Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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21/08/17

THE BOOMING SOVIET TOURIST INDUSTRY IN RADIOACTIVE UKRAINE




People are flocking to the Ukraine to learn more about the Cold War sites that could have destroyed the planet

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The button that could have started a nuclear holocaust is grey – not red.

I learned this after climbing into a nuclear rocket command silo, 12 floors below ground, and sitting in the same green chair at the same yellow, metal console at which former Soviet officers once presided. Here, they practiced entering secret codes into their grey keyboards, pushing the launch button and turning a key – all within seven seconds – to fire up to 10 ballistic missiles. The officers never knew what day their practice codes might become real, nor did they know their targets.

This base in Pervomaysk, Ukraine – about a four-hour drive from Kiev – once had 86 intercontinental ballistic missiles capable of destroying cities in Europe and the United States. Though the nuclear warheads have been removed, the command silo with much of its equipment, giant trucks that carried the rockets to the base and an empty silo were preserved so that people could see what had been secretly going on at nuclear missile bases in the former Soviet Union. The museum’s collection includes the R-12/SS-4 Sandal missile similar to those involved in the Cuban missile crisis and the RS-20A/SS-18 Satan, the versions of which had several hundred times the destructive power of the bomb dropped on Hiroshima.


Data: 01.08.2017
Fonte: www.independent.co.uk

10/11/14

CHERNOBYL E LE ALTRE, QUANDO LA DEVASTAZIONE DIVENTA META DI TURISMO NUCLEARE

Erano le prime ore del mattino del 26 aprile 1986 quando l’esplosione del tetto del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl liberò nell’aria 9 tonnellate di scorie radioattive. La cittadina di Pripyat sorta nelle vicinanze della centrale per ospitare le famiglie dei lavoratori fu gravemente contaminata e venne evacuata.

Nel 2011 Chernobyl è stata dichiarata ufficialmente attrazione turistica e ora è fra le mete più ricercate del cosiddetto “turismo nucleare”. Così come è accaduto a Stallion Gate, nel sud del New Mexico, dove ogni primavera folti gruppi di turisti si accalcano per l'apertura al pubblico del Trinity Site, il sito in cui fu effettuato il primo test della bomba atomica o come succede al Nevada Test Site, nel deserto del Mojave, dove durante la guerra fredda furono effettuati più di 1.000 test nucleari.

In questi luoghi di devastazione, simboli della pericolosità della superbia umana, frotte di turisti arrivano senza sosta e se si vuole partecipare ad un viaggio organizzato bisogna prenotare per tempo. Il National Geographic Italia ha pubblicato un interessante reportage  (corredato da una galleria di immagini dalla quale abbiamo tratto quelle che vi abbiamo proposto) che descrive cosa si prova a visitare una macabra città fantasma che lentamente si sta lasciando inghiottire dalla natura incontrastata.


Data: 01.11.2014