Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

26/04/17

CERNOBYL: LE LEZIONI NON IMPARATE

Cernobyl: le lezioni non imparate

Reportage di Greenpeace dal villaggio di Starye Bobovici (in provincia di Novozybkov, nella zona contaminata russa)

(in russo)


Серое кирпичное здание с надписью «100 лет Ленину», выложенной из красного кирпича (очевидно, что оно было построено в 1970 году). Ниже — табличка «Добро пожаловать!». Выше — российский флаг. Это школа в селе Старые Бобовичи Брянской области. Перед школой мы видим небольшой деревянный домик. Здесь обычно играют дети.

Ностальгическая картина, если бы не ощущение постоянной опасности. И здесь правда есть чего опасаться: когда Гринпис России брал образцы грунта возле школы и местного клуба, активность одной из проб по цезию-137 оказалась настолько высокой, что она попала под определение «радиоактивные отходы», а плотность загрязнения в центре села — примерно такой же, как в 30-километровой зоне вокруг Чернобыльской АЭС.

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Data: 26.04.2017
Fonte: www.greenpeace.org/russia

THIRTY-ONE YEARS ON, CHERNOBYL TAKES A PLACE AMONG HUMANITY’S DARKEST PASSAGES


Thirty-one years on, Chernobyl takes a place among humanity’s darkest passages

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This year, April 26, the 31st anniversary of the Chernobyl disaster, will mark the first year the United Nations observes the date as an International Day of Remembrance. The commemoration is bold, wedging the catastrophe’s place among some of humanity’s deepest scars.

Other days of remembrance observed by the UN are reserved for the Holocaust, victims of the transatlantic slave trade, and the Rwandan Genocide, putting the 1986 Soviet nuclear plant disaster in dark and troubled company.

Like these other human calamities, Chernobyl still casts more shadows than light, continues to beg confounding questions, and will press the limits of understanding for decades to come. The tragedy was one of the Soviet Union’s last grisly secrets, and five years after the toxic explosion, its empire collapsed with the reactor’s rubble.

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Data: 25.04.2017
Fonte: www.bellona.org

 

31 YEARS LATER, THE LIGHTS COME BACK ON IN CHERNOBYL




On April 26, 1986, a nuclear meltdown at the Chernobyl Nuclear Power Plant in northern Ukraine caused radioactive material to be spewed into the atmosphere, exposing hundreds of thousandsif not millions—of people in Ukraine, Belarus, Russia, and elsewhere in Eastern Europe to extremely high doses of radiation.

The effects of the nuclear fallout are still being felt: more than 500,000 people in Belarus, the country most affected by the disaster, have thyroid problems stemming from Chernobyl radiation, and more than 2 million people live in areas of the country that put them at high risk of contamination.

Last week, on the eve of the 31st anniversary of the disaster, a group of Polish adventurers decided to turn the lights back on in Pripyat, a radioactive ghost town located three miles from the Chernobyl reactor. Pripyat was evacuated the day after the meltdown and has been abandoned ever since—though it has become the center of the disaster tourism industry that has developed in the Chernobyl Exclusion Zone.


Data: 19.04.2017
Fonte: www.globalvoices.org

CERNOBYL, IL DISASTRO CONTINUA


Cernobyl, il disastro continua

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Un buio che sembra non avere fine, per quella che rimane ancora una delle pagine più tristi dell’umanità. Sono passati trentuno anni dalla drammatica esplosione nucleare di Chernobyl che ha cancellato, la mattina del 26 aprile 1986, un’intera città creando un mostro invisibile e indistruttibile che ancora oggi fa soffrire oltre 216.000 bambini nella sola Bielorussia. Un mix di arroganza, eventi negativi ed errori umani portò all’incidente nucleare più grave della storia. La diminuzione della portata d’acqua nel nocciolo provocò un aumento di vapore che in poco tempo provocò un aumento della temperatura del combustibile che superò i 3000 gradi centigradi facendo esplodere il reattore e provocando una nube tossica che in poco tempo contaminò oltre 150mila chilometri quadrati intorno alla centrale.


A distanza di 31 anni dall’incidente le conseguenze sono ancora molto gravi, soprattutto considerando che  sono circa 3 milioni le persone che vivono oggi nelle zone radioattive di Russia, Bielorussia e Ucraina, dove i livelli di contaminazione continuano a essere elevati soprattutto nelle derrate alimentari, provocando tumori e leucemie soprattutto nei bambini, che sono i soggetti più vulnerabili. Nella sola Bielorussia sono 1.141.000 le persone, di cui 217.000 solo bambini, che vivono nelle zone contaminate, con un aumento delle patologie tumorali.

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Data: 24.04.2017
Fonte: www.lanuovaecologia.it

LA NUOVA CHERNOBYL CHE MINACCIA L'EUROPA


La nuova Chernobyl che minaccia l’Europa


La centrale di Ivankov, che si trova in zona contaminata dal fallout di Chernobyl, usa legname radioattivo, provenientee anche dalla zona di esclusione e raccolto in maniera illegale. La cosa peggiore è che la cenere radioattiva prodotta viene distribuita per l'utilizzo nei campi  come fertilizzantee, riguardando, quindi, grano e prodotti alimentari, di cui una parte viene anche  commercializzata in  Europa.

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Data: 25.04.2017
Fonte: www.progettohumus.it

19/04/17

“ECOLOGIA E RADIOPROTEZIONE” - SCUOLA DI STARYE BOBOVICI - 04.04.2017


Infocentro “Cernobyl” dell’organizzazione “Radimici”
in partenariato con l’associazione italiana “Legambiente Circolo Il brutto anatroccolo”

PROGETTO “ECOLOGIA E RADIOPROTEZIONE”

(con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese)

4 aprile 2017 – Uscita numero 3
Scuola del villaggio di Starye Boboviči


Il villaggio di Starye Boboviči si trova a 20 km dal capoluogo di provincia Novozybkov, nella regione di Brjansk, nella zona rimasta contaminata dall’incidente di Cernobyl del 1986. La scuola del villaggio è frequentata da 90 allievi dai 7 ai 16 anni (dalla prima all’undicesima classe).

 
Attività ecologica extrascolastica
GIOCO A STAZIONI «ATOMI»

sul tema
“La catastrofe alla centrale nucleare di Cernobyl.
Come preservare la salute nei territori contaminati dai radionuclidi».

L’attività è stata tenuta dalla coordinatrice del progetto, Ekaterina Bykova, insieme alle collaboratrici di “Radimici” Ksenija Charčevnikova e Natal’ja Stoljarova e a 5 volontari del gruppo ecologico di “Radimici”: Dmitrij Safonov, Roman Tutenko, Artëm Žorov, Marija Škljar, Olesja Mural’.

All’evento del progetto “Ecologia e radioprotezione” hanno partecipato 35 scolari del ciclo medio (classi 6-9) e 5 insegnanti della scuola di Starye Boboviči.

L’attività è cominciata alle 11.00 e si è conclusa alle 13.00.

Il gruppo di collaboratori e volontari di Radimici si è spostato con un pulmino da nove posti.



SVOLGIMENTO

Nel corso del gioco a stazioni “Atomi” ai ragazzi sono state impartite informazioni su come è avvenuta la catastrofe alla centrale nucleare di Cernobyl, sulle devastanti conseguenze per l’ambiente e per la salute delle persone e, soprattutto, nelle sette “stazioni” tematiche del gioco sono venuti a conoscenza delle norme di comportamento per vivere in sicurezza nel territorio contaminato dai radionuclidi e hanno compreso quanto sia importante rispettarle per crescere sani.

Nella stazione “Prodotti alimentari” hanno diviso delle immagini con frutta, verdura, latticini, carne e altri alimenti in due categorie: “Alimenti che possono contenere radionuclidi” e “Alimenti che non possono contenere radionuclidi”. L’accento è stato posto sui prodotti del bosco in quanto nei funghi e nei frutti di bosco che crescono nei boschi attorno al villaggio di Vereščaki il livello di radionuclidi è superiore al livello consentito.

Alla stazione “L’uomo” i ragazzi hanno verificato le loro conoscenze sul corpo umano e sulla disposizione degli organi interni. Nel corso dell’attività interattiva sono stati informati sull’effetto negativo delle radiazioni sull’organismo dell’uomo, sulle funzioni e la protezione della tiroide ecc.

Passando poi per le stazioni “Cruciverba”, “Memory”, “Invenzione”, “Scegli un riquadro” e “Atomo”, gli scolari hanno appreso e consolidato le nozioni su argomenti come: le diverse fonti di energia, la liquidazione delle conseguenze del disastro di Cernobyl, le patologie dell’uomo in conseguenza dell’irradiazione, la composizione dell’atomo ecc.

A conclusione dell’incontro a tutti i ragazzi sono stati distribuiti dépliant informativi su come vivere in sicurezza nei territori contaminati dai radionuclidi e agli insegnanti dei manuali didattici di ecologia e radioprotezione.

18/04/17

CHERNOBYL, IL VENTO E IL NORDEST




A pochi giorni dal 31° anniversario di Chernobyl, i dati in costante crescita dei tumori nel nostro nordest e nei Balcani ci obbligano a pensare. Anche perché l’uranio ci mette 4,5 miliardi di anni per dissolversi. Ma intanto il vento dell’est continua a soffiare

Chernobyl, il vento e il nordest

C’è una strada, là nell’estremo nordest italiano, che collega la splendida costiera triestina alle pianure e alle colline friulane e più oltre a quelle del Veneto. La gente del posto la chiama “Il Vallone”, perché corre come un profondo tunnel senza copertura dove si incanalano e si stringono, prendendo così ulteriore forza e velocità (effetto Venturi lo ha battezzato la fisica, lo stesso su cui si basa il funzionamento dei motori a reazione) i venti di bora. Vi si incanalarono e la percorsero – quei venti che non hanno né un’agenda di impegni da rispettare, né tantomeno bisogno di passaporto – anche qualche tempo dopo il 26 aprile 1986, data che porta con sé anche un nome terribile: Chernobyl. Sì, succedeva 31 anni fa, in quella che ai tempi si chiamava Urss. Ricordate la centrale nucleare esplosa?

Portarono da allora, sempre quei venti, il loro soffio gravido di radioattività. Nessuno ovviamente se ne accorse, perché la radioattività non ha colore o tantomeno odore. Nessuno nemmeno ci pensò, allora: né alla bora né al Vallone. “Poveretti – fu il pensiero sincero della gente di quei luoghi, così come di tutta la gente di buona volontà del resto del mondo, pensando alle vittime – ma l’Urss è lontana”.

Errore. Perché poi, a partire dai primi anni Novanta, alcune cose cambiarono, là nel nordest. Leucemie, linfomi e altre terribili forme tumorali che fino a quella data rientravano nella pur atroce “normalità” dei range epidemiologici, iniziarono a diffondersi seguendo una curva iperbolica. Al punto da costringere un ospedale importante e attrezzatissimo come quello di Udine ad aprire in tempi strettissimi un reparto dedicato di Ematologia oncologica del quale fino ad allora non c’era stata fortunatamente necessità.


Data: 09.04.2017
Fonte: www.formiche.net

12/04/17

“ECOLOGIA E RADIOPROTEZIONE” - SCUOLA DI VEREŠČAKI - 31.03.2017


Infocentro “Cernobyl” dell’organizzazione “Radimici”
in partenariato con l’associazione italiana “Legambiente Circolo Il brutto anatroccolo”

PROGETTO “ECOLOGIA E RADIOPROTEZIONE”
(con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese)

                            31 marzo 2017 – Uscita numero 2
                          Scuola del villaggio di Vereščaki
Il villaggio di Vereščaki si trova a 40 km dal capoluogo di provincia Novozybkov, nella regione di Brjansk, nella zona rimasta contaminata dall’incidente di Cernobyl del 1986. La scuola del villaggio è frequentata da 100 allievi dai 7 ai 16 anni (dalla prima all’undicesima classe).

All’evento del progetto “Ecologia e radioprotezione hanno partecipato 45 scolari del ciclo medio (classi 6-9).

L’iniziativa è stata organizzata dai collaboratori e volontari dell’organizzazione “Radimici per i bambini di Cernobyl” insieme alla squadra di volontari “Da cuore a cuore” del College professionale di pedagogia di Novozybkov.

Il gruppo di collaboratori e volontari di Radimici si è spostato con un pulmino da nove posti.

Attività ecologica extrascolastica

GIOCO A STAZIONI «ATOMI»
sul tema: “La catastrofe alla centrale nucleare di Cernobyl. Come preservare la salute nei territori contaminati dai radionuclidi».

L’attività è stata tenuta dalla coordinatrice del progetto, Ekaterina Bykova, insieme al volontario di “Radimici” Dmitrij Safonov e a sette volontari del College professionale di pedagogia di Novozybkov:

Vlad Evseenko, Marija Kisljakova, Elena Čërnaja, Aleksandr Suvorov, Anna Prichod’ko, Svetlana Kovalëva, Ekaterina Gerasimenko.

Hanno inoltre partecipato la direttrice, la vicedirettrice e 4 insegnanti della scuola di Vereščaki.

L’attività è cominciata alle 11.00 e si è conclusa alle 13.00. Si è svolta parallelamente in tre classi e in due atrii.


SVOLGIMENTO


Nel corso del gioco a stazioni “Atomi” ai ragazzi sono state impartite informazioni su come è avvenuta la catastrofe alla centrale nucleare di Cernobyl, sulle devastanti conseguenze per l’ambiente e per la salute delle persone e, soprattutto, nelle sette “stazioni” tematiche del gioco sono venuti a conoscenza delle norme di comportamento per vivere in sicurezza nel territorio contaminato dai radionuclidi e hanno compreso quanto sia importante rispettarle per crescere sani.

Nella stazione “Prodotti alimentari” hanno diviso delle immagini con frutta, verdura, latticini, carne e altri alimenti in due categorie: “Alimenti che possono contenere radionuclidi” e “Alimenti che non possono contenere radionuclidi”. L’accento è stato posto sui prodotti del bosco in quanto nei funghi e nei frutti di bosco che crescono nei boschi attorno al villaggio di Vereščaki il livello di radionuclidi è superiore al livello consentito.

Alla stazione “L’uomo” i ragazzi hanno verificato le loro conoscenze sul corpo umano e sulla disposizione degli organi interni. Nel corso dell’attività interattiva sono stati informati sull’effetto negativo delle radiazioni sull’organismo dell’uomo, sulle funzioni e la protezione della tiroide ecc.

Passando poi per le stazioni “Cruciverba”, “Memory”, “Invenzione”, “Scegli un riquadro” e “Atomo”, gli scolari hanno appreso e consolidato le nozioni su argomenti come: le diverse fonti di energia, la liquidazione delle conseguenze del disastro di Cernobyl, le patologie dell’uomo in conseguenza dell’irradiazione, la composizione dell’atomo ecc.

A conclusione dell’incontro a tutti i ragazzi sono stati distribuiti dépliant informativi su come vivere in sicurezza nei territori contaminati dai radionuclidi e agli insegnanti dei manuali didattici di ecologia e radioprotezione.

11/04/17

ANOTHER CHEMICAL DISASTER LOOMS IN EASTERN UKRAINE


Another chemical disaster looms in Eastern Ukraine

Chernobyl after the nuclear disaster
A whole host of experts on eastern Europe have lined up to warn that the conflict in the eastern Ukraine could spark a widespread chemical disaster if industrial storage units of chlorine gas are damaged and the contents released into the environment.

The threat is not just hypothetical. On February 24 a stray artillery shell hit the Donetsk Filter Station’s chlorine gas depot, which stores around 7,000kg of the gas.

Fortunately, none of the storage units were damaged.

Before conflict broke out in the area three years ago the Donbass region in the country was home to 5,300 operational industrial enterprises, although not all of those will have been processing hazardous materials.

Robert Amsterdam, Russian political expert and lawyer at international law firm Amsterdam & Partners, said: “If one of those uncontrolled sites containing chemicals were to detonate, tens of thousands of people could be poisoned. It is a potential disaster on the scale of Chernobyl.”

Rudy Richardson, Professor of toxicology at the University of Michigan backed up that view. He said: “In a situation like this, where a war zone is near a concentration of industrial facilities where toxic and explosive chemicals are manufactured and stored, it is possible that massive releases of toxic chemicals could be released.

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Data: 21.03.2017
Fonte: www.express.co.uk