Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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24/07/19

LA CUPOLA DI CEMENTO SUI TEST ATOMICI USA NEL PACIFICO SI STA SGRETOLANDO, E LA ‘BARA NUCLEARE’ PERDE SCORIE RADIOATTIVE NELL’OCEANO




Tra il 1946 e il 1962 l’esercito americano condusse 105 test nucleari atmosferici sul “Pacific Proving Grounds”, un eufemismo per chiamare le Isole Marshall e altri atolli del Sud Pacifico.

Alla fine degli anni Settanta nel tentativo di ripulire i detriti radioattivi lasciati da quelle esplosioni, il Governo americano asportò 111.000 metri cubi di terreno dagli atolli Bikini e Rongelap e li depositò sull’isola di Runit. Su quest’isola infatti, vi era un cratere largo circa 115 metri che era stato prodotto da un precedente test nucleare da 18 chilotoni chiamato “Cactus”.

Ricoprire quella fossa radioattiva gigante costò al Governo quasi 250 miliardi di dollari e ci vollero 3 anni per completare il lavoro. Il risultato fu un’enorme cupola di circa 9.000 metri quadrati costituita da 358 giganteschi pannelli di cemento che hanno uno spessore di 45 centimetri. La cupola che è stata descritta da Antonio Guterres, attuale Segretario delle Nazioni Uniti, come una “specie di bara per le popolazioni locali”. Negli ultimi anni infatti, ha dato segni di cedimento e dalle crepe che si sono formate alcuni elementi radioattivi stanno penetrando nella porosa roccia corallina dell’isola e finiscono nell’Oceano Pacifico.


Data: 30.05.2019
Fonte: www.it.businessinsider.com

TEST NUCLEARI IN POLINESIA, LA FRANCIA AMMETTE I DANNI SULLA POPOLAZIONE

Test nucleari in Polinesia, la Francia ammette i danni sulla popolazione


A più di 50 anni dall’inizio dei test nucleari in Polinesia, il Parlamento francese ha ammesso i danni sanitari causati sulla popolazione locale. 

Ci sono voluti alcuni decenni, ma il Parlamento della Francia, il 23 maggio, ha ammesso le conseguenze sanitarie dei test nucleari effettuati in Polinesia tra il 1966 e il 1996. La decisione ha preso la forma dell’approvazione di un nuovo statuto della Collettività d’oltremare. Esso, ora, riconosce i danni provocati dalle bombe sulla salute della popolazione locale.

La questione era stata oggetto di una denuncia depositata nel 2018 contro la Francia, accusata di crimini contro l’umanità, dall’ex presidente indipendentista dell’arcipelago, Oscar Temaru. Quest’ultimo, parlando di “colonialismo nucleare”, aveva stigmatizzato in particolare i test effettuati negli atolli di Mururoa e di Fangataufa.

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Data: 29.05.2019
Fonte: www.lifegate.it

23/07/19

GLI ATOLLI DELLE MARSHALL SONO PIÙ RADIOATTIVI DI CHERNOBYL E FUKUSHIMA

Gli atolli delle Marshall sono più radioattivi di Chernobyl e Fukushima

Risultati immagini per atolli delle Marshall 
La Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America) ha pubblicato gli studi sulle isole Marshall. Qui, tra il 1946 e il 1958, sono stati effettuati 67 test nucleari a nord degli atolli nell'Oceano Pacifico. E a causa di queste operazioni militari, questo luogo una volta incontaminato è più radioattivo di Chernobyl e Fukushima, luoghi tristemente famosi dove sono avvenuti disastri nucleari. I ricercatori della Columbia University, come riporta anche la CNN, affermano che le radiazioni su quattro di questi atolli rimangono allarmanti.

In alcune aree i numeri dicono che i livelli di radioattività vanno da 10 a 1.000 volte più alte delle aree radioattive vicino alla centrale elettrica di Chernobyl, esplosa nel 1986, e di Fukushima, dove un terremoto e uno tsunami ha causato un disastro nucleare nel 2011. Analizzando campioni di terreno, i ricercatori hanno trovato concentrazioni di americio-241, cesio-137, plutonio-238 e plutonio-239,240 su 11 isole dei quattro atolli del nord. Nelle Isole Marshall vivono poco più di 75.000 persone.
 

Data: 23.07.2019
Fonte: www.ilmessaggero.it

16/10/18

LA POLINESIA DENUNCIA LA FRANCIA PER I TEST NUCLEARI: 193 IN 30 ANNI


La Polinesia denuncia la Francia per i test nucleari: 193 in 30 anni
 

Per la seconda volta in due anni, la Polinesia denuncia la Francia per crimini contro l’umanità, in relazione ai 193 test nucleari realizzati nell’arcipelago in 30 anni, che secondo le autorità polinesiane sono responsabili della morte e delle malattie di decine di migliaia di persone.

All’origine del procedimento aperto presso la Corte penale internazionale (Cpi), con sede all’Aja, c’è l’ex presidente indipendentista Oscar Temaru, in lotta contro il «colonialismo nucleare» subito dalla Polinesia francese, in particolare gli atolli di Mururoa e Fangataufa, scelti da Parigi per attuare campagne di test. Il quotidiano francese Le Monde riferisce di 193 test nucleari attuati nei due atolli, di cui 12 «prove di sicurezza» - durante le quali si verifica che le bombe non esplodono se non sono armate - 46 nell’atmosfera e 147 sotterranei, con esplosioni in profondità o trivellando il terreno.  

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Data: 12.10.2008
Fonte: www.terranuova.it

11/04/17

I TEST NUCLEARI NASCOSTI CHE HANNO CAUSATO PIÙ CASI DI CONTAMINAZIONE DI CHERNOBYL


I test nucleari nascosti che hanno causato più casi di contaminazione di Chernobyl

Nell'immaginario collettivo il disastro nucleare ha un nome ed è Chernobyl, la centrale dell'Ucraina settentrionale che nel 1986 liberò una nube radioattiva in grado di raggiungere diversi paesi europei, Italia compresa.

C'è però un'area dell'ex Unione Sovietica in cui si è registrato un numero quattro volte maggiore di casi di malattia acuta legata all'esposizione al materiale radioattivo e di cui nessuno ha saputo nulla per anni per volontà delle autorità.

Quest'ultime hanno coperto gli effetti sulla salute della popolazione di una serie di test nucleari sovietici nel sito Semipalatinsk della città di Ust-Kamenogorsk in Kazakistan. Un rapporto dell'Istituto di biofisica di Mosca sulle reali conseguenze è stato ritrovato da alcuni scienziati e pubblicato dalla rivista New Scientist.

Il fatto risale al 1956, quando si rese necessario il ricovero di 600 persone in ospedale. Negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta in quella zona industriale, nel poligono di Semipalatinsk, sono stati condotti più test nucleari rispetto a qualsiasi altra area del mondo.

Nel rapporto ci sono i risultati di tre sopralluoghi compiuti nella zona dai ricercatori di Mosca, che hanno rivelato una contaminazione diffusa e persistente del suolo e del cibo nelle città del Kazakhstan orientale.

Nella metà del settembre del 1956 la concentrazione radioattiva era cento volte superiore al tasso consentito. 

A seguito delle spedizioni di alcuni ricercatori fu creata una clinica che ha curato circa 100mila persone esposte ai test. Tra queste molti furono bambini. Il luogo di cura fu chiamato “Dispensario anti-brucellosi”.

“L'obiettivo era non attirare attenzione sulla sua reale attività ed è stato classificato come top secret fino al 1991”, ha detto Kazbek Apsalikov, direttore dell'istituto in cui è stato ritrovato il rapporto.
Molti dei documenti del dispensario sono poi stati trasferiti o distrutti. I test di Semipalatinsk cessarono nel 1963. Sebbene alcune delle aree circostanti sono ora sicure, “alcune zone non torneranno mai al loro stato naturale”, aggiunge Apsalikov.

Data: 21.03.2017
Fonte: www.tpi.it