Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

30/07/19

RINNOVABILI SUPERANO CARBONE E NUCLEARE IN GERMANIA


Rinnovabili superano carbone e nucleare in Germania

 

Secondo i dati pubblicati a luglio dall’Istituto Fraunhofer, la produzione di energia solare, eolica, a biomassa e idroelettrica ha rappresentato il 47,3 per cento della produzione elettrica del Paese


Per la prima volta in Germania le rinnovabili hanno prodotto più elettricità di carbone e nucleare combinati insieme. Secondo i dati pubblicati a luglio dall’Istituto Fraunhofer per i sistemi energetici solari (ISE), nello stesso periodo dello scorso anno è stato prodotto circa il 15 per cento in meno di anidride carbonica.

QUOTA RINNOVABILI NELLA PRODUZIONE ELETTRICA DEL PAESE AL 47,3%

 

 
Più in generale nei primi sei mesi del 2019 la produzione di energia solare, eolica, a biomassa e idroelettrica ha rappresentato il 47,3 per cento della produzione elettrica del Paese, mentre il 43,4 per cento è arrivato da centrali a carbone e nucleari. Alcuni scienziati hanno attribuito l’elevata produzione di energia rinnovabile a condizioni meteorologiche favorevoli e a “eventi di mercato”.


Data: 24.07.2019
Fonte: www.energiaoltre.it

 

SOMMERGIBILE RUSSO A FUOCO, ERA NUCLEARE E LAVORAVA A UN PROGETTO TOP SECRET



Neppure il nome del sommergibile è stato reso noto ufficialmente anche perché il Cremlino ha deciso di coprire con il segreto di Stato l'accaduto
 
 
Era a propulsione nucleare il sommergibile militare russo andato in fiamme lunedì nel mare di Barents e in cui sono morti 14 marinai ma l'incendio si è limitato alla zona batterie del mezzo navale e "l'installazione nucleare dell'apparato e' stata completamente isolata". Confermando per la prima vola che l'incidente ha coinvolto un sottomarino a propulsione nucleare, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha detto di aver assicurato il presidente Vladimir Putin che l'equipaggio ha preso tutte le precauzioni necessarie per proteggere il reattore dalle fiamme. Il sommergibile, attualmente nel porto di Severomorsk, nella penisola di Kola, sopra il Circolo polare artico, potrà essere riparato e riprendere il largo.

 
Data: 04.07.2019
Fonte: www.rainews.it


CALDO RECORD E SICCITÀ: IN FRANCIA, SOSPESE LE ATTIVITÀ DI 8 CENTRALI NUCLEARI

Caldo record e siccità: in Francia, sospese le attività di 8 centrali nucleari

Per la seconda volta in meno di un mese, l’EDF, l’operatore energetico transalpino, ha dovuto limitare o interrompere la produzione elettrica in diversi siti nucleari

centrali nucleari francia

L’ondata di calore e il prolungato periodo di siccità hanno ridotto la capacità di generazione elettrica da nucleare in Francia dell’8%: diverse centrali nucleari transalpine sono state messe in stand by o limitate a causa dell’innalzamento delle temperature di laghi e fiumi le cui acque vengono impiegate per raffreddare i reattori. Discorso simile in Germania, dove l’operatore energetico PreussenElektra ha annunciato la sospensione delle attività nell’impianto di Grohnde, sul fiume Weser.


Il gestore della rete energetica nazionale francese, RTE, ha spiegato che l’ondata di calore porterà a una riduzione di 5,2 GW nella capacità degli impianti nucleari almeno fino alla giornata di oggi, quando le temperature dovrebbero cominciare a calare nel centro Europa.

Sui 58 reattori presenti in Francia, 6 sono stati limitati nella giornata di giovedì, quando sia a Parigi che a Bordeaux sono state registrate le più alte temperature di sempre (rispettivamente 42,6°C e 41,2°C), mentre altri 2 impianti sono stati messi offline.


Data: 26.07.2019
Fonte: www.rinnovabili.it

 

C'È UN PROBLEMA, IN FRANCIA NON SANNO PIÙ DOVE METTERE I RIFIUTI RADIOATTIVI

C'è un problema, in Francia non sanno più dove mettere i rifiuti radioattivi

Individuato un nuovo sito di stoccaggio nella Meuse, il deposito potrebbe entrare in esercizio nel 2019

 

C'è un problema, in Francia non sanno più dove mettere i rifiuti radioattivi 


La Francia ha già accumulato più di 1,54 milioni di metri cubi di rifiuti radioattivi e la loro quantità aumenta ogni anno in modo esponenziale, rendendo impellente la costruzione di nuovi siti di stoccaggio. A lanciare l'allarme e' l'Agenzia nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi (ANDRA) nel suo rapporto triennale, che conferma uno scenario sempre più preoccupante e la necessità di soluzioni logistiche, ma soprattutto politiche, alla sfida del nucleare. In un tentativo di dare l'idea anche visivamente, l'agenzia ha spiegato che ogni anno un cittadino francese produce l'equivalente di "mezzo litro di latte in Tetrapak" di rifiuti radioattivi.

In 2 anni prodotti 85 mila metri cubi di rifiuti

 

Nei fatti, però, tra il 2015 e il 2016 sono stati prodotti altri 85 mila metri cubi di rifiuti. Il 60% proviene dal parco nucleare, il 27% da attività di ricerca, il 9% dal settore difesa e il rimanente da altre industrie e dal settore sanitario. Il 3% dei rifiuti è ad alta attività o lunga vita - centinaia di migliaia di anni per il loro smaltimento - e concentra il 99,8% della radioattività totale. Il 90% dei rifiuti ha invece un livello medio, basso o molto basso di attività. Rimane il fatto che gli attuali impianti di stoccaggio sono quasi arrivati a saturazione e ne servono altri sia di breve che media e lunga durata.


Data: 15.07.2019
Fonte: www.agi.it