Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

31/08/11

PER L’AUTUNNO A NOVOZYBKOV C’È IN PROGRAMMA DI APRIRE «LA RADURA DELLE FAVOLE»

L’organizzazione no-profit “Artisti per i bambini” (Художники - детям) ha concluso un accordo con l’ufficio dell’UNDP nell’ambito del progetto “Rete scientifico-informativa riguardo alle questioni di Cernobyl” per la realizzazione di un progetto di rinascita di arti e artigianato popolari delle province sud-occidentali della regione di Brjansk colpite dalla catastrofe di Cernobyl. 

L’organizzazione ha ottenuto un sovvenzionamento in seguito a un concorso di selezione dei progetti. Da febbraio 2011 nel progetto sono stati coinvolti i ragazzi audiolesi della scuola internato di Novozybkov, per i quali si sono svolti dei seminari e master-class con la partecipazione di artisti e mastri artigiani della regione di Brjansk presso la Scuola d’arte di Novozybkov. I ragazzi hanno dimostrato interesse per i lavori dei maestri e hanno provato a realizzare autonomamente i lavori creativi. I seminari e le lezioni hanno rafforzato il loro interesse per la creazione dei souvenir. 

In autunno i ragazzi completeranno il lavoro d’intaglio del legno per la creazione di statuine con cui inaugurare lo spazio “La radura delle favole” accanto all’edificio della Scuola d’arte di Novozybkov e organizzeranno una mostra-fiera di souvenir per gli abitanti della città e delle altre province.

Data: 14.06.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

30/08/11

I MEDICI DI NOVOZYBKOV LANCIANO UN ALLARME: LA POPOLAZIONE DELLA CITTÀ E DELLA PROVINCIA GRADUALMENTE SI ESTINGUE


Sempre più spesso decedono persone in età lavorativa, dai 18 ai 59 anni. Nel 2010 la popolazione della città e della provincia si è ridotta di quasi 1.000 unità. Tra le principali cause di morte al primo posto rimangono le malattie del sistema cardio-vascolare. Quest’infermità si porta via quasi il 50% delle vite. Al secondo posto la mortalità causata dalle neoplasie, tra cui i tumori maligni costituiscono il 98,8%. Di tutti gli scomparsi nel 2010, il 22,7 % (151 persone) si tratta di persone in età lavorativa, e questo solamente in città. Nel pieno delle forze muoiono soprattutto gli uomini – ben 4,6 volte più spesso delle donne. La gradazione della morte si caratterizza a questo modo: insufficienza coronarica acuta, patologia ischemica del cuore, traumi, intossicazioni (tra cui alcoliche), incidenti automobilistici, malattie respiratorie (su 21 decessi 19 sono stati a causa di polmonite). A seguire: ulcera intestinale e duodenale, malattie del fegato e del pancreas. Nel complesso, lo sviluppo di queste infermità è legato all’abuso di alcol. 16 persone lo scorso anno sono morte a causa di tumori maligni. […]

Data: 11.07.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

29/08/11

IN CAMPO UMANITARIO


Nel dicembre 2010 sono stati versati 30 mila dollari dal progetto di solidarietà americano «Bambini di Cernobyl USA» per il miglioramento delle condizioni di cura dei bambini di Klincy. 

Nell’ufficio ristrutturato che si trova nell’edificio del policlinico pediatrico è stata acquistata attrezzatura informatica per 5.000 dollari per la comunicazione via Internet tra i medici di Klincy e quelli del miglior ospedale pediatrico di Boston. Il collegamento verrà avviato nel corso dell’anno. Una volta partito il progetto, i nostri medici potranno consultarsi con gli specialisti americani i quali, in caso di necessità, potranno decidere se prestare assistenza medica ai piccoli pazienti russi negli USA. 

Altri 25.000 dollari sono stati destinati all’acquisto di apparecchiature mediche. Gli sponsor americani avrebbero voluto comprare che con tali risorse un buon apparato a ultrasuoni, ma per questo ci vogliono molti più soldi. Con il consenso della parte americana si è allora deciso di comprare con tale somma altre attrezzature necessarie per garantire l’assistenza quotidiana dell’ospedale pediatrico: uno sterilizzatore, autoclavi orizzontale e verticale, 30 sedie per il Centro di salute. Con questi soldi è inoltre stata allestita una sala massaggi […] 

Data: 18.05.2011
Fonte: www.vashedelo.net
Autrice: Svetlana Išutina
Traduzione: S.F.

20/08/11

A CERNOBYL È STATA APERTA UNA CASSETTA POSTALE PER LE LETTERE NELLA «ZONA MORTA»


Nella zona chiusa di Cernobyl è stato costruito il complesso memoriale “Zvezda Polyn’” (Stella d’Assenzio), costituito da alcune parti tra cui la Casa-museo, la Piazza della Posta e il Viale della memoria e delle speranze, dove è situato un albero di ferro con dei nidi neri vuoti. Sui suoi rami metallici tutti gli ex abitanti della “zona morta” possono appendervi le chiavi delle loro case rimaste deserte dopo la catastrofe. Ora sulla Piazza della Posta ci sono già delle cassette postali sulle quali vi sono scritti i nomi di tutti i villaggi abbandonati dalla gente. Qui si possono imbucare le lettere, indicando semplicemente “Cernobyl” e il nome del villaggio. Di tanto in tanto – nell’anniversario della tragedia, nei giorni commemorativi – la gente torna nella propria terra e allora può ritirare le lettere.

Le Poste ucraine per la realizzazione di questo progetto hanno messo a disposizione una cassetta postale del modello degli anni Ottanta del secolo scorso. Il 26 aprile 2011 è stata inaugurata la prima pietra in luogo della quale entro la fine dell’anno comparirà un monumento ai liquidatori. Su di esso verranno scolpite le professioni di coloro che salvarono l’umanità dalla sciagura di Cernobyl.

La costruzione del complesso è proseguita per tutto il 2010. Il suo autore, Anatolij Gajdamaka, è un artista nazionale dell’Ucraina, vincitore del premio Ševčenko. Lo scultore venne a Cernobyl già negli anni Novanta, raccolse materiale, visitò Pripjat’, la centrale stessa. Tra le sue creazioni ci sono il Museo di Cernobyl a Kiev, esposizioni in Germania es in Italia.

Data: 04.05.2011
Fonte: www.pripyat.com
Traduzione: S.F.

16/08/11

LE VENEZIANE PER LA SCUOLA N. 4 DI NOVOZYBKOV

Sono state acquistate e installate le tende veneziane per l'aula di informatica della Scuola n. 4 di Novozybkov, partner delle Russie di Cernobyl nei progetti di diffusione del volontariato ambientale in Russia.

Il miniprogetto d'installazione e acquisto delle veneziane - nato da una richiesta nella primavera del 2011 della scuola stessa a causa del fatto che non si riuscivano a svolgere adeguatamente le lezioni d'informatica per l'impossibilità di oscurare le grandi finestre dell'aula - è costato 300 €. La somma è stata donata da Pia Galli di Baveno e Biagio Bonanno di Castronno.

Ha coordinato l'acquisto e il buon esito dell'operazione la nostra referente Marija Burceva.

La Scuola n. 4 di Novozybkov esprime la sua riconoscenza a Pia e Biagio per l'attenzione dimostrata nei confronti dei problemi dell'Istruzione in Russia e in particolare del loro istituto scolastico.


15/08/11

40 BAMBINI DI NOVOZYBKOV IN GIUGNO SONO ANDATI IN SVIZZERA


40 bambini e 7 accompagnatori tra collaboratori e volontari dell’organizzazione “Radimiči per i bambini di Cernobyl” hanno partecipato al programma organizzato dal Villaggio dei Bambini Pestalozzi a Trogen, in Svizzera. 

Durante il soggiorno in terra elvetica gli scolari russi hanno fatto conoscenza con la cultura e le tradizioni svizzere e hanno frequentato un corso di comunicazione interculturale. 

Organizzata sempre da “Radimiči”, è ancora in corso la stagione estiva al campo “Novokemp”, che ha proposto, come sempre, 4 turni: 

1. Turno “Festival dei giovani artisti” (4-21 giugno) 
2. Turno “Stile sano di vita” (24 giugno-14 luglio) 
3. Turno d’integrazione internazionale (17 luglio-6 agosto) 
4. Turno informatico (9-26 agosto)

Data: 07.08.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

13/08/11

A BRJANSK È STATA STABILITA L’ENTITÀ DEL MINIMO DI SUSSISTENZA


L’amministrazione cittadina di Brjansk ha determinato l’entità del minimo di sussistenza nel capoluogo per il secondo trimestre del 2011. Tale somma è di 5.962 rubli (149 €) per i lavoratori, 5.408 (135 €) per i pensionati, 5.561 (139 €) per i bambini.

Data: 04.08.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

12/08/11

IL TOMOGRAFO DAL PRESIDENTE


Un tomografo nucleare a risonanza magnetica è stato installato all’ospedale cittadino di Klincy. Ricordiamo che quest’apparecchiatura medica è comparsa qui grazie all’appello di uno dei liquidatori dell’incidente di Cernobyl al Presidente della Russia durante una videoconferenza. 

Il tomografo è un apparecchio di ultima generazione, e inoltre di tipo aperto, cosa che rende l’esame molto più confortevole. Per installare il costoso apparecchio e per poter esaminare i pazienti è stato costruito un locale apposito. Al bilancio regionale l’acquisto è costato quasi 40 milioni di rubli (1 milione di €).


Data: 19.07.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

IL LIQUIDATORE HA “OTTENUTO” IL TOMOGRAFO


Il liquidatore di Cernobyl di Klincy Viktor Šlyk, che qualche anno fa si era rivolto in videoconferenza a Dmitrij Medvedev con la richiesta di installare in città un tomografo moderno, è stato il primo paziente a essere visitato.

In seguito all’appello (che ebbe eco in tutto il paese) di Šlyk di procurare all’ospedale cittadino di Klincy un tomografo nucleare a risonanza magnetica il capo dello stato aveva già dato disposizioni in proposito ancora prima del 2009. Per tutti questi anni gli abitanti delle province contaminate hanno dovuto trascinarsi fino a Brjansk per effettuare gli esami, dovendoli inoltre prenotare con tre-quattro mesi d’anticipo. Ma come non di rado accade nel nostro paese per la messa in atto di disposizioni fondamentali per il destino della gente bisogna aspettare tre anni. […]

Data: 19.07.2011
Fonte: www.vashedelo.net
Traduzione: S.F.

643 SCUOLE DELLA REGIONE DI BRJANSK SARANNO FREQUENTATE DA PIÙ DI 100.000 ALUNNI


Il 1° settembre 2011 le scuole della regione di Brjansk accoglieranno 104.831 scolari. Il nuovo anno scolastico inizierà in 643 scuole, 381 asili, 34 istituti professionali, 22 scuole-internati.


Data: 03.08.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

11/08/11

LA CAMPAGNA ESTIVA DI RISANAMENTO È IN PIENO SVOLGIMENTO

Dall’inizio delle vacanze estive nei sanatori e nei campi di risanamento hanno per ora soggiornato 240 bambini di Novozybkov. Oltre che nei sanatori della regione, 24 di loro sono stati a Evpatorija, sulla riva del mar Nero. In luglio andranno in sanatorio altri 108 scolari nei sanatori “Zatišče”, “Dubrava”, “Snežka”, “Žukovskij” e “Beloberežskij” e nei campi di risanamento “Iput’” e “Novokemp”. 

Quest’anno la campagna di risanamento ha presentato ai genitori alcune sorprese, peraltro non molto piacevoli. I buoni-viaggio completamente gratuiti sono rimasti solo per i bambini delle famiglie più disagiate, i cui genitori ricevono i cosiddetti “sussidi per l’infanzia”. Agli altri è toccato pagare una determinata parte della quota: 630 rubli (16 €) per il buono-viaggio in sanatorio, 945 (24 €) al campo di risanamento. Inoltre in una serie di casi i genitori hanno dovuto trasportare con mezzi propri i loro figli fino al sanatorio. Non sempre infatti la quantità di buoni-viaggio assegnati ha consentito l’affitto di un pullman per il trasporto collettivo dei ragazzi al sanatorio. L’unica cosa positiva è che la quantità dei buoni-viaggio per il periodo estivo non è diminuita rispetto allo scorso anno. 

Sul numero dei buoni-viaggio da assegnare per agosto per ora non ci sono comunicazioni. 

Data: 15.07.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

10/08/11

IN ALIMENTI PRODOTTI NELLA REGIONE DI BRJANSK GLI SPECIALISTI DELL’ENTE DI CONTROLLO ALIMENTARE HANNO TROVATO ANTIBIOTICI E RADIONUCLIDI


Nei primi 6 mesi del 2011 nell’ambito del monitoraggio statale sulla sicurezza alimentare della produzione zootecnica sono stati analizzati 550 campioni, di cui 224 importati e 326 locali. I risultati delle analisi di laboratorio nell’87% dei casi sono stati positivi. Indicatori non rispondenti alle norme microbiologiche sono stati riscontrati in 4 campioni esteri e in 28 locali. Presenza di antibiotici e radionuclidi è stata accertata in 53 campioni di produzione locale e in due campioni di produzione importata. Quest’ultima produzione proviene da Ucraina, Moldavia, Ungheria, Grecia, Turchia, Cechia. 

Data: 01.08.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

09/08/11

LA CAMPAGNA DI RISANAMENTO ESTIVO INIZIA… NON SENZA PROBLEMI


All’Assessorato cittadino all’istruzione di Novozybkov sono arrivati i buoni-viaggio per gli scolari. I bambini andranno a “Zatišče”, “Snežka” e “Dubrava”. In giugno potranno andare a risanarsi 155 bambini. […] Se ci saranno buoni-viaggio in luglio e agosto, e in quale quantità, a oggi non si sa ancora. 

Dall’inizio del 2011 nei sanatori della regione di Brjansk hanno potuto risanarsi 947 scolari di Novozybkov, all’incirca 150 meno dello scorso anno nel periodo analogo. Per il periodo estivo è stato poi chiesto ai genitori di pagare una parte (il 5%) del costo dei buoni-viaggio, più di 600 rubli (15 €). È vero che fanno eccezione gli scolari delle famiglie disagiate, per i quali i buoni-viaggio rimangono gratuiti. Dei 155 buoni-viaggio assegnati per giugno 115 sono orientati proprio a bambini di famiglie disagiate.


Data: 01.06.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

08/08/11

IN SOLI SEI MESI NELLA REGIONE DI BRJANSK SONO STATI CHIUSI PIÙ DI 80 MEZZI D’INFORMAZIONE


In gennaio sono stati chiusi 8 mezzi d’informazione, in febbraio 16, in marzo 30, in aprile 9, in maggio 20, in giugno 1. Parte dei mass-media chiude per “decisione del fondatore”, parte per decisione del Tribunale. […] 

Data: 13.07.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

IL DIARIO DI ALEKSANDRA DA DUBRAVA - 3


Ecco l'ultima parte del "Diario di Aleksandra" dal sanatorio Dubrava scritto durante il turno di maggio-giugno 2011.
30 maggio, lunedì. Al mattino siamo andati alle procedure, al cocktail d’ossigeno. Nell’ora di tempo libero tutti insieme abbiamo imparato cori e slogan. Adesso durante la partita di calcio possiamo sostenere la nostra squadra! Dopo pranzo abbiamo fatto le prove del ballo e della canzone per il «Giorno dei Compleanni», che si è tenuto qui da noi alle 16.30. I nostri festeggiati hanno ricevuto una dolce sorpresa e un’esibizione d’auguri delle diverse squadre. Tutti erano felicissimi. Il tutto si è concluso con la discoteca, durante la quale l’organizzatore ha condotto dei concorsi molto interessanti.

31 maggio, martedì. Al mattino abbiamo fatto le procedure. Dopodiché ci siamo preparati per la grande festa «Il giorno di Nettuno», in onore del quale abbiamo giocato agli “Ostacoli d’acqua”. Con questo tempo così caldo è molto piacevole giocare con l’acqua. Dopo la merenda abbiamo assistito allo spettacolo del teatro regionale delle bambole «Oche-cigni». E alla sera con la nostra squadra abbiamo fatto a Lëša gli auguri di compleanno e gli abbiamo regalato una torta. Alla discoteca abbiamo ripetuto i nostri auguri dal palco. Ci ha sostenuto l’intero sanatorio.

1° giugno, mercoledì. Oggi è festa! Il Giorno della difesa dei bambini. C’è stato un programma di attività interessantissimo! All’inizio tutti insieme abbiamo disegnato con il gesso sull’asfalto, poi abbiamo assistito al Circo. Il clown era divertentissimo e abbiamo riso da non poterne più. Mi è piaciuta molto la puzzola, ha un musetto carino. Dopodiché sono arrivati i cinologi coi cani. I cani ci hanno fatto vedere come eseguono i comandi. Dopo cena abbiamo partecipato tutti alle staffette comiche e abbiamo assistito allo show “Ciclo-extreme”. Alla sera abbiamo ballato in discoteca.

2 giugno, giovedì. Dopo la colazione siamo andati alle procedure. Poi insieme all’organizzatore in sala teatro abbiamo giocato a diversi giochi popolari russi tipo «Brucia, brucia, è chiaro!», «Lapta». Ci siamo divertiti molto. Alle 16.30 è venuto al sanatorio il collettivo di ballo “Elegia” con un programma di danze contemporanee. Mi piacerebbe tantissimo imparare a ballare come le ragazze di questo collettivo. La sera si è tenuto KVN, il programma d’improvvisazioni teatrali. Sono finita in una squadra e sono stata molto contenta che per la nostra partecipazione ci hanno dato 10 dubriki. La nostra squadra è stata sostenuta più rumorosamente di tutte. La giornata è terminata con la discoteca.

3 giugno, venerdì. Al mattino come sempre ci sono state le procedure. Il cocktail oggi era semplicemente squisito. Ekaterina Valer’evna ci ha insegnato come fare delle belle collane con le riviste. Quando ritornerò a casa lo insegnerò assolutamente ai miei amici. Dopo la merenda è arrivato il gruppo Art-class”. Cantano così bene! Come delle vere stelle del varietà. Noi bambine abbiamo cantato assieme a loro e ballato. Alla sera si è tenuto il concorso delle “Supercoppie”, per il quale nella nostra squadra abbiamo scelto un bambino e una bambina. In regalo hanno ricevuto un ingresso al ristorante notturno; noi li abbiamo sostenuti dalla sala.

4 giugno, sabato. Quasi per tutti sono finite le procedure. Dopo pranzo abbiamo giocato a badminton, ping-pong, e poi siamo andati all’ora del tempo libero in cui abbiamo preparato delle piccole sorprese di carta per gli amici. Io ho ritagliato per la mia amica Olja un bellissimo orso. Alle 16.30 è venuto il Teatro delle bambole “Limpopo”. Le bambole erano belle e buffe! Da noi in campagna questi teatri non vengono. Alla sera si è tenuta la discoteca.

5 giugno, domenica. Lultimo giorno prima della partenza. Dopo colazione abbiamo passeggiato per il territorio, giocato a palla-pioniere. Dopo pranzo abbiamo fatto le prove per il concerto d’addio. Io partecipo alla composizione coreografica, e voglio ballare benissimo all’ultimo spettacolo. La sera durante il concerto tutte le squadre si sono esibite nei loro numeri migliori, e la sala le sosteneva con applausi fragorosi. Nel corso della discoteca finale ha ballato tutta la nostra squadra al completo! Questa discoteca la ricorderemo a lungo come uno degli eventi più straordinari.

6 giugno, lunedì. Ed ecco il giorno della partenza. Siamo tutti molto tristi, perché qui abbiamo trovato tantissimi nuovi amici; ricordiamo come è trascorso il turno, quante cose e momenti interessanti ci sono stati, quante cose nuove abbiamo appreso. Mi mancherà molto Ekaterina Valer’evna. Sono arrivati i pullman a prenderci. Sono molto belli e comodi, con la mia amica ci siamo sedute accanto al finestrino per guardare la strada. Jakov Davydovič, il direttore, ci accompagna e ci augura buon viaggio. Io spero di tornare ancora a Dubrava perché mi sono affezionata molto a questo sanatorio.

06/08/11

IL FILM «LA TERRE OUTRAGÉE» DI MICHALE BOGANIM PARTECIPA AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA


Il film su Cernobyl “La terre outragée” (“Земля забвения” in russo; “La terra oltraggiata”), in cui recita l’attrice ucraina Ol’ga Kurilenko, è entrata nella sezione “La settimana della critica” del Festival internazionale del cinema di Venezia che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre 2011. 

“La terre outragée” è una produzione franco-ucraina della regista franco-israeliana Michale Boganim. Il film è stato girato in Ucraina con il supporto del Ministero delle emergenze.

La pellicola racconta del destino di alcune famiglie la cui vita è stata cambiata per sempre dalla catastrofe alla centrale di Cernobyl dell’aprile 1986. Il film è pieno di emozioni, sofferenze, vita quotidiana e delle reazioni dei protagonisti nel giorno dello scoppio del reattore e dieci anni più tardi. 


Data: 05.08.2011
Fonte: www.jewish.ru

Traduzione: S.F.

Link alla scheda del film sul sito del Festival:

05/08/11

I BRACCONIERI RIVENDONO LA CARNE DEI CAVALLI DI PRZEWALSKI ABBATTUTI A CHERNOBYL

Link all'articolo pubblicato su www.greenreport.it il 27 luglio 2011:

LA MORTALITÀ A NOVOZYBKOV COME IN PRECEDENZA SUPERA LA NATALITÀ


Dai dati per il periodo fino a fine giugno, nel 2011 sono scomparsi 321 abitanti della città, 159 uomini e 162 donne. Sei morti più rispetto all’analogo periodo dello stesso anno. La mortalità ha superato la natalità, e la differenza tra il numero dei neonati e dei defunti si è fatta più considerevole. 

Se nella prima metà dell’anno scorso eravamo diminuiti di 72 unità, quest’anno siamo diminuiti di 107. 

Secondo la statistica le donne nella nostra città vivono 12 anni più degli uomini. L’età media degli uomini scomparsi quest’anno è di 61 anni, mentre quella delle donne di 73 anni. 

Data: 23.07.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

04/08/11

CONDIVIDIAMO IL DOLORE CON TUTTI


Per gli abitanti di Novozybkov la primavera non è soltanto il risveglio della natura, la luce del sole e i sorrisi. C’è un giorno in cui il cuore si stringe per il dolore struggente e l’angoscia, per l’ineluttabilità, colma di ansia e d’inquietudine. È il 26 aprile. Il giorno della memoria, il giorno in cui tutti coloro che vivono sulla Terra si ricordano di qunato siamo indifesi davanti alla forza dirompente dell’atomo.

Il 26 aprile 1986 è stata una data cruciale non per una sola generazione. Le radiazioni sono più terribili della guerra. Invisibili e inudibili, esse penetrano nelle nostre città e nei nostri villaggi, contaminando tutto ciò senza cui non è possibile vivere e, soprattutto, privando la gente della possibilità di abitare sulla propria terra, di costruire nuove case, di piantare alberi, di essere sani e felici.

Nei 25 anni trascorsi dal momento della catastrofe, le persone hanno modificato il modo di rapportarsi tra di loro. Tutti noi siamo cittadini del mondo che viviamo nella stessa casa comune dal nome pianeta Terra. E siamo soggetti alle stesse leggi planetarie. E non è affatto importante quale sia la propria nazionalità, la cosa fondamentale è che tutti noi siamo ostaggi non solo di Cernobyl, ma anche delle altre centinaia di centrali nucleari sparse per il mondo. I problemi ambientali son diventati di primaria importanza, e dunque anche le sciagure sono comuni per tutti.

L’esplosione di Cernobyl è avvenuta nel centro dell’Europa. Legambiente è un’associazione italiana che si occupa dei problemi ambientali nel proprio paese; ma le questioni legate allo scoppio del reattore nucleare di Cernobyl e delle sue conseguenze sono per essa diventate significative. A Novozybkov e alla regione di Brjansk l’organizzazione è legata da una pluriennale amicizia. Tutti gli anni dei suoi rappresentanti vengono in visita, scambiano informazioni con i partner locali, s’incontrano con i bambini, con gli adulti, portano aiuti umanitari. È Cernobyl ad averci unito, comune dolore e comune speranza.

Il loro ultimo arrivo gli italiani l’hanno dedicato alla triste data. L’incontro con gli alunni della Scuola n. 4 di Novozybkov è già il secondo nell’arco dell’ultimo anno scolastico. Il primo incontro di conoscenza ebbe luogo a novembre 2010, per questo i ragazzi aspettavano la nuova visita degli ospiti con impazienza. I membri dell’eko-club “Pianeta verde” (Зелёная планета) hanno preparato lo spettacolo di requiem “Cernobyl – il nostro dolore”, durante il quale sono state utilizzate fotografie e video con la cronaca dell’incidente di Cernobyl. Con grandissimo interesse alunne e alunni della scuola e tutti gli adulti presenti hanno ascoltato i racconti dei testimoni – i liquidatori delle conseguenze dell’avaria alla centrale nucleare: Anatolij Matveevič Šapovalov e Nikolaj Ivanovič Sinjuk. I rappresentanti dell’organizzazione italiana hanno cercato di non perdere neanche una parola, un fatto, un avvenimento, grazie alla speciale traduzione simultanea che ha accompagnato tutto l’incontro. Loro erano interessati, con coinvolgimento, letteralmente a tutto: quando e da dove i liquidatori furono inviati, la portata del lavoro che gli toccò, in quale condizioni dovettero eseguire i compiti loro assegnati, quali effetti ebbe il periodo di soggiorno a Cernobyl sulla loro salute. I racconti di coloro che hanno vissuto il terribile incidente di persona e non per sentito dire vengono recepiti in modo assai più incisivo di qualunque immagine professionale. I ricordi di quello che vissero a Cernobyl per Anatolij Matveevič e Nikolaj Ivanovič sono un frammento della propria biografia, per noi, abitanti della “zona di trasferimento” di diverse generazioni, sono la storia. E il dolore. Uno, uguale per tutti.

Le parole finali della canzone “Dio preservi la Russia!” ci hanno rammentato ancora una volta che la nostra forza è nell’unione, la salvezza nella fratellanza e nel sostegno reciproco.

La delegazione italiana ha ringraziato calorosamente i bambini per la loro esibizione “non da bambini” e gli adulti per la memoria che portano e porteranno per tutta la vita, perché questa memoria vive con amarezza e con dolore dentro ciascuno di noi e per sempre vi resterà.

Viktorija Ivanova Černous

Insegnante di lingua e letteratura russa
Responsabile dell’eko-club “Pianeta verde”


Data: maggio 2011
Fonte: «Majak»
Autore: Viktorija Černous
Traduzione: S.F



Link al file PDF dell'articolo: Condividiamo il dolore con tutti

03/08/11

«KALINKA» DI NOVOZYBKOV HA CONQUISTATO IL PUBBLICO DI ISTANBUL

Il collettivo di ballo di Novozybkov «Kalinka» (il viburnello) ha partecipato al Festival internazionale “I grandi laghi 2011” di Istanbul, dove è stato l’unico rappresentante della Russia tra tutti i gruppi partecipanti.

Una delle condizioni principali alla partecipazione è che il programma del collettivo debba contenere elementi di antichi balli tradizionali. […]

Data: 27.07.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

02/08/11

«LA SOGLIA» - «ПОРОГ»

Film del 1988 del regista Rollan Sergienko, venne subito censurato dalle autorità sovietiche a causa delle verità riguardo le conseguenze di Cernobyl in esso contenute: attraverso interviste a scienziati, dosimetristi, ex tecnici della centrale, sfollati, pazienti-liquidatori, intellettuali, medici, nel film vengono infatti sottolineati dati reali sulla contaminazione e il malcontento della popolazione sulla mancanza di informazione. Il film è dedicato principalmente alla città di Pripjat', della quale vi sono immagini autentiche girate il 26 e 27 aprile 1986 subito dopo l'incidente. Al momento su Internet esiste la versione originale in russo, con alcune didascalie e le canzoni d'accompagnamento sottotitolate in tedesco.

ALLA CENTRALE NUCLEARE DI «FUKUSHIMA-1» È STATO RILEVATO UN LIVELLO RECORD DI RADIAZIONI


Gli specialisti hanno registrato un nuovo livello record di radiazioni alla centrale giapponese di «Fukushima-1» – riferiscono i mass-media giapponesi.

Il livello di irraggiamento radioattivo ha raggiunto i 10.000 millisievert/h. Le cause di un così brusco aumento del livello delle radiazioni si stanno ancora cercando di capire. In precedenza il livello massimo di radiazioni era stato di 4.000 millisievert/h, rilevato nell’aria nel territorio intorno a «Fukushima-1» a inizio giugno 2011 a causa di una crepa nel pavimento del primo reattore dal quale fuoriusciva vapore radioattivo.


Data: 01.08.2011
Fonte: www.news.mail.ru
Traduzione: S.F.

01/08/11

SONO STATI DESECRETATI DOCUMENTI SHOCK DEL KGB SU CERNOBYL


Gli archivi del KGB testimoniano che i dati su negligenza, avarie o perdite di sostanze radioattive alla centrale nucleare di Cernobyl tra il 1971 e il 1986 il partito li classificava come disinformazione e s’impegnava attivamente a far cessare la “diffusione delle voci”.


Lo scrive lo storico Vladimir Vjatrovič. Che aggiunge:

«Gli archivi forniscono informazioni sul fatto che durante il periodo di funzionamento tra il 1977 e il 1981 alla centrale nucleare di Cernobyl si verificarono 29 interruzioni d’emergenza, di cui 8 per colpa del personale di servizio. E soltanto negli anni 1983-1985 ebbero luogo 5 avarie e 63 guasti degli impianti principali».

Vladimir Vjatrovič racconta che il KGB mise la centrale di Cernobyl sotto continua sorveglianza in quanto oggetto strategico, tuttavia a volte perfino i vistosissimi rapporti dei čekisti o si perdevano da qualche parte all’interno dei servizi segreti stessi oppure quegli agenti troppo attenti venivano censurati per “disinformazione del partito”.

«Fin dall’inizio della costruzione della centrale nucleare la Repubblica socialista sovietica d’Ucraina non ricevette le caratteristiche tecniche complete dell’impianto, per non parlare dell’assenza della necessaria qualifica dei lavoratori e delle reiterate comunicazioni sulla fornitura di materiali difettosi» – riporta i fatti lo storico.

Il ricercatore ha tratto la conclusione che la centrale nucleare di Cernobyl non iniziò mai a funzionare normalmente. Lui cita un rapporto del KGB del 17 gennaio 1979: «In diversi settori della costruzione del secondo reattore della centrale nucleare di Cernobyl sono stati registrati episodi di deviazione dai progetti e di violazione della tecnologia di gestione dei lavori di costruzione e di assemblaggio, fatto che può provocare avarie e casi disgraziati».

«Ai lavoratori della centrale nucleare di Cernobyl e agli abitanti delle vicine cittadine non venne in tal modo mai comunicato della significativa perdita radioattiva del 20 aprile 1981 o dell’avaria del settembre 1982 al primo reattore della centrale» – constata Vjatrovič.

Dai dati in suo possesso, dopo l’avaria del 1982 gli esperti riscontrarono un superamento del livello di radiazioni di centinaia di volte. Le particelle “arroventate” da loro individuate erano pericolose per le persone, potevano provocare gravi complicazioni, compreso l’esito letale a causa della “bruciatura” dei tessuti dell’organismo.

Invece il capo del KGB della Repubblica socialista sovietica d’Ucraina S. Mucha non informò V. Ščerbickij riguardo alle precauzioni per la tutela della salute, ma soltanto riguardo alle conseguenze sull’informazione dell’avaria: «La situazione sul piano operativo alla centrale nucleare e nei dintorni è normale. Episodi di diffusione di voci di panico non se ne registrano».

«Crepe nelle coperture del terzo e del quarto reattore vennero rilevate dal KGB ancora il 17 marzo 1984.» – fa notare Vjatrovič. «Il primo di questi reattori allora era in funzione da poco più di due anni, l’altro era appena entrato in funzione. Ma non c’era stato il tempo per ultimarlo – e quelli del KGB scrissero al seguente congresso del partito riguardo alla fretta con cui venne messo anticipatamente in funzione il reattore».

Data: 21.04.2011
Fonte:  www.mukola.net
Traduzione: S.F.

29/07/11

L’AMMINISTRAZIONE DI NOVOZYBKOV HA RESO NOTO IL BILANCIO DEL 2010 E DEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2011


Sono state rese pubbliche le principali voci di bilancio in entrata e uscita della città. L’erario municipale nel 2010 ha avuto entrate per 388,5 milioni di rubli (9.712.500 €), più di 2 milioni rispetto al previsto. Di realizzare il bilancio 2010 al 100,5% si è riusciti grazie all’incremento degli introiti propri.

Le spese nel 2010 sono state più di 393 milioni di rubli (9.825.000 €). Più di tutte ha richiesto contributi la sfera sociale (70,5%). Mentre il progetto di spesa per la gestione condominiale non è stato realizzato. Gli esperti finanziari della città lo mettono in relazione al calo dei contributi del Fondo di riforma edilizia per la ristrutturazione capitale dei palazzi. Nel 2010 per questa voce sono entrati 21 milioni di rubli (525.000 €) invece dei 50 milioni (1.250.000 €) del 2009.

Le entrate nell’erario cittadino per i primi quattro mesi del 2011 sono state di 64,5 milioni di rubli (1.612.500 €), 12 milioni in meno di quello che era stato preventivato a causa del calo dei contributi gratuiti. Le spese di bilancio del primo trimestre sono diminuite di quasi 17,5 milioni di rubli (437.500 €). Gli specialisti motivano tali indicatori con il fatto che gli enti sanitari della città dal 1° gennaio 2011 vengono finanziati dal bilancio regionale. Si è evidenziato che come in precedenza il bilancio cittadino ha un orientamento sociale – le uscite per la sfera sociale ne costituiscono infatti il 73%.

Data: 25.05.2011
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

28/07/11

CERNOBYL – IL NUOVO GRANAIO D’EUROPA


La zona di Cernobyl diventerà un’impresa agricola per l’Ucraina e per l’Europa. V’i s’inizierà a coltivarci le materie prime per il biocarburante, ma non la colza, bensì il miglio. In seguito, quando la terrà sarà stata ripulita dal miglio, ci si pianteranno cereali, tra cui il frumento. E poi si passerà all’allevamento del bestiame. Non si tratta di fantascienza, ma del nuovo programma per la riabilitazione delle terre di Cernobyl. 

Il primo a dichiarare che i piani di riabilitazione della produzione agricola nella zona cominceranno a breve è stato il governatore della regione di Kiev Anatolij Prisjažnjuk: «Stiamo concludendo l’accordo con un investitore che si prenderà le terre più contaminate dall’avaria». L’Agenzia statale ucraina per la direzione della zona d’interdizione ha già sottoscritto un memorandum di collaborazione con l’impresa belga-ucraina Phyto Fuels Investments e con l’olandese Wageningen University and Reseach Center. Il comproprietario della prima assicura che il biocarburante coltivato a Cernobyl rimpiazzerà per l’Ucraina un miliardo di metri cubi di gas. E Nikolaj Proskura, vicecapo dell’Agenzia statale per la direzione della zona, ha dichiarato che, in primo luogo, con il miglio è facile, lo si semina una volta e lo si falcia per quindici anni. In secondo luogo, le spighe di tale pianta garantiscono la sicurezza antincendio della zona. In terzo luogo, Kiev avrà una fonte d’energia alternativa». Alla semina verrà destinata la metà dei 2.540 km² della zona.

Il governo ucraino è pronto a coltivare a Cernobyl sia miglio sia colza, l’importante è che se ne ricavino soldi. Adesso la zona è un territorio in perdita. Il costo della conservazione della centrale è di 1,5 miliardi di dollari. E dalla conferenza internazionale dell’aprile 2011 si è riusciti a raccoglierne solo 550 milioni di euro.

L’idea di vendere colza dalla zona di Cernobyl a Turchia, Pakistan ed Emirati arabi è sorta nel 2009 durante la crisi economica. Allora il Ministero delle emergenze d’Ucraina propose di tagliare i boschi radioattivi, decorticarli e venderli, e nelle terre liberatesi sviluppare una produzione agricola su vasta scala.

Nel 1990 la zona aveva già provato a diventare produttrice di merci per i luoghi non contaminati. In uno stagno contaminato di 600 ettari si cominciò ad allevarci il pesce, 300 km² di bosco vennero destinati al taglio, si riattivò un’azienda agricola nel villaggio di Kupovato all’interno della zona, si provò a reintrodurre negli spazi ucraini gli uri, scomparsi da tempo. E sia questi sia i pesci li si mandava poi a “terminare la crescita” nelle zone pulite. Ma quel pesce aveva dai 5 ai 40 mila becquerel per kg per una norma di 150. Inoltre nei dintorni della centrale si avviò una produzione di animali selvatici, si allevavano i visoni, che però perdevano il pelo. Sempre lì si provò a coltivare il frumento, ma a causa delle mutazioni se ne ricavò un suo antenato preistorico. Centinaia di ettari furono destinati alle patate, ma anch’esse avevano mutazioni. Allora nella zona vennero introdotti i cavalli di Przwalski dalla riserva protetta di Askanja-Nova. Si riteneva che avrebbero calpestato e logorato l’erba radioattiva, ripulendo la zona. L’erba e le piantagioni sperimentali i cavalli se le mangiarono, moltiplicandosi, e ora imperversano a mandrie per la zona, spaventando i locali abitanti abusivi.

I belgi già allora parteciparono a questi esperimenti a Cernobyl, che si dovette interrompere perché non c’erano più soldi. Ora la zona si sta trasformando in un oggetto turistico. Il ministero vi organizza delle visite a pagamento. In prospettiva si pensa alla trasformazione della zona in una Las Vegas ucraina e di trasferirci tutte le case da gioco del paese. L’Ucraina ha fatto propria e superato l’esperienza della Bielorussia, che ha concepito un programma di ritorno alla produzione agricola delle terre di Cernobyl entro il 2020. I primi germogli Kiev è intenzionata a vederli già nel 2012.

In seguito all’incidente di Cernobyl la fuoriuscita di radiazioni dalla centrale è stata di 50 milioni di curie, pari all’esplosione di 500 bombe atomiche. In Ucraina la nube radioattiva ha coperto 12 delle 25 regioni, circa 44 mila km², con più di tre milioni di abitanti. Per le conseguenze dell’irradiazione sono morte più di 300 mila persone.

PRO

Nikolaj Proskura, vicecapo dell’Agenzia statale per la direzione della zona:

«Gli esperimenti di coltivazione di diverse colture su questi territori hanno mostrato che si può seminare, ad esempio, la colza, trasformandola poi in carburante. Ci sono metodi di combustione delle biomasse che non inquinano l’aria. I radionuclidi rimangono nella cenere e possono finire nelle acque sotterranee. Per questo la cenere verrà cementificata e trasportata nei depositi speciali. Questa produzione non necessita di molto personale e permetterà alla zona d’interdizione di trasformarsi da territorio che spilla quattrini dal bilancio nazionale in territorio economicamente indipendente».

CONTRA

Dmitrij Grodzinskij, accademico dell’Accademia delle scienze d’Ucraina:

«Il ritorno alla vita dei territori contaminati è un’infatuazione sconsiderata. La zona è molto eterogenea per la contaminazione, in alcuni punti l’emissione è minima, in altri elevatissima. In quelle terre non bisogna coltivarci niente. Tanto più che durante i lavori agricoli si alza la polvere radioattiva. Io non capisco perché dobbiamo andare a dissodare quelle terre, quando siamo pieni di terre pulite infestate dalla malerba».

Data: 20.05.2011
Fonte: www.news.mail.ru
Traduzione: S.F.

IL NUOVO SARCOFAGO SOPRA IL QUARTO REATTORE DELLA CENTRALE DI CERNOBYL VERRÀ COSTRUITO NEL 2015


Lo ha dichiarato il presidente dell’ucraina Viktor Janukovič. […] Durante la conferenza dei paesi donatori tenutasi a Kiev nello scorso aprile, per i “progetti per Cernobyl” sono stati raccolti circa 550 milioni di euro. Il costo della costruzione del nuovo sarcofago sopra il reattore distrutto è di 990 milioni di euro. L’Ucraina ha in programma di trovare i mancanti 440 milioni. […]

Data: 20.05.2011
Fonte: www.vesti.ru
Traduzione: S.F.

27/07/11

CERNOBYL CON GLI OCCHI DEI TESTIMONI DOPO UN QUARTO DI SECOLO


Nei primi mesi successivi alla tragedia del 26 aprile 1986, alla rimozione delle conseguenze dell’incidente nucleare presero parte più di 300.000 persone da tutta l’URSS, tra cui 200.000 abitanti dell’allora Repubblica socialista sovietica russa.

Da tutte le regioni della Russia, e in particolar modo da quelle adiacenti al luogo dell’incidente, furono inviati d’urgenza quelli che potevano essere in qualche modo d’aiuto: scienziati, medici, minatori, trasportatori e molti altri. Dal Distretto della Russia centrale (le regioni della Russia europea) furono tra i primi a essere precettati. Sebbene in quegli anni si diceva che i liquidatori fossero esclusivamente volontari, in seguito si venne a sapere che moltissimi venivano gettati nella zona pericolosa con un ordine. Nel Distretto centrale non c’era neanche una regione i cui abitanti non avrebbero presero parte alla liquidazione delle conseguenze dell’infausta catastrofe.

Numero di persone che parteciparono alla liquidazione dell'avaria alla centrale di Cernobyl

Regione di Belgorod
circa 3.000
Regione di Brjansk
circa 3.000
Regione di Voronež
circa 3.500
Regione di Kaluga
circa 5.000
Regione di Kursk
circa 3.000
Regione di Lipeck
circa 1.700
Regione di Orël
circa 1.200
Regione di Rjazan’
circa 2.500
Regione di Smolensk
circa 3.000
Regione di Tver’
circa 3.300
Regione di Tula
circa 2.500
Regione di Jaroslavl’
circa 2.000


Oggi, a 25 anni dalla tragedia, moltissimi di coloro che parteciparono a quei gravosi e terribili avvenimenti non sono più tra i vivi. La maggior parte di loro sono morti a causa delle conseguenze dell’irradiazione, cioè per la “sindrome radioattiva”. E la maggioranza di quelli che oggi sono ancora vivi sono invalidi.

Passato un quarto di secolo, i liquidatori descrivono volentieri a tinte forti gli avvenimenti di quei giorni. Alcuni con sarcasmo per la sconfinata stupidità delle autorità e di tutto il regime di allora, mentre altri semplicemente con le lacrime agli occhi, ricordando la propria fatica eroica, i propri “colleghi di lavoro” e in generale tutti quelli a cui toccò portare la mortifera croce di Cernobyl. Si trovano anche di quelli che vogliono raccontare oggi alla gente le cose come stavano nella realtà, e non come le raccontavano alla radio e alla televisione, ad esempio di come i rilevatori che misuravano le radiazioni andassero fuori scala e smettessero di funzionare. Lavorare in quelle condizioni per la preservazione della vita e della salute degli abitanti del pianeta Terra fu una vera impresa. Tratteremo qui di due di tali imprese.

L’IMPRESA SCONOSCIUTA DEI MINATORI

Vladimir Naumov – presidente di “Sojuz Cernobyl” di Tula e del Soviet interregionale di “Sojuz Cernobyl” del Distretto della Russia centrale – racconta quello che dovettero sopportare e compiere coloro che erano capitati nel luogo della liquidazione dell’incidente alla centrale di Cernobyl nei primi giorni dopo lo scoppio del quarto reattore.

In “battaglia” vanno soltanto i migliori, selezionati dal Partito

– Avevo allora 30 anni, – ricorda Vladimir Nikolaevič. – Lavoravo in una delle miniere della regione di Tula. Non appena ebbe luogo l’incidente per la sua liquidazione cominciarono ad arruolare i minatori. Ci misero davanti un compito gravoso e importante del quale praticamente nessuno sapeva niente.

Comincio col dire che tra i minatori a Cernobyl andarono soltanto i migliori scavatori, volontari, che passarono una severa selezione del Partito comunista! Alla centrale nucleare ci portarono 18 giorni dopo lo scoppio del reattore.

Il giorno stesso dell’arrivo – subito un turno di lavoro. Ci venne dato il compito di aprire un tunnel sotterraneo di 150 metri dal terzo reattore fino al quarto saltato in aria. E dopo sotto lo stesso quarto reattore di “allestire”, scavare una sorta di cella della misura 30x30x30. In quello spazio si dovevano installare frigoriferi speciali. Era sottinteso che essi sarebbero serviti a raffreddare le sostanze venutesi a formare in seguito all’esplosione e a fermare almeno un po’ le emissioni radioattive.

Ci diedero una scadenza di tre mesi, ma noi terminammo tutto in meno di un mese. Come lavorassero i minatori a Cernobyl, lo mostravano anche agli altri, organizzavano delle visite. Ci si strappava le pale l’un l’altro! Arrivava il cambio, e quelli del turno precedente a dire: «È presto!». E quegli altri, a loro volta: «No, son già 2 minuti che è il nostro turno!». C’era entusiasmo a bizzeffe. Perché a quei tempi l’ideologia era sovietica, l’educazione era un’altra. «Chi altri se non noi?», era il celebre slogan di allora.

30 chilometri morti

Negli intervalli tra i turni Vladimir Nikolaevič riuscì alcune volte a venire all’esterno, sopra la terra, nella zona immediatamente più contaminata. Dal quadro di ciò che succedeva intorno alla centrale che Vladimir Naumov ci ha descritto a volte veniva la pelle d’oca:

– I miei ragazzi il reattore non lo videro manco una volta, in quanto lavoravano sottoterra, io invece ne ebbi l’occasione. Era del tutto inconsueto non vedere neanche un’anima viva nella zona dei 30 chilometri (è questa la zona speciale intorno al reattore esploso nella quale è proibito stare a causa dell’elevato livello delle radiazioni; vi lasciavano passare soltanto i liquidatori con speciali lasciapassare). E i villaggi in quei luoghi erano ricchi: case in mattone, fattorie. E non cerano persone! Non cera niente e nessuno! Le porte spalancate, in un campo c’era un trattore, lasciato lì di tutta fretta. Solamente i cani all’inizio correvano e guaivano, ma anche loro in seguito furono abbattuti tutti.

Una volta andammo a prendere il carburante per i mezzi di trasporto. Io non facevo molto caso alla strada, ma con noi c’era un dosimetrista. Faceva scattare il suo apparecchio dosimetrico, misurava di continuo le radiazioni. E a un certo punto… il suo apparecchio andò fuori scala. Io guardai fuori del finestrino – stavamo passando accanto al reattore saltato in aria. Tutto era rivoltato, un mucchio di gente stava lavorando lì intorno. A proposito, misuravano le radiazioni anche nel nostro tunnel, e là era più o meno tutto nella norma. Relativamente, s’intende, a confronto di quello che c’era all’esterno. La terra nonostante tutto proteggeva un po’, e sotto tutta la centrale c’era inoltre un’enorme lastra di cemento.

«Gli stacanovisti si riposano in confronto ai minatori di Cernobyl»…

Ritorniamo sotto terra.

Ci stabilirono turni di 3 ore! – con trasporto prosegue il minatore Vladimir Naumov. – In condizioni normali, non straordinarie, in 3 ore si fanno 80 cm di tunnel. A Cernobyl se ne facevano 2 metri, e tutto con puro entusiasmo. Stachanov si riposa in confronto a quei minatori. Sono fatti così i minatori, si capiscono l’un l’altro al volo. Così come i sommergibilisti sott’acqua, i paracadutisti nell’aria, anche i minatori sotto terra in condizioni fuori dal comune per l’uomo sono molto uniti.

Tre reparti eseguivano il compito. Per due settimane ciascuno. Il primo reparto scavò in pratica il tunnel, il secondo lo ultimò e cominciò a scavare la cella, mentre il terzo la terminò e aiutò a montare i frigoriferi. Quegli impianti sono rimasti fino a oggi – sopra il reattore il sarcofago di cemento, sotto il reattore la cella frigorifera.

Dunque, mentre scavavamo la cella, il terreno veniva portato fuori in un vagoncino (nel tunnel vennero subito messi dei binari). Il nostro vagoncino portava circa mezza tonnellata. Immaginatevi che durante tutto un turno si trasportavano 90 vagoncini, una volta si arrivò perfino al record di 96! E ora fate un po’ il conto – 3 ore sono 180 minuti. Vale a dire, 2 minuti per ogni passaggio. Cioè, per caricare mezza tonnellata, spingere sui binari il vagoncino per 150 metri, scaricarlo e rimandarlo indietro. E lo spingevano in due, però lo caricavano in cinque o sei, a mano, con le pale.

– Possibile che non ci fosse alcuna ricompensa materiale? Non vi pagavano per il vostro lavoro?

– Ci pagarono in seguito. All’inizio noi non sapevamo nemmeno che venissero date disposizioni segrete del CC del PCUS per una paga speciale per chi lavorava alla liquidazione. Venivano stabilite tre zone – più vicino si era al reattore, più elevata era la paga. Noi lavoravamo nell’ultima, la terza, la più pericolosa. Prendevamo uno stipendio quintuplo – 100 rubli per ogni turno. Tali disposizioni erano state date a molti ministeri. Ma non certo tutti le applicavano. Ad esempio, dicono, il Ministero della Difesa pagava i “partigiani” uno stipendio standard, come per delle normali esercitazioni militari.

Portammo a termine il nostro compito – e a casa. Si trattò in realtà di alcune settimane, ma la sensazione era come se avessimo passato là degli anni. Tuttora è tutto fresco nella memoria. E la primavera scorsa siamo persino tornati là. A ricordare, per così dire, a onorare la memoria dei defunti, a vedere quello che era cambiato.

E cosa è cambiato? Cosa c’è oggi a Cernobyl?

– Un territorio chiuso in cui non ci vive praticamente nessuno, soltanto gli “autoinsediatisi”. Anche se presso la centrale stessa ci stanno varie ditte. Ad esempio, si occupano dei metalli.

– E le radiazioni?

– Be’, nell’aria ora è tutto nella norma. Le radiazioni non sono più tanto terribili come quelle che penetrarono allora nel terreno. Ad esempio lo stronzio. Esso ha un periodo di dimezzamento fino a 1.000 anni. Se ne sta nella terra sulla quale cresce l’erba che mangiano gli animali locali. Quella terra, dicono gli scienziati, non va nemmeno sfiorata, altro che non utilizzarla per il cibo. E inoltre ci scorrono le acque sotterranee, le quali portano benissimo le radiazioni.

A proposito, alla lotta con queste acque sotterranee contaminatissime si potrebbe dedicarci un libro. Per giunta satirico, anche se l’umorismo qui ovviamente è del tutto fuori luogo. È sufficiente ascoltare il racconto di un altro nostro interlocutore, l’ufficiale della riserva Aleksandr Voevodskij. A Cernobyl lui era istruttore politico di compagnia del battaglione dei cosiddetti “partigiani”. Questi erano coloro che venivano richiamati nell’esercito più di una volta: alle esercitazioni, in guerra oppure, come allora, per la liquidazione delle conseguenze di un incidente di estrema gravità. Pure le loro azioni nella zona dei 30 chilometri furono un’impresa.

L’IMPRESA DI SISIFO DEI “PARTIGIANI”

– Nella “zona dei 30 chilometri”, – racconta Aleksandr Lavrent’evič, – noi eseguivamo un compito molto importante, come ci dissero, ma inutile, come poi risultò. Inutile perché mentre già lo eseguivamo ci dissero che l’avevamo iniziato per niente, e decisero di rinunciare ad andare avanti coi lavori. Una fatica di Sisifo, a suo modo.

Ecco, ci sono perfino delle testimonianze (apre un album consunto, e dunque caro al cuore). Ci assegnarono il compito di scavare il tracciato di una parete nel terreno intorno all’area di produzione e a tutte le strutture tecniche. 10 chilometri di perimetro intorno alla centrale nucleare. In parole povere, bisognava scavare una trincea di 90 cm di larghezza e 40-45 metri di profondità! Fino allo strato naturale di argilla. Dopodiché tale trincea sarebbe dovuta essere riempita di un impasto di argilla e acqua, l’acqua ne sarebbe uscita e si sarebbe ottenuta una parete d’argilla. In modo che, teoricamente, le acque sotterranee provenienti dalla centrale non penetrassero attraverso questa parete. Questo è ciò che ritennero allora gli scienziati. In pratica, ecco ciò che si ottenne.

Furono acquistate delle attrezzature molto care – delle macchine italiane dal costo, secondo i miei dati, di circa un milione e mezzo di dollari l’una. Ne vidi personalmente come minimo cinque. Si trattava di una sorta di gru, ma con un braccio telescopico di 100 metri. All’estremità c’era una benna. Noi a poco a poco stavamo penetrando nella terra a una profondità di 40 metri. Passo dopo passo, ma questa benna magica aveva un passo di poco più di un metro. Nell’arco di una giornata (giorno e notte) su di una macchina lavoravano quattro turni di sei ore. Ogni turno avanzava di due metri. Con un semplice calcolo si può calcolare che se in un giorno si facevano 8 metri per coprire la distanza di 10.000 metri ci sarebbero voluti 1.250 giorni d lavoro ininterrotto. Perfino facendo funzionare tutte le cinque macchine, cosa che succedeva piuttosto raramente a causa dei guasti e degli ostacoli nel terreno, per completare la trincea ci sarebbero voluti 250 giorni. E in quell’arco di tempo, naturalmente, le radiazioni sarebbero penetrate nelle acque sotterranee milioni di volte. Comunque, ce l’avevano ordinato, e noi eseguivamo. Ma poi, come al solito, non bastavano né il tempo, né le risorse. Piantammo lì tutto, dopo aver scavato circa due chilometri in tutto.

– Voi lavoravate all’aperto nelle immediate vicinanze del reattore, la fonte delle radiazioni. Vi davano degli indumenti speciali?

– Nel primo periodo (per circa un mese) ci davano delle tute speciali. Esse erano in tessuto di jeans e impregnate di una soluzione speciale. Se ci capitava sopra un elemento radioattivo, per esempio un pezzetto di fango in cui c’erano le radiazioni, il colore della tuta diventava giallo. Questi indumenti speciali dopo ciascun turno di lavoro venivano buttati via. Ma di tute, come sempre, ce n’era una quantità molto limitata. E già dopo un mese noi lavoravamo nella più consueta uniforme da soldato. Di queste, grazie a Dio, ce n’erano a sufficienza. Non appena cominciava a “risplendere”, la buttavamo (il livello di radiazioni delle uniformi veniva controllato ogni giorno. Quando arrivava a una determinata norma, si diceva che l’uniforme “risplendeva”).

E i dosimetri, a sentire Aleksandr Voevodskij, ne indicavano parecchie! Quando i “partigiani” lavoravano nella zona accanto al reattore, i dosimetri qualche volta indicavano 100 milliroentgen/h, ma arrivavano anche a 500 milliroentgen/h. Per informazione, questo è circa 10.000 volte maggiore della norma di fondo radioattivo stabilita per l’uomo. E nelle prime ore che seguirono all’esplosione, secondo i dati degli scienziati, dal reattore fuoriuscivano radiazioni per più di 5.000 roentgen/h. Si ricorda che a 200 roentgen/h si manifesta il primo livello di sindrome radioattiva.

In forza della sua mansione di “istruttore politico”, Aleksandr Lavrent’evič aveva una macchina fotografica. E ci ha mostrato alcuni scatti interessanti. Per la verità nella “zona dei 30 km” era categoricamente proibito fare fotografie. Testimoni raccontano che su questo vigilavano appositamente gli agenti del KGB. Questi ultimi venivano sostituiti tutti i mesi, a differenza dei liquidatori comuni che restavano a Cernobyl fino a che non avevano ricevuto una determinata norma di radiazioni. Convenzionalmente non pericolosa, come dicevano. Ciascuno per il controllo delle radiazioni aveva un dosimetro personale. Periodicamente li ritiravano e controllavano il livello di radiazioni a cui ciascuno era arrivato in quel momento. Tutti i dati venivano trascritti in un registro. Non appena veniva raggiunta la norma limite stabilita, il liquidatore veniva lasciato andare a casa. I primi mesi la norma era di 25 roentgen. E si tenga conto che per i lavoratori della centrale nucleare il livello limite ammesso era di 5 roentgen all’anno! In seguito la norma gradatamente venne abbassata a 15 roentgen. Alcuni questa norma la ricevevano in sei mesi, altri in mezzora. Il fatto è che tutto intorno emanava fondo radioattivo – piante, oggetti quotidiani, alberi, case. Della ripulitura delle ultime cose rimaste all’interno delle proprietà se ne occupavano sempre i “partigiani”. Loro stessi in quei casi si definivano scherzando “topi d’appartamento”. Ripulivano gli appartamenti di tutto quello che vi trovavano dentro, al 100%, lasciando solo le pareti nude. Tutti questi beni venivano trasportati in dei cimiteri speciali e poi interrati. Gli oggetti metallici e i mezzi di trasporto (le cose che attraevano più radiazioni) in primo luogo. Questi ultimi era assolutamente proibito portarli oltre i confini della “zona dei 30 chilometri”.

In seguito allo scoppio del reattore e alla conseguente fuoriuscita di radiazioni, secondo i calcoli degli scienziati 700 tonnellate di grafite radioattiva si era sparsa per il territorio della centrale nucleare di Cernobyl. Per il semplice fatto di trovarsi là, le persone s’irradiavano, senza neanche accorgersene. Infatti percepire le radiazioni senza dosimetro è impossibile. Le dosi eccessive hanno cominciato a farsi sentire in seguito, dopo mesi e anni, quando nell’organismo della maggior parte dei liquidatori di Cernobyl sono cominciate a comparire diverse disfunzioni. Alcune tra le più diffuse sono malattie oncologiche.

Data: 15.12.2010
Fonte: www.vtule.ru
Autore: Dmitrij Levin
Traduzione: S.F.