Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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06/12/18

AREE CONTAMINATE: IN ITALIA 6 MILIONI DI PERSONE A RISCHIO



Nei terreni e nelle falde dei 1.469 ettari di costa che bagna la città di Crotone è stata riscontrata, nel 2002, la presenza di zinco, piombo, rame, arsenico, cadmio, mercurio, ferro, idrocarburi, benzene, nitrati, frutto perlopiù, di uno smaltimento abusivo, sistematico e incontrollato di montagne di rifiuti industriali. Dopo sedici anni, 9 commissari e 121 milioni di euro stanziati, la bonifica è ancora in alto mare
 
Quante sono e dove stanno le aree a rischio sanitario
 
Il caso di Crotone, diventato emergenza, è solo uno fra migliaia: l’Ispra ne ha contati 12.482. Siti potenzialmente contaminati, distribuiti su tutto il Paese, con un record di 3.733 casi in Lombardia. Mentre i siti in cui l’inquinamento è stato considerato talmente grave da comportare un elevato rischio sanitario, e per questo definiti «di Interesse Nazionale» (Sin), sono 58. L’interesse, a partire dal 1998, era quello di bonificarli. Oggi per la maggior parte resta ancora da capire la portata della contaminazione. Parliamo di aree industriali dismesse, in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici, e aree in cui sono stati ammassati o interrati rifiuti pericolosi. 


Data: 25.11.2018
Fonte: www.corriere.it 
Autore: Milena Gabanelli

10/10/17

FUGA NUCLEARE SULL’EUROPA: RADIOATTIVITÀ ELEVATA SULL’ITALIA, CHE STA ACCADENDO?


Fuga nucleare sull’Europa: radioattività elevata sull’Italia, che sta accadendo?

Mistero al Nord Italia: cittadini preoccupati dalle altre concentrazioni di Rutenio-106 nell’aria



Cosa ci fa una nube radioattiva sul Nord Italia? Da diversi giorni in Piemonte, in Lombardia, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia si registrano concentrazioni di Rutenio-106, un elemento utilizzato in medicina per il trattamento di alcune tipologie di tumori oculari e come fonte di energia per i satelliti. I dati delle rilevazioni effettuate dagli esperti partono dal 29 settembre. La presenza di questo elemento chimico, fa sapere l’ Arpa friulana – il centro regionale per la protezione dell’ ambiente – «in assenza di altri radionuclidi artificiali tipici di una fissione nucleare porta a escludere incidenti occorsi a un impianto di produzione di energia nucleare e ad esplosioni di ordigni bellici». E allora perché nell’ aria che respirano i cittadini delle regioni settentrionali d’ un tratto è stata riscontrata questa radioattività? Qual è la causa? Al momento una risposta non c’ è. Gli esperti dei centri regionali, in collaborazione con l’ Istituto Superiore per la Protezione e per la Ricerca Ambientale, hanno intensificato i campionamenti e le analisi del particolato atmosferico. Per i risultati però, fanno sapere, ci vorrà qualche giorno. Allo stato attuale, fortunatamente, il livello di concentrazione di radioattività non comporterebbe rischi per la salute né per l’ ambiente.
 
Data: 09.10.2017
Fonte: www.centrometeoitaliano.it

01/09/17

IL CIELO DI PRYP’JAT’ - IL CONFINE







l Cielo di Pryp’Jat è il nuovo lavoro della band brindisina Il Confine, un viaggio attraverso la natura umana, la sua relazione con la terra che li ospita, scavando nella memoria storica, proiettando speranza verso il futuro, suggellando le scelte del presente come principio di definizione del percorso di ogni singolo individuo.
 
Il titolo dell’album Il Cielo di Pryp’Jat è un omaggio alla città di Pryp’jat, città fantasma situata a nord dell’Ucraina, abbandonata dopo il disastro nucleare alla centrale di Cernobyl del 1986. Un disastro che avvenne esattamente il 26 aprile 1986, con l’ondata radioattiva che investì la città, con il governo sovietico che inviò nella città oltre mille autobus con l’ordine di evacuare l’intera popolazione che poi non tornò mai più nelle proprie case.

Il Confine nasce dalle ceneri di un progetto musicale di due fratelli che, suonando nel proprio garage, hanno gettato le basi per quello che sarebbe stato il loro futuro: la musica. Ercole, cantante e chitarrista, lavora come autore, compositore e arrangiatore; Angelo, nasce come batterista e in seguito realizza il suo sogno di diventare un produttore artistico.

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Data: 14.06.2017
Fonte: www.blogdellamusica.eu

05/06/17

AL VIA LA BONIFICA DEI FUSTI CON I FILTRI ILVA CONTAMINATI DA CHERNOBYL




I lavori alla Cemerad di Statte (Sogin)

Sono solo 86 fusti, ma valgono l’80% della radioattività presente al deposito Cemerad di Statte. Si sono concluse nella notte tra giovedì e venerdì le operazioni di bonifica, affidate al gruppo Sogin, dei rifiuti radioattivi presenti nel sito in provincia di Taranto che sono stati trasferiti agli impianti Nucleco della Casaccia (Roma). «La bonifica del Cemerad è un’operazione complessa, ma con questo primo trasporto abbiamo già trasferito i rifiuti più pericolosi nei nostri impianti per trattarli e gestirli in massima sicurezza», ha affermato Luca Desiata, amministratore delegato di Sogin. Tra il materiale spostato, anche i filtri dei camini Ilva contaminati dalle particelle radioattive rilasciate nel disastro di Chernobyl del 1986.


Data: 19.05.2017
Fonte: www.corriere.it

18/05/17

LA FINE DELLE SCORIE RADIOATTIVE, INIZIO STOCCAGGIO: 2025





Il 26 aprile è ricorso il triste anniversario del disastro di Černobyl, che 31 anni fa mise in allerta il mondo intero circa la pericolosità della cattiva gestione di impianti di produzione di energia nucleare. Le radiazioni ancora oggi rendono impraticabili le aree circostanti, che si presentano come uno scenario di morte e distruzione, tutto ovattato da una natura che pian piano si sta riprendendo il terreno che era stato urbanizzato e industrializzato.

Il problema della gestione delle radiazioni e delle scorie radioattive è da sempre attuale per i Paesi che producono energia nucleare, e anche per i Paesi vicini. In Finlandia è la legge a stabilire dove portare le scorie nucleari: con una modifica del 1994 la legge finlandese per l’energia nucleare stabilisce che tutti i residui nucleari prodotti in Finlandia devono restare nel territorio nazionale.

Ecco perché nel 2000 la zona di Olkiluoto, a 5 km dalle centrali nucleari, venne scelta per l’immagazzinamento sotterraneo a lungo termine del combustibile nucleare esausto. Il magazzino è stato chiamato Onkalo, cioè grotta o cavità, e si trova nell’ovest della Finlandia a 300 chilometri a nord ovest di Helsinki e a poche centinaia di metri da due reattori attivi dal 1979 e dal 1981 (mentre un terzo è in costruzione). Una cavità da progetto lunga 60 km a 420 m di profondità, in grado di ospitare 6.500 tonnellate di scorie, 2 milioni di metri cubi, per un costo pari a 3,5 miliardi di euro. Il project manager Kemppainen della società che sta eseguendo i lavori, Posiva (organizzazione che si occupa dello smaltimento di rifiuti atomici), è sicuro che questo bunker resisterà a qualsiasi evento antropico e climatico nei prossimi 100 mila anni. E da qui la domanda provocatoria: riusciamo a fare previsioni così a lungo termine?

100 mila anni sono moltissimi, se si considera che già in 1.000 anni il livello di radioattività si riduce di 100 mila volte.


Data: 12.05.2017
Fonte: www.ediltecnico.it