05/09/13

VELASCO A CACCIA DELLE CITTA' FANTASMA


Alla Triennale una pittorica enciclopedia di 416 agglomerati urbani cancellati dalla storia

Pripjat. A leggerlo così pare il nome, piuttosto, d’un dio terribile da universo sanscrito, di quelli che s’incontrano nei saggi, tipo l’Ardore, di Calasso. E invece, forse ci siamo dimenticati anche questo, è il nome qualunque, trapanato-trascinato via, in un oblio stipato di macerie straziate, d’uno di quegli efficienti villaggi-satelliti saprofiti, concretizzati militarmente intorno alla luttuosa città di Cernobyl, con il suo fumante lascito-strascico fosforescente di morte tarlata.  

Come in un film del terrore, come in una versione moderna della storia della cedevole moglie di Lot, che fugge e si volge sventuratamente indietro, salgemmandosi di terrore, anche gl’uomini imbestialiti dal furioso vento avvelenato di morte, che proveniva dal prossimo reattore nucleare V. Lenin (Pripjat era il ricovero notturno dei costruttori della stessa Cernobyl) scappando e volgendosi indietro per un ultimo sguardo di biblico panico, videro le foglie dei ricchi, ipocriti giardini di compensazione sociale, tingersi immediatamente di rosso sangue. Come in una parodia accelerata del Deserto rosso antonioniano.


Fonte: www.lastampa.it
Data: 19.08.2013

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