Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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16/04/21
16/10/18
LA POLINESIA DENUNCIA LA FRANCIA PER I TEST NUCLEARI: 193 IN 30 ANNI
La Polinesia
denuncia la Francia per i test nucleari: 193 in 30 anni

Per la seconda volta in due anni, la Polinesia denuncia la Francia per crimini contro l’umanità, in relazione ai 193 test nucleari
realizzati nell’arcipelago in 30 anni, che secondo le autorità
polinesiane sono responsabili della morte e delle malattie di decine di
migliaia di persone.
All’origine del procedimento aperto presso la Corte penale
internazionale (Cpi), con sede all’Aja, c’è l’ex presidente
indipendentista Oscar Temaru, in lotta contro il «colonialismo nucleare»
subito dalla Polinesia francese, in particolare gli atolli di Mururoa e Fangataufa,
scelti da Parigi per attuare campagne di test. Il quotidiano francese
Le Monde riferisce di 193 test nucleari attuati nei due atolli, di cui
12 «prove di sicurezza» - durante le quali si verifica che le bombe non
esplodono se non sono armate - 46 nell’atmosfera e 147 sotterranei, con
esplosioni in profondità o trivellando il terreno.
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Data: 12.10.2008
Fonte: www.terranuova.it
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12/10/17
CINA: TROPPE BOMBE SOTTERRANEE, RISCHIO CROLLI E NUOVA CHERNOBYL
Rischia di crollare l’intera montagna dei test nucleari, liberando una
nube radioattiva con conseguenza peggiori di Chernobyl. La seconda
scossa di terremoto il segnale. Dopo l’esplosione della Bomba H
nordcoreana gli scienziati cinesi hanno lanciato l’allarme. Minacciati
anche i russi di Vladivostok.

La notizia dall’autorevole South China Morning Post, del geofisico Wen
Lianxking, della University of Science and Technology di Hefei, nella
provincia di Anhui.
Secondo Stephen Chen, analista del giornale, il team di scienziati
guidati da Wen è sinceramente preoccupato che ciò possa avvenire per
tutta una serie di dati in suo possesso. Tutti i dati di prima mano,
vista la minuziosa catena di monitoraggio antisismico installata dal
governo di Pechino nel proprio Paese, puntano sul monte che sovrasta il
sito di Punggye-ri. Il team ha dato l’annuncio, ripreso dal South China
Morning, sul website del “Laboratorio di sismologia e fisica profonda
della terra” dell’università, aggiungendo che la previsione (sul rischio
del devastante crollo) è la risultante di una serie di sofisticate
triangolazioni dei dati in arrivo da oltre cento stazioni di
rilevamento.
Lo sciame sismico secondario, che indica ulteriori movimenti franosi,
continua? È probabile di sì, anche se i ricercatori di Hefei non lo
dicono apertamente, ma lo fanno solo intendere. Le conclusioni di Wen
hanno ricevuto un autorevole sostegno da parte dell’ex Diretttore della
China Nuclear Society e senior researcher del Programma nucleare
militare di Pechino, Wang Naiyan. Secondo lo scienziato, a Punggye-ri si
corre il rischio di un disastro ambientale di proporzioni bibliche. Se
il monte dovesse crollare (basterebbe un altro solo test) “resterebbe un
buco enorme da cui le radiazioni scapperebbero in tutte le direzioni,
compresa la Cina”.
Data: 06.09.2017
Fonte: www.remocontro.it
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07/09/17
CINA: TROPPE BOMBE SOTTERRANEE, RISCHIO CROLLI E NUOVA CHERNOBYL

Rischia di crollare l’intera montagna dei test nucleari, liberando una
nube radioattiva con conseguenza peggiori di Chernobyl. La seconda
scossa di terremoto il segnale. Dopo l’esplosione della Bomba H
nordcoreana gli scienziati cinesi hanno lanciato l’allarme. Minacciati
anche i russi di Vladivostok.
La notizia dall’autorevole South China Morning Post, del geofisico Wen Lianxking, della University of Science and Technology di Hefei, nella provincia di Anhui.
È proprio il caso di dirlo: Kim Jong-Un, il cervellotico dittatore
nordcoreano, non bastassero già le scrivanie dei capi di Stato di mezzo
mondo, ora smuove letteralmente anche le montagne. E rischia di farle
crollare rovinosamente. La notizia è stata data dall’autorevole South
China Morning Post, che parla dell’allarme lanciato dal geofisico Wen
Lianxking, della University of Science and Technology di Hefei, nella
provincia di Anhui. In pratica, l’imponente massiccio sotto cui Kim ha
svolto tutti i suoi ultimi test nucleari sta crollando e rischia di
devastare un’area molto ampia, modificando l’orografia del sito.
Secondo Stephen Chen, analista del giornale, il team di scienziati
guidati da Wen è sinceramente preoccupato che ciò possa avvenire per
tutta una serie di dati in suo possesso. Tutti i dati di prima mano,
vista la minuziosa catena di monitoraggio antisismico installata dal
governo di Pechino nel proprio Paese, puntano sul monte che sovrasta il
sito di Punggye-ri. Il team ha dato l’annuncio, ripreso dal South China
Morning, sul website del “Laboratorio di sismologia e fisica profonda
della terra” dell’università, aggiungendo che la previsione (sul rischio
del devastante crollo) è la risultante di una serie di sofisticate
triangolazioni dei dati in arrivo da oltre cento stazioni di
rilevamento.
Data: 06.09.2017
Fonte: www.remocontro.it
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Test nucleari
21/08/17
HOLTEC CLEAR TO START TESTING ISF2 AT CHERNOBYL
The State Nuclear Regulatory Inspectorate of Ukraine (SNRC) has
approved integrated systems testing of the interim used fuel storage
facility (ISF2) at the site of the Chernobyl nuclear power plant in
Ukraine. The approval means the facility has officially entered the
post-construction phase, the USA's Holtec International said yesterday.

ISF2, which is supported by the Nuclear Safety Account managed by the
London-headquartered European Bank for Reconstruction and Development,
will provide for the processing and storage of the used nuclear fuel
from units 1, 2 and 3, which is required for the decommissioning of the
Chernobyl plant.
Having received SNRC approval on 1 August, Holtec said the cold
testing phase will move to hot pre-commissioning testing in December,
with fuel loading beginning in March.
"A complex dry storage program begun in 1997 by EBRD that Holtec took
over after Areva's withdrawal in 2007 features the world's largest fuel
dismemberment facility including a hot cell for RBMK fuel," Holtec
said.
It added: "Back-fitting the state-of-the-art systems in the existing
Processing Building, with its substantially obsolesced and long disused
equipment and machinery ravaged by over a decade of Ukraine's fierce
winters, turned out to be far more complex than was initially
envisioned. The plethora of daunting technical and regulatory challenges
that had to be overcome and hundreds of thousands of person-hours
applied to reach this final regulatory approval makes August 1 a
memorable day in the annals of our company."
Data: 04.08.2017
Fonte: www.world-nuclear-news.org
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