Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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23/03/20

IL PRESIDENTE BIELORUSSO: 'SAUNA, VODKA E LAVORO: COSÌ SI BATTE IL VIRUS'


Il presidente bielorusso: 'Sauna, vodka e lavoro: così si batte il virus'

 

Risultato immagini per lukashenko coronavirus

 

Il presidente bielorusso Alexandr Lukashenko, lo stesso che anni fa voleva vietare i matrimoni fra le donne locali e gli stranieri, ha raccomandato alla popolazione di «fare la sauna, bere tanta vodka e lavorare molto per uccidere il virus nei vostri organismi».


 Lukashenko ha definito «una psicosi» l’emergenza coronavirus che ha finora ucciso quasi 9.000 persone nel mondo. «Chiamo questo coronavirus nient'altro che una psicosi, e non lo negherò mai perchè ho passato molte situazioni di psicosi assieme a voi, e sappiamo quali sono stati i risultati», ha detto Lukashenko dopo aver ricevuto un rapporto sulla situazione epidemiologica in Bielorussia. «Sono assolutamente convinto - ha aggiunto - che il panico possa colpirci più forte del virus stesso, questo è ciò che mi preoccupa maggiormente». 


Lukashenko ha inoltre criticato la decisione di diversi Stati di chiudere la frontiera agli stranieri per evitare il diffondersi dell’epidemia. «Si tratta di una completa e assoluta stupidaggine, è già evidente», ha dichiarato il presidente bielorusso, ripreso dall’agenzia Interfax, aggiungendo che questa mossa «non protegge la Russia in alcun modo». 


Lukashenko, noto come «l'ultimo dittatore d’Europa», guida la Bielorussia col pugno di ferro dal 1994.

 


Data: 19.03.2020
Fonte: www.gazzettadiparma.it

19/03/20

NUCLEARE, PER SMANTELLARE LE VECCHIE CENTRALI FRANCESI CI VORRÀ CIRCA UN SECOLO


Nucleare, per smantellare le vecchie centrali francesi ci vorrà circa un secolo

 
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Un cantiere che costerà almeno 46 miliardi di euro. Così la Francia dirà addio al parco nucleare degli anni Ottanta e Novanta

 

Più di 46 miliardi di euro di costi e circa un secolo di lavori. Lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari in Francia, a cominciare da quelle entrate in funzione negli anni Ottanta, si annuncia come un progetto faraonico. A spiegarlo è un rapporto commissionato dal Senato di Parigi alla Corte dei Conti. Proprio con l’obiettivo di comprendere i tempi e gli esborsi che dovranno affrontare le casse pubbliche per portare a termine gli smantellamenti.


A pagare saranno quasi solo i contribuenti francesi

Casse pubbliche, sì, perché la stragrande maggioranza di tali immensi costi (46,4 miliardi di euro, per l’esattezza) graverà sui contribuenti. Le fatture saranno, infatti, pagate da parte della società elettrica EDF, della compagnia specializzata nel nucleare Orano (ex Areva) e del Commissariato all’energia atomica (CEA). Tutte di proprietà, in tutto o in parte, dello Stato francese.


Data: 12.03.2020
Fonte: www.valori.it

27/02/20

BIELORUSSIA: SPUNTA UNA CENTRALE NUCLEARE AL CONFINE CON LA LITUANIA


Bielorussia: spunta una centrale nucleare al confine con la Lituania

 


Aveva smantellato la sua, di centrale nucleare, nel 2004. Era la clausola per l'entrata nell'Unione europea e la Lituania si è impegnata a spegnere i due reattori di Ignalina, prestando il fianco a una sempre maggiore dipendenza energetica dalla Russia. Al danno economico si è aggiunta adesso la beffa: Vilnius potrà addirittura vederla, una nuova centrale, costruita in Bielorussia a una manciata di chilometri dal confine.

Una centrale nucleare ai confini dell'Unione europea

 

Vytautas Landsbergis, ex leader del movimento indipendentista Sajudis ed esponente del neonato Comitato anti-nucleare, esprime sconcerto: "L'Unione europea non si è mostrata troppo preoccupata, nonostante la centrale sia in costruzione al suo confine - dice - si tratta di una provocazione e di un attacco contro Bruxelles, non solo contro la Lituania che fa parte dell'Unione europea''.

Il Comitato sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione politica per impedire l'apertura della centrale nucleare bielorussa, costruita dalla società statale russa Rosatom, proprio al di là del confine orientale dell'Unione europea. Gli attivisti lituani sollecitano adesso la reazione sia dei politici dell'opposizione bielorussa che dell'Ucraina, i due Paesi che hanno sofferto enormemente per la catastrofe nucleare di Chernobyl. 



Data: 16.02.2020

Fonte: www.euronews.com