Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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05/02/21
29/01/21
15/01/20
GLI ANIMALI DI CHERNOBYL CI SVELANO QUANTO NOI UMANI SIAMO INSIGNIFICANTI
Gli animali di Chernobyl ci svelano quanto noi umani siamo insignificanti


La catastrofe nucleare ha messo a repentaglio solo la specie umana: attorno alla centrale esplosa nel 1986 oggi c’è un’oasi eccezionale di biodiversità
Chernobyl, per quanto possa suonare impossibile,
è oggi una delle oasi naturali più ricche di biodiversità del pianeta:
è, letteralmente, un paradiso terrestre. Peter Hayden, un documentarista
neozelandese, nel 2007 è entrato nella zona contaminata, dove dal 1986
non vive più un solo umano, e ha raccontato la storia di una gatta di
tre anni e dei suoi micetti, di un giovane lupo solitario che finalmente
trova la sua compagna, di due cuccioli di orso che esplorano le case
abbandonate… e poi cervi e cavalli selvatici, aquile e cinghiali, alci e
civette, castori e linci, insetti multicolori e vegetazione
lussureggiante. Il documentario si intitola «Chernobyl Reclaimed: An Animal Takeover» e merita davvero di essere visto. Tre anni fa un inviato del National Geographic ha compiuto un viaggio analogo
e ha raccontato con uguale meraviglia l’esplosione della vita animale
intorno alla centrale che tuttora emette radiazioni. Come è possibile?
La scomparsa dell’uomo ha significato
la scomparsa dei pesticidi, dei gas di scarico e di ogni altra forma di
inquinamento, nonché dei cacciatori e delle automobili, migliorando
drasticamente, nel giro di pochi anni, la qualità dell’ambiente e le
opportunità di vita. E questo spiega il ripopolamento impetuoso della fauna selvatica,
tranne che per un dettaglio: la radioattività. Gli studiosi non hanno
una spiegazione certa, ma l’ipotesi più probabile è che l’attesa di vita
degli animali sia troppo breve per consentire lo sviluppo di cellule
tumorali; in aggiunta, gli animali si riproducono molto più rapidamente
di noi e dunque, in assenza della pressione antropica, ristabiliscono
senza difficoltà l’equilibrio eventualmente intaccato da morti
premature. Infine, non sono state rilevate mutazioni genetiche
significative, tranne il piumaggio di un uccello e poco altro.
Data: 13.06.2019
Fonte: www.corriere.it
06/11/19
RICERCATORE SACRIFICA LA SUA CARRIERA PER PRENDERSI CURA DEI CANI DI CHERNOBYL

Lui è un ricercatore che si è specializzato nello studio delle
radiazioni, e che un giorno ha deciso di sacrificare la sua carriera per
prendersi cura dei cani vittime delle radiazioni. Tutti i giorni Lucas
viaggia intorno al perimetro della centrale nucleare abbandonata e nutre
il maggior numero possibile di quattro zampe. Non solo: coordina una
squadra di veterinari per vaccinare e sterilizzare alcuni degli animali
malati o feriti. «Anche questi cani hanno diritto al cibo e a un
rifugio. Quando sono arrivato qui, ho visto tantissimi cani vagare per
la città e ho deciso di fare qualcosa», ha detto Lucas.
Il cane che nutre per primo ogni giorno si chiama Barium. Lui vive
vicino al reattore n. 4 ed è nato nella primavera del 2016. La sicurezza
in questa zona rimane molto importante anche dopo 33 anni dal disastro,
e infatti la zona è sempre monitorata dalle guardie.
Data: 22.10.2019
Fonte: www.ilsecoloxix.it
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21/02/19
FUKUSHIMA: CATTURATO UN PESCE CON ALTI LIVELLI DI CESIO RADIOATTIVO
Fukushima: catturato un pesce con alti livelli di cesio radioattivo
I livelli di cesio 137 nell’animale erano ben oltre i 100 becquerel per kg. Avviate le indagini nelle acque a largo delle prefettura
A quasi otto anni dall’incidente, la centrale nucleare di Fukushima continua a faticare nel trovare un punto fermo. Mentre il Governo dà il via ai primi re-insediamenti degli abitanti nelle aree interessate dall’emergenza, la Tepco – la società che gestisce l’impianto – si trova ancora immersa nelle criticità. Solo poche settimane fa ha dovuto annunciare la scoperta di una nuova perdita di acqua contaminata dai rettori al terreno e quindi al mare. E potrebbe essere questa la causa dietro agli alti livelli di cesio radioattivo rinvenuti un pesce a largo delle coste della prefettura.
Come fa sapere il Japan Time,
l’associazione delle cooperative di pescatori locali ha notificato la
cattura di una razza a 62 metri di profondità, con livelli
contaminazione radioattiva per il cesio 137 pari a 161 becquerel per chilogrammo, superando così il limite di 100 becquerel per chilogrammo stabilito come sicuro per i prodotti alimentari.
È la prima volta, negli ultimi quattro anni,
che qualcuno cattura un pesce con un livello di radioattività oltre il
limite. Nelle prime fasi post emergenza, ovviamente, i valori registrati
erano da record. A due anni dall’incidente di Fukushima, il valore del
cesio radioattivo negli animali marini era di circa 510 mila
becquerel/Kg, ovvero 5.100 volte il limite di sicurezza stabilito dal
Governo. Nel 2016 era stata annunciata la normalizzazione:
la stazione sperimentale di Fukushima per le attività di pesca, che
continua ad analizzare in modo costante campioni di pesci e molluschi,
aveva fatto sapere che finalmente i livelli di cesio erano scesi sotto
la soglia minima.
Data: 04.02.2019
Fonte: www.rinnovabili.it
04/02/19
17/05/18
NELLE SPECIE MUTANTI DI CHERNOBYL LA SOLUZIONE DEI VIAGGI SPAZIALI
Nelle specie mutanti di Chernobyl la soluzione dei viaggi spaziali
Al cinema gli astronauti devono vedersela con molti pericoli, dalle
esplosioni alla mancanza d'aria, fino alla perfidia dei computer
senzienti. Ma quella che è per loro probabilmente la minaccia peggiore è
invisibile: le radiazioni.
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Fonte: www.nationalgeographic.it
Per pemettere agli astronauti di sopportare le radiazioni cosmiche a cui saranno sottoposti nelle future esplorazioni gli scienziati studiano le specie che si sono adattate al disatro nucleare del 1986
Al cinema gli astronauti devono vedersela con molti pericoli, dalle
esplosioni alla mancanza d'aria, fino alla perfidia dei computer
senzienti. Ma quella che è per loro probabilmente la minaccia peggiore è
invisibile: le radiazioni.
Il campo magnetico del nostro pianeta genera una sfera protettiva
chiamata magnetosfera che difende la superficie terrestre dalla
pericolosa radiazione cosmica. Gli esseri umani che si spingono al di là
di questa sfera si espongono a rischiosi raggi cosmici e a tempeste
solari che possono danneggiare le cellule e provocare modificazioni nel
DNA.
Anche la protezione usata attualmente presso la Stazione Spaziale
Internazionale, che è in orbita attorno alla Terra ad una distanza che
la mantiene all'interno dello scudo garantito dalla magnetosfera, non
sarebbe sufficiente a tutelare gli astronauti che si dovessero
avventurare nello spazio profondo. Un viaggio verso Marte, ad esempio,
esporrebbe i passeggeri a dosi di radiazioni comparabili a quelle che
assumerebbero se si sottoponessero ad una tomografia computerizzata
dell'intero corpo ogni 5 o 6 giorni, per l'intera durata del viaggio.
C'è un posto sulla Terra che potrebbe offrire la possibilità di studiare
gli effetti di lungo termine dell'esposizione alle radiazioni e di
individuare forse un modo migliore per proteggersi: Chernobyl.
"Il segreto di un eventuale successo dei viaggi interstellari verrà
dall'osservare animali, piante e microbi che hanno dovuto affrontare
questo tipo di radiazioni sulla Terra nel corso del loro passato
evolutivo, sviluppando la capacità di tollerare o di evitare del tutto
gli effetti di queste radiazioni", dice Timothy Mousseau, professore di
scienze biologiche presso la University of South Carolina.
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Link al video:
https://cdn.flv.kataweb.it/mediaweb/espresso/national-geographic/2018/05/03/100154954-d080c318-ca08-4f11-9870-3e5c59af9f0a.mp4
Data: 05.05.2018Fonte: www.nationalgeographic.it
06/02/18
MEET THE DOGS OF CHERNOBYL
Meet the dogs of Chernobyl – the abandoned pets that formed their own canine community

Hundreds of stray dogs have learned to survive in the woods around the exclusion zone – mainly descendants of those left behind after the nuclear disaster, when residents were banned from taking their beloved pets to safety
We are in the woods behind the Chernobyl plant when the dog runs at us. It is thin, with brindle fur and yellow eyes. Igor, our guide, makes a lunge and clamps his hands over its snout. They wrestle in the snow and icy water shakes from the trees. The dog’s eyes flash as Igor grabs a stick and throws it into the trees. Distracted, the animal chases it and our little group is free to move. But the dog reappears and drops the stick at Igor’s foot. He throws it again. The dog brings it back. I almost laugh with relief.
Igor, who, it turns out, is very familiar with the dog, throws a few snowballs, which it tries to catch and chew. “This is Tarzan,” says Igor. “He’s a stray who lives in the exclusion zone. His mum was killed by a wolf, so the guides look out for him, chuck a few sticks, play a few games. He’s only a baby, really …”
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Data: 05.02.2018
Fonte: www.theguardian.com
10/10/17
RADIOACTIVE BOAR FOUND IN SWEDEN THREE DECADES AFTER CHERNOBYL

A wild boar has been shot and killed after being found with radiation levels more than ten times the safe limit.
The boar was found in central Sweden and is thought to have high
radiation due to living in an area still largely affected by nuclear
fallout from the Chernobyl disaster, 31 years ago.
Other animals such as elk and reindeer have also been affected but the radiation levels in boar are reportedly increasing.
Following the explosion at the reactor, in what is now Ukraine, much
of Sweden was covered in a toxic cloud of radioactive iodine and
caesium-137.
Rain from the cloud then polluted the area of Gävle in the centre-east of the country with radiation.
According to The Local,
the level among wild boar are on the increase as they are moving to the
north of the country to areas worst affected by the fallout.
A boar shot in August had a radiation of 13,000 becquerel per
kilogram (Bq/kg), whereas the limit set by Sweden’s Food Agency is 1,500
Bq/kg.
Data: 06.10.2017
Fonte: www.independent.co.uk
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