progetti di scambio, cooperazione, informazione, solidarietà
Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
1. Мотаня - Motanja 2. Подуй, буйный ветер - Soffia, vento impetuoso 3. Страданя - Tormenti 4. Хорошенький, молоденький - Giovincello carino 5. Куда бежишь, тропинка милая - Dove corri, mio bel sentiero 6. Залёточка - L'innamorato 7. Сенюшка - Senjushka 8. Як служил у пана - Come ho servito dal pan 9. Атаман молодой - Il giovane atamano 10. Никонориха - Nikonoricha 11. Краковяк - Krakovjak 12. Подмосковные вечера - Le serate nei dintorni di Mosca 13. Белла чао - Bella ciao Progetto «Viburno Rosso» 2014 Gruppo folkloristico «Lucinushka» Dal villaggio di Chaleevici (regione di Brjansk, Russia) Fisarmonica: Sergej Dushakov Voci: Irina, Irina, Olga, Olga, Valentina, Masha, Nastja, Valerija Data: 18.09.2014 Luogo: Casa dell'anziano di Baveno (Vb) Iniziativa: Concerto alla Casa dell'anziano Promotori: Circolo Legambiente «Il brutto anatroccolo» (Vb), Le Russie di Cernobyl, Casa dell'anziano di Baveno (Vb)
Проект: «Калина красная» 2014 Фольклорный ансамбль «Лучинушка» Из деревни Халеевичи (Брянская область, Россия) Баян: Сергей Душаков Поют: Ирина, Ирина, Ольга, Ольга, Валя, Маша, Настя, Лера Дата: 18.09.2014 Место: Дом пристарелых г. Бавено (р-н Вербания, Италия) Мероприятие: Концерт в Доме пристарелых Организаторы: Легамбьенте «Гадкий утёнок», Дом пристарелых г. Бавено
Gruppo folkloristico «Viburno Rosso» Da: scuola di Vyshkov, (regione di Brjansk, Russia) Fisarmonica: Aleksandr Zencenko Data: 27.09.2012 Luogo: Stresa (Vb), Centro Incontro Anziani Iniziativa: progetto «Il viburno rosso» 2012 Promotori: Circolo Legambiente «Il brutto anatroccolo» (Vb), Le Russie di Cernobyl, Centro Incontro Anziani Stresa
Фольклорный ансамбль «Калина красная» Из: Вышковской школы (Брянская область, Россия) Баян: Александр Зенченко Дата: 27.09.2012 Место: Стреза (Вербания, Пьемонте Италия), Центр Пожилых людей Мероприятие: музыкальный проект «Калина красная». Организаторы: круг Легамбьенте «Гадкий утёнок», Центр Пожилых людей г. Стреза
PROGRAMMA - ПРОГРАММА: Приветственные припевки - Stornelli di benvenuto Во поле орешина - Nel campo il nocciolo Подай балалайку - Portami la balalajka У ворот гусли играли - Davanti al portone suonava il gusli Деревня, четыре двора - Il villaggio, quattro cortili Бродячие артисты - Artisti girovaghi Катюша - Katjusha
Gruppo folkloristico «Viburno Rosso» Da: scuola di Vyshkov, (regione di Brjansk, Russia) Fisarmonica: Aleksandr Zencenko Data: 22.09.2012 Luogo: Stresa (Vb), Palazzina Liberty Iniziativa: progetto «Il viburno rosso» 2012 Promotori: Circolo Legambiente «Il brutto anatroccolo» (Vb), Le Russie di Cernobyl, Comune di Stresa
Фольклорный ансамбль «Калина красная» Из: Вышковской школы (Брянская область, Россия) Баян: Александр Зенченко Дата: 22.09.2012 Место: Стреза (Вербания, Пьемонте, Италия) Мероприятие: музыкальный проект «Калина красная». Организаторы: круг Легамбьенте «Гадкий утёнок», город Стрезы
PROGRAMMA - ПРОГРАММА: Приветственные припевки - Stornelli di benvenuto Любимый край - Terra amata Прекрасное далёко - Splendido lontano Послушай этот мир - Ascolta questo mondo Заколоченные хаты - Case sprangate Чернобыльская беда - Sciagura di Cernobyl Пусть всегда будет солнце - Che ci sia sempre il sole Во полу орешина - Nel campo il nocciolo Подай балалайку - Portami la balalajka Под горою диво - Sotto il monte un prodigio У ворот гусли играли - Davanti al portone suonava il gusli Ковано колесо - La ruota fucinata Деревня, четыре двора - Il villaggio, quattro cortili Улыбка - Il sorriso Вместе весело шагать - Insieme è bello passeggiar Бродячие артисты - Artisti girovaghi
Gruppo folkloristico «Viburno Rosso» Da: scuola di Vyshkov, (regione di Brjansk, Russia) Fisarmonica: Aleksandr Zencenko Data: 20.09.2012 Luogo: Baveno (Vb), Centro Anziani Iniziativa: progetto «Il viburno rosso» 2012 Promotori: Circolo Legambiente «Il brutto anatroccolo» (Vb), Le Russie di Cernobyl, Centro Anziani Baveno
Фольклорный ансамбль «Калина красная» Из: Вышковской школы (Брянская область, Россия) Баян: Александр Зенченко Дата: 20.09.2012 Место: Бавено (Пьемонте, Италия), Центр Пожилых людей Мероприятие: музыкальный проект «Калина красная». Организаторы: круг Легамбьенте «Гадкий утёнок», Центр Пожилых людей г. Бавено
ПРОГРАММА - PROGRAMMA: Приветственные припевки - Stornelli di benvenuto Подай балалайку - Portami la balalajka Деревня, четыре двора - Il villaggio, quattro cortili Катюша - Katjusha Бродячие артисты - Artisti girovaghi
Il villaggio di Vereščaki è uno dei più grandi e ben
organizzati della provincia di Novozybkov. Nel villaggio ci sono la scuola e
l’asilo. L’orgoglio degli abitanti è la
Casa della cultura. Il direttore Galina Klimenok è arrivata
alla Casa della cultura 8 anni fa. «E, come si dice, mi ci sono affezionata con
tutta l’anima. Qui s’incontrano tutte le generazioni di Vereščaki. Canti,
musica, buonumore – tutto questo lo si trova nella nostra amata Casa della cultura».
«Un abitante del villaggio, Michail Filippovič
Kovalëv, ha dedicato tutta la sua vita alla preservazione e alla divulgazione
della cultura tradizionale popolare. Nel museo sono raccolti ed esposti decine
di oggetti di notevole interesse», racconta Galina Anatol’evna, «noi li
custodiamo con cura e ne aggiungiamo di nuovi». Nella stanza della vita
contadina si sono conservati alcuni oggetti straordinari: una zangola, una
carrozzina e una culla per bambini del 1897, un telaio da tessitura e molti
altri. Il posto d’onore spetta ai rušniki,
gli asciugamani tradizionali ricamati a mano. «Sin dai tempi antichi a
Vereščaki s’era sviluppata una propria particolare tecnica di tessitura», dice
Galina Anatol’evna, «in molte izbe c’era un telaio. Oggi è ormai una rarità. Ma
alcuni rušniki, tovaglie e copriletti
tessuti all’antica si sono conservati».
Alla Casa della cultura si riuniscono club a seconda
degli interessi, ed è attivo un gruppo vocale. L’orgoglio della cultura del
villaggio sono i collettivi folkloristici amatoriali: «Starinuška» («Tempi
antichi»), «Radost’» («Gioia»), «Karagod» («Girotondo»). «La vita culturale nel
villaggio è intensa», assicura Galina Klimenok, «ciascun abitante può trovare
un’attività a seconda delle proprie inclinazioni e trascorrere il tempo con
profitto».
E le nonne («babuški») di Vereščaki a cantare non son
certo da meno delle celebri «Buranovskie babuški»:
positive, piene di energia e di forze. E poco importa che alcune di loro vanno
per gli 80. Ma quali vecchie? Basta che intonino una canzone, facciano un girotondo,
e vien subito voglia di lanciarsi a ballare.
Il collettivo folkloristico-etnografico «Karagod»
venne fondato nel 1947. Una delle sue partecipanti più anziane è Nina
Nikolaevna Kovalëva, che l’anno prossimo compirà 82 anni. Guardando le vecchie
fotografie, lei ricorda quando «Karagod» ebbe l’occasione di esibirsi alla
televisione nazionale sovietica. «Andammo a Mosca, ma non avemmo nemmeno il
tempo per vedere la capitale. Le prove durarono 8 giorni, dalle 7 del mattino
fino alle 11 di sera. In definitiva, in diretta cantammo canzoni per 7 minuti.»
Oggi in «Karagod» sono in 10 . La più giovane ha 50
anni. Le voci di Vereščaki sono: Nina Nikolaevna Kovalëva, Nina Makarovna
Eliseenko, Nina Pavlovna Pugačëva, Marija Pavlovna Pylenok, Lidija Fedosovna
Golygo, Tat’jana Fedosovna Pylenok, Anna Stepanovna Pylenok – ecco l’ossatura
principale di «Karagod».
Il collettivo folkloristico-etnografico quest’anno
festeggerà il 65° anniversario della sua formazione. In tutti questi anni il
collettivo si è fatto conoscere e apprezzare al di là dei confini della regione
di Brjansk. Le cantanti sono state invitate a festival, feste e concorsi provinciali,
regionali e internazionali. Sono state applaudite a Mosca, Leningrado, Gomel’,
Brjansk. Molte di loro purtroppo non sono più con noi. Ma qui ne custodiscono
il ricordo e le tradizioni. Le esibizioni dell’attuale collettivo anche oggi
suscitano giudizi entusiastici da parte degli spettatori. Le donne cantano con
le tradizionali gonne di lana di Vereščaki, le camice di tessuto con le maniche
ricamate, i fazzoletti di tessuto annodati in modo particolare, i grembiuli.
Questi costumi vengono conservati e trasmessi in eredità, come anche le belle
tradizioni, i riti per ciascun momento della vita contadina secondo le
festività ortodosse e quelle del calendario agricolo. Anche l’originale maniera
di esecuzione ha toccato il cuore degli estimatori della musica popolare. Nel
repertorio di «Karagod» ci sono decine di composizioni. «Noi di Vereščaki
abbiamo le nostre tradizioni», – dice Nina Nikolaevna, «e cantiamo a modo
nostro. Canzoni antiche, girotondi. Esse sono comparse in modo e periodi diversi,
alcune canzoni le cantavano ancora le nostre nonne, altre sono un poco più
giovani, ma in ciascuna di loro si sente l’anima russa».
Da tutte le parti della provincia di Novozybkov sono venuti gli invitati per celebrare la festa della “Freccia” (in russo “Стрела”, pronuncia “Strilà”) a Vereščaki. Si tratta di un antico rito, risalente alle tradizioni pagane, ai tempi in cui gli slavi si rivolgevano alle forze superiori affinché quelle donassero alla gente un buon raccolto, deviassero la tempesta, proteggessero dalle sventure. Tradizionalmente la si celebra durante la festa dell’Assunzione del Signore, e in tal modo gli slavi salutavano la primavera e accoglievano l’estate.
Ha inaugurato la festa Viktor Šinorenko, capo del villaggio di Vereščaki, che ha salutato gli ospiti, tra cui le molte autorità della provincia presenti.
In questo giorno sono state festeggiate le più anziane cantanti folkloristiche della provincia: Nina Pastušenko, Marija Pančenko, Ljubov’ Cupreva (del complesso popolare folkloristico-etnografico “Rodniki” di Katiči); Nina Kovalëva, Nina Eliseenko, Marija Pylenok (del collettivo folkloristico “Karagod” della Casa della cultura di Vereščaki); Lidija Golygo, Nina Pugačëva (del collettivo femminile “Otrada” della Casa della cultura di Vereščaki); Tat’jana Pylenok, Anna Pylenok (del collettivo folkloristico “Starinuška” della Casa della cultura di Vereščaki). Molte di queste donne hanno dedicato decine di anni a raccogliere e conservare l’eredità canora popolare. La bellezza e la melodicità delle canzoni popolari vengono da loro trasmesse a figli e nipoti.
A loro volta i collettivi artistici della provincia hanno allietato gli ospiti con canti e fluidi girotondi popolari
Prima della cerimonia d’addio della “Freccia”, agli ospiti e ai paesani si sono presentate le maschere. Chi ha messo nel loro cestino monete sonanti, ne riceverà tutto l’anno. Dietro di esse si è schierata la “Freccia” e con canzoni è andata fino alla fine del villaggio. Gli abitanti locali uscivano dalle loro case e si univano a essa, mentre le maschere non si lasciavano sfuggire un’occasione per avvicinarsi e gridare: «Dai un rublo, perché nell’orto venga il raccolto». Al confine del villaggio, in un campo seminato, si è compiuto il bel rito dei “Funerali della Freccia”. Si sono disposti tutti in cerchio, dove è entrata l’abitante più vecchia del villaggio con il pane e ha letto una preghiera. Dopodiché ciascuno ha staccato un pezzetto di pane. Poi hanno sotterrato la freccia simbolica nella terra, dopo averla annodata con le spighe. Hanno strappato dal campo le spighe e le hanno poi gettate oltre di sé, e con otto spighe hanno intessuto un ciuffetto, legato in cima da una nona spiga. Questo ciuffetto viene messo in casa dietro l’icona come simbolo di protezione della casa. Infine gli abitanti del villaggio hanno steso le tovaglie, preso cibi e bevande e ancora a lungo è durata la festa popolare.