Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

26/02/19

ISTANTANEE DI UN OLOCAUSTO: CRONACA DALL’AREA DI ALIENAZIONE DI ČERNOBYL’


Istantaneedi un Olocausto: Cronaca dall’Area di Alienazione di Černobyl’


Il mio viaggio verso l’Area di Alienazione parte quasi per caso, dopo che mia madre una sera mi disse “Hai visto che “I Luoghi dell’Abbandono” organizza un tour guidato a Chernobyl?“. Senza spendere un minuto di più a pensarci, il giorno successivo, avevo già il volo prenotato.

1° Giorno

Arrivati a Kiev abbiamo trovato il nostro accompagnatore italiano Michele, la nostra guida locale Ivan (nome di fantasia, in quanto lui opera anche come stalker e, per questioni di sicurezza personale mi ha chiesto di non condividere foto dove lo ritraevo, né il suo nome) e, la nostra traduttrice Katerina. Il nostro gruppo era formato da 17 partecipanti, più le guide, l’interprete e gli autisti, ma per questioni burocratiche dell’Area di Alienazione siamo entrati con un pulmino dalle dimensioni ridotte, per evitare ulteriori controlli.

L’Area di Alienazione è suddivisa in zone, i cui punti di accesso sono costantemente monitorati dalla polizia locale. Al primo posto di blocco abbiamo dovuto esibire i passaporti e, ci hanno consegnato un visto che ci permetteva di entrare ed uscire dall’area. Purtroppo, data la pericolosità della zona, le autorità hanno iniziato ad intensificare i controlli e, ci hanno controllato i bagagli per accertare che non avessimo droni con noi. Potete immaginare la gioia del nostro autista Vladimir, che ha dovuto scaricare e ri-caricare tutte le valigie.


Data: 09.02.2019
Fonte: www.vanillamagazine.it
Autore: Eugenia Varaldo

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