05/09/13

IL NUOVO ROMANZO "CONTROCORRENTE"


Cosa lega un cacciatore di orsi di Cernobyl all'ambiente malavitoso genovese? L'intervista alla scrittrice e un brano del libro

Fra poco sarebbe stato chiaro. Viktor Blinskj l’intuiva dal buio che non era compatto come mezz’ora prima. Dall’oscurità affioravano sagome dai contorni più distinti: il tronco di un albero, l’intrico dei rami, la forma tozza di una roccia.
Viktor aspettava tranquillo, le spalle appoggiate a un grosso pino, una lattina di tè tra le mani, il fucile al suo fianco. Ogni tanto mandava un messaggio a Grigorij. “Tutto tranquillo.” “Qualcosa mi dice che questa è la volta buona.” “Ho un freddo cane.”
Viktor rabbrividì. Era un uomo di trentacinque anni, alto, con lunghi capelli biondi portati a coda di cavallo e occhi di un azzurro intenso, quasi turchese. Si era messo una coperta sulle spalle ma continuava a sentir freddo. Pensò che fosse perché non aveva toccato cibo dalla sera prima. Non voleva pensare alla malattia, non in quel momento per lo meno.


Fonte: www.genova.mentelocale.it
Data: 14.08.2013

Nessun commento:

Posta un commento