Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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31/10/18

LA GUERRA IN UCRAINA È UN DISASTRO AMBIENTALE PIÙ GRANDE DI CHERNOBYL?

La guerra in Ucraina è un disastro ambientale più grande di Chernobyl?

Le miniere di carbone del Donbas sono un’enorme bomba di materiali tossici e radioattivi


Yevhen Yakovlev è un geologo e ricercatore capo all’Institute of telecommunications and global information space di Kiev ed è noto perché nel marzo del  1986, un mese prima del disastro nucleare di Chernobyl ricevette un richiamo dalle autorità sovietiche dopo che aveva segnalato inquietanti irregolarità nel reattore numero 4 che il 26 aprile avrebbe dato origine alla più grande catastrofe del nucleare civile conosciuta. Dopo Yakovlev fece parte delle brigate dei “liquidatori”, fu uno dei pochi a salvarsi e a non subire conseguenze e venne decorato come eroe dell’Unione Sovietica, quindi, come scrivono  sul Bullettin of the Atomic Scientists Kristina Hook e Richard “Drew” Marcantonio del Kroc Institute for international peace studies  dell’università di Notre Dame, ha tutte le carte in regola per poter dire che oggi «L’Ucraina è più di prima, prima di tutto, una catastrofe ecologica più profonda e pericolosa di Chernobyl».

Yakovlev  si riferisce ai dati ambientali riguardanti il ​​conflitto ucraino che vede contrapposti nella parte orientale di quel Paese i nazionalisti e gli indipendentisti russi che «ha accresciuto il potenziale di un grave disastro ecologico».

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Data: 24.10.2018
Fonte: www.greenreport.it

 

25/10/18

«È MEGLIO VIVERE CON LE RADIAZIONI CHE CON LA GUERRA»


«È meglio vivere con le radiazioni che con la guerra»


Le storie di chi – scappando dalla guerra in Ucraina – è andato a vivere a Chernobyl, e della vita "normale" che sta rinascendo da quelle parti
 
Dopo l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl – avvenuta il 26 aprile 1986 – morirono decine di persone e decine di migliaia dovettero lasciare immediatamente le loro case. Oggi, a più di trent’anni dal disastro, c’è chi ha scelto di vivere nelle case in rovina che si trovano ai margini della “exclusion zone”, la “zona di alienazione” che circonda il reattore danneggiato di Chernobyl, e che non può ancora essere abitata.

[...] 
 
A poche decine di chilometri dalla zona di alienazione di Chernobyl, nella parte ucraina, c’è Steshchyna, un paese abbandonato dove la foresta si sta espandendo. Maryna Kovalenko vive lì con le sue due figlie adolescenti, e con loro altre persone che hanno tra i 70 e gli 80 anni. Nonostante la mancanza di servizi o di opportunità, quattro anni fa Kovalenko prese tutto ciò che aveva e viaggiò per centinaia di chilometri attraverso l’Ucraina per andare a vivere proprio a Steshchyna. La sua storia è stata raccontata in un lungo reportage della BBC.
 
Data: 20.10.2018
Fonte: www.ilpost.it


09/11/12

I RIFIUTI VELENOSI DI «CERNOBYL-2» VERRANNO PORTATI NEL DONBASS E ALL’ESTERO



Il nostro giornale più di una volta si è già occupato dello stabilimento abbandonato accanto all’agglomerato Lesnoj a Kiev. Il territorio, circondato da una recinzione di cemento, rappresenta una zona di Cernobyl in miniatura: nessuno vi può accedere a causa della gran quantità di rifiuti velenosi, e tuttavia alcuni periodicamente vi s’intrufolano ugualmente. Su tutta l’area antistante l’impianto è stato riversato mercurio e vi sono barili con sostanze tossiche. Gli abitanti dei palazzi più vicini son già 15 anni che si lamentano dei cattivi odori che arrivano dallo stabilimento abbandonato. Quel microquartiere è uno dei leader per il numero di malattie oncologiche e polmonari. Gli ecologi collegano il fenomeno proprio alla presenza del “Radikal”.
Gli odori venefici sono esalati dai rifiuti organici di cloro dei fusti fortemente arrugginiti, i quali contengono 4,4 tonnellate di diversi veleni. E proprio questi si apprestano a trasportare fuori da Kiev. Ma come e dove?

«I nostri addetti con tute protettive speciali prima metteranno la tara coi rifiuti in un locale chiuso dell’impianto, poi apriranno i fusti e riverseranno il contenuto in contenitori speciali in plastica superresistente», – dice Il’ja Marčevskij, rappresentante della compagnia israeliana S.I. Group Consort Ltd, la quale si occupa del trasferimento delle sostanze tossiche. «Essi sono fatti in tal modo che anche se al mezzo di trasporto capitasse un incidente stradale i contenitori non subirebbero danni».

La compagnia si è rifiutata di svelare il percorso che farà il camion con i rifiuti e anche il giorno e l’ora in cui avverrà il trasporto dal “Radikal”. Del tipo, questa è un’informazione segreta e non bisogna dare inutili pretesti per azioni di pazzi, terroristi e… politici, i quali potrebbero con questo sollevare uno scandalo prima delle elezioni.

Alla S.I Group non dicono neanche dove esattamente verrà trasportato il carico pericoloso. Gli ecologi suppongono che allo stoccaggio dei rifiuti contenenti cloro siano interessati in Polonia, Francia e Gran Bretagna. Quest’ultima di recente si è infatti presa il berillio tossico dell’impianto “Zapad” di Kiev.

La prima fase di ripulitura del “Radikal” avrà inizio nell’ottobre 2012. Per questi lavori Kiev ha stanziato 100 mila grivne.

L’anno prossimo si comincerà a rimuovere il mercurio, parte del quale verrà trasportato a Gorlovka. In totale si prevede di portar via 180 mila tonnellate di rifiuti, terra e costruzioni in metallo compresi.

«Non siamo fisicamente in grado di prendere e smaltire tutto», – ha spiegato il direttore dell’impianto di smaltimento Nikitrtut’ di Gorlovka. «Prenderemo da Kiev soltanto il terreno e le costruzioni con il più elevato contenuto di mercurio».

Il resto si dovrà dunque portare per lo smaltimento all’estero, dove sono in grado di guadagnare anche sui rifiuti tossici.

NOTA INFORMATIVA

Lo stabilimento «Radikal» fu costruito nel 1954. Ai tempi sovietici vi si produceva soda caustica, cloro, soluzioni chimiche per la protezione delle piante (pesticidi, erbicidi ecc.). Nella produzione si usava largamente il mercurio. In conseguenza dei processi tecnologici lacunosi si verificò un forte inquinamento del territorio circostante l’impianto. Dopo la sua privatizzazione nel 1996 l’impresa venne chiusa e le sostanze tossiche vennero lasciate sul posto, nonostante che lì accanto si trovasse uno dei più grandi mercati di Kiev e un agglomerato residenziale. Per questo la gente cominciò a chiamare l’impianto “Cernobyl-2”.

A PROPOSITO

Perché sono pericolosi i rifiuti contenenti cloro

Tali tossine si dissolvono con difficoltà nell’acqua, possedendo al contempo un’elevata attività biologica. Possono causare malattie oncologiche. Anche una particella microscopica che finisce nell’organismo è in grado di portare a conseguenze irreversibili, fino all’avvelenamento con esito letale.

Data: 19.10.2012
Fonte: www.kp.ua
Autori: Aleksandr Bočkarëv, Pavel Kolesnikov
Traduzione: S.F.