Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

16/01/12

QUALUNQUE POTERE SUL NOSTRO PIANETA NON DOVREBBE AVERE A CHE FARE CON L'ENERGIA NUCLEARE

Intervista a JURIJ BANDAŽEVSKIJ


Il professor Jurij Bandaževskij – direttore del centro analitico di coordinamento “Ecologia e salute” (Kiev), dottore in scienze mediche – ha rilasciato un’intervista al giornale “Belorusskie novosti”.
La conversazione è iniziata con la richiesta di commentare la valutazione dell’impatto della futura centrale nucleare bielorussa sull’ambiente e sulla salute dell’uomo effettuata dagli esperti del Ministero della Sanità e dall’Accademia nazionale delle Scienze in un documento congiunto.

– Va tenuto conto non soltanto dell’irraggiamento esterno, ma anche dell’irraggiamento interno che ricevono le persone assumendo i radionuclidi attraverso il cibo e l’acqua. Ad esempio, il cesio che entra nell’organismo è assai più pericoloso per la salute di quello che agisce tramite l’ambiente circostante. Le ricerche effettuate all’Università di medicina di Gomel’ hanno dimostrato che i radionuclidi che finiscono nell’organismo tramite il cibo provocano una persistente lesione dei principali organi vitali. L’irraggiamento interno è molto più pericoloso di quello del fondo esterno, esso però non viene preso in considerazione nella valutazione ufficiale degli effetti delle radiazioni sull’organismo dell’uomo.

– Che cosa bisogna tenere in conto quando si parla delle radiazioni in Bielorussia?

– Prima di tutto che la popolazione è a contatto con i radionuclidi da più di 50 anni. E inoltre che non si può parlare dell’Ovest del paese, e in particolare della regione di Grodno, come di un territorio non contaminato.

– Allora ne risulta che di tali territori non ce n’è proprio in Bielorussia?

– Esattamente. Tutta la popolazione della Bielorussia è venuta in contatto con i radionuclidi ed è stata da essi colpita sia prima che dopo l’incidente di Cernobyl. Le radiazioni si sono diffuse per il paese attraverso i prodotti alimentari. Per questo io non mi metterei a considerare come tendenza positiva il fatto che nella regione di Gomel’ il tasso di morbilità e di mortalità della popolazione non abbia differenze significative rispetto agli analoghi indicatori della Repubblica nel suo complesso oppure a confrontare tali indicatori con quelli della regione di Grodno. Tutta la Bielorussia è contaminata da radionuclidi e gli organismi della nostra gente, che nel corso di molti anni è venuta a contatto con i radionuclidi, ne sono danneggiati. I bielorussi vanno considerati se non proprio malati comunque colpiti dagli effetti delle radiazioni.

– Sta parlando delle diverse generazioni, comprese le persone nate negli anni seguenti a Cernobyl?

Certamente. È in corso un processo mutativo. La comparsa di patologie si osserva dopo una generazione e anche più avanti. Per questo nel nostro paese bisogna pensare a come salvare la gente, e non sognare di sviluppare il ramo dell’energia nucleare. In caso contrario il territorio della Bielorussia rischia di rimanere senza bielorussi. È possibile che questa variante a qualcuno interessi, non di certo a me. A mio modo di vedere, la costruzione della centrale nucleare serve più che altro per giochi politici ed è pericolosa per la salute delle generazioni future.

– Tuttavia le autorità bielorusse s’attivano a inculcare nella popolazione che la centrale nucleare sarà sicura per l’ambiente e per la salute della gente.

– Centrali nucleari del genere non esistono. Si parla di emissioni minime, ma in ogni caso la contaminazione dei territori attorno alla centrale, soprattutto dei bacini idrici, è piuttosto elevata. Ed è ovvio che i radionuclidi vengano dispersi anche più lontano. A questo proposito capisco benissimo la preoccupazione della Lituania per la vicinanza di questo paese con la centrale nucleare bielorussa progettata. Esistono delle ricerche del professore britannico Chris Busby nelle quali viene posto in rilievo come il cancro della mammella nelle donne che vivono nella zona di 5 chilometri intorno alle centrali nucleari della Gran Bretagna sia due volte più frequente che nel resto del territorio del paese. Altresì in quelle zone aumenta la frequenza della leucemia nei bambini. In tal modo, i radionuclidi che fuoriescono nell’ambiente durante il normale regime di funzionamento di una centrale nucleare provocano effetti negativi sulla salute delle persone che abitano nei territori circostanti alla centrale.

– Questo vuol dire che le dosi di radiazioni che vengono definite “non pericolose” per l’uomo non sono in realtà tali?

– Questo vuol dire che quelle dosi che non sono pericolose in un regime esterno di fondo se finiscono dentro l’organismo lo diventano. Le dosi reali che possono accumularsi nella popolazione che vive nella zona della futura centrale nucleare oscillano tra gli 8 e i 50 microsievert/anno. Una dose di 50 bequerel, stabilita in qualità di limite di sicurezza per l’incorporazione nell’organismo, danneggia in modo permanente i principali organi e sistemi, altera totalmente lo sviluppo dei bambini. Per farla breve, una centrale nucleare non è quello che serve ai bielorussi.

– Dove potrà prendere allora la Bielorussia l’energia che le serve?

Sviluppare le energie alternative. E inoltre, se le autorità bielorusse dicessero la verità sulla situazione in Bielorussia dopo Cernobyl e non si nascondessero dietro false cifre, con questo ci aiuterebbero ad affrontare le conseguenze dell’incidente e sarebbe anche d’aiuto per risolvere il problema energetico senza la costruzione di una centrale nucleare.

– Uno degli argomenti delle autorità bielorusse a favore della costruzione della centrale nucleare è quello che nel mondo funzionano 436 reattori nucleari. Tramite essi nell’Europa occidentale si produce circa il 29% del totale dell’energia elettrica, nell’America del Nord il 19% e nell’Europa orientale il 18%.

– L’IAEA propaganda l’energia nucleare nonostante i danni causati dal suo utilizzo. Allo stesso tempo quest’organizzazione non rinuncia all’accordo con l’OMS sulla non diffusione delle informazioni sui rischi radioattivi e le lesioni all’organismo umano causate dall’effetto delle radiazioni. In una tale situazione sono coinvolti tutti i paesi dove c’è l’energia nucleare. Nel contempo l’OMS s’attiva per diffondere dati relativi ad altri fattori che danneggiano l’organismo, ignorando tuttavia quello più devastante e terribile: le radiazioni. A mio modo di vedere, se la comunità internazionale conoscesse la verità, assumerebbe una posizione diversa nei confronti dell’energia nucleare. Nel desiderio di svilupparla in Bielorussia s’intravede il desiderio di entrare nel club nucleare. E lo si capisce: tra le altre cose si può anche trattare della produzione di elementi radioattivi per la bomba atomica. È la parte politica della questione della costruzione della centrale. A mio modo di vedere, qualunque potere sul nostro pianeta non dovrebbe avere a che fare con l’energia nucleare. Noi abbiamo avuto una tragica lezione dall’incidente di Cernobyl. Parte dei radionuclidi caduti allora sul territorio della Bielorussia sono di lunga vita e non conosciamo ancora l’effetto della loro azione sull’uomo e sulla natura. Perciò sottolineo: portare l’energia nucleare in Bielorussia è criminale.

Data: 26.01.2011
Fonte: www.nv-online.info
Autore: Andrej Vaškevič
Traduzione: S.F.




RADIO KLINCY - INTERVISTA AI RAGAZZI DELL'EKO-STAGE

Il 25 ottobre 2011 l'insegnante Elena e i ragazzi del ginnasio di Klincy sono stati invitati a Radio Klincy per raccontare l'esperienza dello stage ecologico che hanno fatto a settembre in Italia, organizzato dal Brutto Anatroccolo di Stresa-Baveno assieme al circolo Legambiente di Castronno (Va) e al Comitato Cernobyl di Creazzo (Vi).

Link al file audio:

25.10.2011

14/01/12

LA CERNOBYL CHIMICA DELLA CHAKASSIJA


Nell’ovest della Repubblica di Chakassija (Federazione Russa), sulle alture del Kuzneckij Alatau, a monte del fiume Belyj Ijus si trova la «Miniera di Kommunar», una delle più antiche imprese di estrazione dell’oro in Chakassija e in tutta la Siberia. Nel 1899 venne aperta una grossa vena aurifera e da allora fino alla Rivoluzione furono estratte 4,5 tonnellate d’oro.

Nel 1928 ebbe inizio il ripristino della miniera e il rinnovamento dell’estrazione dell’oro. Presto nella miniera fu introdotto il processo di cianurazione degli scarti dell’amalgamazione, all’avanguardia per quei tempi, che consentiva di ricavare una maggiore quantità di oro.

Oggi la miniera di Kommunar da impresa fiorente che era è diventata un’impresa depressa e deficitaria. Nel 2009 essa ebbe un deficit di 6,5 milioni di rubli, e nel corso degli ultimi anni ha visto la caduta dell’estrazione dell’oro. Ma la cosa più preoccupante è che dall’epoca della passata prosperità è rimasta in eredità una vera e propria “Cernobyl chimica” – un enorme deposito di scorie dove per decenni sono stati gettati gli scarti dell’estrazione aurifera.

Questo deposito di scorie fu costruito nel classico stile di sfruttamento delle risorse naturali degli anni Trenta: venne sbarrata parte della valle con un argine di terra e nella cavità ottenuta si cominciò a gettare gli scarti pericolosi e tossici dell’estrazione dell’oro. Gradualmente si venne a formare un grande lago, riempito fino all’orlo di liquido grigiastro. La composizione esatta di questo liquido non è nota, ma è evidente che si tratti di veleno mortifero.


In via di principio era noto che i composti tossici di quel deposito di scorie andavano a finire nell’acqua e nel terreno. Di recente tuttavia sono comparsi dei dati ufficiali. Nel maggio 2010 un Laboratorio specializzato statale della Repubblica di Chakassija ha effettuato l’analisi di campioni di terreno e di acque di drenaggio in un appezzamento nella zona della stazione di pompaggio della miniera. Dai risultati delle analisi di laboratorio è stata stabilita un’eccedenza di contenuto di cianuro e ioni di nitrato nel terreno rispetto alla norma di quel dato territorio. Il superamento dei livelli di cianuri era da 5,8 a 10,6 volte la norma, degli ioni di nitrato da 1,2 a 2,3 volte. Dall’analisi chimica quantitativa è stato inoltre riscontrato il superamento della concentrazione dei derivati del petrolio rispetto a quel territorio da 1,21 a 4,95 volte. In seguito è stato precisato: «Il superamento del livello ammesso di contenuto di sostanze inquinanti nei campioni di terreno e di acqua va dalle 2 alle 8 volte, di contenuto di rame di 44,6 volte, di contenuto di cianuri di 9,6 volte».

Sebbene i campioni siano stati prelevati nella zona adiacente al deposito di scorie, cionondimeno durante il periodo d’esistenza del deposito i composti di cianuri sono penetrati nelle acque sotterranee, nel suolo e nel terreno, nelle piante, e si sono diffusi su un vastissimo territorio, in particolare scendendo lungo il corso del fiume Belyj Ijus. Da questo punto di vista tutta la zona adiacente alla miniera, compreso il villaggio di Kommunar, è soggetta a calamità naturale, e da essa andrebbe trasferita tutta la popolazione.

Ma questo non è l’unico pericolo. Adesso infatti, quando è evidente che il deposito di scorie è pieno fino all’inverosimile, sorge la minaccia della rottura di questo argine. Nel settembre 2009 nella regione di Magadan si ruppe l’argine del deposito di scorie di un’impresa di Karamkensk, e i composti di cianuri sono andati a finire nei fiumi Chasyn e Arman’.

Un’analoga rottura dell’argine della miniera di Kommunar porterebbe a una catastrofe di grossa portata, in quanto i cianuri andrebbero a finire nel fiume Belyj Ijus e poi nel Čulym; e potrebbero anche finire nelle prese d’acqua di molti centri abitati: Balachta, Nazarovo, Ačinsk, senza contare i villaggi più piccoli dislocati scendendo il corso del Belyj Ijus e del Čulym. Anche se il veleno non fosse in concentrazioni mortali, l’impatto sulla salute della popolazione di questi villaggi e cittadine sarebbe sconvolgente e si quantificherebbe come minimo in alcune migliaia di morti premature.

Va compreso che il deposito di scorie della miniera di Kommunar non è una discarica qualunque, ma una vera e propria “Cernobyl chimica”. Soltanto uno dei componenti contenenti veleno – il cianuro di potassio – basterebbe da solo ad avvelenare la popolazione di alcune cittadine, soprattutto se andasse a finire nei fiumi e nelle prese idriche. Il livello di pericolosità di questo deposito non diminuisce con il tempo. In un territorio così fortemente inquinato da metalli pesanti e composizioni chimiche tossiche non si deve vivere. In quella valle dove si trova il deposito di scorie nessuno dovrebbe abitarci costantemente.

Che cosa si può fare? […]
Esistono metodi di trasformazione di questi composti per una produzione utile o per lo meno per renderli inoffensivi. Bisogna però capire che un completo ripristino del deposito di scorie esige moltissime forze e spese. Non soltanto va liquidato il lago di sostanze velenose, ma anche rimosso e portato via il terreno contaminato, abbattuta e portata via tutta la vegetazione contaminata dai cianuri. E comunque sia, per un periodo di tempo molto lungo, nell’ordine dei 50-60 anni,  non si potrà neanche parlare di una riutilizzazione di questo territorio. […]

Data: 27.12.2010
Fonte: www.babr.ru
Autore: Dmitrij Verchoturov
Traduzione: S.F.

Link al file PDF dell'articolo: La Cernobyl chimica della Chakassija


13/01/12

PORTAR VIA LE COSE DA CERNOBYL ERA PERMESSO SOLO DAGLI ARMADI


I liquidatori di Odessa ricevevano dosi mortali di radiazioni, ma preferivano non parlarne. 

Oggi gli ucraini per tradizione rendono un tributo a coloro che a prezzo della loro salute hanno salvato la vita alle generazioni future. È il giorno della celebrazione dei partecipanti alla liquidazione delle conseguenze dell’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. Esattamente il 14 dicembre di 20 anni fa venne portata a termine la liquidazione della catastrofe – con la copertura del 4° reattore con un sarcofago di cemento. 



«Chiese perché non facessimo la ginnastica, e noi che evitavamo ogni movimento superfluo». 

Tra gli odessiti che erano stati mandati a Cernobyl c’era anche Pëtr Rostovcev, chiamato nel maggio 1986 alle esercitazioni militari a Krasnoznamenka, dove allora era dislocata un’unità della difesa civile. Il reggimento là formato venne mandato nel villaggio di Starye Sokoli, non lontano da Pripjat’. 

Nella “zona” Pëtr ci rimase due mesi – da maggio a luglio del 1986. Svolgeva il servizio di pattuglia – una volta ogni tre giorni andava in spedizione al reattore distrutto della centrale. 

– Arrivavamo nei pressi del reattore danneggiato, ci cambiavamo e su indicazione del responsabile a tre per volta salivamo sul tetto, dove con i badili nel corso di 30 secondi gettavamo per terra i residui di grafite, – racconta il liquidatore. – In tutto io ne svolsi tre di quei turni, tre missioni sul tetto. Evidentemente fu allora che ricevetti la dose limite e fui trasferito a lavorare al quartier generale dell’unità. 

Il soldato racconta che ai suoi colleghi i dosimetri indicavano dosi differenti di radiazioni. Il capo del servizio chimico allora spiegò che tutto dipendeva dalla corrente del vento: alcuni ricevevano una dose maggiore, altri una minore. 

Dalle parole dei testimoni ad affrontare incidenti di quella portata in Unione Sovietica nessuno era pronto. Talvolta capitavano anche episodi curiosi. 

– Per fare un esempio, il capo dello stato maggiore del reggimento, ritornato dopo un periodo d’assenza, chiese perché al mattino non si svolgesse più la ginnastica, al che gli spiegarono che qui non era permesso neanche camminare veloce, – con un sorriso amaro ci racconta il nostro interlocutore. – Una vera e propria assistenza medica non c’era, come anche i preparati. 

Il liquidatore fa notare che l’unico preparato medico che veniva loro dato per proteggersi dall’irraggiamento si chiamava “Eleuterokokk”. 

Inizialmente durante il lavoro la dose massima ammessa per i liquidatori era di 25 roentgen, dopo due settimane venne però abbassata a 10. Questo a causa del fatto che al termine del lavoro nella zona morivano moltissime persone. E nonostante che la dose venne abbassata, le radiazioni che si prendevano erano comunque assai di più. I dosimetri venivano dati soltanto durante il tempo del lavoro (30-45 secondi). Ma anche tutto il tempo rimanente le persone ricevevano dosi significative d’irraggiamento, di questo però preferivano tacere. 

Giocattoli sparsi al parco giochi 

Mentre la gente riceveva dosi mortali di sostanze radioattive, in città comparvero gli sciacalli. 

– Dopo alcuni di quei casi, si dovette circondare Pripjat’ con uno steccato, entrare in città divenne assai complicato, – racconta Vjačeslav Belov, ex membro del gruppo operativo del Ministero degli Interni, che prese parte alla liquidazione dei Cernobyl. – La gente tuttavia veniva a prendere le proprie cose. Nelle case che si trovavano più vicine al 4° reattore non si poteva portar via niente, mentre nei rimanenti edifici era permesso prendere solo le cose che erano chiuse negli armadi. 

Il gruppo operativo era dislocato nel villaggio di Mar’janovka, a quasi 70 km dalla città. Pranzavano durante la strada verso la “zona”, e poi si mettevano a pattugliare Pripjat’. I poliziotti rimanevano nella zona pericolosa due volte più del limite di tempo permesso – dalle 6 alle 8 ore al giorno invece di 3-4. Gli autobus che trasportavano gli agenti di polizia potevano entrare in città solo due volte, la terza venivano mandati al “cimitero”. 

– Si presentava un quadro terrificante: cammini per Pripjat’, la città vuota, i giocattoli buttati per terra. Non si poteva però avvicinarsi al parco giochi – là tutti i dosimetri impazzivano, – aggiunge il veterano. – Noi camminavamo soltanto sui marciapiedi, avevamo timore di toccare gli alberi, le foglie. 

I poliziotti indossavano sul viso i “petali” protettivi e li cambiavano ogni due ore. Sostituivano le fasce soltanto perché nella zona delle narici comparivano dei puntini rosso vivo. Non si aveva la sensazione delle radiazioni, in seguito però comparve un costante sapore di metallo. A causa di quel lavoro dopo una settimana i ragazzi cominciavano a perdere i sensi. Quelli maggiori di 25 anni sopportavano le radiazioni più facilmente. 

Insieme a tutti i soccorritori dell’Ucraina nella zona dei 30 km, nelle città di Pripjat’ e Cernobyl dal 1986 al 1991 lavorarono 352 liquidatori della regione di Odessa.

Data: 14.12.2011
Fonte: www.kp.ua
Autori: Pavel Anfimov, Sergej Didkovskij
Traduzione: S.F.


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12/01/12

THE BATTLE OF CHERNOBYL

Film documentario del 2006 prodotto da Discovery Channel. Regia di Thomas Johnson.



11/01/12

PRIPYAT.COM

PRIPYAT.COM è il sito della città di Pripjat', fondata nel 1970 e totalmente evacuata nel 1986, nei giorni successivi all'incidente di Cernobyl. Nel sito, diviso nelle seguenti sezioni, si trovano tanti materiali interessanti, parte tradotti in inglese e tedesco:

Pripjat’ e Cernobyl 
Notizie 
Articoli e pubblicazioni 
Domande frequenti 
Fotogalleria 
Media 
Documenti 
Persone e destini 
Letteratura e arte 
Museo di Cernobyl 
Links
Contatti



Dalla presentazione del sito:

Il progetto internazionale PRIPYAT.com è stato creato nel 2004 da alcuni ex abitanti della città come sito Internet non ufficiale di Pripjat’. Oggi il sito è la più grande comunità on line al mondo legata a questa città e alla catastrofe di Cernobyl in generale. Noi comprendiamo l’enorme significato di Pripjat’ per le future generazioni e la sua vulnerabilità. Perciò ci battiamo affinché Pripjat’ venga riconosciuta città-museo e messa sotto tutela. Il progetto PRIPYAT.com è un luogo per coloro che amano la Città: la sua breve e fiorente gioventù, il suo terribile destino, la sua odierna solitudine occulta e il suo futuro. Finché esiste questo sito, vive anche la città di Pripjat’. 

Nelle intenzioni iniziali il sito voleva rappresentare un monumento alla città defunta e un luogo di contatto per gli abitanti di Pripjat’ sparsi in tutto il mondo. Il progetto è però cresciuto e si è sviluppato. Così che, col tempo, alle priorità iniziali se ne sono aggiunte delle nuove. Ora PRIPYAT.com è diventato il sito non ufficiale non soltanto della città di Pripjat’, ma di tutta la Zona d’interdizione dei 30 km attorno alla centrale. Qui si trovano tutte le informazioni sulla Centrale nucleare di Cernobyl, sulle cause dell’incidente e sui lavori di liquidazione delle sue conseguenze, sullo stato della Zona e della vita odierna dei suoi abitanti. La Zona di Cernobyl non è solamente il luogo della più disastrosa catastrofe tecnologica. È anche l’antica terra del Poles’e, bella in eterno È un monumento della passata epoca sovietica. È una riserva naturale unica, nella quale a sostituire l’uomo stanno tornando specie di flora e fauna in via d’estinzione. 

Il pubblico del sito è in costante crescita: ogni mese è frequentato da più di 90 mila persone. È in corso il lavoro sulle versioni inglese e tedesca del progetto. Vengono costantemente aggiornate la galleria fotografica e la biblioteca dei materiali pubblicati. Un orientamento a parte dell’attività del sito è quello della tutela di Pripjat’. La città abbandonata è infatti indifesa davanti a sciacalli, saccheggiatori e amanti del turismo estremo.

09/01/12

A «RADIMIČI» È ARRIVATA NUOVA ATTREZZATURA. GLI ABITANTI DELLA REGIONE DI BRJANSK HANNO RACCOLTO FONDI PER I BAMBINI INVALIDI CON GLI SMS


Gli abbonati di Tele2, partecipando all’iniziativa congiunta dell’operatore telefonico e dell’organizzazione no-profit di Novozybkov «Radimiči per i bambini di Cernobyl», hanno raccolto fondi per i bambini invalidi. Tutti i soldi raccolti – 33.360 rubli (834 €) – sono andati all’organizzazione. 

Con questi soldi sono stati acquistati due sedie a rotelle, materiali metodologici per bambini, bilance da pavimento, un apparato per la misurazione della pressione e un calibro d’altezza. 

Data: 31.12.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

FUSIONE NUCLEARE TRA I FORNELLI DELLA CUCINA: ARRESTATO UNO SVEDESE

Link alla notizia pubblicata su www.ecoblog.it il 05.08.2011



05/01/12

NELLA “CERNOBYL” DI DNEPROPETROVSK LE RADIAZIONI NON SONO DA MENO DELL’ORIGINALE

Il fondo di radioattività emana e gli scienziati dicono che dalla locale miniera è stato estratto non soltanto uranio 

Oggi gli scienziati di Dnepropetrovsk hanno ufficialmente confermato che in provincia di Nikopol’sk, in Ucraina, nel posto dove prima c’era una miniera per l’estrazione dell’uranio, c’è effettivamente un livello pericoloso di irraggiamento radioattivo. 

Essi hanno diffuso i risultati delle analisi dei campioni di terreno effettuate in un laboratorio certificato. Ricordiamo che due settimane prima l’ecologo di Nikopol’sk Jurij Babinin e il suo collega di Char’kov Aleksej Vedmidskij avevano dichiarato che a 4 km dal villaggio di Dovgievka era stata trovata una locale “Cernobyl”. I rilevatori degli ecologi, nell’area abbandonata dove si trovava in precedenza la miniera, avevano testimoniano di un superamento della norma di venti volte dell’intensità dell’irraggiamento radioattivo. Inoltre gli ecologi avevano dichiarato che la popolazione locale come se niente fosse fa pascolare nei terreni radioattivi il bestiame e dissotterra le condutture della miniera in cerca di pezzi di metallo. 

Dell’analisi dei campioni di terreno se ne sono occupati uno scienziato di Dnepropetrovsk, l’accademico Vladimir Gončarenko, e il suo collega Sergej Kicenko. «Il mio apparecchio è certificato. Abbiamo qui tre diversi campioni di terreno: uno viene da Krivoj Rog, gli altri due da Dovgievka. Vedete – il terreno di Krivoj Rog emana 14 microroentgen all’ora, cioè non superano la norma, questo stesso livello lo si trova qui nel nostro edificio. Il terreno di Dovgievka invece emana un po’ più della norma» – dice Gončarenko avvicinando il suo rilevatore ai campioni di terreno e misurando le radiazioni gamma. Dopodiché lo scienziato propone di misurare le radiazioni beta (ci sono tre tipi d’irraggiamento) e appoggia il rilevatore su un campione di terreno di Dovgievka. L’apparecchio all’istante si è mette a suonare. «Vedete, 645 microroentgen all’ora per una norma di 40! È evidente che quelli del Ministero delle Emergenze hanno misurato soltanto le radiazioni gamma, le quali si trovano un po’ ovunque in natura. Le emanazioni alfa e beta sono più pericolose, anche se hanno un raggio d’azione più ristretto – vedete che se porto l’apparecchio a mezzo metro di distanza esso tace» – spiega lo scienziato. 

L’analisi del secondo campione di terreno di Dovgievka fa impazzire il rilevatore, che si mette a suonare all’impazzata. «Vedete, esso indica un livello d’irraggiamento di ben 611 particelle al secondo! Supera la norma di 30 volte! Io mi sento tranquillo soltanto perché me ne sto a mezzo metro dalla fonte d’irradiazione, ma se mangio un frutto cresciuto su questo terreno o bevo del latte di una mucca che si nutre con quell’erba tutti i radionuclidi finiranno nel mio organismo. Io dichiaro ufficialmente che il territorio di questa zona abbandonata è contaminato. Solo non interamente, ma a macchie. Esse vanno rilevate, protette e disattivate» – afferma Gončarenko. 

Il suo collega a sua volta fa una dichiarazione scioccante: «Nel terreno abbandonato abbiamo rilevato elementi come il torio, il radio e il radon, tutti prodotti caratteristici del decadimento dell’uranio. Ma vi abbiamo trovato anche il cesio e lo stronzio (che si trovano in abbondanza nella zona d’interdizione di cernobyl). E tali elementi indicano che lì o c’è stata un’esplosione nucleare oppure si è svolto un ciclo nucleare completo (ha funzionato un reattore)» – dice lo scienziato. 

Data: 16.12.2011 
Fonte: www.segodnya.ua
Traduzione: S.F.

04/01/12

A NOVOZYBKOV SONO VENUTI SPECIALISTI DALLA GERMANIA

All’organizzazione “Radimiči” il 31 ottobre e 1° novembre 2011 sono stati in visita i rappresentanti dell’organizzazione no-profit “Pro-Ost”.

Gli specialisti tedeschi hanno tenuto dei seminari con i colleghi russi, nel corso dei quali hanno condiviso metodi innovativi di lavoro con i bambini e i giovani. Marita Anders non è la prima volta che viene qui: lei insegna infatti la bobat-terapia ai collaboratori dello Studio di riabilitazione e cura riabilitativa per i bambini con paralisi cerebrale, che funziona dal 1993 presso l’organizzazione “Radimiči”. Da allora lo Studio di Novozybkov ha acquisito notorietà anche oltre i confini della regione di Brjansk. Ogni anno vengono qui a curarsi oltre 400 bambini dalle diverse regioni della Russia. A “Radimiči” utilizzano metodi non medicamentosi per la cura riabilitativa della paralisi cerebrale. Lo Studio funziona in stretta collaborazione con gli specialisti tedeschi di Colonia e Zolingen.

Per alcuni giorni sono inoltre stati a Novozybkov dei maestri di aikido, sempre dalla Germania, dove hanno tenuto delle lezioni per i ragazzi di Novozybkov e Klincy […]

Data: 02.12.2011
Fonte: www.novozybkov.ru
Traduzione: S.F.

BICICLETTATA INTERNAZIONALE DEDICATA AL 25° ANNIVERSARIO DI CERNOBYL

Dal 30 maggio al 1° giugno 2011 nelle province di Novozybkov (Russia) e Dobruš (Bielorussia) si è svolta una corsa in bicicletta dedicata al 25° anniversario di Cernobyl. 

Alla spedizione hanno partecipato le squadre delle scuole di Nosoviči (provincia di Dobruš), Zamiševo, Novye Boboviči e Šelomy (provincia di Novozybkov). In tre giorni sono stati percorsi circa 190 km. Il percorso ha toccato Krasnyj Kamen’, Novozybkov, Novye Boboviči, Staryj Vyškov, i villaggi bielorussi spopolati di Očeso-Rudnja, Berëzki, Dem’janki, la città di Dobruš, Igovka, Korma, Pererost, Nosoviči, Dobruš, Novozybkov. 

È sconfortante guardare i villaggi e i paesi abbandonati, dove una volta le persone vivevano, studiavano e lavoravano, mentre ora la nera croce di Cernobyl ha cancellato la vita passata. La memoria della gente si è tuttavia conservata: nella zona contaminata non è stato trascurato neanche un monumento ai caduti della guerra. La chiesa del villaggio abbandonato di Vylevo è stata addirittura trasportata a Gomel’.


Data: 01.05.2011 
Fonte: www.molod.nvzb.ru
Traduzione: S.F.

LA RISTRUTTURAZIONE È COMPLETATA

Nel FAP (punto medico) di Novye Boboviči in provincia di Novozybkov sono stati completati i lavori di ristrutturazione capitale. Il FAP è stato attrezzato con arredamento e apparecchiature nuove. Presto il FAP riprenderà il lavoro a pieno regime. […]

Data: 01.12.2011
Fonte: www.mayak.nvzb.ru
Traduzione: S.F.

LA RISTRUTTURAZIONE È COMPLETATA

Nel FAP (punto medico) di Novye Boboviči in provincia di Novozybkov sono stati completati i lavori di ristrutturazione capitale. Il FAP è stato attrezzato con arredamento e apparecchiature nuove. Presto il FAP riprenderà il lavoro a pieno regime. […]

Data: 01.12.2011
Fonte: www.mayak.nvzb.ru
Traduzione: S.F.

07/12/11

LETTERA DALLA SCUOLA DI DOBRODEEVKA, 05.12.2011

Un saluto da Dobrodeevka!!!
Vogliamo ringraziare la vostra organizzazione per l’aiuto portato alla nostra scuola. Con i soldi da voi donatici abbiamo comprato:

1. Computer portatile
2. Proiettore
3. Articoli sportivi (9 palloni da pallavolo, calcio e basket, 3 palle per massaggi, corde per saltare, racchette da ping-pong)
4. Giochi per l’asilo
5. Set di cucchiai di legno (16 pezzi) per le lezioni di musica popolare.

Vi ringraziamo tantissimo!! Abbiamo la documentazione sulla merce acquistata, diteci come procedere per rendicontarvi.

Tanti saluti da tutti noi
Con rispetto

Il direttore della scuola Ivan!!


L'acquisto del materiale per la scuola del villaggio di Dobrodeevka fa parte del gemellaggio tra questo villaggio russo e il comune di Baveno nell'ambito del progetto Villaggi Amici. Oltre al materiale per la scuola, nel 2011 sono stati mandati a risanare a Dubrava 5 bambini del villaggio, e una rappresentanza di 4 bambini di Dobrodeevka, accompagnati dalla loro insegnante di musica Elena, è venuta a settembre in Italia con il progetto musicale "Il viburno rosso".

NEL «BOSCO DI BRJANSK» È NATO IL PRIMO PICCOLO BISONTE


Il piccolo di bisonte europeo “zubr” è nato da una femmina di bisonte che avevano introdotto nella riserva «Bosco di Brjansk» lo scorso autunno. Il lieto evento è avvenuto venerdì 11 novembre. […] 
Il programma d’introduzione dei bisonti europei (“zubry”) nella regione di Brjansk è stato pianificato per tre anni, dal 2011 al 2013. 

Data: 11.11.2011
Fonte: www.news.nashbryansk.ru
Traduzione: S.F.

25/11/11

PER IL PROGRAMMA DI RIABILITAZIONE DEI CERNOBYLIANI DELLA REGIONE DI BRJANSK PER IL 2012 SONO STATI STANZIATI 123 MILIONI DI RUBLI


Per il programma «Riabilitazione della popolazione e dei territori della regione di Brjansk colpiti dagli effetti della radioattività in seguito alla catastrofe alla Centrale nucleare di Cernobyl» nel budget 2012 sono previsti 123 milioni di rubli (circa 3 milioni di euro). In quanto a denaro sono rimaste invariate rispetto all’anno in corso le spese per l’assistenza medica specializzata ai cittadini colpiti dagli effetti delle radiazioni – 5,8 milioni di rubli (145.000 euro). […] 

La maggior parte dei programmi relativi al Comitato hanno ricevuto finanziamenti comparabili con quelli dell’anno in corso. Ad esempio 5 milioni di rubli (122.000 €) l’anno prossimo andranno per la sicurezza ecologica dell’ambiente tramite il trattamento con i pesticidi. Per il programma “Tutela dell’ambiente della Regione di Brjansk” sono state preventivate spese per 36,2 milioni di rubli (883.000 €), per la sicurezza degli impianti idrotecnici e la realizzazione di interventi antipiene 7,78 milioni di rubli (189.000 €). Per l’impiantistica e lo sviluppo dei centri abitati della regione di Brjansk sono previsti 32 milioni di rubli (780.000 €). […] 

Data: 12.11.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

24/11/11

LE SCORIE NOCIVE DI KIEV VERRANNO PORTATE A CERNOBYL


Le scorie degli impianti “nocivi” della capitale – in particolare del complesso industriale “Radon” – verranno sotterrate nella zona d’interdizione della Centrale nucleare di Cernobyl. Lo ha affermato il capo dell’amministrazione cittadina di Kiev Aleksandr Popov.

«Questo è un problema a livello nazionale e non soltanto di Kiev. In parte risolveremo il problema quest’anno, perché dobbiamo assolutamente finire di costruire glspan" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-small;">Fonte: www.stolitsa.glavred.info
Traduzione: S.F.

21/11/11

PENSIERI DEI VOLONTARI DELLO STAGE AMBIENTALE "COSTELLAZIONE VERDE" "(SETTEMBRE 2011)



PENSIERI DEI VOLONTARI DELL’EKO-CLUB «COSTELLAZIONE» DI KLINCY 
«Costellazione verde» – eco-stage in Italia,settembre 2011

Ci sono state tante cose interessanti: la visita al Centro di ricerca scientifica dell’Unione europea, l’incontro con gli alunni del liceo musicale e artistico, la conoscenza con i dirigenti di alcune cittadine del nord Italia, l’escursione in montagna e la gita nella città più romantica del mondo, Venezia. In particolare però sono rimasta colpita da un evento al quale abbiamo avuto occasione di partecipare pure noi: la Marcia della Pace italiana. Immaginatevi un’infinita colonna di persone, più di 200.000, che avanza per 27 chilometri. I partecipanti inneggiano alla pace in tutto il mondo, contro gli atti terroristici, la povertà e la disoccupazione, la tossicodipendenza, scandiscono «No alla guerra!». 
La cosa sorprendente è che una manifestazione di questa portata non avvenga per costrizione, ma per l’imperativo dei cuori. Durante la marcia abbiamo ascoltato canzoni folkloristiche italiane, esibizioni di musicisti rock, programmi delle diverse organizzazioni ambientali. Noi abbiamo cantato la canzone «Katjuša», ottenendo uno scroscio di applausi.
Marija Vasil’cova 

Una sera assieme al complesso di Novozybkov «Viburno rosso» ci hanno invitati al ricevimento del sindaco della città di Baveno. Là abbiamo raccontato della nostra attività, cantato le canzoni «Papaveri rossi» e «Voglio andare a casa». Finita la parte ufficiale, gli italiani hanno organizzato una lotteria con i regali. Vi abbiamo preso tutti parte e poi insieme abbiamo cantato. 
Mi ha colpito che nonostante la barriera linguistica ci siamo capiti benissimo tra di noi. Ne consegue che non per forza bisogna parlare la stessa lingua, semplicemente bisogna essere aperti alla comunicazione, desiderare di comprendere il tuo interlocutore. 
Anastasija Zubareva 

Del viaggio in Italia mi sono rimasti dei ricordi luminosi. Ma soprattutto mi è rimasta impressa l’escursione in montagna. All’inizio siamo andati in macchina, e poi con una guida del club degli alpinisti per due ore siamo saliti sulla cima lungo una pendenza di 45 gradi. Il sentiero era molto pericoloso e c’è stato bisogno di estrema attenzione e resistenza alla fatica per arrivare in cima. Ma ce l’abbiamo fatta. E abbiamo visto le vette innevate delle Alpi. Una bellezza inaudita! Il momento in cui davanti al nostro sguardo sbalordito sono apparse le Alpi non me lo dimenticherò mai. Per alcuni secondi siamo rimasti come incantati in una sorta di venerazione, cercando di tirare il fiato e imprimere nella memoria quel quadro straordinario. 
Inoltre mi è rimasta impressa la visita alla città di Ispra, dove si trova il Centro europeo di ricerca scientifica. Questo centro venne fondato ancora negli anni Cinquanta del secolo scorso. Inizialmente là veniva studiata l’energia nucleare, mentre ora studiano l’energia solare ed eolica. Questo centro è come una piccola città nella quale ogni via porta il nome di uno dei paesi facenti parte dell’Unione europea. Io ho capito come sarebbe bello e utile per la nostra ecologia rinunciare all’energia nucleare e cominciare a utilizzare, per esempio, i pannelli solari.

Vlad Jazvenko

СОЧИНЕНИЯ ВОЛОНТЁРОВ ЭКО-КЛУБА «СОЗВЕЗДИЕ» Г. КЛИНЦЫ 
«Зелёное созвездие» – эко-стажировка в Италии, сентябрь 2011 года 

Было много интересного: и посещение научно-исследовательского центра Евросоюза, и встреча с учениками музыкального и художественного лицея, и знакомство с руководителями небольших городов на севере Италии, и поход в горы, и экскурсия в самый романтический город мира – Венецию. Но особенно меня потрясло событие, участниками которого нам довелось быть. Это итальянский марш мира. Представьте себе огромную колонну людей – более 200 тысяч человек, которая движется вперёд 27 километров. Участники выступают за мир во всём мире, против террористических актов, нищеты и безработицы, наркомании, скандируют «Нет войне!». 
Удивительно, что мероприятие такого масштаба проходит не про принуждению, а по велению сердец. Здесь мы также услышали итальянские фольклорные песни, выступления рок-музыкантов, программы различных экологических организаций. Мы исполнили песню «Катюшу» и заслужили шквал аплодисментов. 
Мария Васильцова 



В один из вечеров нас вместе с ансамблем из Новозыбкова «Калина красная» пригласили на приём к мэру города Бавено. Мы рассказывали о своей деятельности, спели песни «Красные маки» и «Хочу домой». После того как закончилась официальная часть, итальянцы устроили лотерею с подарками. Мы все принимали в ней участие, затем вместе пели. 
Меня поразило то что, несмотря на языковой барьер, мы прекрасно понимали друг друга. Оказывается, необязательно говорить на одном языке мира, просто нужно быть открытым для общения, пожелать понять собеседника. 
Анастасия Зубарева 

Поездка в Италию оставила яркие воспоминания. Но особенно запомнился поход в горы. Сначала мы ехали на машине, а потом с проводником из клуба альпинистов два часа поднимались на вершину под углом 45 градусов. Тропа была очень опасной, и требовалось огромное внимание и выносливость, чтобы дойти до вершины. Но мы справились. И увидели снежные вершины Альпийских гор. Это удивительная красота! Мгновение, когда перед нашим изумлённым взором предстали Альпы, я не забуду никогда. На несколько секунд мы все замерли в каком-то благоговении, пытаясь перевести дух и запечатлеть в памяти эту великолепную картину. 
Ещё мне запомнилась поездка в город Испра, в котором находится Европейский научно-исследовательский центр. Этот центр был основан ещё в 50-е годы прошлого века. Сначала там изучали атомную энергию, а сейчас изучают энергию солнца и ветра. Этот центр как маленький город, в котором каждая улица носит название одной из стран, входящих в Евросоюз. Я понял, как было здорово и полезно для нашей экологии отказаться от атомной энергии и начать использовать, например, солнечные батареи. 
Влад Язвенко


File PDF:
Pensieri volontari eko-stage, novembre 2011

FUKUSHIMA: AGRICOLTURA E BESTIAME CONTAMINATI DA CESIO-137

Link all'articolo pubblicato su www.greenstyle.it il 16.11.2011:

Fukushima: agricoltura e bestiame contaminati da Cesio-137

10/11/11

A TOGLIATTI IN MOSTRA LE OPERE DEI LIQUIDATORI DELL’INCIDENTE ALLA CENTRALE DI CERNOBYL


Il 19 ottobre 2011 si è aperta la mostra artistica di beneficenza “La memoria del cuore”, dedicata ai 25 anni dalla posa del sarcofago sopra la centrale di Centrale di Cernobyl. 

 Nell’esposizione saranno presentate le opere di artisti professionisti di Togliatti e Samara e anche di artisti amatoriali che presero direttamente parte alla liquidazione delle conseguenze della catastrofe di Cernobyl. 

Il progetto è organizzato per iniziativa delle associazioni dei cernobyliani di Togliatti con la collaborazione dell’amministrazione del centro ricreativo “Rusič” e l’appoggio delle unioni professionali degli artisti della Russia. 

Data: 18.10.2011
Fonte: www.tit.ru
Traduzione: S.F.

07/11/11

NEI FUNGHI DELLA PREFETTURA DI FUKUSHIMA È STATO TROVATO DEL CESIO


Le autorità giapponesi pensano a dove stivare tonnellate di terreno radioattivo. 

Nei funghi shiitake di una serra della prefettura di Fukushima è stato riscontrato un elevato livello di isotopi radioattivi di cesio. 

In un kg di funghi analizzati c’erano 850 bq di sostanze radioattive, per un limite normativo ammesso di 500 bq. La serra si trova in una fattoria dove sono state interrotte le consegne di terra. 

Oltre che per i funghi radioattivi, gli abitanti della prefettura sono in allarme per i progetti delle autorità di un seppellimento temporaneo nelle città adiacenti alla centrale nucleare di Fukushima-1 del combustibile nucleare lavorato. Le autorità assicurano che fra tre anni costruiranno degli speciali depositi. […] 

Data: 29.10.2011
Fonte: www.news.mail.ru
Traduzione: S.F.

03/11/11

02/11/11

I LUPI RADIOATTIVI DI CERNOBYL - CHERNOBYL'S RADIOACTIVE WOLVES - РАДИОАКТИВНЫЕ ВОЛКИ ЧЕРНОБЫЛЯ

Genere: documentario
Produzione: Austria, Germania, Bielorussia, USA
Anno: 2011
Regista: Klaus Feichtenberger (Austria)
Durata: 52 minuti


Chernobyl's Radioactive Wolves (in inglese)



Радиоактивные волки Чернобыля (in russo)


31/10/11

IN RUSSIA ABOLITA L'ORA LEGALE

La Russia dopo 30 anni ha abolito l'ora legale, e dunque la scorsa notte non sono state spostate le lancette indietro come nei paesi dell'Europa occidentale.

Di conseguenza, per i prossimi sei mesi la differenza oraria tra l'Italia e la Russia europea (Mosca, San Pietroburgo, regione di Brjansk) sarà di tre ore e non più di due. Se a Ornavasso saranno le 9 del mattino, a Klincy saranno le 12.00.

Anche la Bielorussia si è adeguata al decreto della Russia, e quindi a Minsk ci saranno due ore di differenza in avanti invece che una come in precedenza. 

AGLI AMERICANI HANNO MOSTRATO «I LUPI RADIOATTIVI DI CERNOBYL»


Il canale tv PBS ha mostrato in anteprima ai telespettatori americani il film documentario «I lupi radioattivi di Cernobyl» che racconta dello stato delle popolazioni di animali selvatici nella zona d’interdizione di Cernobyl, «un territorio che a tutt’oggi rimane troppo radioattivo per la vita degli uomini». 

Lupi in un villaggio della zona radioattiva.

Come non è difficile indovinare dal titolo, i protagonisti del film sono proprio i lupi. «In quanto principali predatori in questo nuovo deserto, i lupi meglio di ogni altra cosa rispecchiano lo stato di tutto l’ecosistema in quanto, se per i lupi va tutto bene, questo significa che anche per le popolazioni degli animali che loro cacciano va tutto bene» – è scritto nell’annuncio della proiezione. 

La «zona morta» di Cernobyl è diventata un paradiso per i castori, i bisonti, i cavalli, i pesci e gli uccelli. Le condizioni in essa non sono compatibili per la vita delle persone, ma la cosa, a quanto sembra, non preoccupa i lupi. 

Come fa notare il critico tv del «New York Times» Michael Hale, dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Cernobyl non di rado è stato portato come esempio di quello che sarebbe potuto succedere con questo nuovo incidente. Tuttavia, scrive Hale, il film consente di guardare le cose in modo diverso: la vita si mantiene, nonostante tutti gli sforzi della razza umana per distruggerla – certo, non si parla per forza della vita degli uomini… 

Michael Hale dà atto ai creatori del film per il profondo approccio al tema e anche a Vadim Sidorovič, l’esperto bielorusso di lupi che ha recitato in esso, che definisce “un ottimo personaggio”. 

Alle riprese del film ha preso parte diretta anche Igor’ Byšnev, ecologo bielorusso, candidato in scienze biologiche, regista-animalista. 

«Quando la cinepresa non si focalizza sugli animali, essa ci fa vedere i villaggi abbandonati, che ci ricordano gli scenari apocalittici hollywoodiani, ma sono ancor meglio in quanto veri. Gli alti edifici di cemento della città di Pripjat’ assomigliano a isole in un mare verde di enormi alberi; le piante crescono attraverso i pavimenti delle classi vuote delle scuole» – scrive Mike Hale. 

«In queste strane decorazioni pastorali gli animali si fanno gli affari propri, trovando come utilizzare le cose abbandonate dall’uomo. I lupi si mettono sulle zampe posteriori per dare un’occhiata nelle finestre delle case, cercano la strada per andare sui tetti, che loro usano come punti d’osservazione» – si dice nell’articolo. L’autore invita a pensare a cosa succederebbe se a disposizione degli animali finisse l’intero pianeta. 

La prima mondiale del film si è tenuta in Austria il 16 aprile 2011. Alla televisione bielorussa “I lupi radioattivi” è andato in onda il 26 aprile, in occasione dell’anniversario di Cernobyl.

Il film è stato girato unendo le forze di documentaristi di quattro paesi: Austria, Bielorussia, Germania e USA. Per girare il film “I lupi di Cernobyl”, della durata di 52 minuti, essi hanno di fatto vissuto sei mesi in condizioni estreme nella riserva ecologico-radioattiva del Poles’e (Bielorussia meridionale). 

Il film “I lupi radioattivi di Cernobyl” è diventata la prima puntata della nuova e trentesima stagione del programma a puntate “Natura” del canale PBS.

Data: 21.10.2011
Fonte: www.naviny.by
Traduzione: S.F.

27/10/11

I GINNASIALI HANNO FATTO UNO STAGE IN ITALIA

Dal 13 settembre al 3 ottobre tre volontari del club «Costellazione» («Созвездие») del ginnasio n. 1 di Klincy – gli alunni dell’11ª classe Anastasija Zubareva, Marija Vasil’cova e Vladislav Jazvenko – assieme alla responsabile Elena Ginzburg hanno effettuato uno stage a indirizzo ambientale di tre settimane in Italia.

Gli stagisti del ginnasio di Klincy in visita a Legambiente Lombardia

Gli scopi del viaggio erano: l’innalzamento del livello delle nozioni teoriche e pratiche dei membri del club, la conoscenza con l’esperienza avanzata di imprese e organizzazioni nel campo della difesa dell’ambiente, lo scambio d’esperienza con diversi eko-club italiani. Tutte le spese di questo importante viaggio di studio dei ginnasiali oltre i confini della Russia sono state sostenute dall’associazione «Legambiente». Questo tipo di stage per ragazzi russi – per il quale sono stati scelti proprio gli scolari della nostra città – è stato il primo. 

La conoscenza degli scolari di Klincy con i volontari italiani era avvenuta già nel 2008 durante il periodo di risanamento primaverile a «Dubrava». Allora gli italiani proposero loro di partecipare alla campagna «Puliamo il mondo» che si è svolta il 1° ottobre 2008. Quelli furono i primi timidi passi per venirsi incontro. Una collaborazione più consistente della scuola con l’organizzazione italiana ha avuto inizio a partire dal 2009, quando venne instaurato un contatto con il settore di Legambiente «La Russia di Cernobyl», il quale reca aiuto e sostiene i bambini delle zone contaminate di Russia, Bielorussia e Ucraina colpite dall’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. I ginnasiali sono diventati partner attivi del «Progetto Cernobyl» e della campagna annuale internazionale «Puliamo il mondo». Dopo tre visite al ginnasio di Klincy e la conoscenza del lavoro del club «Costellazione», a gennaio 2011 da parte di Legambiente è arrivata la proposta dello stage in Italia. 


I ginnasiali hanno alloggiato nelle famiglie e a Villa «Sole» nella città turistica di Stresa nella parte settentrionale dell’Italia. Il programma dello stage includeva anche una componente culturale. I ragazzi sono stati a Baveno, Nebbiuno, Milano, Torino, Venezia, Creazzo, Cavazzale, Gallarate e in altre città. 

I giovani volontari hanno svolto delle lezioni di ecologia nelle quali si è sottolineato come il mantenimento dell’equilibrio dell’ambiente e la sua difesa da minacce reali e potenziali, create da fattori sia antropogenici che naturali, siano i principali compiti della sicurezza ecologica. I ragazzi hanno visitato il museo dell’ambiente, il giardino botanico «Alpinia», i parchi naturali «Palude di Brabbia» e «Valgrande». Inoltre hanno effettuato un’escursione in montagna. Parte del programma è consistita nella visita delle tre isole Borromeo: Bella, Madre e dei Pescatori, ubicate nell’Italia del Nord. 

Non poche cose sorprendenti hanno atteso i ginnasiali al museo tecnico-scientifico «A come Ambiente» e al centro scientifico di ricerca «Euratom» dell’Unione europea, dove hanno fatto la conoscenza delle tecnologie più avanzate nel settore della tutela ambientale. 

Nella città di Gallarate i ragazzi hanno visitato una fabbrica di batterie solari. Di pannelli solari in Russia (a differenza dei paesi europei) ancora non ce n’è. L’organizzazione Legambiente ha offerto il suo appoggio per la realizzazione di un progetto d’installazione di pannelli solari nella nostra città. 

La visita al Conser VCO – l’organizzazione provinciale per la raccolta differenziata nella zona di Stresa – ha permesso ai ragazzi di fare la conoscenza con il processo di produzione senza rifiuti. In questo impianto di smaltimento dei rifiuti ha luogo la raccolta differenziata (plastica, carta, vetro, rifiuti organici) in vista di una riutilizzazione dei rifiuti stessi. Gli italiani offrono il loro aiuto all’amministrazione di Klincy per l’introduzione di queste tecnologie. 

Durante la visita del quartier generale di Legambiente a Milano i giovani di Klincy hanno preso conoscenza dell’esperienza dei volontari italiani. Essi organizzano tante campagne. Una di queste riguarda il mare. Navigando su una barca lungo le rive, i volontari analizzano l’inquinamento dell’acqua lungo le spiagge. Nei territori puliti lasciano una bandiera verde, in quelli inquinati gialla oppure rossa. 

Un’enorme impressione i ginnasiali l’hanno ricevuta dalla partecipazione alla festa del volontariato nella città di Vicenza e alla più grande manifestazione in Europa, la Marcia della pace Perugia-Assisi. Alla sua 50ª edizione hanno partecipato tantissime associazioni da tutta Italia. Alcune di esse esortavano alla tutela dell’ambiente, altre erano contro la pesca e la caccia, ma tutti erano uniti da un obiettivo comune – un mondo senza la guerra. In un corteo di 200.000 persone sotto un sole incandescente hanno sfilato per 27 chilometri giovani, anziani, genitori con bambini piccoli. I partecipanti alla marcia lungo tutto l’infinito percorso erano di umore allegro, positivo, cantavano canzoni con la chitarra, chiacchieravano. Dopo un cammino di otto ore, nella piazza centrale di Assisi si è tenuta una festa grandiosa. 

I ragazzi russi hanno inoltre fatto conoscenza con il sistema scolastico italiano. Il ciclo iniziale di studi nelle scuole italiane è comune per tutti. I bambini manifestano le proprie attitudini, e nelle scuole superiori vengono destinati a seconda delle loro inclinazioni: artistiche, musicali, linguistiche o universali. Nelle scuole con profili speciali gli scolari non studiano le materie che non serviranno loro in futuro. I ragazzi di Klincy hanno visitato una scuola musicale e un liceo artistico, dove hanno raccontato dell’attività del loro club «Costellazione». Assieme ai ragazzi italiani hanno partecipato all’iniziativa «Puliamo il mondo» che si è svolta a Stresa. A sostenere scolari e insegnanti è venuto anche il sindaco della città. I ragazzi hanno ripulito la riva del lago e un parco dalla spazzatura. A proposito, tali iniziative si svolgono due volte all’anno, in primavera e in autunno. E a esse partecipano tutte le scuole della città. Entusiasticamente hanno raccontato i giovani ginnasiali di Klincy della favolosa Venezia; hanno inoltre ricordato le passeggiate serali per Stresa.


Data: 26.10.2011
Fonte: www.vashedelo.net
Autore: Svetlana Išutina
Traduzione: S.F

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