Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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07/05/21
PINK FLOYD IN CHERNOBYL
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08/01/21
31/12/20
13/05/20
19/03/20
CHI SONO LE PERSONE CHE SI TRASFERISCONO A CHERNOBYL
Chi sono le persone che si trasferiscono a Chernobyl
La storia di Maryna Kovalenko e le sue due figlie Iryna e Olena, scappate dall'est dell'Ucraina per trasferirsi proprio nell'area di Chernobyl
Maryna Kovalenko è una signora che fino a qualche
anno fa viveva, insieme alle sue due figlie Iryna e Olena, nell'estremo
est dell'Ucraina, nel Donbass. Lì, però, soprattutto dopo l'annessione
della Crimea alla Russia, la guerriglia — una vera e propria guerra
civile — è aumentata di intensità e violenza, costringendo Maryna e le
sue figlie a rifugiarsi altrove. A Steshchyna, un paesino a pochi
chilometri da Chernobyl.
La storia è raccontata da un lungo servizio fotografico di BBC,
che riesce a dare l'idea della quotidianità soprattutto delle due
ragazze, costrette a scappare dopo un episodio che ha rischiato di
aggiungere i loro nomi a quelli delle diecimila persone morte negli
scontri armati nell'est del paese. Nelle poche ore in cui i
bombardamenti sui villaggi ucraini del Donbass cessavano gli abitanti,
comprese Iryna e Olena, cercavano di dare un senso di normalità alle
proprie giornate, e nel caso delle due ragazze questo significava
soprattutto andare a scuola. Al ritorno, però, si ritrovarono nel bel
mezzo di un conflitto a fuoco in cui le due ragazze non sono rimaste
uccise solo grazie all'intervento di un commerciante della zona che è
riuscito a tirarle in salvo dentro al suo negozio. Dopo quell'episodio
Maryna ha deciso che sarebbe andata via.
Data: 01.03.2020
Fonte: www.esquire.com
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10/12/19
CHORNOBYL, IL CROLLO DEL MURO IN UCRAINA
Chornobyl, il crollo del Muro in Ucraina

Molte e complesse sono le questioni
legate al disastro nucleare di Chornobyl, così come molteplici sono le
ottiche visuali attraverso cui analizzare e interpretare ciò che accadde
la notte tra il 25 e il 26 aprile 1986.
Per cercare di comprendere cause e
conseguenze di questa tragedia occorre tornare indietro nel tempo agli
anni in cui la centrale venne progettata.
Lo storico Serhii Plokhy ricostruisce la
nascita del progetto nucleare ucraino e i malcelati conflitti tra le
elites sovietiche di Mosca e di Kyiv per la sua gestione.
“L'idea di portare l'energia nucleare in Ucraina apparteneva a scienziati ed economisti ucraini.
Petro Shelest, che voleva creare nuove
fonti di energia elettrica per il rapido sviluppo dell'economia ucraina,
aveva fatto pressioni negli Anni Sessanta, durante il suo mandato come
capo del partito della repubblica. Quando la centrale nucleare di
Chernobyl entrò in funzione nel 1977, gli intellettuali ucraini, tra cui
uno dei protagonisti della generazione degli anni Sessanta, Ivan Drach,
accolsero con favore l'arrivo dell'era nucleare nel loro paese. Per
Drach e altri patrioti ucraini, Chernobyl rappresentava un passo in
avanti verso la modernizzazione dell'Ucraina. Lui e altri sostenitori
del nucleare non si accorsero, tuttavia, che il progetto era stato
realizzato da Mosca, e che la maggior parte dei dirigenti e del
personale specializzato della centrale proveniva da fuori l'Ucraina. La
repubblica otteneva energia elettrica, ma aveva poco controllo su quello
che succedeva presso la centrale, che, come tutti gli impianti nucleari
sovietici, e la maggior parte delle imprese industriali dell'Ucraina,
era sotto la giurisdizione dei ministeri di tutta l’Unione Sovietica. Lo
stesso impianto e l'incidente che si verificò divenne noto al mondo con
la traslitterazione russa del nome della città più vicina - Chernobyl
non Chornobyl”.
Data: 07.11.2019
Fonte: www.stradeonline.it
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20/11/19
CHERNOBYL, QUEST'ANNO RECORD DI TURISTI: OLTRE 100 MILA DOPO LA SERIE EVENTO SKY-HBO
Chernobyl, quest'anno record di turisti: oltre 100 mila dopo la serie evento SKY-HBO
Chernobyl, il sito della più grande catastrofe nucleare della storia, attira sempre più turisti. Solo nell’ultimo anno sono state 100 mila le persone che hanno scelto di visitare la zona di esclusione della centrale nucleare, stabilendo un nuovo record. L'incremento delle visite è dovuto anche alla miniserie evento di Sky-HBO "Chernobyl". Nella foto: alcuni visitatori nell'agosto 2019 davanti al nuovo "scudo" protettivo.
A fornire i numeri sul turismo è stata l'Agenzia statale ucraina per la gestione delle zone di esclusione, sulla sua pagina di Facebook: "Dall'inizio dell'anno abbiamo registrato 107.000 visitatori nella zona di esclusione", che si estende a circa 30 chilometri intorno all'impianto teatro dell'incidente nel 1986.
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Data: 02.11.2019
Fonte: www.tg24.sky.it
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24/07/19
LA SCRITTRICE PREMIO NOBEL ALEKSIEVICH: “CHERNOBYL RESTA UNA LEZIONE. LA SERIE TV RISVEGLIA LE COSCIENZE”
La scrittrice premio Nobel Aleksievich: “Chernobyl resta una lezione. La serie tv risveglia le coscienze”
Parla l’autrice del libro che ha ispirato il serial che ieri ha
debuttato in Italia: “L'ambiente è la guerra del futuro. E nessuno si
salverà, da nessuna parte”
“La coscienza ambientalista che si sta formando oggigiorno. Siamo testimoni di come stiano cambiando la natura e il clima. Capiamo che non sempre riusciamo a controllare le tecnologie di cui disponiamo. Non sappiamo neppure quanto a lungo dureranno gli effetti dell’esplosione di Chernobyl: c’è chi dice decine di anni, chi centinaia. La gente comincia a capirlo. Il merito della serie è avere risvegliato questa coscienza e di parlarne con un linguaggio moderno”.
“È evidente. Il progresso tecnologico va in questa direzione. Siamo circondati da macchine. Oramai compongono poesie e battono a scacchi i Grandi Maestri. Che cosa succederebbe se avvenisse un imprevisto? In una civiltà avanzata come quella giapponese, è bastata una forza maggiore come lo tsunami a spazzare via le sue conquiste. Il progresso oggi è una specie di guerra: una guerra contro la natura e contro l’uomo. Chernobyl è una guerra attuale: le guerre del futuro saranno così. E da una guerra così nessuno si salverà, da nessuna parte”.
“È stata la ricerca più difficile: non soltanto per il numero di persone che ho ascoltato, ma perché non avevo punti di riferimento. Per la prima volta nella storia ci fu un tentativo di Apocalisse. Né gli scienziati, né la gente erano pronti. Ci trovammo in un vuoto. Ecco perché, in un Paese ateo, si riempirono le chiese. Tutti mi dicevano: “Siamo delle ‘persone-scatole nere’. Registriamo informazioni per tutta l’umanità”. Ho dovuto formulare una nuova concezione del mondo, non solo aggregare una mole di dati terribili. I burocrati, il Kgb non sono il centro della storia di Chernobyl. L’essenza è che fummo relegati in uno spazio del tutto nuovo. E i creatori del serial sono riusciti a catturarla”.
Parla l’autrice del libro che ha ispirato il serial che ieri ha
debuttato in Italia: “L'ambiente è la guerra del futuro. E nessuno si
salverà, da nessuna parte”
Signora Aleksievich, secondo lei quali sono le ragioni del successo della serie tv?
“La coscienza ambientalista che si sta formando oggigiorno. Siamo testimoni di come stiano cambiando la natura e il clima. Capiamo che non sempre riusciamo a controllare le tecnologie di cui disponiamo. Non sappiamo neppure quanto a lungo dureranno gli effetti dell’esplosione di Chernobyl: c’è chi dice decine di anni, chi centinaia. La gente comincia a capirlo. Il merito della serie è avere risvegliato questa coscienza e di parlarne con un linguaggio moderno”.
Nel suo libro scrive che “sta registrando il futuro”. Quel
che è successo Chernobyl si è ripetuto a Fukushima. Potrebbe accadere di
nuovo?
“È evidente. Il progresso tecnologico va in questa direzione. Siamo circondati da macchine. Oramai compongono poesie e battono a scacchi i Grandi Maestri. Che cosa succederebbe se avvenisse un imprevisto? In una civiltà avanzata come quella giapponese, è bastata una forza maggiore come lo tsunami a spazzare via le sue conquiste. Il progresso oggi è una specie di guerra: una guerra contro la natura e contro l’uomo. Chernobyl è una guerra attuale: le guerre del futuro saranno così. E da una guerra così nessuno si salverà, da nessuna parte”.
Lei ama definirsi una “storica dei sentimenti”. Quanto è stato complesso raccogliere le testimonianze sul disastro?
“È stata la ricerca più difficile: non soltanto per il numero di persone che ho ascoltato, ma perché non avevo punti di riferimento. Per la prima volta nella storia ci fu un tentativo di Apocalisse. Né gli scienziati, né la gente erano pronti. Ci trovammo in un vuoto. Ecco perché, in un Paese ateo, si riempirono le chiese. Tutti mi dicevano: “Siamo delle ‘persone-scatole nere’. Registriamo informazioni per tutta l’umanità”. Ho dovuto formulare una nuova concezione del mondo, non solo aggregare una mole di dati terribili. I burocrati, il Kgb non sono il centro della storia di Chernobyl. L’essenza è che fummo relegati in uno spazio del tutto nuovo. E i creatori del serial sono riusciti a catturarla”.
Data: 17.06.2019
Fonte: www.mondoincammino.org (originale da Repubblica)
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23/07/19
LA RUSSIA HA ANCORA 10 REATTORI ‘STILE CHERNOBYL’, E SECONDO GLI SCIENZIATI I RISCHI NON SONO STATI CANCELLATI DEL TUTTO
La Russia ha ancora 10 reattori ‘stile Chernobyl’, e secondo gli scienziati i rischi non sono stati cancellati del tutto

- La Russia ha ancora dieci reattori nucleari operativi simili a quelli coinvolti nel disastro di Chernobyl del 1986.
- Il tipo di reattore che è esploso durante Chernobyl, noto come RBMK, è stato modificato in tutta la Russia per riparare alcuni dei suoi fatali difetti di progettazione.
- La nuova serie della HBO, “Chernobyl”, sostiene che questi cambiamenti sono stati progettati per “impedire che un incidente come Chernobyl si ripeta”.
- Ma alcuni scienziati nucleari temono ancora che il design di base di un RBMK possa rappresentare un rischio per la sicurezza.
Il mondo ha imparato molte lezioni dal disastro di Chernobyl, un devastante incidente di una centrale nucleare che recentemente è tornato protagonista delle nostre conversazioni culturali grazie a una nuova serie su HBO.
Sebbene molti elementi del disastro siano ancora avvolti nel mistero, conosciamo alcune cose per certo: il 26 aprile 1986, il nucleo di un reattore nucleare si aprì vicino a Pripyat (una città che faceva parte dell’Unione Sovietica), inviando pennacchi di materiale radioattivo nell’aria.
Data: 20.06.2019
Fonte: www.it.businessinsider.com
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