La mappatura, condotta grazie all’uso dei droni, ha permesso di verificare i dati a disposizione delle autorità locali e ha rilevato punti con radiazioni ancora molto alte. Gli studiosi si propongono di completare in futuro lo studio di tutta l’area
L’utilizzo dei droni
Lo studio, condotto lo scorso aprile
da un team di ricercatori dell’Università di Bristol in collaborazione
con colleghi ucraini, ha utilizzato per la prima volta alcuni droni
capaci di registrare la presenza di gamma e di neutroni sorvolando le
aree interessate. In questo modo, gli studiosi hanno potuto ricostruire
una mappa quanto più dettagliata possibile delle radiazioni nella zona
di Chernobyl, senza doversi avvicinare alle aree contaminate rischiando
quindi danni per la propria salute. Lo studio ha compreso
la mappatura del villaggio abbandonato di Buriakivka, a 13 km dalla
centrale, e dell’insediamento parzialmente demolito di Kopachi.
Data: 17.06.2019
Fonte: www.tg24.sky.it
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