Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

14/03/12

SI È SFIORATA UNA “CERNOBYL-2”

Per quasi 24 ore la Russia si è trovata sulla soglia della più grande catastrofe tecnologica dai tempi di Cernobyl. Si delineano i particolari dell’incendio sul sottomarino atomico “Ekaterinburg” di fine dicembre 2011. 

L’incidente è avvenuto allo stabilimento di riparazioni navali nel villaggio di Rosljakovo nei pressi di Murmansk e per poco non si è trasformato in una catastrofe di immani proporzioni tre giorni prima di Capodanno. 

I giornalisti di «Kommersant-Vlast’», che hanno condotto una loro inchiesta, dispongono di tutti gli elementi per ritenere che durante l’incendio con il quale i reparti speciali hanno lottato un intero giorno a bordo del portamissili strategico k-84 “Ekaterinburg” si trovassero missili con testate nucleari, siluri e due reattori nucleari. […] 

L’incendio è insorto durante la riparazione della carenatura del complesso idro-acustico. Fin dal mattino del 29 dicembre in quel posto si svolgevano i cosiddetti lavori col fuoco (taglio del metallo). Nel sommergibile si trovavano circa 60 membri dell’equipaggio con il comandante, il capitano Igor’ Stepanenko. Il fuoco è divampato alle 15.45 a prua del sottomarino, nella parte inferiore dello spazio tra lo scafo leggero e quello stabile. 

Le fiamme si sono rapidamente diffuse nello spazio tra gli scafi. Sopra il bacino si è innalzata una colonna di fumo, e anche da riva si vedevano le lingue delle fiamme. A Rosljakovo, Murmansk e Severomorsk si diffusero voci allarmanti sul sommergibile atomico in fiamme. 

Il fuoco più dirompente è infuriato vicino ai siluri, a soli 40 metri dai vani dei missili e a 100 metri dai reattori nucleari. Allo scopo di evitare un esplosione i marinai nel primo scomparto incandescente cominciarono a rimuovere i siluri dagli apparati. 

A spegnere il fuoco si aggiunse una squadra di pompieri volati d’urgenza da Mosca specializzata nello spegnimento di “oggetti speciali” […]. Il mattino del 30 dicembre la situazione era sotto controllo, tuttavia i pompieri continuavano senza sosta a “innaffiare” le varie parti dell’imbarcazione allo scopo di raffreddarle. Di fatto lo spegnimento continuò fino alla sera del 30 dicembre. […] 

Data: 13.02.2012 
Fonte: www.rus.azattyk.org 
Traduzione: S.F.

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