Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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04/08/20

RIAPRE "NOVOKEMP" - CON IL PROGETTO DI LEGAMBIENTE 47 BAMBINI RUSSI FARANNO UNA VACANZA-RISANAMENTO


Dopo un lungo periodo di stop dovuto all'emergenza Covid-19, le autorità russe della regione di Brjansk hanno permesso, a partire da metà luglio 2020, la riapertura delle colonie estive per bambini, seppur con numeri ridotti di ospiti e diverse regole di distanziamento sociale da seguire.

All'ultimo momento (ormai non ci speravamo più vista l'ancora allarmante situazione epidemiologica in Russia) riusciremo quindi a realizzare il progetto "Novokemp 2020", che prevede una vacanza risanamento per 47 bambini presso l'omonima struttura.

A Novokemp, secondo le direttive governative, si svolgeranno due turni di 16 giorni: il 1° dal 25 luglio al 10 agosto e il 2° dal 15 al 30 agosto. Il nostro gruppo, come tradizione, parteciperà al turno di agosto.

I 47 bambini sono stati selezionati (in tutta fretta dati i tempi ristretti ma con una buona risposta da parte delle famiglie) da famiglie bisognose/numerose/a basso reddito dei villaggi di Vyshkov, Dobrodeevka e Vereschaki, nelle province di Novozybkov e Zlynka, rimaste contaminae dal fall-out radioattivo di Cernobyl del 1986. 

Quest'anno purtroppo non potranno partecipare a Novokemp come volontari gli studenti italiani dell'Università di Milano (che si erano iscritti numerosi all'iniziativa) per ovvi motivi legati alla diffusione del Covid-19 tra cui la chiusura delle frontiere tra Italia e Russia.

Il progetto, promosso da Legambiente Il brutto anatroccolo, è in larga parte finanziato con l'Otto Per Mille della Chiesa Valdese e con un contributo del circolo Legambiente di Castronno (Va).

04/12/13

PROPOSTE DI COLLABORAZIONE PER IL 2014 - LE RUSSIE DI CERNOBYL - IL BRUTTO ANATROCCOLO



Il circolo Legambiente “Il brutto anatroccolo” di Stresa-Baveno (Vb) propone ad altri circoli, comitati, associazioni, enti di partecipare a vario titolo (tramite partecipazione diretta, volontariato, partenariato, cofinanziamento, donazioni ecc.) alla realizzazione di singoli o di una serie di progetti a favore delle popolazioni di Cernobyl (bambini e ragazzi in primo luogo). Oltre all’importanza di fare rete con altri soggetti, facciamo infatti fatica a sostenere (sia a livello di risorse umane che finanziarie) tutti i progetti che facciamo e che vorremmo fare.
Dal 2013 si è deciso di collaborare più strettamente con l’associazione non profit russa “Radimici” di Novozybkov (l’unica organizzazione indipendente attiva all’interno della “zona di Cernobyl”), che funge quindi da partner locale per la maggior parte dei nostri programmi.

Oltre ai progetti di risanamento dei bambini di Cernobyl russi (per cui è sempre più difficile trovare risorse), pensiamo infatti sia fondamentale attivare programmi di interscambio – culturali, ambientali, sulla convivenza – tra adolescenti e ragazzi delle zone contaminate e quelli italiani nell’ottica di una crescita comune e di uno sviluppo della società civile, esigenza primaria nella provincia russa di oggi, dove mancano quasi totalmente associazioni, dibattito pubblico, e dove dall’alto si sta sempre più diffondendo una cultura nazionalista, militaresca, intollerante.

La questione del risanamento dei bambini delle zone contaminate russe è estremamente problematica: a parte il diminuire delle nostre quote di risanamento in loco e dei viaggi di risanamento all’estero (già pochi, una goccia nell’oceano), la cosa grave è il sempre maggior disimpegno dello stato russo nel finanziamento delle vacanze di risanamento in zone non contaminate per i bambini in età scolastica. Se nella vicina Bielorussia lo stato garantisce ancora a tutti i bambini un viaggio-vacanza gratuito in sanatorio all’anno, in Russia nel 2013 si è arrivati a non più del 30% dei bambini. Si parla dunque di svariate migliaia di bambini e adolescenti che non escono mai dalle zone contaminate.

L’altro aspetto per noi fondamentale è quello dell’informazione e della sua diffusione:
  • sia in Italia, per rimanere aggiornati su quello che succede nelle zone contaminate da Cernobyl (e da Fukushima) e sulle molte altre gravi questioni del nucleare in Russia, in Europa e nel Mondo (e a questo cerchiamo di dare un contributo con il nostro sito http://lerussiedicernobyl.blogspot.it/)
  • sia nelle zone contaminate, dove è basilare che la popolazione sia costantemente e correttamente informata sulla situazione radiologica e su come vivere in zona contaminata con i minori rischi possibili sulla salute. In questo senso, vorremmo supportare Radimici nella diffusione – che non è mai abbastanza – del materiale informativo, soprattutto nei villaggi rurali, e nell’attività di educazione radiologica che effettua con le scuole locali.
L’informazione è forse più importante del risanamento dei bambini all’estero o nei sanatori, perché la stragrande maggioranza del tempo la gente la trascorre e la trascorrerà in zona contaminata. La gente nella zona di Cernobyl fondamentalmente si ammala e si ammalerà per le radiazioni a basse dosi a lungo termine che assume quotidianamente, spesso per mancanza della prevenzione di base, per non aver letto o applicato semplici procedure di radio-difesa alimentare di base. È molto più importante convincere una famiglia a smettere di mangiare funghi radioattivi che mandare il loro figlio all’estero o in sanatorio per un mese.

26/04/13

CERNOBYL RITORNERÀ. CON FUKUSHIMA

27 anni fa il mondo sussultò di paura, venendo a sapere dello scoppio alla centrale nucleare di Cernobyl. Per milioni di europei quell’avvenimento divenne comparabile ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.

Novozybkov è una delle città russe su cui ricaddero chilogrammi di iodio radioattivo, di stronzio, di cesio. Dall’aprile del 1986 noi viviamo in un territorio colpito dalle conseguenze dell’“applicazione nella vita” dell’atomo pacifico. Sono passati molti anni e sempre più spesso si sente la domanda: «Il problema di Cernobyl è ormai acqua passata?».

Purtroppo no; questa è la mia risposta univoca.


Oggi, come 27 anni fa, in maniera sistematica e per sempre molte persone con istruzione superiore abbandonano la regione colpita da Cernobyl. Se ne sono andati e se ne stanno ancora andando competenti medici, insegnanti, addetti culturali, lavoratori qualificati. Il peggio è che sono i giovani ad andarsene. E indietro nelle regioni di Cernobyl i giovani specialisti ci ritornano assai di rado. Arrivano per lo più disgraziati d’altre parti. In genere i nuovi arrivati a livello professionale non sono all’altezza degli specialisti che hanno lasciato la zona di Cernobyl.

L’economia delle nostre province, colpite dalle radiazioni, non è in grado di garantire un livello di vita dignitoso nella contingenza di una feroce concorrenza con le altre regioni della Russia. Tale circostanza fa sì che nelle città e nei villaggi delle regioni “cernobyliane” della Russia non ci sono risorse sufficienti per la manutenzione delle strade, per la costruzione e la manutenzione di scuole e ospedali, per il risanamento dei bambini in un ambiente ecologicamente pulito.

La nostra organizzazione no profit «Radimici per i bambini di Cernobyl» (sito web:
радимичи.рф) sono 27 anni che s’impegna a difendere i diritti dei bambini di Cernobyl, per questo mi soffermerò più dettagliatamente su questo tema.

È ormai risaputo che sempre più raramente tra i piccoli abitanti delle zone contaminate da radionuclidi si possono trovare bambini completamente sani: essi s’affaticano più in fretta rispetto ai loro coetanei residenti fuori dalla “zona”; non sempre sono in grado di reggere il volume sempre in aumento dei programmi scolastici; s’ammalano spesso.

Tutti i bambini in età scolastica residenti nei “territori contaminati” dovrebbero per legge ogni anno andare a trascorrere un periodo di vacanza-risanamento in zona non contaminata a spese dello Stato. Ma i posti per i piccoli “cernobyliani” nelle colonie e nei sanatori non sono mai abbastanza. Ormai andare in vacanza in sanatorio in estate è un vero lusso (negli ultimi anni soltanto il 10-15% degli scolari hanno potuto usufruire del diritto a tale forma di risanamento).

In compenso sono aumentati significativamente i campi di risanamento presso le scuole (una sorta di centri estivi). Vale a dire che i bambini, vuoi di città vuoi di villaggio (città e villaggi in zona radioattiva!), si ritrovano insieme durante l’estate per due-tre settimane e in fila vengono portati a giocare negli stessi posti dove giocano sempre… In fila al parco, in fila al museo, in fila al campo sportivo, in fila in mensa. Cos’è questo? È la “rinnovata varietà”, del tutto legale, di risanamento estivo per i bambini di Cernobyl. È a questo modo che oggi “smaltiamo i radionuclidi” dai nostri bambini.

Per il resto dell’estate i bambini della “zona di trasferimento”, come del resto i loro coetanei di tutta la Russia, hanno sempre acceso e sempre accenderanno falò, cuoceranno patate nella brace, pescheranno il pesce nel lago, andranno nel bosco per funghi. Con una sola differenza: nella “zona di trasferimento”, dove passano le vacanze questi bambini, NON SI DEVE respirare il fumo dell’erba secca e della legna radioattive; non si devono mangiare le patate cotte nel falò (con la cenere insieme alla patata abbrustolita ti finisce in bocca un gran quantità di particelle alfa invisibili).

Qui, nella “zona”, tutti, anche i bambini, dovrebbero sapere che NON SI DEVE senza un controllo preventivo mangiare pesce, che NON SI DEVE assumere senza controllo la maggior parte dei funghi e dei frutti di bosco, che non è consigliabile respirare apertamente quando c’è un vento polveroso, e che perfino bere il latte della propria mucca può essere pericoloso. Queste cose la maggioranza di noi “cernobyliani” le sappiamo quasi per forza, volenti o nolenti.

Ma per nostra disgrazia il tempo della radiofobia della popolazione è passato e ne è giunto un altro: il tempo dell’indifferenza. Dell’indifferenza dei funzionari moscoviti per le periferie del paese, del nefasto comportamento dei genitori verso i propri figli (e anche verso gli anziani), dell’atteggiamento insensato e superficiale delle persone nei riguardi del proprio stesso futuro.

Noi, i molti abitanti della “zona”, non abbiamo nemmeno più paura. Nei nostri occhi, nelle nostre anime, nella nostra testa c’è una sorta di vacuità.

Non so che cosa dovrebbe cambiare nella nostra vita per farci tornare se non altro a preoccuparci per il nostro stato di salute, per lo stato dell’anima, del mondo che ci circonda.

Sempre più spesso, ovviamente, dalle alte tribune e dai grandi schermi ci dicono che le cose riguardo al tema di Cernobyl vanno splendidamente. Sul sito di Rosatom (
http://www.russianatom.ru/) non c’è neanche più la zona di Cernobyl. E questo è sintomatico. Facendo propri tutti i nuovi progetti plurimiliardari, i signori dell’atomo non ritornano certo nei luoghi che hanno inquinato, loro e il loro colleghi. Per quale motivo poi? Quando si possono invece costruire centrali nucleari di nuova generazione (ma più sicure nella realtà?) con i soldi dei contribuenti.

Sull’inopportunità di “rinfocolare” il tema di Cernobyl ne parlano le autorità regionali. E per quanto sia triste, a parlare della “conclusione” dei problemi sempre più spesso sono i funzionari locali, persone che vivono loro stesse in territorio contaminato. Che cosa spinga un funzionario moscovita “col portafoglio”, o anche uno di Brjansk che borbotta che i problemi della “Cernobyl russa” si trovano ormai nel passato, lo si può ancora capire. Ma per quale motivo un nostro conterraneo di Novozybkov (o di Zlynka o di Krasnaja Gora) si debba unire a questo “coro”, questo risulta difficile da comprendere.

Una volta, nel 2001, scrissi l’articolo “Cernobyl ritornerà ancora” e lo mandai al sito www.kreml.org. In esso insistevo sul fatto che il tema di Cernobyl non dovesse essere rimosso, sminuito, dimenticato. Che anche se qualcuno avesse cercato di metterlo alla porta, esso dopo un po’ di tempo sarebbe rientrato dalla finestra. E non soltanto a noi, ormai invecchiati, si sarebbe ripresentato, ma ai nostri figli e ai nostri nipoti.

È passato del tempo. Cernobyl ora ha una “celebre sorellina”, Fukushima, che ha portato enormi sciagure al popolo giapponese (a proposito, molti processi nella nostra “zona” e in quella di Fukushima sono simili). Sono trascorsi due anni dalla catastrofe alla centrale nucleare giapponese, e oggi lo si può constatare: di Cernobyl non ne ritornerà una sola. Pure Fukushima farà di tutto perché la gente non la dimentichi. Esse si presenteranno alle future generazioni non solo di russi e giapponesi, ma di tutti gli abitanti del pianeta Terra.

E per fare in modo che una nuova catastrofe avvenga quanto prima, purtroppo, vi stanno mettendo mano in molti…

Pavel Vdovičenko
Novozybkov, Russia,
26 aprile 2013
Data: 26.04.2013
Fonte: www.радимичи.рф
Traduzione: Stefano Fronteddu


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24/04/13

VIA DA CHERNOBYL - LEGAMBIENTE LANCIA UNA PETIZIONE EUROPEA

Via da Chernobyl - Legambiente lancia una petizione europea

Legambiente lancia una petizione europea per chiedere alla Comunità Internazionale interventi concreti per aiutare i bambini che vivono ancora nelle zone contaminate. Tra i firmatari Luigi Ciotti, Roberto Saviano, Gino Strada, Daniel Cohn-Bendit, Monica Frassoni, Giusi Nicolini, Giuseppe Onufrio, Andrea Segrè, Nicola Zingaretti

Uniti per aiutare e non dimenticare i bambini che vivono nelle terre contaminate da Chernobyl. In occasione del 27esimo anniversario dell'incidente nucleare che il 26 aprile del 1986 sconvolse il mondo, Legambiente su change.org lancia una petizione europea per chiedere alle istituzioni e alle organizzazioni governative internazionali interventi e progetti concreti a favore dei bambini e delle famiglie, vittime della contaminazione di Chernobyl. Ricollocazione residenziale, monitoraggio ambientale indipendente delle zone radioattive e interventi di bonifica sono i punti chiavi dell'appello, già sottoscritto da personalità della società civile di diversi settori come Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Daniel Cohn-Bendit, co-presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Monica Frassoni, co-presidente del Partito verde europeo, Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa, Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, Roberto Saviano, scrittore, Andrea Segrè, professore Ordinario di Politica Agraria Internazionale e Comparata all'università di Bologna, Gino Strada, fondatore di Emergency, Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.

Una petizione scritta e voluta per ricordare che a 27 anni dall'incidente di Chernobyl sono ancora 5 milioni le persone che vivono in aree fortemente contaminate di Bielorussia, Russia e Ucraina. Nel villaggio di Gden, a soli 15 km dall'impianto di Chernobyl, abitano tuttora 250 persone, di cui 25 tra bambine e bambini, completamente abbandonate a se stesse e che ogni giorno bevono e mangiano acqua e cibi contaminati. La loro alimentazione provoca la nascita di tumori e un abbassamento delle difesi immunitarie.

"Le istituzioni – dichiara Stefano Ciafani, vice-presidente di Legambiente - fanno finta di non vedere che queste zone morte, entro un raggio di 30 km dalla centrale esplosa, si stanno ripopolando. Tutto ciò è inaccettabile: serve una seria presa di coscienza della situazione e doverosi interventi per ridurre i rischi e gli effetti della contaminazione, e l'insopportabile pericolo dell'oblio. Senza interventi tempestivi tutte le persone che vivono nelle terre contaminate sono destinate a morire. Con questo appello chiediamo alla comunità internazionale, a partire dalla Commissione europea, di intervenire subito con programmi e progetti di ricollocazione residenziale per i bambini e le persone che ancora oggi vivono in villaggi all'interno delle zone morte; di sostenere progetti internazionali di monitoraggio ambientale per meglio studiare l'evoluzione della contaminazione radioattiva e attivare così interventi specifici e mirati di bonifica. Infine chiediamo di fermare la costruzione della nuova centrale nucleare già avviata nel nord della Bielorussia, a 50 km chilometri dal confine con la Lituania".

Oltre all'attivazione di progetti e iniziative mirate, è inoltre fondamentale intervenire in modo significativo per ridurre i rischi di carattere sanitario che la popolazione residente nelle aree più colpite dal fall-out radioattivo sta subendo in prima persona. "È infatti inconcepibile – spiega Angelo Gentili, coordinatore nazionale di Legambiente Solidarietà - il fatto che le autorità e le istituzioni locali minimizzino le conseguenze ambientali del disastro nucleare che permangono in modo sempre più grave per le famiglie e i bambini costretti a vivere nella zona a maggiore rischio. Stiamo, infatti, assistendo non solo alla permanenza dei residenti nelle aree maggiormente contaminate ma anche a un ripopolamento e la conseguente costruzione di case, coltivazione di campi, allevamento del bestiame in loco. Senza dimenticare poi come funghi, selvaggina e legname radioattivo vengano poi esportati in modo incontrollato nei mercati europei. Per questo Legambiente continua a portare avanti il Progetto Rugiada di solidarietà nei confronti dei bambini di Chernobyl che vengono ospitati in un centro situato in area non contaminata, e monitorati dal punto di vista medico per prevenire e curare le eventuali patologie in atto".


Data: 24.04.2013
Fonte: www.solidarietalegambiente.org