Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

29/08/19

ESPLOSIONE IN RUSSIA, REATTORE NUCLEARE SUL MISSILE


Esplosione in Russia, reattore nucleare sul missile

Roshydromet rivela la presenza in atmosfera di alcuni radionuclidi tipici di un reattore nucleare. Si allontana l'ipotesi che a bordo ci fosse una fonte isotopica a plutonio 238

 

Un test con missile Burevestnik in un'immagine d'archivio (Afp)

 

Forse un altro pezzo del puzzle va al suo posto. L'incidente nucleare avvenuto l'8 agosto nel poligono di Nenoska vicino a Severodvinsk, oblast di Arkangelsk, Russia europea artica, dove è esploso un missile da crociera Burevestnik durante un test, ha riguardato non una fonte radioattiva isotopica ma un reattore nucleare miniaturizzato. Lo si intuisce da un comunicato di Roshydromet, l'ente meteo russo che si occupa anche di misurazioni della radioattività, che ha emesso un comunicato nel quale ammette che in atmosfera è sta rilevata la presenza di radionuclidi tipici di un reattore nucleare e non di una fonte isotopica come quella installata su alcuni satelliti. "La presenza di prodotti di decadimento come il bario e lo stronzio deriva da una reazione nucleare a catena. Si tratta di una prova che quello che è esploso era un reattore nucleare" ha dichiarato il fisico Nils Bohmer, responsabile R&D di Norvegian Nuclear Decommissioning, un'agenzia governativa norvegese che si occupa della gestione e lo smaltimento di rifiuti nucleari.

 

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Data: 27.08.2019
Fonte: www.quotidiano.net





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