È APPENA AVVENUTO IL PEGGIOR INCIDENTE NUCLEARE DA CHERNOBYL. MA LA RUSSIA DICE CHE È TUTTO OK

La verità sull’incidente nucleare dell’8 agosto scorso
in Russia, avvenuto nel Mar glaciale artico a ridosso del Circolo polare
e al largo di una delle basi militari coperte dal segreto di Stato, non verrà mai alla luce, nonostante le intelligence
occidentali tengano da tempo d’occhio le manovre di Mosca nell’area.
L’Agenzia nazionale atomica russa (Rosatom) ha ammesso nella sostanza la
contaminazione radioattiva solo a distanza di due giorni dall’esplosione che, come documentato da alcune immagini satellitari,
ha probabilmente coinvolto il reattore di uno dei missili russi
sperimentali a testata e propulsione nucleare durante un test. Si
tratterebbe del Burevestnik
(Skyfall per la Nato) che nel marzo 2018 il presidente Vladimir Putin
ha presentato al mondo descrivendolo come inarrestabile e in grado di
raggiungere qualsiasi punto del mondo. Il 10 agosto, con un prudente
giro di parole, la Rosatom ha comunicato che l’esplosione nei pressi
della base navale russa di Nenoksa ha riguardato una “fonte isotopica di
energia per un motore a combustibile liquido”, come quella dei reattori
del missile Burevestnik. Intanto, come dimostrano i dati dei ricercatori indipendenti del Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization, quattro stazioni russe che monitorano i livelli di radiazioni nell’aria hanno smesso di funzionare.
Data: 28.08.2019
Fonte: www.thevision.com
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