28/09/18

A ISPRA, SUL LAGO MAGGIORE, IL SECONDO DEPOSITO PER LE SCORIE NUCLEARI UE



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Mentre l’Italia in anni di tentativi non riesce a decidersi sul deposito per i rifiuti nucleari ora dispersi in una ventina di stoccaggi atomici dal Piemonte alla Sicilia, la Commissione Ue ha costruito — ed è pronto, vuoto, tirato a lucido e profumato di intonaci freschi — un grande deposito per i residui radioattivi nel centro europeo di ricerca di Ispra, nella provincia di Varese a pochi chilometri dalla riva del lago Maggiore.

L’impianto si chiama Area41 e in sigla Isf, Interim Storage Facility.
Per entrarvi servono paginate di autorizzazioni e due diverse barriere di controllo con cancelli e vetri blindati. Gode di extraterritorialità: un pezzettino d’Europa incastonato nelle brughiere lombarde. Area41 è un capannone speciale, con pareti spesse così che neanche a cannonate. Servirà per ospitare i rifiuti nucleari generati dalle attività del centro ricerche europeo.

Rifiuti atomici a Ispra si producono da sessant’anni, da quando nel 1957 i fisici italiani del Cnrn (poi Cnen poi Enea) costruirono il primo reattore atomico europeo, il Fermi Ispra 1 copia conforme del Chicago Pile 1 costruito da Enrico Fermi. Poi il centro ricerche fu ceduto all’Euratom e l’Europa vi costruì un secondo reattore nucleare, il grande Essor. Con la nascita dell’Unione europea il centro Euratom di Ispra è stato rilevato direttamente dalla Commissione di Bruxelles, che dispone del centro ricerche italiano per tutti gli studi su sicurezza nucleare, sicurezza degli alimenti, ricerche ambientali, controlli chimici e così via. A Ispra lavorano 1.500 scienziati di tutta Europa.
 


Data: 25.09.2018
Fonte: www.mobile.ilsole24ore.com

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