«A CHERNOBYL HO VISTO L’INFERNO SULLA TERRA»

Ogni volta che nel mondo si registra un incidente nucleare Guido Bonetti
rivive un incubo. È accaduto anche in occasione dell’esplosione di un
«motore a razzo a propellente liquido» che tre settimane fa ha provocato
la morte di due persone e il ferimento di altre sei in una base
militare di Severodvinsk, in Russia. L’ex tecnico industriale di
Carpenedolo, oggi 70enne, era in Ucraina quando il 26 aprile del 1986 il
nocciolo del reattore della centrale nucleare di Chernobyl collasso
provocando il più grave disastro atomico del dopoguerra. «L’angoscia è
stata la mia compagna per anni - ammette Guido Bonetti -: per dare
un’idea della situazione a due mesi dall’incidente ho portato una zolla
di terreno raccolta all'aperto a Sumy che dista quasi 400 chilometri da
Chernobil al Cnr è presentava livelli di radioattività. Per anni ho
dovuto sottoporti ad analisi della tiroide, fortunatamente, nonostante
alcune anomalie, il mio sistema linfatico non è stato intaccato».
Data: 08.09.2019
Fonte: www.bresciaoggi.it
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