Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

09/08/19

I RISCHI PER I TURISTI IN VISITA A CHERNOBYL


I rischi per i turisti in visita a Chernobyl


Con il successo della miniserie sul disastro nucleare si assiste a un boom di turisti che vogliono visitarne i luoghi. Le regole per girare nelle zone radioattive sono molte: quali sono i rischi?

 

Risultati immagini per I rischi per i turisti in visita a Chernobyl


Si aggirano guardinghi tra le rovine di Pripyat, facendo attenzione a non toccare niente. Osservano gli alberi farsi largo sui tetti della città fantasma, il muschio che divora le pareti scrostate di una scuola materna. E non rinunciano a un selfie davanti alla grande ruota panoramica, arrugginita senza aver mai fatto un solo giro: l’inaugurazione era prevista il 1° maggio 1986, ma cinque giorni prima la centrale nucleare di Chernobyl esplose e il tempo si fermò.

Boom di turisti

La mattina del 28 aprile una colonna di 1.200 pullman evacuò gli abitanti di Pripyat, distante appena tre chilometri dalla centrale. Non sapevano che sarebbe stato un viaggio di sola andata. Oggi i pullman arrivano a Pripyat carichi di turisti. Due ore di strada separano Kiev dalla cosiddetta zona di esclusione, il perimetro di sicurezza di 30 chilometri di raggio tracciato intorno al reattore di Chernobyl (il doppio della superficie di Roma), dove nessuno può entrare senza un permesso e nessuno può uscire senza una misura delle radiazioni.

Chi avrebbe mai detto che il teatro di quel disastro nucleare sarebbe diventato la più popolare meta turistica dell’Ucraina? Dal 2011 è possibile acquistare un’escursione in giornata nella Zona per circa 100 euro. Nel 2017 si sono contati 60mila visitatori, più delle persone che vivevano a Pripyat. E complice il clamoroso successo di Chernobyl, la miniserie televisiva di Hbo in onda su Sky Atlantic, le prenotazioni per quest’estate hanno fatto registrare un boom del 40%.


Data: 02.07.2019
Fonte: www.wired.it

Nessun commento:

Posta un commento