Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

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"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

28/08/12

L’UCRAINA FINORA NON HA RIVISTO LA STRATEGIA ENERGETICA NEL CAMPO DELL’UTILIZZO DELL’ENERGIA NUCLEARE


L’Ucraina finora non ha rivisto la sua strategia energetica in conformità alla risoluzione del Consiglio nazionale di sicurezza seguita all’incidente di Fukushima – ha dichiarato Dmitrij Chmara, esperto di questioni energetiche del Centro nazionale ecologico d’Ucraina.

«Subito dopo l’incidente di Fukushima, nella primavera del 2011 si tenne una riunione del Consiglio nazionale di sicurezza e fu presa la decisione di rivedere la strategia energetica del paese, la quale prevede il prolungamento dell’utilizzo dei reattori nucleari delle centrali ucraine e di testare tutti gli impianti esistenti. A un anno di distanza tuttavia la strategia energetica non è stata rivista, e a quanto sembra né il ministero dell’Energia, né il consiglio dei ministri hanno intenzione di mettere in pratica la risoluzione del Consiglio nazionale di sicurezza».

Secondo Chmara i vecchi reattori nucleari ucraini rappresentano un grosso pericolo e vale la pena di porsi la questione dell’opportunità del loro ulteriore sfruttamento.

«Oggi è in corso il processo legato al possibile prolungamento dell’utilizzo del primo reattore della centrale Južno-ukrainskaja, il quale risulta essere il più pericoloso. E la stessa centrale è quella più problematica in Ucraina: non c’è acqua a sufficienza per il raffreddamento di tutti i reattori e funziona solo il 60% del tempo. In questa centrale a oggi è stato testato solo l’8% degli impianti».

Chmara ha inoltre ricordato che in Ucraina entro il 2020 devono essere fermati 12 reattori nucleari su 15, oppure prolungate le licenze per il loro utilizzo.

«Vale a dire che noi abbiamo un sistema nucleare assai vecchio. Nel 2010 venne presa la decisione di prolungare le licenze per il funzionamento dei reattori 1 e 2 della centrale di Rivno. Ci avevano raccontato a fine 2010 che questi reattori, per i quali vennero spesi 2,4 miliardi di grivne, erano perfino meglio di quelli nuovi. Ma non passò neanche un mese che in uno dei reattori ebbe luogo un incidente legato proprio alla sua vecchiaia. Un mese dopo un altro incidente; rimane quindi il dubbio per che cosa furono spesi 2,4 miliardi di grivne e su quanto si possa credere alle dichiarazioni» […]

Data: 29.07.2012
Fonte: www.interfax.com.ua
Traduzione: S.F.

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