Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

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"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

08/07/10

CERNOBYL HA RISPARMIATO I "GRIGI"

Gli uccelli hanno saputo adattarsi alla vita nelle zone contaminate dall’incidente di Cernobyl. Alcuni sono addirittura riusciti ad aumentare il loro numero rispetto ad altre province non radioattive. La selezione naturale al “ritmo di Geiger” è stata studiata da ornitologi statunitensi e francesi.

Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud (Columbia) e Andreas Moeller dell’Università Pierre et Marie Curie di Parigi sono andati nella zona di Cernobyl e si sono messi a contare gli uccelli. Li hanno contati tanto nella zona contaminata dalle radiazioni quanto nelle regioni adiacenti. In tutto hanno visto circa 1.500 pennuti, rappresentanti 57 specie.

Gli ornitologi hanno accertato che gli uccelli con piumaggio rosso, giallo e arancione nella zona con un fondo radioattivo elevato s’incontrano molto più di rado che non gli uccelli grigi (a confronto con i territori di controllo non contaminati).

Secondo gli studiosi, si tratta proprio dei pigmenti carotenoidi. Sono questi dei potenti antiossidanti che eliminano dall’organismo i radicali liberi. In risposta all’irradiamento i carotenoidi proteggono al contempo anche il DNA con le proteine. Per questo gli uccelli con un elevato consumo di carotenoidi nell’organismo (cioè con una coloritura vivida) risultano essere meno adattabili alle radiazioni. Ad esempio, le radiazioni hanno colpito molto più fortemente rigogoli, tordi e cinciarelle che non cince e fringuelli.

Questo si spiega anche con la poca resistenza alle radiazioni degli uccelli migratori. Il loro metabolismo avviene più in fretta, perciò è anche maggiore il consumo di antiossidanti per l’eliminazione dei radicali liberi formatosi durante il processo del metabolismo. Altrettanto male sopportano la contaminazione quegli uccelli che depositano uova relativamente grandi: non è un segreto che sono proprio i carotenoidi a dare il colore al tuorlo.

Gli autori affermano che nella zona contaminata ci sono meno uccelli. Fatto in linea di principio non soltanto logico, ma che sottolinea anche i grossi danni del fondo contaminato residuo. Tuttavia il numero di alcune specie «è significativamente cresciuto». Gli studiosi riconoscono onestamente che per il momento ignorano il perché, facendo notare che gli ecosistemi di solito sono sempre più complessi dei modelli creati sulla carta.

La ricerca è stata publicata nel Journal of Applied Ecology.

La zona di Cernobyl praticamente fin da subito dopo l’esplosione è stata oggetto di continua attenzione da parte degli studiosi. Quest’anno ha regalato ai biologi ancora una nuova sorpresa.

Degli studiosi statunitensi hanno appurato che nella zona della catastrofe di Cernobyl tre specie di funghi microscopici hanno imparato a utilizzare l’energia delle radiazioni per la loro crescita. Gli organismi trovati dal gruppo – diretto da Ekaterina Dadačova dell’Albert Einstein College of Medicine di New York – appartengono a tre specie: Cladosporium sphaerospermum, Cryptococcus neoformans e Wangiella dermatitidis. Si tratta dei cosiddetti “funghetti neri”, i quali producono una gran quantità di melanina.

Secondo la descrizione degli autori della scoperta, la concentrazione di “muffa nera” è cresciuta in misura dell’avvicinamento alle fonti delle radiazioni. Alcuni funghetti hanno addirittura scelto i resti delle barre di grafite del reattore.

Va rilevato che i funghetti non soltanto resistono alle radiazioni, ma ne utilizzano l’energia per la propria crescita. Gli studiosi hanno stabilito che le nuove specie si “nutrono” di radiazioni beta (cioè del flusso di elettroni). Dadačova ha controllato i suoi risultati con un esperimento che ha confermato che le tre diverse specie di “funghetto nero” cominciano a crescere più velocemente in presenza di cesio-137, il quale sviluppa proprio questo tipo di radioattività. Subito è divenuto chiaro che tutto dipende dalla melanina: il gruppo di controllo dei funghetti senza melanina sotto l’effetto delle radiazioni non è cresciuto affatto.

Si è inoltre accertato che le radiazioni modificano la struttura della melanina negli organismi, e di conseguenza il metabolismo dei funghetti è accelerato di quattro volte. E che anche l’elevata concentrazione di melanina nei funghetti si crea sotto l’effetto delle radiazioni beta. In tal modo agli specialisti è riuscito di scoprire organismi vivi che hanno imparato a utilizzare direttamente l’energia delle radiazioni per la propria crescita.

Data: 11.07.2007
Fonte: www.gazeta.ru
Traduzione: S.F.

Link al pdf dell'articolo: Cernobyl ha risparmiato i "grigi"

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