Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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26/01/22
28/05/21
31/12/20
30/01/19
NUCLEARE, AUMENTA LA PRODUZIONE CINESE. NUMERO REATTORI AL TOP NEL 2018
Nucleare, aumenta la produzione cinese. Numero reattori al top nel 2018
Data: 26.01.2019
Fonte: www.energiaoltre.it

La provincia meridionale del Guangdong è la più impegnata nel settore della costruzione di centrali nucleari: nella città di Huizhou, 90 chilometri a nord-est di Hong Kong, sono previsti sei reattori
Attualmente in Cina sono operative 45 centrali nucleare con una capacità installata totale di 45,9 milioni di kW, secondo quanto riferito dall’Amministrazione nazionale dell’energia. Si tratta del terzo paese al mondo per numero di reattori: di questi sette sono entrati in funzione lo scorso anno. Questi numeri sono destinati molto presto a salire: sono in corso di realizzazione altre 11 unità per complessivi 12,18 milioni di kW e entro il 2020 l’obiettivo è quello di raggiungere gli 88 milioni di kW.
Leggi tuttoData: 26.01.2019
Fonte: www.energiaoltre.it
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12/10/17
CINA: TROPPE BOMBE SOTTERRANEE, RISCHIO CROLLI E NUOVA CHERNOBYL
Rischia di crollare l’intera montagna dei test nucleari, liberando una
nube radioattiva con conseguenza peggiori di Chernobyl. La seconda
scossa di terremoto il segnale. Dopo l’esplosione della Bomba H
nordcoreana gli scienziati cinesi hanno lanciato l’allarme. Minacciati
anche i russi di Vladivostok.

La notizia dall’autorevole South China Morning Post, del geofisico Wen
Lianxking, della University of Science and Technology di Hefei, nella
provincia di Anhui.
Secondo Stephen Chen, analista del giornale, il team di scienziati
guidati da Wen è sinceramente preoccupato che ciò possa avvenire per
tutta una serie di dati in suo possesso. Tutti i dati di prima mano,
vista la minuziosa catena di monitoraggio antisismico installata dal
governo di Pechino nel proprio Paese, puntano sul monte che sovrasta il
sito di Punggye-ri. Il team ha dato l’annuncio, ripreso dal South China
Morning, sul website del “Laboratorio di sismologia e fisica profonda
della terra” dell’università, aggiungendo che la previsione (sul rischio
del devastante crollo) è la risultante di una serie di sofisticate
triangolazioni dei dati in arrivo da oltre cento stazioni di
rilevamento.
Lo sciame sismico secondario, che indica ulteriori movimenti franosi,
continua? È probabile di sì, anche se i ricercatori di Hefei non lo
dicono apertamente, ma lo fanno solo intendere. Le conclusioni di Wen
hanno ricevuto un autorevole sostegno da parte dell’ex Diretttore della
China Nuclear Society e senior researcher del Programma nucleare
militare di Pechino, Wang Naiyan. Secondo lo scienziato, a Punggye-ri si
corre il rischio di un disastro ambientale di proporzioni bibliche. Se
il monte dovesse crollare (basterebbe un altro solo test) “resterebbe un
buco enorme da cui le radiazioni scapperebbero in tutte le direzioni,
compresa la Cina”.
Data: 06.09.2017
Fonte: www.remocontro.it
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07/09/17
CINA: TROPPE BOMBE SOTTERRANEE, RISCHIO CROLLI E NUOVA CHERNOBYL

Rischia di crollare l’intera montagna dei test nucleari, liberando una
nube radioattiva con conseguenza peggiori di Chernobyl. La seconda
scossa di terremoto il segnale. Dopo l’esplosione della Bomba H
nordcoreana gli scienziati cinesi hanno lanciato l’allarme. Minacciati
anche i russi di Vladivostok.
La notizia dall’autorevole South China Morning Post, del geofisico Wen Lianxking, della University of Science and Technology di Hefei, nella provincia di Anhui.
È proprio il caso di dirlo: Kim Jong-Un, il cervellotico dittatore
nordcoreano, non bastassero già le scrivanie dei capi di Stato di mezzo
mondo, ora smuove letteralmente anche le montagne. E rischia di farle
crollare rovinosamente. La notizia è stata data dall’autorevole South
China Morning Post, che parla dell’allarme lanciato dal geofisico Wen
Lianxking, della University of Science and Technology di Hefei, nella
provincia di Anhui. In pratica, l’imponente massiccio sotto cui Kim ha
svolto tutti i suoi ultimi test nucleari sta crollando e rischia di
devastare un’area molto ampia, modificando l’orografia del sito.
Secondo Stephen Chen, analista del giornale, il team di scienziati
guidati da Wen è sinceramente preoccupato che ciò possa avvenire per
tutta una serie di dati in suo possesso. Tutti i dati di prima mano,
vista la minuziosa catena di monitoraggio antisismico installata dal
governo di Pechino nel proprio Paese, puntano sul monte che sovrasta il
sito di Punggye-ri. Il team ha dato l’annuncio, ripreso dal South China
Morning, sul website del “Laboratorio di sismologia e fisica profonda
della terra” dell’università, aggiungendo che la previsione (sul rischio
del devastante crollo) è la risultante di una serie di sofisticate
triangolazioni dei dati in arrivo da oltre cento stazioni di
rilevamento.
Data: 06.09.2017
Fonte: www.remocontro.it
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04/05/17
CENTRALI NUCLEARI GALLEGGIANTI: L’ULTIMA PAZZIA DELLA CINA
Centrali nucleari galleggianti: l’ultima pazzia della Cina
Entro il 2020 arriveranno Pechino metterà in funzione le prime due centrali nucleari galleggianti, impianti dai rischi sconosciuti di cui si sa pochissimo
La Cina esaminerà la possibilità di costruire centrali nucleari galleggianti, aprendo la strada a rischi fino ad oggi sconosciuti. Lo conferma un rapporto pubblicato dal governo cinese, che dichiara le intenzioni del Dragone di raddoppiare la sua capacità nucleare installata entro il 2020. Pechino ha attualmente in funzione 28 reattori con una capacità di 28,3 gigawatt, ma ne sta costruendo altri 24 (con una capacità di 26,7 GW). Entro il 2020, il piano prevede di avere 58 GW installati, per poi avviare una nuova tranche da 30 GW.
Xu Dazhe, numero uno della China Atomic
Energy Authority, rassicura che gli «impianti energetici flottanti
dovranno superare rigorosi test scientifici». Ma non fornisce alcun dettaglio sulle procedure, né sulle precauzioni in caso di attacchi terroristici.
L’uso dell’energia nucleare in mare non è
una novità assoluta: portaerei e sottomarini sono spesso a propulsione
nucleare. Questo disegno, però, ha fini differenti: è una trasformazione
senza precedenti del nucleare per scopi civili. Tuttavia, la Cina arriverà tre anni dopo la Russia, che ha già in cantiere un simile progetto.
Entro il 2016 dovrebbe entrare in funzione la prima centrale nucleare
in mare, che Mosca ha intenzione di spedire nell’Artico per portarvi
l’energia elettrica. Si tratta dell’Akademik Lomonosov, impianto a due
reattori da 70 MW complessivi.
Data: 29.01.2017
Fonte: www.rinnovabili.it
27/03/17
CHINA HAD CRISIS SIMILAR TO ONE AT FUKUSHIMA, BUT AVERTED DISASTER
China had crisis similar to one at Fukushima, but averted disaster
A top Chinese official's recent disclosure about how a nuclear disaster was averted after an earthquake nine years ago is a worrisome insight into Beijing's readiness to be upfront about its nuclear industry.
Appearing on state radio in mid-February, Wang Yiren, vice chairman
of the China Atomic Energy Authority, said, "During the 2008 Sichuan
earthquake, a situation arose similar to what happened in Fukushima
after the Great East Japan Earthquake."
Wang added that quick action by plant workers headed off a
catastrophe like the one at the Fukushima No. 1 nuclear power plant in
March 2011.
While his comments appeared designed to highlight the safety of
Chinese nuclear plants, nothing was ever mentioned about a possible
crisis after the magnitude-7.9 quake struck in May 2008, killing about
87,000 people.
China is pushing nuclear energy as a clean energy source that can
provide a stable supply of electricity for its billion-plus population.
China has drawn up plans for constructing nuclear plants by 2020 that will have a combined output of 88 gigawatts.
During his radio appearance, Wang said, "Emergency measures were
implemented after a crisis situation similar (to the Fukushima No. 1
nuclear power plant) arose at a nuclear facility during the Great
Sichuan Earthquake."
Read more...
Data: 21.03.2016
Fonte: www.asahi.com
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