31/10/17

LA MIA AVVENTURA A NOVOKEMP

Novokemp, luglio 2017



Ancora oggi quando mi chiedono “cosa è Novokemp?” fatico a trovare una risposta. Perché Novokemp non può essere descritto a parole; Novokemp è un’esperienza che deve essere vissuta in prima persona. La decisione di partecipare a questo campo di volontariato è nata dal desiderio di mettermi alla prova, di imparare, di scoprire e di scoprirmi. Ed è così che in un afoso pomeriggio d’estate mi sono ritrovata a guardare fuori dal finestrino di un aereo, carica di aspettative e pensieri che si accavallavano nella mia mente. In quell’istante ho pensato “questo è il mio momento”. E così è stato.

Tre settimane intense in un luogo magico che non sembrava avere coordinate su una carta geografica, dalle quali sono tornata con un puzzle di mille ricordi, un bagaglio in più di conoscenza ed il cuore ricaricato dall’affetto di quei bambini che sono stati i veri compagni della mia grande avventura. Oggi percepisco la mancanza di quelle vocine, per alcune delle quali ho avuto l’onore di rappresentare un punto di riferimento. Loro non sapevano nulla dei giocattoli che siamo abituati a vedere sugli scaffali dei nostri supermercati, ma avevano gli occhi che luccicavano di entusiasmo e che, a loro volta, hanno saputo accendere la luce anche nei miei.

Mi sono divertita ad insegnargli alcuni vocaboli della lingua italiana ed inglese e spesso sorpresa dal loro essere così curiosi di scoprire e di imparare. Da un lato sono loro che mi hanno aiutata a crescere e mi hanno fatto riscoprire la bellezza che risiede nelle piccole cose; dall’altro sono tornata anche io bambina partecipando ogni pomeriggio a giochi che avevano sempre uno scopo educativo, ma che grazie alla capacità degli organizzatori non mi hanno mai annoiata. Un ringraziamento va proprio a loro, i quali hanno saputo farmi sentire a mio agio anche quando ero costretta ad indossare i buffi vestiti della “kostumërka”, a ballare e cantare canzoni cercando di essere coordinata ed intonata davanti al nostro pubblico di piccini.

Non dimenticherò mai i kg di patate mangiate a pranzo e cena, l’inimitabile “boršč” (minestra di barbabietole), l’appuntamento fisso della “planërka” e le chiacchiere che ho avuto modo di scambiare con le tante persone conosciute in quelle tre settimane, ognuna delle quali ha saputo lasciarmi qualcosa di bello.

Ancora una volta grazie di tutto, Novokemp!

Vittoria Vidotto - 21 anni
Università statale di Milano
Mediazione linguistica e culturale

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