Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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03/08/20
21/08/17
72 YEARS AFTER HIROSHIMA, WHERE IS JAPAN’S COMMITMENT TO END NUCLEAR WEAPONS?

Even with the passing of the UN’s Nuclear Weapons Ban
Treaty, Japan still remains an outlier, betraying the hopes of atomic
bomb survivors from Hiroshima and Nagasaki.
It started with just 12 of them. With a bold mission, this group of activists set sail to Amchitka island
off Alaska to protest the detonation of an underground US nuclear test.
It was September 1971, and though the mission was initially
unsuccessful, it was the beginning of what became Greenpeace, and just
one of the many issues – the elimination of nuclear weapons - that the environmental organisation would campaign endlessly against.
Fast forward to 2017, and what was once a hard-fought
battle and one of Greenpeace’s legacy issues, has now become a
successful defeat. On 7 July, the United Nations adopted the "Nuclear Weapons Treaty"
with an overwhelming majority - an epoch-making agreement that
prohibits not only the development, experiment, manufacture, possession,
and use of nuclear weapons, but also the "threat to use". Nuclear and
chemical weapons, and anti-personnel landmines and cluster bombs were
also banned. The Treaty will be open for signature by states on
September 20th.
To our disappointment, however, Japan did not join
the 122 countries, or two-thirds of the United Nations member countries,
that stood up to stop nuclear weapons. The peculiar absence of Japan,
whose preamble explicitly recognizes “unacceptable suffering of and harm caused to the victims of the use of nuclear weapons (Hibakusha) as well as those affected by the testing of nuclear weapons” begs explanation.
Data: 04.08.2017
Fonte: www.greenpeace.org
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07/08/17
DENUCLEARIZZIAMO IL MONDO

Che il 6 agosto 1945, giorno della bomba nucleare su Hiroshima, possa
averci insegnato veramente poco è il dubbio che molti di noi hanno.
Il nucleare, sia nella sua versione civile che militare, è un orrendo
incubo per l’umanità ed è uno dei tanti elementi che sgombrano il campo
da ogni dubbio sul fatto che di sicuro non siamo sapiens.
Abbiamo sperimentato l’efficacia di questi ordigni su popolazioni inermi
scatenando l’inferno solo per volontà distruttrice, per supremazia, la
supremazia della morte sulla vita, della follia sulla saggezza.
Le centinaia di migliaia di morti e feriti, persone costrette a fare una vita atroce a causa delle conseguenze delle esplosioni atomiche a Hiroshima e Nagasaki,
avrebbero dovuto immediatamente fermare l’orrore nucleare, rendere
impossibile la creazione di qualsiasi ordigno di tale tipo. Invece la
civiltà e il progresso che non si fermano di fronte a niente e nessuno,
hanno iniziato una corsa al riarmo nucleare che attualmente potrebbe
sterminare l’umanità varie volte per quanto è grande il suo potenziale
distruttivo.
Dove è il senso, l’umano in tutto ciò? Religioni varie ci considerano
come le creature per eccellenza, gli eletti di dio, quelli che devono
governare il mondo, superiori alle altre creature ma visto quello che
facciamo ai nostri simili, all’ambiente e alle altre specie viventi,
siamo evidentemente i meno degni di stare su questa terra anche perché
tra l’altro siamo gli unici in grado di avere la possibilità di farci
fuori tutti in un attimo. Nessuna altra specie animale o vegetale è così
crudele e devastatrice, nessuna specie ha questa possibilità o paventa
di usarla.
Data: 07.08.2017
Fonte: www.ilcambiamento.it
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15/09/16
HEADINGTON SHARK

L'Headington
Shark (Squalo di Headington),
ufficialmente chiamato Untitled 1986
e conosciuto anche col nome di Oxford
Shark, è una scultura di vetroresina alta circa 7 metri e mezzo posta sul
tetto di una casa di New High Street, nel distretto di Headington, ubicato
nella città britannica di Oxford.
La statua è stata creata pochi mesi dopo il disastro nucleare di Cernobyl con l'intento di commemorare la caduta delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Lo scultore ha voluto così esprimere le proprie emozioni di fronte al pericolo rappresentato dall'energia nucleare.
«Lo squalo esprime qualcosa di completamente inerme e il buco nel tetto descrive una sensazione di impotenza, rabbia e disperazione ... Esso ci racconta qualcosa sulla CND, sull'energia nucleare, su Cernobyl e su Nagasaki.»
(dalla relativa pagina su Wikipedia)
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08/08/16
HIROSHIMA E NAGASAKI: GLI EFFETTI DELLE RADIAZIONI 70 ANNI DOPO

Fu lo stesso presidente USA Henry Truman,
preoccupato dei rapporti ricevuti dopo le prime esplosioni nucleari
della storia, ad ordinare la prima commissione di studio sui danni
provocati dalla bomba H, dopo aver
prontamente censurato tutti i reportage degli inviati dei giornali che
descrivevano scenari apocalittici fino ad allora sconosciuti.
Da allora in poi, uno studio rimasto storico e durato 63 anni ha permesso di costruire la più importante e completa banca dati epidemiologica sugli effetti delle radiazioni nucleari.
Al termine delle ostilità, una commissione mista nippo-americana si
insediò, pur tra mille difficoltà. La distruzione era stata tale che si
faticava persino a riconoscere luoghi ed edifici pubblici, ospedali e
centri logistici. La bomba atomica
aveva fatto centinaia di migliaia di morti tra la popolazione civile,
anche questo un altro triste primato, e mancava quindi ogni forma di
autorità, civile o militare, riconosciuta e riconoscibile.
Anche se furono raccolte numerose testimonianze di prima mano, per
descrivere il danno alle persone esposte alle forze distruttive degli
ordigni nucleari, è comprensibile che non fu possibile quantificare i
danni dal punto di vista medico, date le circostanze caotiche e gli
effetti plurimi di ustioni, infezioni, lesioni fisiche e traumi, oltre a
quelli dovuti a cibo e acqua contaminati. Quando i primi osservatori
riferirono di alcuni effetti mai documentati in precedenza, gli Stati
Uniti decisero di prendere in considerazione il lancio di uno studio
coordinato con gli scienziati giapponesi già presenti nelle 2 città.
I primi lavori sono stati successivamente raccolti e ripresi prima dalla ABCC, l’Atomic Bomb Casualty Commission, che iniziò i lavori nel 1947, sotto l’egida della National Academy of sciences e che si è trasformata, nel 1975, nella Radiation Effects Research Foundation
che ha continuato, ininterrottamente, a studiare i sopravvissuti e i
loro discendenti fino ad oggi, monitorando circa 200.000 persone, scelte
tra i 280.000 sopravvisuti di Hiroshima e i 130.000 di Nagasaki, con un
lavoro che ha visto coinvolti medici e studiosi provenienti da tutto il
mondo.
Data: 03.07.2015
Fonte: www.pazienti.it
02/08/16
L'ULTIMA VITTIMA DI HIROSHIMA
Claude Eatherly, pilota e meteorologo, era un ragazzo texano di 27 anni
quando ordinò lo sgancio della prima bomba atomica della storia, Little
Boy, che colpì Hiroshima il 6 agosto 1945. Nonostante la giovane età,
non era certo un dilettante: per quella missione vennero scelti i
migliori piloti della U.S. Army Air Force, ed Eatherly aveva già dato
prova del suo valore militare, abbattendo, nel corso della sua
fulminante carriera, più di trenta aerei nemici. Dopo lo sgancio della
bomba, tuttavia, lasciò l’esercito e rifiutò qualsiasi riconoscimento al
valore da parte degli Stati Uniti. Compì anche maldestre rapine e altri
piccoli crimini, con la speranza di trovare sollievo nel biasimo
collettivo. Ma ciò non bastò a placare i suoi dilanianti sensi di colpa
ed Eatherly venne internato in un ospedale psichiatrico. Fu in questo
momento, quattordici anni dopo Hiroshima, che iniziò un carteggio con
Günther Anders, il filosofo tedesco autore del capolavoro L’uomo è antiquato.
Il risultato è questo libro: un commovente scambio epistolare tra
Anders e un’anima persa, in cerca di un’espiazione tanto impossibile
quanto necessaria. Dopo anni di assenza dalle librerie, torna
disponibile una delle testimonianze più toccanti sul disastro che cambiò
per sempre la coscienza collettiva.
Günther Anders
(Breslavia 1902 - Vienna 1992), allievo di Husserl e di Heidegger,
compagno di pensiero e di vita di Hannah Arendt, è uno dei maggiori
pensatori eretici del Novecento. Divenne noto sia per la sua riflessione
sul “dislivello prometeico” tra l’uomo e la tecnica (L’uomo è antiquato, vol. I e II, 2003), sia per l’attività di critico letterario (Uomo senza mondo. Scritti sull’arte e sulla letteratura, 1991; Kafka. Pro e contro, 2006) e di scrittore (La catacomba molussica, 2008). In Italia è stato insignito nel 1961 del Premio letterario “Della Resistenza - Città di Omegna” per l’opera Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki; La catacomba molussica (1992) e La battaglia delle ciliegie (2011, postumo). Per i tipi di Mimesis sono già apparsi Il mondo dopo l’uomo. Tecnica e violenza (nel 2008) e Lo sguardo dalla torre (nel 2012, ed. or. 1970).
(dalla presentazione sul sito di Mimesis Edizioni)
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03/09/13
HIROSHIMA, IL SINDACO: "COME FUKUSHIMA. FUORI DAL NUCLEARE PER SEMPRE"
“La nostra tragedia va ricordata oltre che per le sue
vittime, per il dramma incommensurabile dei sopravvissuti, costretti per
due generazioni a sopportare indicibili sofferenze, mutilazioni,
menomazioni, discriminazioni. Oggi agli oltre 200mila sopravvissuti
della bomba si stanno aggiungendo, e temo aumentino sempre di più, le
vittime del disastro nucleare di Fukushima. Ecco perché
il mio appello non può non essere che forte e chiaro. Fuori dal
nucleare. Adesso. Subito. E per sempre”. Le parole del sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui, che fino all’ultimo non ha reso noto il suo discorso, hanno scosso gli oltre 50mila presenti alla commemorazione del bombardamento avvenuto 68 anni fa.
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Data: 06.08.2013
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