Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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13/08/20
22/10/19
RUSSIA. UNA FORESTA GRANDE QUANTO IL BELGIO È SALVA, GRAZIE A WWF E GREENPEACE
È stata finalmente istituita la riserva naturale Dvinsko-Pinezhsky, che
proteggerà dalle mire dell'industria 300mila ettari della grande foresta
del nord.

Ci sono voluti 17 anni di mobilitazioni portate avanti da Greenpeace
insieme al Wwf, ma alla fine la battaglia è stata vinta. Con una
risoluzione adottata il 1° ottobre, il governo della regione di
Arcangelo, nel nord della Russia, ha istituito la riserva naturale Dvinsko-Pinezhsky.
Le mire delle multinazionali sulla grande foresta del nord
La riserva Dvinsko-Pinezhsky fa parte della grande foresta del nord, che si estende dall’Alaska al Canada, passando per Scandinavia e Russia. Come spiega la nota diffusa da Wwf Russia,
copre una superficie di 300mila ettari – l’equivalente di quella del
Belgio – tra il corso del fiume Dvina Settentrionale e quello del suo
affluente Pinega.
Si tratta di una delle ultime foreste incontaminate rimaste in Europa. È un argine contro i cambiamenti climatici,
per la sua capacità di stoccare CO2, e al tempo stesso uno scrigno di
biodiversità dove vivono orsi bruni, linci, alci, lupi, ghiottoni, e
anche specie rare e in pericolo d’estinzione come la renna della foresta
della Finlandia e l’aquila di mare coda bianca.
Da anni però è oggetto dalle mire delle industrie produttrici di legno e polpa di cellulosa.
Troppo ghiotto, ai loro occhi, il mercato dei tovaglioli e fazzolettini
usa e getta da vendere alle grandi multinazionali e dei mobili a basso
costo da esportare in tutto il mondo. E troppo deboli – fa notare Greenpeace – le leggi federali russe, che non pongono grossi freni alla frammentazione o alla totale trasformazione delle foreste.
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Data: 11.10.2019
Fonte: www.lifegate.it
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02/08/19
GREENPEACE RUSSIA: SIBERIAN WILDFIRES ARE PLANETARY DISASTER
Greenpeace Russia: Siberian Wildfires Are Planetary Disaster


Grigory Kuksin, the head of Greenpeace Russia’s firefighting project, called wildfires in Siberia and the Far East a planetary-scale disaster.
Smoke from fires usually moves east
or north, but this time it is moving west. Thus, the smoke has engulfed
Siberian cities and has reached the Urals. The smell of burning
is reported in the Volga Region and Tatarstan.
The wind that changed its direction
is expected to bring the smoke to Kamchatka. It may even reach other
continents across the ocean, which means it will become
a planetary-scale disaster.
Kuksin believes that the smoke will
continue to affect the region for a few more weeks. Heavy rain is needed
to extinguish such a large fire, but no precipitation is expected.
The expert believes it necessary
to reconsider the area of control and implement special measures
to avoid similar situations in the future.
Data: 29.06.2019
Fonte: www.therussianreader.com
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01/10/18
RUSSIA, IL PIANISTA SULL'OCEANO DI RIFIUTI: UN CONCERTO PER SALVARE IL PIANETA
Russia, il pianista sull'Oceano di rifiuti: un concerto per salvare il pianeta
Si chiama 'Breath of the Planet' il progetto di sensibilizzazione ai problemi ambientali a cui il pianista russo Pavel Andreev ha partecipato con una performance singolare. Invece di tenere un concerto in un posto meraviglioso per invitare la gente a fare attenzione al mondo che rischiamo di distruggere con troppi rifiuti, ha scelto come location della sua esibizione una immensa discarica a San Pietroburgo. Un pianoforte a coda è stato posizionato tra le montagne di rifiuti con i gabbiani che si alzano in volo mentre una gru scarica altra spazzatura. Lo smaltimento dei rifiuti è diventato un argomento ampiamente discusso in Russia l'anno scorso e il fetore di una discarica nella regione di Mosca ha causato continue proteste tra la popolazione locale.
Si chiama 'Breath of the Planet' il progetto di sensibilizzazione ai problemi ambientali a cui il pianista russo Pavel Andreev ha partecipato con una performance singolare. Invece di tenere un concerto in un posto meraviglioso per invitare la gente a fare attenzione al mondo che rischiamo di distruggere con troppi rifiuti, ha scelto come location della sua esibizione una immensa discarica a San Pietroburgo. Un pianoforte a coda è stato posizionato tra le montagne di rifiuti con i gabbiani che si alzano in volo mentre una gru scarica altra spazzatura. Lo smaltimento dei rifiuti è diventato un argomento ampiamente discusso in Russia l'anno scorso e il fetore di una discarica nella regione di Mosca ha causato continue proteste tra la popolazione locale.
Data: 30.09.2018
Fonte: www.repubblica.it
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16/04/18
RUSSIE : MOSCOU SE DÉCHARGE, LA BANLIEUE À LA BENNE
Russie : Moscou se décharge, la banlieue à la benne


«Volokolamsk, une ville où l’on a envie de vivre.»
Le slogan, inscrit sur un panneau mural à quelques mètres de la place
centrale, s’est teinté d’une ironie cruelle. A défaut d’échapper à la
monotonie de la province russe, cette ville de 20 000 habitants, à
100 kilomètres à l’ouest de Moscou, était appréciée pour son cadre de
vie. Dans une région aux vertus écologiques modestes, le district de
Volokolamsk était considéré comme l’un des plus propres. Mais son nom
est désormais associé à un scandale environnemental dont la résonance ne
cesse de s’amplifier.
Dimanche 1er avril, plusieurs milliers
d’habitants se sont rassemblés devant l’administration locale afin de
faire entendre leur exaspération : «Nous suffoquons !» Depuis
des mois, ils dénoncent les nuisances liées à la décharge voisine
d’Iadrovo, dont les émissions toxiques distillent une odeur perceptible à
plusieurs kilomètres. «On a beau vivre au troisième étage, l’air
est irrespirable chez nous. La nuit, c’est encore pire, les enfants ont
la nausée et ne peuvent pas dormir», témoigne Dimitri, père de
trois jeunes enfants. Activistes et anonymes se succèdent au micro pour
demander des comptes. Le mois dernier, une cinquantaine d’écoliers ont
été hospitalisés, provoquant la fureur des habitants qui - fait rare -
sont sortis spontanément dans la rue pour crier leur défiance aux
autorités régionales.
Data: 11.04.2018
Fonte: www.liberation.fr
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11/04/18
È “ALLARME” AMBIENTALE IN RUSSIA. APPENA FUORI MOSCA, A VOLOKOLAMSK
È “allarme” ambientale in Russia. Appena fuori Mosca, a Volokolamsk
È “allarme” ambientale in Russia, a Volokolamsk, una città dove i vapori nocivi, fuoriusciti da una discarica, minacciano la popolazione. Si distribuiscono maschere e respiratori ai residenti che hanno tenuto ripetute proteste, e il Cremlino ha detto che sta osservando da vicino la situazione, nella città di circa 20.000 persone a circa 120 chilometri a ovest di Mosca.
I residenti hanno da tempo richiesto la chiusura di una discarica
che ha emesso un odore sulfureo nocivo, in un raro caso di azione civile
coordinata alla base. La scorsa settimana, i medici hanno curato
dozzine di bambini che si sono lamentati di vertigini e nausea a causa
dei fumi provenienti dalla discarica di Yadrovo, vicino alla città, che
si trova nella regione di Mosca.
Un portavoce del ministero delle emergenze regionali ha dichiarato
che “una condizione di allerta” è stata imposta nella città e che il
monitoraggio dell’ambiente “sarà rafforzato”.
Data: 30.03.2018
Fonte: www.askanews.it
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11/01/18
IN RUSSIA NASCE UNO DEI PARCHI PIÙ GRANDI D'EUROPA
Il governo russo ha istituito con decreto il Parco nazionale delle
scogliere del Lago Ladoga, uno dei più grandi parchi d'Europa con
122mila ettari di isole rocciose ricoperte da foreste.
Il complesso naturale si trova nella Repubblica di Carelia e ospita numerosi esemplari di aquila e foca del Ladoga. Si tratta di una sottospecie della foca dagli anelli, ma vive in acqua dolce ed è diffusa unicamente in questo lago. È stata inclusa nella Lista Rossa delle specie minacciate d'estinzione stilata dall'Unione internazionale della conservazione della natura (Iucn).
L'istituzione del parco, evidenzia Greenpeace, è il risultato di una battaglia iniziata 27 anni fa, cui l'organizzazione ha partecipato attraverso la promozione dell'inserimento di aree di pregio nei confini del parco, la ricerca sulle specie in pericolo e la lotta agli incendi e ai tagli illegali.
"Dal 2008 Greenpeace Russia organizza ogni anno campi di vigilanza antincendio insieme ad altri gruppi, che hanno portato a estinguere 80 incendi forestali sviluppatisi sulle isole durante la stagione turistica", rivendicano gli attivisti. "Nel 2016 diverse compagnie, inclusa l'azienda petrolifera Rosneft, hanno fatto lobby per escludere dal parco aree su cui c'erano piani di sfruttamento, ma l'opposizione di 40 mila persone, 40 scienziati e 19 organizzazioni ha fatto sì che i confini proposti rimanessero inalterati".
Nei prossimi due-tre anni verranno sviluppati i sentieri nel parco e i servizi per renderlo fruibile a un numero sempre maggiore di ecoturisti.
Il complesso naturale si trova nella Repubblica di Carelia e ospita numerosi esemplari di aquila e foca del Ladoga. Si tratta di una sottospecie della foca dagli anelli, ma vive in acqua dolce ed è diffusa unicamente in questo lago. È stata inclusa nella Lista Rossa delle specie minacciate d'estinzione stilata dall'Unione internazionale della conservazione della natura (Iucn).
L'istituzione del parco, evidenzia Greenpeace, è il risultato di una battaglia iniziata 27 anni fa, cui l'organizzazione ha partecipato attraverso la promozione dell'inserimento di aree di pregio nei confini del parco, la ricerca sulle specie in pericolo e la lotta agli incendi e ai tagli illegali.
"Dal 2008 Greenpeace Russia organizza ogni anno campi di vigilanza antincendio insieme ad altri gruppi, che hanno portato a estinguere 80 incendi forestali sviluppatisi sulle isole durante la stagione turistica", rivendicano gli attivisti. "Nel 2016 diverse compagnie, inclusa l'azienda petrolifera Rosneft, hanno fatto lobby per escludere dal parco aree su cui c'erano piani di sfruttamento, ma l'opposizione di 40 mila persone, 40 scienziati e 19 organizzazioni ha fatto sì che i confini proposti rimanessero inalterati".
Nei prossimi due-tre anni verranno sviluppati i sentieri nel parco e i servizi per renderlo fruibile a un numero sempre maggiore di ecoturisti.
Data: 10.01.2018
Fonte: www.ansa.it
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29/11/17
ROSATOM DRAFTS LAW GIVING ITSELF CONTROL OF THE RUSSIAN ARCTIC
Rosatom drafts law giving itself control of the Russian Arctic

Russia’s state nuclear corporation Rosatom has crafted a bill that
would give it total control over infrastructure and navigation along the
Northern Sea Route, signaling a major consolidation of the country’s
Arctic policy.
Though the necessity of having Rosatom manage nearly all state
affairs related to the Arctic is unclear, its new role will likely
broaden nuclear power usage along remote passages of the 6,000-kilometer
sea corridor and defray budgetary push back against some of Moscow’s
more extravagant atomic dreams.
The bill, which was published on the Russian government’s official
legislation portal, lays out in bold strokes a plan under which Rosatom
would have the authority to oversee and regulate shipping through the
Russian Arctic, as well as designate, build and manage ports along the
way.
The legislation would also give Rosatom the say-so over which ships
are allowed to sail through the corridor, as well as oversee reporting
on weather and ice conditions, cooperate in organizing rescue
operations, and designate the circumstances under which icebreakers must
be used for convoys.
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Data: 22.11.2017
Fonte: www.bellona.org
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