Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

12/08/19

ATOMIK, LA PRIMA VODKA PRODOTTA CON IL GRANO CONTAMINATO DI CHERNOBYL


Atomik, la prima vodka prodotta con il grano contaminato di Chernobyl


Atomik, la prima vodka prodotta con il grano contaminato di Chernobyl 

 

Chissà se James Bond, ordinando un vodka martini, lo chiederebbe ugualmente "agitato, non mescolato" se sapesse che è fatto con l'"Atomik".  E' così che si chiama la prima vodka al mondo realizzata con il grano di segale proveniente dalla zona di alienazione di Chernobyl. L'ha creata un gruppo di scienziati guidato dal professor Jim Smith dell'Università di Portsmouth: lo scopo è dimostrare che l'area della famosa centrale nucleare, in stato d'abbandono dall'incidente del 1986, può ancora dare i "suoi frutti" e offrire prodotti da poter commerciare. In più, la Chernobyl Spirit Company - così si chiama la società che produce la vodka - intende aiutare con i proventi delle vendite le comunità ucraine dell'area ancora in declino dai tempi del disastro nucleare.

L'Atomik è una vodka artigianale realizzata con grano di segale contaminato e acqua sempre proveniente dall'area della centrale: se vi state chiedendo se sia o meno radioattiva la risposta è "naturalmente, no", dice il professor Smith. "E' radioattiva come qualsiasi altra vodka - scherza il ricercatore che ha avviato il progetto -. Abbiamo preso il grano dai campi e l'acqua dalle falde acquifere di Chernobyl e tutto è stato distillato. Quando si distilla qualcosa le impurità rimangono nel prodotto di scarto".



Data: 09.08.2019
Fonte: www.repubblica.it


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