Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

Visualizzazione post con etichetta Ambiente globale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambiente globale. Mostra tutti i post

18/03/19

GLOBAL STRIKE FOR FUTURE, LE 10 PROPOSTE DI LEGAMBIENTE AL GOVERNO ITALIANO PER COMBATTERE I CAMBIAMENTI CLIMATICI


In milioni in marcia in tutto il mondo per salvare il pianeta. L’Italia prima nazione per numero di adesioni con 235 località coinvolte


Ecco le proposte di Legambiente:

1.     Cancellare i 16 miliardi di euro all’anno di sussidi diretti e indiretti garantiti ancora oggi alle società petrolifere e innalzare ulteriormente le royalties per le estrazioni di petrolio e gas.
2.     Trasformare i sussidi all’autotrasporto in incentivi per la riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di gas serra prodotti dalla mobilità di persone e merci e per il supporto all’intermodalità con treni e navi.
3.     Costruire impianti di digestione anaerobica in ogni provincia per produrre biometano, fonte rinnovabile da utilizzare nell’autotrazione o da immettere nella rete del gas con cui cuciniamo in casa o produciamo calore per riscaldare gli edifici.
4.     Aumentare gli investimenti pubblici per la crescita delle energie rinnovabili.
5.     Permettere l’autoconsumo e la diffusione delle comunità energetiche rinnovabili
6.     Varare una Roadmap della mobilità sostenibile al 2030 e 2050 con l’obiettivo della completa decarbonizzazione (emissioni zero) del settore come previsto da altri paesi.
7.     Potenziamento del trasporto pubblico locale a partire da quello per i pendolari per diminuire drasticamente il tasso di motorizzazione con l’uscita progressiva delle auto dalle città.
8.     Rilancio degli investimenti utili per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (con l’istituzione di un fondo a supporto delle spese a cui possono accedere proprietari di immobili ad uso residenziale e non residenziale, aziende dell’edilizia residenziale pubblica), per la creazione di nuove linee metro e tram, piste ciclabili e interventi per adattare le città ai cambiamenti climatici.
9.     Approvare il disegno di legge Salvamare, promosso dal Ministero dell’Ambiente, per il bando di prodotti in plastica monouso prodotta dal petrolio, in anticipo rispetto alla scadenza della direttiva europea.
10.  Rendere possibile la circolazione in città dei mezzi di micro mobilità elettrica consentendo agli stessi e alle bici pieghevoli di essere trasportati su tutti i mezzi pubblici.


Data: 15.03.2019
Fonte: www.greenreport.it

03/04/14

DISASTRI AMBIENTALI RIMOSSI. PER CONTINUARE A FARE SOLDI


Qualche settimana fa, in un silenzio quasi surreale da parte dei maggiori media, si è celebrato il terzo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima, avvenuto l’11 Marzo 2011.

In realtà, al di là di qualche sporadica notizia, legata per lo più a eventi contingenti, pare che su tutta la faccenda sia stato steso un velo. Una brutta faccenda quella dell’incidente alla centrale nucleare giapponese. In primo luogo perché in pochi credevano che sarebbe potuto avvenire (e, invece, è avvenuto) e poi perché, nonostante l’impegno e la partecipazione di molti Paesi del mondo (forse interessati più ad evitare conseguenze ancora peggiori di quelle già disastrose che si verificarono nelle prime settimane che animati da puro spirito umanitario), la situazione in quella parte del Giappone non pare migliorare, anzi.

Pare che il dilemma, esclusivamente giornalistico e scientifico, se siano stati maggiori i danni causati dall’incidente nucleare di Cernobyl o quelli della centrale di Fukushima, sia stato definitivamente risolto: ha vinto il Giappone.


Data: 26.03.2014
Fonte: www.notiziegeopolitiche.net

29/01/14

SECONDO INCIDENTE IN UN MESE PER LA STATOIL SU UNA PIATTAFORMA NORVEGESE


La Statoil ha avuto due incidenti nell'ultimo mese su una piattaforma petrolifera, fatto che evidenzia come anche le compagnie più all'avangiardia dei paesi sviluppati non sono in grado di garantire la sicurezza lavorando nelle condizioni estreme dei mari del nord. Anche per questo la Statoil ha in progetto di trivellare nell'Artico russo, dove i controlli statali sono molto più blandi.



Data: 27.01.2014
Fonte: www.greenpeace.org/russia
Traduzione: S.F.

28/01/14

LE COMPAGNIE RUSSE "GAZPROM", "LUKOJL" E "ROSNEFT" FANNO PARTE DELLA LISTA DEI RESPONSABILI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI


Le compagnie petrolifere e del gas russe si sono di nuovo distinte agli occhi della comunità internazionale. Tre di esse sono finite in un colpo solo nella lista delle compagnie responsabili dei cambiamenti climatici. In questo elenco rientrano 90 compagnie, responsabili dei due terzi delle emissioni industriali di CO2 e di metano nel mondo dal 1751 al 2010.

ingress_image

Abbiamo superato la Cina. Leader della classifica sono gli USA: Chevron (3,52% delle emissioni totali) e ExxonMobil (il 3,22%). Ai primi posti si trovano poi la Saudi Aramco (3,17%) dell'Arabia Saudita e la britannica British Petroleum (2,47%). Gazprom è responsabile del 2,22% delle emissioni totali, Lukojl dello 0,27%, la ex Jukos dello 0,20%, Rosneft dello 0,19%.


Data: 28.01.2014
Fonte: www.bellona.ru
Traduzione: S.F.

27/11/13

QUANTO SI PAGA L'ENERGIA ELETTRICA NEI DIVERSI PAESI


La Russia nel 2013 è al 37° posto nella classifica dei paesi per il prezzo dell'energia elettrica per la popolazione. L'Italia al 5°.

Сколько платят за электроэнергию в разных странах

Data: 26.11.2013
Fonte: www.ria.ru

25/11/13

RENEWABLES BECOMING COMPETITIVE WITH CONVENTIONAL POWER

Renewables becoming competitive with conventional power

Researchers at Europe's largest solar research center have updated their cost curves for wind, solar, power from biogas, and different types of coal power. The findings may surprise some readers, but they are in line with other recent assessments. The writing is on the wall for conventional power... economically.

Fraunhofer ISE has produced a new version of its chart forecasting the cost of power generation up to 2030. The old one, which you can see here in the version we did for EnergyTransition.de, compared the cost of various types of renewables (a range of prices for photovoltaics along with onshore and offshore wind) to the cost of fossil and nuclear power in Germany.


Data: 15.11.2013
Fonte: www.renewablesinternational.net