CHERNOBYL, IL GIALLO DEI SUB SCOMPARSI NEL 1986 E POI REDIVIVI

I tre sommozzatori che hanno evitato nuove
esplosioni nel tragico incidente nucleare del 1986 erano stati dati per
morti. In realtà sono vivi. Chi ha mentito? E perché? La serie tv e un
libro-inchiesta stanno ricostruendo verità scomode...
C’è un fatto della storia mondiale recente entrato nell’immaginario di tutti,
il più grande disastro nucleare mai accaduto. Il 26 aprile 1986,
intorno all’una di notte, durante un test di sicurezza, l’ingegnere
Aleksandr Akimov preme l’interruttore per l’arresto di emergenza del
quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl, nell’allora Unione
Sovietica, oggi Ucraina. Segue una fortissima esplosione, il reattore
si scoperchia, le fiamme divampano. Una nube radioattiva si alza
minacciosa, contamina tutta la zona, che deve essere evacuata. Un vento
gelido spinge le radiazioni nei cieli di mezza Europa. I morti accertati
saranno 66, ma la stima, ad oggi, è ancora incerta. Oltre 4.000
persone, secondo un rapporto dell’Onu, si ammalano di cancro. Poi c’è un
giovane scozzese curioso, all’epoca del dramma non era nato. Vorrebbe
capire di più di quell’incidente. Le cause che hanno portato
all’esplosione. Cosa è successo davvero? Come funziona l’energia
nucleare? Cosa hanno provato le persone che erano lì?
Data: 09.12.2019
Fonte: www.corriere.it
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