Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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26/01/22
05/11/21
23/04/21
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26/03/21
05/02/21
27/01/20
CHERNOBYL, LA “VERA” LYUDMILA PARLA PER LA PRIMA VOLTA
Chernobyl, la “vera” Lyudmila parla per la prima volta
La serie HBO/Sky Chernobyl ha vinto tre Emmy e
ha portato al pubblico la storia del disastro nucleare del 1986 in
Ucraina. Ha mostrato dettagli, personaggi e fatti che forse erano
sconosciuti ai più.
Ma una delle donne al centro della storia, Lyudmila Ignatenko,
la moglie di uno dei primi vigili del fuoco morti, dice di non aver mai
dato a HBO il permesso di raccontare la sua storia e sostiene di
essersi dovuta nascondere a causa delle molestie dei media. Dice che ha
dovuto persino cambiare appartamento per le continue molestie da parte di giornalisti. Alcuni di questi hanno persino bloccato la sua porta con un piede pur di intervistarla.
Inoltre,
racconta di quel periodo e di quello che le è successo, del suo amore e
di quel fatale giorno in cui il marito è andato ad aiutare sul luogo
del disastro.
Data: 02.01.2020
Fonte: www.lascimmiapensa.com
21/01/20
CHERNOBYL, IL GIALLO DEI SUB SCOMPARSI NEL 1986 E POI REDIVIVI
Chernobyl, il giallo dei sub scomparsi nel 1986 e poi redivivi
I tre sommozzatori che hanno evitato nuove esplosioni nel tragico incidente nucleare del 1986 erano stati dati per morti. In realtà sono vivi. Chi ha mentito? E perché? La serie tv e un libro-inchiesta stanno ricostruendo verità scomode...
C’è un fatto della storia mondiale recente entrato nell’immaginario di tutti, il più grande disastro nucleare mai accaduto. Il 26 aprile 1986, intorno all’una di notte, durante un test di sicurezza, l’ingegnere Aleksandr Akimov preme l’interruttore per l’arresto di emergenza del quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl, nell’allora Unione Sovietica, oggi Ucraina. Segue una fortissima esplosione, il reattore si scoperchia, le fiamme divampano. Una nube radioattiva si alza minacciosa, contamina tutta la zona, che deve essere evacuata. Un vento gelido spinge le radiazioni nei cieli di mezza Europa. I morti accertati saranno 66, ma la stima, ad oggi, è ancora incerta. Oltre 4.000 persone, secondo un rapporto dell’Onu, si ammalano di cancro. Poi c’è un giovane scozzese curioso, all’epoca del dramma non era nato. Vorrebbe capire di più di quell’incidente. Le cause che hanno portato all’esplosione. Cosa è successo davvero? Come funziona l’energia nucleare? Cosa hanno provato le persone che erano lì?
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Data: 09.12.2019
Fonte: www.corriere.it
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30/09/19
ALEXEI, L’EROE DI CHERNOBYL CHE VIVE CON 369 EURO DI PENSIONE AL MESE
Alexei, l’eroe di Chernobyl che vive con 369 euro di pensione al mese
Appena esploso il reattore nucleare, con altri due tecnici scese nelle piscine di sicurezza evitando che si sviluppasse una seconda nube radioattiva. «Feci solo il mio dovere»
Ci si aspetterebbe di trovarlo in una sontuosa dacia o in una villa sul Mar Nero, circondato da domestici. Invece vive con 369 euro di pensione al mese Alexei Ananenko, uno degli eroi di Chernobyl, l’uomo che con altri due tecnici impedì una seconda esplosione nucleare dopo quella che il 26 aprile 1986, alle 1 e 23, travolse il reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina, dopo circa 200 violazioni del Regolamento di Sicurezza Nucleare dell’Unione Sovietica. L’esplosione rilasciò nell’atmosfera una quantità elevatissima di radiazioni, stimata 100 volte maggiore a quelle delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Le emissioni si depositarono immediatamente nelle cittadine di Chernobyl e Prypiat; gran parte dell’Ucraina, della Bielorussia e la Russia furono colpite dalle radiazioni, ma la nube radioattiva attraversò l’Europa, lambendo persino l’Italia (nei giorni successivi le autorità sconsigliarono il consumo degli alimenti più a rischio come latte e insalata). Molte le persone che, dopo il disastro (la stima dei morti resta ancora incerta) intervennero con grande valore e spirito di sacrificio, portando a termine il lavoro di messa in sicurezza dell’impianto. Ma il ruolo di Alexei Ananenko, insieme a Valeriy Bezpalov e a Boris Baranov, fu fondamentale nell’immediatezza del disastro, per evitare che una seconda nube radioattiva si alzasse sopra i cieli di Chernobyl.
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Data: 22.06.2019
Fonte: www.corriere.it
I NUOVI EROI DESCRITTI DA SALETTI

Data: 28.09.2019
Fonte: www.larena.it
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06/09/19
QUANTE PERSONE SONO DAVVERO MORTE A CAUSA DEL DISASTRO NUCLEARE DI CHERNOBYL?
Quante persone sono davvero morte a causa del disastro nucleare di Chernobyl?
Il successo della miniserie Chernobyl prodotta da Hbo (in onda su Sky Atlantic) ha riacceso i riflettori su quel che è considerato il più grave incidente nucleare della storia. Il numero delle vittime è da sempre al centro di polemiche e forse non conosceremo mai il bilancio definitivo. Ecco quel che sappiamo e quel che è destinato a restare irrisolto.
Le vittime accertate
L’esplosione del reattore uccise due addetti della centrale, un terzo morì di trombosi coronarica. Tra il personale e i primi soccorritori, 134 persone furono ricoverate per gli effetti acuti delle radiazioni; 28 morirono nelle prime settimane, altri 19 negli anni seguenti. Fra i civili, più di 4mila persone, in gran parte bambini e adolescenti, hanno contratto un cancro alla tiroide, che ha causato 15 vittime. La sorveglianza epidemiologica si è però fermata al 2002, sebbene le persone continuino ad ammalarsi.
Nel complesso, le morti accertate sono dunque 65, ma purtroppo si tratta soltanto della punta dell’iceberg. La gran parte delle vittime si avrà infatti per gli effetti a lungo termine delle radiazioni, destinati a manifestarsi in forma di tumori e leucemie.
Data: 25.06.2019
Fonte: www.wired.it
09/08/19
CHERNOBYL, LIQUIDATORE SI UCCIDE DOPO LA SERIE: “DIMENTICATO DAL GOVERNO”
Chernobyl, liquidatore si uccide dopo la serie: “Dimenticato dal governo”


Un operaio della centrale di Chernobyl si sarebbe suicidato dopo la visione dell’omonima serie
di HBO, trasmessa in Italia da Sky. È quanto rende il noto il Daily
Mail, in base alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla figlia:
l’uomo non si sarebbe tolto la vita poiché eccessivamente traumatizzato
dallo show, bensì poiché convinto di essere stato “completamente dimenticato dal governo”.
Nagashibay Zhusupov, uomo sessantunenne ucraino,
verso la fine degli anni ’80 ha prestato servizio come “liquidatore”
presso la centrale nucleare di Chernobyl.
Si tratta di quegli operai – la stima parla di circa 600.000 persone –
che vennero assoldati dal governo centrale per decontaminare le aree
limitrofe alla centrale nucleare. Alcuni vennero
addirittura chiamati a rimuovere i detriti di grafite e di altri
elementi radioattivi sul tetto della struttura, gettandoli nel cratere
venutosi a creare dall’esplosione del reattore, altri si occuparono
delle limitrofe strade, delle aree verdi e, qualche tempo dopo
dall’incidente, della costruzione del primo sarcofago di protezione.
A questi lavoratori, esposti a livelli variabili di radiazioni,
il governo promise lo status di eroe e un’adeguata compensazione, tra
cui un alloggio a vita. Eppure Zhusupov, come riferisce la figlia
Gaukhar, non avrebbe mai ottenuto il tanto atteso accesso alle case popolari.
L’uomo e la sua famiglia furono infatti costretti a trovare una
soluzione abitativa di fortuna, di fronte al rifiuto delle autorità di
assegnare loro l’appartamento promesso ai tempi dell’incidente nucleare.
Data: 17.07.2019
Fonte: www.greenstyle.it
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