Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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24/07/19

CHERNOBYL, UNO STUDIO INGLESE RIVELA PICCHI DI RADIOATTIVITÀ FINO AD ORA SCONOSCIUTI

Risultati immagini per Chernobyl, uno studio inglese rivela picchi di radioattività fino ad ora sconosciuti

La mappatura, condotta grazie all’uso dei droni, ha permesso di verificare i dati a disposizione delle autorità locali e ha rilevato punti con radiazioni ancora molto alte. Gli studiosi si propongono di completare in futuro lo studio di tutta l’area  


L’utilizzo dei droni

 

Lo studio, condotto lo scorso aprile da un team di ricercatori dell’Università di Bristol in collaborazione con colleghi ucraini, ha utilizzato per la prima volta alcuni droni capaci di registrare la presenza di gamma e di neutroni sorvolando le aree interessate. In questo modo, gli studiosi hanno potuto ricostruire una mappa quanto più dettagliata possibile delle radiazioni nella zona di Chernobyl, senza doversi avvicinare alle aree contaminate rischiando quindi danni per la propria salute. Lo studio ha compreso la mappatura del villaggio abbandonato di Buriakivka, a 13 km dalla centrale, e dell’insediamento parzialmente demolito di Kopachi.


Data: 17.06.2019
Fonte: www.tg24.sky.it

28/09/16

IL REGNO UNITO COSTRUISCE LA CENTRALE NUCLEARE PIÙ COSTOSA DELLA STORIA, NEL 2016




hinkley point

Londra ha approvato la costruzione della centrale nucleare più costosa della storia, quella di Hinkley point. Perché in ballo ci sono investimenti miliardari con la Cina.
 
Sarà costruita nel sudovest dell’Inghilterra (Regno Unito) la nuova centrale nucleare di Hinkley point che il governo britannico ha approvato accogliendo il controverso piano di Électricité de France (Edf) e del suo partner cinese, la Chine General Nuclear Power Corporation (Cgnpc). Saranno costruiti due reattori nucleari che, una volta in funzione, dovrebbero garantire il 7 per cento del fabbisogno energetico del Regno Unito. Un lavoro di costruzione che durerà 10 anni se verranno rispettati i tempi e che costerà 18 miliardi di sterline, circa 24 miliardi di dollari.

Qualche mese fa, la decisione era stata rimandata dallo stesso primo ministro britannico, Theresa May, che aveva deciso di prendersi il tempo necessario per rivedere il progetto approvato dal suo predecessore, David Cameron. L’ex primo ministro lo aveva promosso come uno dei modi più efficaci per ridurre le emissioni di CO2. Le preoccupazioni maggiori riguardavano la portata del finanziamento e se il coinvolgimento di un colosso cinese in una centrale nucleare in territorio patrio fosse o meno un rischio per la sicurezza.


Data: 22.09.2016
Fonte: www.lifegate.it



22/09/16

PERCHÉ DOVREMMO TEMERE UNA NUOVA CHERNOBYL

Perché dovremmo temere una nuova Chernobyl

Perché dovremmo temere una nuova Chernobyl

Il rischio di ritrovarci tra le mani una nuova Chernobyl o una nuova Fukushima è molto più alto di quello percepito dall’opinione pubblica o messo in conto dall’industria nucleare. A rivelarlo è un team di scienziati dell’Università del Sussex, in Inghilterra, e dell’ETH di Zurigo, in Svizzera, che hanno analizzato oltre 200 incidenti nucleari del passato, comprese le risposte e la stima delle conseguenza  da parte del comparto. La conclusione a cui sono arrivati, per stessa ammissione degli scienziati, è preoccupante: nonostante gli incidenti nucleari siano sostanzialmente diminuiti in termini di frequenza, le grandi catastrofi nucleari “non sono reliquie del passato”.

E con un tempismo quasi studiato (pochi giorni fa l’ok del governo britannico alla centrale di Hinkley Point C), il gruppo ha pubblicato il più grande database open-source mai realizzato degli eventi nucleari passati, contenente date, località, costo in dollari, e rating di grandezza del disastro.

Secondo gli scienziati le probabilità che si verifichi un grave disastro nucleare in qualche parte del mondo prima del 2050 sono 50:50. ” Vi è una probabilità del 50% di poter assistere ad un evento come quello di Chernobyl (o superiore) nel corso dei prossimi 27 anni”, spiegano i ricercatori, ribadendo in realtà stime presentata già lo scorso anno. Se scendiamo di scala, come nel caso dell’incidente di Three Mile Island, nel 1979, quando ci fu una parziale fusione del nocciolo nella centrale nucleare sull’omonima isola, la probabilità sale a un incidente ogni 10-20 anni. Come spiega il dottor Spencer Wheatley, autore principale dello studio: “Abbiamo scoperto che il livello di rischio per l’energia nucleare è estremamente elevato. Anche se siamo stati in grado di rilevare l’impatto positivo delle risposte del settore per incidenti come Three Mile Island e Chernobyl, questi non rimuovono la possibilità di altri disastri estremi”. Gli studi pubblicati da Wheatley sono stati fortemente criticati, soprattutto dalla lobby dell’atomo, per le conclusioni troppo drastiche, ma bisogna anche ammettere che analisi realmente indipendenti sono rare nel settore.

In parte dipende dal fatto che molti dei dati sugli incidenti sono raccolti dalla stessa l’industria nucleare che spesso e volentieri si  mostra riluttante alla condivisione. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica classifica gli eventi utilizzando un sistema chiamato Internazionale Nuclear Event Scale, che è legato alla quantità di emissioni di radiazioni rilasciate. Tuttavia, non esiste ad oggi un database storico.

Gli scienziati puntano il dito su dati pubblici “viziati e incompleti” forniti dal settore, e su un sistema di classificazione “altamente impreciso, mal definito e spesso incoerente”. Nella loro nuova analisi, il team di ricerca ha stimato un costo (in dollari) per ogni incidente, tenendo conto di fattori come la distruzione degli edifici, gli interventi di emergenza, il risanamento ambientale, l’evacuazione della popolazione,  e i crediti di assicurazione. E per ogni morte, hanno aggiunto un costo di 6 milioni di dollari, che è il dato utilizzato dal governo degli Stati Uniti per calcolare il valore di una vita umana.

Data: 20.09.2016
Fonte: www.rinnovabili.it

15/09/16

HEADINGTON SHARK


L'Headington Shark (Squalo di Headington), ufficialmente chiamato Untitled 1986 e conosciuto anche col nome di Oxford Shark, è una scultura di vetroresina alta circa 7 metri e mezzo posta sul tetto di una casa di New High Street, nel distretto di Headington, ubicato nella città britannica di Oxford.
 
La statua è stata creata pochi mesi dopo il disastro nucleare di Cernobyl con l'intento di commemorare la caduta delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Lo scultore ha voluto così esprimere le proprie emozioni di fronte al pericolo rappresentato dall'energia nucleare.

«Lo squalo esprime qualcosa di completamente inerme e il buco nel tetto descrive una sensazione di impotenza, rabbia e disperazione ... Esso ci racconta qualcosa sulla CND, sull'energia nucleare, su Cernobyl e su Nagasaki.»

(dalla relativa pagina su Wikipedia

14/09/16

CHERNOBYL@30 - A TIMELY REMINDER OF CHERNOBYL


Chernobyl@30 - A timely reminder of Chernobyl is to play at theatres acrossthe North East

Actress Natalya Tsymbal in Chernobyl@30

If Chernobyl has slipped into history along with the USSR, overtaken by other pressing concerns, it’s probably time for a reminder.

That is to come from Northumberland’s award-winning theatre company Théâtre Sans Frontières (TSF) whose latest production, Chernobyl@30, is to tour North East venues at the end of September.

Actually, it’s a co-production with Ukrainian theatre company Arabesky who first tackled Chernobyl in a documentary-style theatre production back in 2006.

It interwove film footage of Chernobyl with scenes based on some of the people involved, including those engaged in the clean-up operation, politicians and ordinary citizens affected by the blast.

The collaboration results from an award by the British Council to TSF’s co-founder and joint artistic director Sarah Kemp who visited Arabesky Theatre last autumn.

Sarah will perform in the piece, a re-visiting of the original 2006 production, with fellow TSF stalwart John Cobb, British actor Robert Nicholson and Ukrainian counterparts Natalya Tsymbal and Mykhylo Barbara.

It is being directed by Arabesky Theatre founder and artistic director Svitlana Oleshko.


Data: 09.09.2016
Fonte: www.chroniclelive.co.uk