Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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05/02/21
13/03/17
QUIRRA: “DIETRO TUMORI E FETI DEFORMI 300 TONNELLATE DI VELENI”

“Ogni settimana arrivavano lunghe colonne di camion. Dopo aver attraversato il paese puntavano verso il Poligono di Quirra, dove i militari avevano già scavato buche mastodontiche imbottite di esplosivo. Ci buttavano dentro il carico dei convogli e lo facevano saltare in aria. Si trattava di armi e munizionamento fino ad allora custodito nei bunker di tutta Italia. E per anni a Escalaplano, il cielo ha portato pioggia e polveri sottili. Trecento tonnellate, secondo il nostro consulente Giovanni Battista De Giudici,
dell’Università di Cagliari, finite sul paese e sulle campagne
circostanti fino ad insinuarsi nelle sorgenti. Le stesse che alimentano
l’acquedotto”. Mette i brividi ascoltare la testimonianza che Giuseppe Carboni,
l’avvocato che assiste il Comune di Escalaplano nel processo sui veleni
di Quirra, ha reso il 22 febbraio a Roma di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito.
Ne vien fuori un quadro cupo – coi militari impegnati in una
sistematica “opera di occultamento” – e insieme drammatico. “Quando il
procuratore Fiordalisi ha fatto visita ad una ragazza con gravi malformazioni – ha raccontato Carboni – si è messo a piangere”.
Data: 23.02.2017
Fonte: www.sardiniapost.it
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31/12/13
L'URANIO IMPOVERITO DEI POLIGONI PROVOCA IL CANCRO
Lo ha comunicato l’agenzia Iarc di Lione all’Oms. Ora le inchieste sarde potrebbero ribaltarsi

La pericolosità dell’uranio impoverito potrebbe essere definitivamente provata dai risultati di uno studio dell’International Agency Research Cancer. L’agenzia di Lione Iarc, specializzata nella ricerca scientifica sul cancro, ha comunicato all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)
i risultati emersi durante le analisi su polveri sottili e
nanoparticelle. «L’aria che respiriamo è inquinata con una miscela di
sostanze cancerogene», ha spiegato Kurt Straif, dirigente dello Iarc.
«Ora sappiamo che l’inquinamento dell’aria esterna non è solo un grave
rischio per la salute in generale, ma anche una causa ambientale di
decessi per cancro», ha sottolineato lo studioso.
Dati in grado di smentire definitivamente
la strategia adottata dal ministero della Difesa italiano e dai suoi
consulenti sulle conseguenze delle esercitazioni nei poligoni militari.
Generali e periti si erano infatti sempre trincerati dietro la mancanza
di evidenze scientifiche. Il legame tra l’esposizione all’uranio e
lo sviluppo di determinate neoplasie non poteva essere stabilito con la
necessaria certezza. Formula con cui per anni si sono motivati i
provvedimenti che negavano un risarcimento o non riconoscevano la “causa
di servizio” a chi si era visto diagnosticare linfomi o altri tumori
rari dopo aver prestato servizio nell’esercito.
Data: 18.12.2013
Fonte: www.linkiesta.it
13/11/12
I BIMBI DI CERNOBYL RACCONTATI DALLE FOTO DI VALERIO CONTINI
I bimbi di Cernobyl raccontati dalle foto di Valerio Contini
Fonte: www.legambientesardegna.com
Data: 27.04.2011
Fonte: www.legambientesardegna.com
Data: 27.04.2011
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05/04/12
EACCA.IT. MOLTEPLICI VISIONI
Scambio d'amicizia e d'informazioni tra il nostro sito e un interessante sito sardo.
Dalla presentazione del sito:
Eacca è una parola sarda, usata esclusivamente a Bosa, piccola splendida cittadina della costa nordoccidentale della Sardegna. È un’esclamazione che esprime sorpresa di fronte a un fatto inaspettato o a una novità che suscita meraviglia. E che rivela un mondo e una cultura capaci di stupirsi di fronte al nuovo e al diverso ma con uno sguardo aperto e accogliente.
Eacca vuole riproporre questo sguardo attraverso storie personali e collettive, a partire da una comunità di amiche/i e amiche/i di amiche/i che praticano e condividono esperienze di solidarietà, cittadinanza e stili di vita sostenibili. Una comunità aperta a tutte e tutti coloro che in forme e modi diversi attraversano esperienze di democrazia dal basso. Insomma, eacca vuole essere tante voci, tanti sguardi, tante visioni libere e differenti.
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