15/01/20

IL NUCLEARE PRENDE LA RINCORSA DA GRETA (E BRINDA CON UNA VODKA ATOMICA).



Ora, invece, il gioco della lobby nucleare è diventato più cinico: non si limita solamente, come da sempre, alla minimizzazione del rischio, ma addirittura all’enfatizzazione delle radiose possibilità di crescita e sviluppo dell’attività e dell’essere umano.

La denuncia di Greta, per questi manipolatori della verità, è vera manna: scorciatoia urgente e necessaria contro i disastri della CO2.

Benedette centrali nucleari che non producono CO2 e ci possono condurre verso la salvezza del pianeta!!!”, questo il recondito pensiero dei fautori del nucleare. E chi se ne frega, poi, dei danni irreversibili e dei saccheggi conseguenti all’estrazione dell’uranio? (chiedere all’Areva e all’Eni in Nigeria!). E chi se ne frega se le conseguenze di un incidente non possano essere accettabili: non bastano a fare fede le bassissime percentuali scientifiche della probabilità correlate al rischio di un incidente? E chi se ne frega dei tempi eterni per lo smantellamento di una centrale e per l’eredità delle scorie? E chi se ne frega di quel fallout infinito che giorno per giorno ci immerda sempre di più? L’importante è non legiferare per non infrangere o alzare l’asticella dei limiti di norma: ci saranno sempre scienziati pronti a farlo (e, per non essere querelato, lascio immaginare il perché).  

L’importante è, quindi, mettere sotto il tappeto la paura nucleare e affidare il futuro ad un radioso sviluppo: la grancassa ha già cominciato a suonare.


Data: 28.12.2019
Fonte: www.progettohumus.it
Autore: Massimo Bonfatti

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