Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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31/12/20
18/01/19
BATTUTA D’ARRESTO PER IL NUCLEARE FINLANDESE
Battuta d’arresto per il nucleare finlandese
L’industria nucleare ha subito l’ultimo imbarazzante ritardo in Europa dopo che un progetto russo in corso di realizzazione in Finlandia è stato rinviato di quattro anni rispetto alla data di avvio dell’attività.
Il ritardo, scrive il Financial Times “è umiliante per l’operatore finlandese – un gruppo di aziende energetiche e industriali del consorzio Fennovoima – e per Rosatom, l’azienda nucleare statale russa, che avevano promesso che il progetto sarebbe stato realizzato in tempo perché basato su una tecnologia collaudata. Fennovoima ha ammesso poco prima di Natale che la centrale Hanhikivi 1 sarebbe entrata in funzione nel 2028, quattro anni dopo quanto preventivato originariamente e otto anni dopo il via libera del parlamento finlandese che ha approvato il progetto nel 2010”.
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Data: 30.12.2018
Fonte: www.energiaoltre.it
18/05/17
LA FINE DELLE SCORIE RADIOATTIVE, INIZIO STOCCAGGIO: 2025

Il 26 aprile è ricorso il triste anniversario del disastro di Černobyl,
che 31 anni fa mise in allerta il mondo intero circa la pericolosità
della cattiva gestione di impianti di produzione di energia nucleare. Le radiazioni ancora oggi rendono impraticabili le aree circostanti, che si presentano come uno scenario di morte e distruzione, tutto ovattato da una natura che pian piano si sta riprendendo il terreno che era stato urbanizzato e industrializzato.
Il problema della gestione delle radiazioni e delle scorie radioattive
è da sempre attuale per i Paesi che producono energia nucleare, e anche
per i Paesi vicini. In Finlandia è la legge a stabilire dove portare le
scorie nucleari: con una modifica del 1994 la legge finlandese per
l’energia nucleare stabilisce che tutti i residui nucleari prodotti in
Finlandia devono restare nel territorio nazionale.
Ecco perché nel 2000 la zona di Olkiluoto, a 5 km dalle centrali nucleari, venne scelta per l’immagazzinamento sotterraneo a lungo termine del combustibile nucleare esausto. Il magazzino è stato chiamato Onkalo,
cioè grotta o cavità, e si trova nell’ovest della Finlandia a 300
chilometri a nord ovest di Helsinki e a poche centinaia di metri da due
reattori attivi dal 1979 e dal 1981 (mentre un terzo è in costruzione).
Una cavità da progetto lunga 60 km a 420 m di profondità, in grado di
ospitare 6.500 tonnellate di scorie, 2 milioni di metri cubi, per un
costo pari a 3,5 miliardi di euro. Il project manager Kemppainen della
società che sta eseguendo i lavori, Posiva (organizzazione che si occupa
dello smaltimento di rifiuti atomici), è sicuro che questo bunker resisterà a qualsiasi evento antropico e climatico nei prossimi 100 mila anni. E da qui la domanda provocatoria: riusciamo a fare previsioni così a lungo termine?
100 mila anni sono moltissimi, se si considera che già in 1.000 anni il livello di radioattività si riduce di 100 mila volte.
Data: 12.05.2017
Fonte: www.ediltecnico.it
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20/01/14
LA FINLANDIA DIMEZZA L'ACQUISTO DI GAS RUSSO A CAUSA DEL PASSAGGIO ALLE TECNOLOGIE "VERDI"

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Data: 16.01.2014
Fonte: www.mirnov.ru
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29/04/13
TRANS EUROPA EXPRESS
Paolo Rumiz
Trans Europa Express
Feltrinelli
2012
256 pagine
Trans Europa Express non c'entra direttamente con Cernobyl, anche se nel libro viene ricordata un paio di volte. E' il racconto di un viaggio, nell'estate del 2008, a zig-zag lungo la frontiera orientale dell'Unione Europea, dal Mare artico fino a Odessa e poi a Istanbul, passando per Norvegia, Finlandia, Russia (soprattutto), Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia e Ucraina. Un viaggio su treni e autobus alla scoperta di luoghi sconosciuti e dimenticati, piccole città, villaggi di confine popolati da genti, culture, miti, e credenze mescolati, presenti e passati. Alla ricerca del cuore dell'Europa, delle frontiere (o non frontiere) naturali, al di là di quelle geopolitiche. E tanta ospitalità e semplicità slava, proprio come quella dei villaggi sperduti nelle campagne colpite da Cernobyl.
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25/04/12
CERNOBYL IN LAPPONIA
[...] Sicché l’area così detta Sápmi è divisa dalle frontiere di quattro stati: Norvegia, Finlandia, Russia e Svezia dove sono rimasti in 17 mila e dei quali tremila si occupano dell’allevamento delle renne. Perché anche qui - come nelle altre nazioni circostanti dove sono presenti - molti sono morti assieme alle renne dopo il disastro di Cernobyl (26 aprile 1986), e a tutt’oggi ci sono ancora vittime di quelle contaminazioni. [...]
Fonte: www.altrenotizie.org
Dall'articolo: "Una vita in Lapponia""
Data: 24.04.2012
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