogive B61-12. Per le quali, prima Barack Obama ha speso miliardi di dollari, e ora Donald Trump procede all’attuazione dell’aggiornamento micidiale. Senza escludere il timore di fughe di notizie vere, sul pericolo dei tanti «errori» accaduti che evocano lo scenario del Dottor Stranamore, e quindi la necessità di «coprire» le forze armate americane e non solo quelle.

Abbiamo la convinzione che la notizia rappresenti una vera e propria una «bomba». Perché il compromesso che ha fin qui garantito, sia per i governi nazionali e regionali, sia per le popolazioni locali – il silenzio assenso in Italia e in Europa (ma l’Europarlamento da dieci anni ha chiesto, inascoltato, lo smantellamento) è stata fin qui proprio la sicurezza. Vale a dire che fosse sufficiente l’informazione attraverso le ispezioni periodiche di scienziati, tecnici e anche politici sulle condizioni delle installazioni nucleari. Per gestire almeno il peso di una servitù militare pericolosissima. Da oggi in poi il compromesso salta: niente più informazioni sulla sicurezza degli impianti militari-nucleari. E non sapere nulla sulle ispezioni vuol dire anche non sapere dove stanno e come stanno le atomiche. Ci sarebbe di che protestare, perché se è giusta la cessione di sovranità per un organismo condiviso come l’Unione europea, cancellare il controllo sulle atomiche vuol dire cancellare per l’Italia la sovranità più decisiva, quella del controllo di sicurezza sul proprio territorio. Ma il silenzio resta la migliore forma di governo. Così continueremo nella cronaca del Belpaese che malsopporta poche migliaia di migranti, in fuga dalle nostre guerre e dalla miseria prodotta dal nostro meccanismo di sfruttamento delle risorse, e che invece al contrario, dietro elargizione di alte contropartite monetarie, ben sopporta e tace sulla presenza accanto alle proprie case, agli asili nido, alle discoteche, alle sacrestie, di decine di «insicure» e micidiali bombe atomiche.


Data: 20.07.2017
Fonte: www.ilmanifesto.it


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