Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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27/02/19

«CHERNOBYL, UN MONDO DA SCOPRIRE»

Risultati immagini per Chernobyl, un mondo da scoprire
Le classi seconde medie dei due Istituti Comprensivi di Maranello hanno partecipato al progetto ‘Accoglienza e Memoria’ proposto dall’associazione Chernobyl in collaborazione con Comune di Maranello. Il 24 novembre 2018 hanno assistito in auditorium alla proiezione del film ‘Nascono i fiori’ introdotto dal regista Mauro Bartoli e di un altro breve documentario a cura della fotoreporter Francesca Gorzanelli, per capire che cosa è successo al Chernobyl nel lontano 1986 e quali le conseguenze. 


Data: feb 2019
Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

04/11/16

RICORDI DI DINA VASINA - ВОСПОМИНАНИЯ ДИНЫ ВАСИНОЙ

Конец Добродеевки - La fine di Dobrodeevka (foto S.F.)
 
RICORDI DI DINA VASINA

26 aprile 1986, una calda giornata primaverile. Splende il solicello, nel cielo di tanto in tanto passano nubi dense e minacciose. Noi lavoriamo nell’orto, piantiamo le patate, e pure negli appezzamenti dei vicini sono in corso i lavori. Dall’ora di pranzo comincia a intensificarsi il vento, la nuvolosità aumenta, si sente come un rombo lontano, una sorta di tuono. Ed ecco che il vento s’è intensificato, da dietro il bosco ha preso a calare su tutto lo spazio visibile, come un fronte, una nube rosso-brunastra, un vento temporalesco, iniziano a cadere grosse, pesanti gocce di pioggia. Il cielo s’è fatto grigio-marrone, le cime degli alberi hanno preso a piegarsi, è cominciato a piovere. Nei giorni successivi il tempo luminoso, solare si è susseguito alle piogge, la gente viveva la solita vita di tutti i giorni. Trascorsero le feste del primo maggio. Una quiete totale.

La scuola si preparava al 19 maggio (il giorno dei Pionieri), si allestiva il gioco militarizzato “Lampo”. Non sapevo cosa fosse, ma per qualche motivo avevo deciso, per dare al gioco una forte verosimiglianza (militare), di dare in dotazione il dosimetro DP-20 (con esso avevo lavorato al Servizio meteo statale a Zlynka e sapevo come si usava).

Andai alla stazione meteorologica e chiesi il dosimetro. Con esso ci lavorava Aleksandr Michajlovič Malašenko (il comandante militare). Il gioco procedeva a pieno ritmo. Il sole si riversò sul villaggio, faceva molto caldo. Arriva di corsa Aleksandr Michajlovič e dice che la lancetta è come impazzita, io gli rispondo che di certo l’apparecchio è andato fuori uso. Ma il giorno seguente veniamo a sapere che a Knjazev (il medico-radiologo) gli si sono sovraesposte le pellicole, cominciammo così a sospettare che nella natura qualcosa era successo.

Presero a serpeggiare delle voci, ma sulla stampa silenzio. E poi tutto precipitò: la consegna del bestiame, l’evacuazione dei bambini della scuola e del villaggio per 3 mesi, delle donne incinte. Nel villaggio c’era un silenzio opprimente, rotto soltanto dalle voci di pianto delle donne che si congedavano dai propri bambini, li portavano via per 3 mesi. Le vie si svuotarono, mancavano le voci dei bambini. Le autorità tuttavia tacevano. Disinfettavano la scuola, lavavano le case con i mezzi speciali, rimuovevano la terra. Assicuravano che non era successo niente di terribile. Noi però cercavamo di venire a sapere la verità, scrivemmo al Servizio meteo, alla Croce rossa, al governo, alla regione. E alla fine raggiungemmo lo scopo, ci scrissero (finalmente) che il pericolo c’era e introdussero le agevolazioni per Cernobyl. Per questo ci volle circa un anno. Le lettere le portavamo a Mosca, perché evidentemente alla posta le confiscavano, a molte missive infatti non ottenemmo risposta. Era terribile in quel periodo vivere nell’oscurità. Io ho vissuto la guerra da bambina, ma quel terrore che provai per Cernobyl non ha eguali. Le persone ci scansavano quando venivano a sapere da dove venissimo, c’insultavano. Era oltraggioso e doloroso che tutti avessero paura di noi, amaro, ma è così. Eccola, Cernobyl.
 
ВОСПОМИНАНИЯ ДИНЫ ВАСИНОЙ

26 апреля 1986 год, тёплый весенний день. Светит солнышко, по небу иногда проплывают кучевые облака. Мы работаем на огороде, сажаем картофель, на соседних участках тоже идут работы. С обеда начинает усиливаться ветер, облачность увеличивается, слышен какой-то далёкий гул, что-то вроде грома. И вот ветер усилился, из-за леса фронтом во все видимое пространство стала надвигаться буро-красная туча, ветер штормовой, стали падать крупные, тяжелые капли дождя. Небо стало бурым, верхушки деревьев гнулись, пошёл дождь. В последующие дни ясная, солнечная погода сменялась дождями, люди жили своей обычной жизнью. Прошли первомайские праздники. Тишь во всём.

Школа готовилась к 19 мая (день Пионерии), готовили военизированную игру «Зарница». Не знаю, что это, но я почему-то решила для придания игре большой правдоподобности (военной) укомплектовать прибором ДП-20 (я с ним работала на ГМС Злынка и знала прибор в работе).

Съездила на метеостанцию и попросила прибор. С прибором работал Малашенко А.М. (военрук). Игра шла полным ходом. Солнце полило, было очень жарко. Подбегает Александр Михайлович и говорит, что стрелка прибора зашкаливает, я отвечаю, что видимо прибор вышел из строя. А на следующий день узнаем, что у Князева (врач-рентгенолог) засветились плёнки, так мы догадались, что в природе что-то случилось.

Поползли слухи, но в прессе тишина. А потом понеслось: сдача скота, увоз детей школы и села на 3 месяца, беременных женщин. На селе стояла гнетущая тишина, нарушаемая голосами плача женщин, которые прощались со своими детьми, их увезли на 3 месяца. Улицы опустели, детских голосов не было. Но власти молчали. Дезактивировали школу, мыли дома спецмашины, увозили грунт. Уверяли, что ничего страшного нет. Но мы добивались правды, писали в Гидромет, Красный крест, правительство, в область. И, наконец, добились, нам прислали (наконец), что опасность есть, и ввели чернобыльскую льготу. На это ушло где-то год. Письма возили в Москву, так как на почте их видимо изымали, на многие послания мы не получали ответ. Это было страшное время жить в неведении. Я пережила ребенком войну, но такого ужаса, что дал нам Чернобыль не было. От нас шарахались люди, если узнавали откуда мы, обзывали нас. Было обидно и больно, что нас все боятся, горько, но это так. Вот таков Чернобыль.


Autore: Dina Gavrilovna Vasina, insegnante in pensione
Luogo: Dobrodeevka (provincia di Zlynka, regione di Brjansk, Russia)
Data: 2011
Traduzione: S.F.

Автор: Дина Васина, учитель-пенсионер
Место: Добродеевка (Злынковский р-н, Брянская обл., Россия)
Дата: 2011
Перевод: С.Ф.

02/11/16

GALINA CHRUNOVA - ГАЛИНА ХРУНОВА

 
INDAGINE «CERNOBYL: PASSATO O PRESENTE?»

26 aprile – l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. Cosa ritiene che accadde allora: un errore umano o una casualità? Quali furono a suo parere le cause della disgrazia di Cernobyl?

Ritengo che ciò che accadde, senza dubbio, fu un errore delle persone che lavoravano là. Le cause della sciagura di Cernobyl stanno nell’irresponsabilità della dirigenza della centrale.

Provi, per favore, a ricordare dove si trovava, che cosa faceva in quei tragici giorni primaverili del 1986.

Nel 1986 frequentavo la scuola, l’attuale ginnasio. Partecipavo alla parata del 1° maggio. Era una giornata calda, seppur ventosa. Noi bambini dell’ottava classe non sapevamo che la sabbia che si sollevava da terra, che ci stava come “lavando”, fosse già contaminata.

Si rendeva conto allora quanto l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl fosse pericoloso per la sua salute, prese delle misure di profilassi?

No, prendemmo delle misure, ma non subito. Mangiavamo lattuga di mare, aggiungevamo al cibo sale iodato, ma tutto questo molto dopo di quando era necessario. Lo stato semplicemente ci “sputò in faccia”, non si preoccupò della nostra salute tempestivamente.

Ha influito la tragedia di Cernobyl sulla sua salute?

Alterazioni sostanziali hanno luogo adesso, non ho neanche 40 anni e mi sento, per le condizioni di salute, come se ne avessi 50. E la colpa di tutto è del nostro nemico comune – Cernobyl. Per questo Cernobyl non ha tempo passato.
 
Nome e cognome: Galina Chrunova
Data di nascita: 11.11.1972
Città: Klincy
Professione: pedagogista sociale
Autori dell’inchiesta: volontari dell’eko-club “Sozvezdie” di Klincy
Traduzione: S.F.


26/10/16

ANDREJ

 
ANDREJ

Insegnante in una scuola speciale per bambini disabili a Mogilëv

Quando è avvenuta la catastrofe ero studente di pedagogia all’università. Frequentavo il quarto anno. Quel giorno non sono riuscito a capire cosa fosse successo. Nessuno ci ha detto niente.
Qualche mese dopo sono stato mandato come specialista in una zona contaminata nella regione di Mogilëv e lì ho lavorato da settembre fino a dicembre del 1986. A gennaio sono partito per fare il militare; mi hanno mandato in Kazachstan.
Ricordo ogni cosa di quel periodo. Nel villaggio in cui sono stato mandato tutti i maestri erano stati spostati, evacuati, ma i bambini no, non tutti almeno. I villaggi vicini erano entrati a far parte dell’elenco di contaminazione ma quel piccolo villaggio no; era, non si sa perché, considerato una zona pulita. Per questo motivo i bambini da lì sono stati trasferiti soltanto a dicembre. In realtà la maggior parte dei maestri che lavoravano in quel villaggio, e che avevano il dovere di restare con i bambini, sono scappati perché avevano paura. Così noi studenti siamo andati lì per sostituirli.
Ho dei ricordi terribili. Tutto il terreno era coperto da uno strato simile alla corteccia di una quercia. Quando camminavi per strada la terra faceva un rumore molto strano, sembrava di avanzare su un telo di plastica. E poi il colore... tutte le strade erano colorate. Vi posso raccontare una storia: noi lavoravamo in quel villaggio ma per prendere lo stipendio dovevamo spostarci e andare in un paese che si trovava a una decina di chilometri di distanza. Per arrivarci bisognava attraversare altri villaggi, e perlopiù si trattava di località abbandonate. Ed è lì che mi sono reso conto che la gente era stata trasferita in fretta e furia: avevano lasciato praticamente tutto. Per esempio le galline; quei villaggi erano pieni di galline; ho notato un’aggressività enorme in quegli animali, erano diventati, nel giro di poco tempo, selvaggi e combattivi. E non solo le galline, ma anche tutti gli altri animali.

Probabilmente erano affamati.

Sicuramente, però, la cosa strana è che eravamo in autunno e nei prati c’era abbastanza cibo; nessuno aveva provveduto al raccolto. Ricordo che nel villaggio dove lavoravo gli edifici venivano lavati interamente con acqua e sapone; la terra che consideravano contaminata invece la prendevano e la portavano via, o facevano un buco molto profondo e la seppellivano. Seppellivano la terra sotto altra terra! Anche gli animali subivano la stessa sorte: non venivano uccisi, ma sepolti ancora vivi. Nell’aria c’era un odore indescrivibile.
I bambini sentivano se stessi persi, non riuscivano a capire, erano arrabbiati; non proprio arrabbiati, è che non capivano come mai loro erano rimasti in quelle condizioni. Ci interrogavano continuamente sul futuro. Volevano sapere cosa gli sarebbe successo. Noi non potevamo fare altro che mettercela tutta per trasmettergli gioia, per farli sorridere. Cercavamo di tenerli più tempo possibile all’interno della scuola sia per tenerli lontani dalle radiazioni sia per distrarli e farli divertire. È molto doloroso ricordare.

Però serve. Gran parte delle persone con cui abbiamo parlato ci ha detto che tutto questo rischia di essere dimenticato.

Vi racconto un’altra storia: quando i bambini sono stati caricati sui pullman per essere evacuati, i loro genitori se ne stavano in disparte a piangere. E i bambini piangevano a loro volta nei pullman. Le persone avevano il terrore che quei bambini, dopo lo spostamento, non sarebbero mai più stati ritrovati.

Come è cambiato, dopo Cernobyl, il rapporto con la vostra terra?

Purtroppo Cernobyl ha tolto a molte persone la propria patria. L’evacuazione ha portato molta gente in posti sconosciuti dove non avevano né un ruolo sociale né una propria identità.
Per quanto riguarda la terra il problema è sostanzialmente uno solo: e cioè che si è continuato a produrre nelle zone contaminate. Dopo l’incidente nessuno è stato attento come sarebbe servito. La gente ha continuato a mangiare prodotti contaminati per troppo tempo. Quello che producevano dovevano consumare. Così sono andate le cose. Adesso che è passato molto tempo se ne parla raramente... e tutto questo rischia di essere dimenticato.

I fatti forse, ma l’uranio no.

La popolazione, nel nostro paese, è molto malata. Come sono deboli i nostri bambini! Mi riferisco anche ai miei bambini. E tutto questo anche se viviamo in una zona abbastanza lontana da Cernobyl. Anche vent’anni fa qui la situazione era migliore.

Che intende dire?

Che nel villaggio dove sono stato mandato come specialista il pericolo era visibile. Qui non lo è mai stato. Lì tutto era colorato. Vi faccio un esempio: se cadeva la pioggia, l’acqua nelle pozzanghere dopo un po’ diventava rossa. E poi, invece di evaporare, l’acqua si seccava e formava una specie di strato plastico. Quando ci mettevi un piede sopra faceva rumore, scricchiolava. Qui, invece, sembrava che non fosse successo niente.

Vi siete trovati a combattere con un nemico quasi invisibile.

È così. Inoltre questa invisibilità è stata sostenuta dal silenzio. Al tempo dell’incidente era ancora l’epoca dell’ex Urss e tutto è stato coperto dal silenzio. Tutto era un mistero, un segreto. Adesso fortunatamente siamo più informati, anche per quanto riguarda il passato. Non serve a molto. Il passato non si può cambiare. Tutti siamo stati colpiti. Anch’io. Ero un giovane studente che viveva in una zona abbastanza pulita ma che è stato spostato in una contaminata con l’inganno. Non mi hanno neanche mai ripagato dei rischi che ho corso. A quel tempo era da poco morto mio padre. Eravamo rimasti soli: io, mia madre e i miei due fratelli. Non avevamo redditi. È per guadagnare un po’ di soldi e per finire gli studi che ho deciso di andare.

Adesso come va?

Così così, ma grazie a Dio ho due bellissimi figli. Bellissimi! Grazie a Dio finora tutto procede bene, anche se nessuno sa che succederà con le prossime generazioni.

Lei sapeva i rischi che correva, a cosa andava incontro?

No. Ed è dura ammetterlo. Comunque nelle nostre università di pedagogia sono pochissimi i maschi. Se non fossimo andati noi sarebbero dovute andare le ragazze. Se non andavo io sarebbe andato qualcun altro o, peggio ancora, qualcun’altra. Per noi maschi è sempre più facile. Che avrebbero potuto fare le ragazze in un posto sconosciuto? Inoltre per loro sarebbe stato pericoloso: in quelle zone gli uomini avevano iniziato a bere in modo impressionante...

È vero che bere era consigliato dalle autorità?

Sì, lo consigliavano. Tutti bevevano senza misura, era spaventoso. I negozi erano letteralmente pieni di alcol. Anche perché a tutti noi lo stato pagava trenta rubli, che era una somma abbastanza cospicua. Il popolo chiamava quei soldi i soldi della tomba. In quel periodo le persone non credevano più a niente. Nessuno sapeva che cosa sarebbe successo il giorno dopo. La maggior parte semmai pensava che un domani non ci sarebbe nemmeno mai stato.

L’alcol era dunque l’unico mezzo per combattere l’invisibilità del nemico e la mancanza di informazioni.

Sì. Inoltre il governo aveva dichiarato che bere aiutava a pulire il corpo dalle radiazioni, perciò… se poi si pensa che nei villaggi contaminati non c’era nessuno con il compito di misurare la radioattività...

Dopo vent’anni quali sono i suoi sentimenti?

Non ho rimpianti. E sono felice di aver fatto quello che ho fatto. Alcuni dei bambini con i quali ho vissuto durante quei quattro mesi li ho poi rincontrati qui a Mogilëv. Ogni tanto guardo le foto di quel periodo. Sono foto rotonde sulle quali le bambine un po’ più grandi avevano scritto “per il nostro Andrej, con tanto amore, tutte noi”. I bambini si erano affezionati molto a noi. Eravamo costretti a farli divertire! Gli abbiamo insegnato tantissimi balli.

Allora è così che si combatte un nemico invisibile, con il ballo!

I bambini non possono restare seduti e immobili ad aspettare. Abbiamo fatto il possibile e anche l’impossibile per evitare loro dei traumi. Tutti noi cercavamo di far sembrare normale la situazione e di non trasmettere le nostre angosce ai più piccoli.

In compenso sono sicuro che gli avete trasmesso quell’immensa forza che a voi ha permesso di andare avanti in quel periodo.

Avevo diciassette anni, a diciassette anni non si pensa tanto al futuro. A quell’età si guarda a se stessi come a degli eroi. Vorrei aggiungere una cosa: il governo di allora non ci ha informato sui pericoli, è vero, ma per i bambini hanno fatto tutto quello che si poteva fare. E in quel periodo non c’erano neanche gli aiuti umanitari! Non esisteva il meccanismo. I bambini hanno sempre avuto cibo pulito ed era loro vietato uscire fuori dagli edifici per più di venti minuti al giorno.
Forse vi ho raccontato tutto. Ah, un’ultima cosa: ho due figli. La più piccola ha sette anni, il più grande quattordici.

Intervista di Carlo Spera
 
Autore: Carlo Spera
Tratto da: 
“Viaggio al termine della notte.
20 anni dopo l'esplosione della centrale di Cernobyl”
Casa editrice: ViediMezzo
Data: 2006
 

24/10/16

JURIJ OTRJASKIN - ЮРИЙ ОТРЯСКИН

INDAGINE «CERNOBYL: PASSATO O PRESENTE?»
 
 
26 aprile – l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. Cosa ritiene che accadde allora: un errore umano o una casualità? Quali furono a suo parere le cause della disgrazia di Cernobyl?

L’errore degli uomini, che portò a conseguenze tanto tragiche. Una delle cause fu la negligenza della dirigenza. Perché la casualità non giunge così per niente, tutte le cose hanno le proprie cause. Del fatto che ci sarebbe stata un’esplosione – come si è chiarito attualmente – lo si sapeva in anticipo, ma nessuno si prese la briga di prestarvi attenzione, ed ecco il risultato: sono 25 anni che per gli errori di alcuni pagano le conseguenze persone che non hanno colpa di niente.

Provi, per favore, a ricordare dove si trovava, che cosa faceva in quei tragici giorni primaverili del 1986.

In quei tragici giorni io mi trovavo tra le fila dell’Esercito Sovietico nella città di Mosca. Dell’accaduto venni a sapere dai mass media. Ma nella nostra unità i comandanti erano in subbuglio in quanto tutto veniva tenuto nascosto. Viene soltanto da domandarsi: a quale scopo?

Si rendeva conto allora quanto l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl fosse pericoloso per la sua salute, prese delle misure di profilassi?

Non ne ero consapevole e non presi contromisure in quanto mi trovavo allora in zona non contaminata.

Ha influito la tragedia di Cernobyl sulla sua salute?

Ha influito. Quando tornai a casa dal servizio militare, mi sentii molto male, mi girava la testa, perdevo sangue dal naso, una debolezza generale, mi stancavo molto in fretta. E questi sintomi mi perseguitano ancor’oggi. Cernobyl non si lascia dimenticare.
 
ОПРОС «ЧЕРНОБЫЛЬ: ПРОШЛОЕ ИЛИ НАСТОЯЩЕЕ?»

26 апреля – авария на Чернобыльской АЭС. Что это: оплошность людей или случайность, как вы считаете? Каковы на ваш взгляд причины Чернобыльской беды?

Оплошность людей, которая привела к таким трагическим последствиям. Одна из причин – халатность руководства. Да и случайность просто так не наступает, на всё есть свои причины. О том, как выяснилось в настоящее время, что будет взрыв, было известно заранее, но никто не стал это принимать во внимание, вот и результат – 25 лет за чьи-то ошибки расплачиваются  ни в чём не повинные люди.

Вспомните, пожалуйста, где вы находились, чем занимались в те трагические весенние  дни 1986 года.

В эти трагические дни я находился в рядах Советской Армии в г. Москве. О случившемся  узнал из СМИ. Но в части среди руководства был переполох, поскольку это всё скрывалось. Вот только вопрос, с какой целью?

Осознавали ли вы, что авария на Чернобыльской АЭС это опасно для вашего здоровья, принимали ли какие-то профилактические меры?

Не осознавал и мер никаких не принимал, поскольку находился не в зоне загрязнения.

Повлияла ли чернобыльская трагедия на ваше здоровье?

Повлияла. Когда вернулся из армии, я очень почувствовал себя плохо, кружилась голова, из носа кровотечения, общая слабость, быстрая утомляемость. Эти симптомы преследуют меня и сейчас. Чернобыль не даёт о себе забыть.
 
 
Nome e cognome: Jurij Otrjaskin
Data di nascita: 22.01.1967
Città: Klincy
Professione: fotografo
Autori dell’inchiesta: volontari dell’eko-club “Sozvezdie” di Klincy
Traduzione: S.F.

Имя и фамилия: Юрий Отряскин
Дата рождения: 22.01.1967 г.
Город: Клинцы
Профессия: фотограф
Авторы опроса: волонтёры эко-клуба «Созвездие» г. Клинцы
Перевод: С.Ф.

20/10/16

VALENTINA BESMAN - ВАЛЕНТИНА БЕСМАН



INDAGINE «CERNOBYL: PASSATO O PRESENTE?»


26 aprile – l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. Cosa ritiene che accadde allora: un errore umano o una casualità? Quali furono a suo parere le cause della disgrazia di Cernobyl?

La disgrazia che ci capitò fu indubbiamente per colpa dell’uomo. Perché niente accade così per caso. Semplicemente si consideravano tutti dei geni, e il risultato è evidente.

Provi, per favore, a ricordare dove si trovava, che cosa faceva in quei tragici giorni primaverili del 1986.

Mi ricordo ancora quei giorni: il sole cocente, l’afa, le giornate di festa. Il Primo maggio… Noi tutti, noi adulti insieme ai nostri bambini, sulla piazza i partecipanti al corteo, e proprio allora un vento da uragano ci strappava come via da terra, ci alimentava di “radionuclidi, cesio ecc”. Dopodiché io e mia figlia andammo alla dacia a piantare le patate. Se l’avessimo saputo, allora forse avremmo potuto in qualche modo proteggerci dalle radiazioni. Il fatto è che io e la mia famiglia abitavamo a Novozybkov.

Si rendeva conto allora quanto l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl fosse pericoloso per la sua salute, prese delle misure di profilassi?

Dicono, uomo avvisato mezzo salvato. Purtroppo, allora non capivamo nel modo più assoluto che cosa fosse e come lottarci. Solamente dopo 3 settimane a mia figlia a scuola cominciarono a darle il latte con aggiunte alcune gocce di iodio. Poi dopo 2 mesi per puro caso venni a sapere come facesse bene nella nostra zona mangiare lattuga di mare. Allora per la prima volta venni a sapere quanto fosse pericolosa la “zona” in cui vivo.

Ha influito la tragedia di Cernobyl sulla sua salute?

Io sono sempre stata una donna sana. Fisicamente forte, resistente alla fatica, come se niente fosse lavoravo nei cantieri edili. Ma dopo 9 anni ho iniziato a stancarmi in fretta, a provare affanno, palpitazioni, debolezza. Mi sono rivolta all’ospedale e… sono rimasta senza tiroide. E da allora non ho più potuto lavorare, mi hanno dato una pensione agevolata e mi sono trasformata in una vecchietta. Provo orrore, dolore e oltraggio. Cernobyl colpisce dove fa male. È il presente più che il passato.
ОПРОС «ЧЕРНОБЫЛЬ: ПРОШЛОЕ ИЛИ НАСТОЯЩЕЕ?»


26 апреля – авария на Чернобыльской АЭС. Что это: оплошность людей или случайность, как вы считаете? Каковы на ваш взгляд причины Чернобыльской беды?

Беда, которая постигла нас, несомненно, по вине человека. Ведь ничего просто так не происходит. Просто все считали себя гениями, а результат налицо.

Вспомните, пожалуйста, где вы находились, чем занимались в те трагические весенние  дни 1986 года.

Я до сих пор помню эти дни: палящее солнце, зной, праздничные дни. Первомай… все мы, причём и взрослые, и наши дети, на площади участники шествия, а в это время просто ураганный ветер сносил нас с ног, питал «радионуклидами, цезием и т.д.». После чего мы с моей дочерью отправились на дачу сажать картофель. Если бы мы знали, возможно, как–то мы бы смогли себя защитить от радиации. А я ведь со своей семьёй проживала в Новозыбкове.

Осознавали ли вы, что авария на Чернобыльской АЭС это опасно для вашего здоровья, принимали ли какие-то профилактические меры?

Говорят, осведомлен, значит вооружен. К сожалению, в то время мы вообще не понимали, что это и как с ним бороться. Только спустя 3 недели моей дочери в школе стали давать молоко и в него добавлять несколько капель йода. Потом спустя 2 месяца я чисто случайно узнала о том, как полезно в нашей зоне есть морскую капусту. Тогда я впервые узнала о том, как опасна «зона», в которой я проживаю.

Повлияла ли чернобыльская трагедия на ваше здоровье?

Я всегда была здоровой женщиной. Физически крепкой, выносливой, как никак я работала на стройке. Но спустя 9 лет я почувствовала быструю утомляемость, одышку, сердцебиение, слабость. Обратилась в больницу и… осталась без щитовидной железы. И с тех пор я не смогла уже работать, оказалась на льготной пенсии и превратилась в старуху. Это страшно, больно и обидно. Чернобыль  бьёт по больным местам. Это настоящее, скорее чем прошлое.
Nome e cognome: Valentina Besman
Data di nascita: 23.11.1951
Città: Klincy
Professione: pensionata (in passato intonacatrice-imbianchina)
Autori dell’inchiesta: volontari dell’eko-club “Sozvezdie” di Klincy
Traduzione: S.F.

Имя и фамилия: Валентина Бесман
Дата рождения: 23.11.1951 г.
Город: Клинцы
Профессия: пенсионер (в прошлом - штукатур-маляр)
Авторы опроса: волонтёры эко-клуба «Созвездие» г. Клинцы
Перевод: С.Ф.

17/10/16

LJUDMILA PINČUKOVA - ЛЮДМИЛА ПИНЧУКОВА

INDAGINE «CERNOBYL: PASSATO O PRESENTE?»
 
 
26 aprile – l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. Cosa ritiene che accadde allora: un errore umano o una casualità? Quali furono a suo parere le cause della disgrazia di Cernobyl?

Si tratta senza dubbio di un errore umano, una catastrofe tecnologica, di un atteggiamento incurante nei confronti dell’atomo.

Provi, per favore, a ricordare dove si trovava, che cosa faceva in quei tragici giorni primaverili del 1986.

A quel tempo ero una studentessa dell’Istituto pedagogico di Klincy. Dell’incidente e delle sue conseguenze non lo comunicarono da nessuna parte. All’aperto faceva molto caldo, noi andavamo al fiume, facevamo il bagno, prendevamo il sole, cose che in nessun caso bisognava fare, in quanto assai dannose e pericolose.

Si rendeva conto allora quanto l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl fosse pericoloso per la sua salute, prese delle misure di profilassi?

Quando venni a saperlo, prendemmo lo iodio, per la profilassi delle malattie tiroidee.

Ha influito la tragedia di Cernobyl sulla sua salute?

Sì, ho dei problemi con la tiroide.

Hanno avuto delle conseguenze le persone a lei vicine a causa della tragedia di Cernobyl?

Tutti i miei conoscenti hanno problemi con la tiroide, cosa che è direttamente correlata alle conseguenze dell’incidente.

Cosa ne pensa, Cernobyl è il passato o il presente?

È perfino il futuro, perché la catastrofe di Cernobyl ha cambiato il rapporto degli uomini nei confronti dell’atomo per molti anni a venire.
 
ОПРОС «ЧЕРНОБЫЛЬ: ПРОШЛОЕ ИЛИ НАСТОЯЩЕЕ?»

26 апреля – авария на Чернобыльской АЭС. Что это: оплошность людей или случайность, как вы считаете? Каковы на ваш взгляд причины Чернобыльской беды?

Это, несомненно, оплошность людей, техногенная катастрофа, неосторожное обращение с атомом.

Вспомните, пожалуйста, где вы находились, чем занимались в те трагические весенние  дни 1986 года.

В это время я была студенткой Клинцовского педагогического училища. Об аварии и последствиях её нигде не сообщали. На улице было очень тепло, мы ходили на речку, купались, загорали, чего ни в коем случае нельзя было делать, это очень вредно и опасно.

Осознавали ли вы, что авария на Чернобыльской АЭС это опасно для вашего здоровья, принимали ли какие-то профилактические меры?

Когда узнала, принимали йод, для профилактики заболеваний щитовидной железы.

Повлияла ли чернобыльская трагедия на ваше здоровье?

Да, у меня проблемы со щитовидной железой.

Пострадали ли ваши близкие вследствие Чернобыльской трагедии?

У всех моих знакомых проблемы со щитовидной железой, что напрямую связывают с последствиями аварии.

Как вы считаете, Чернобыль –  это прошлое или настоящее?

Это даже будущее, потому что Чернобыльская катастрофа изменила отношения людей к атому на многие годы вперёд.


Nome e cognome: Ljudmila Pinčukova
Data di nascita: 23.10.1967
Città: Klincy
Professione: insegnante di musica
Autori dell’inchiesta: volontari dell’eko-club “Sozvezdie” di Klincy
Traduzione: S.F.

Имя и фамилия: Людмила Пинчукова
Дата рождения: 23.10.1967 г.
Город: Клинцы
Профессия: учитель музыки
Авторы опроса: волонтёры эко-клуба «Созвездие» г. Клинцы
Перевод: С.Ф.

14/10/16

COSA N’È STATO DEL MIO VILLAGGIO - ЧТО СТАЛО С МОИМ СЕЛОМ

Autore: Elena Anatol’evna Evdošenko, insegnante di musica
Luogo: Dobrodeevka (provincia di Zlynka, regione di Brjansk, Russia)
Data: 2011
Traduzione: S.F.

Автор: Елена Анатольевна Евдошенко, учитель музыки
Место: Добродеевка (Злынковский р-н, Брянская обл., Россия)
Дата: 2011
Перевод: С.Ф.
 
 
 
COSA N’È STATO DEL MIO VILLAGGIO

Tra i boschi di pini era nascosto
Il nostro bellissimo villaggio.
Sventura ci fu nei pressi di Cernobyl
E, per la malasorte, in noi s’imbatté.

C’era a Cernobyl una centrale nucleare,
E saltò in aria il suo quarto reattore,
E ricadde l’atomo maledetto
Sul nostro angolino natio...

Viveva qui brava gente,
Non avevano mai fine le canzoni,
Non v’era neanche una casa abbandonata,
Si respirava quiete, tutto fioriva.

Leader provinciale era il nostro kolchoz,
Con la fattoria, gli animali, i campi...
E la gente con coscienza vi lavorava,
E generosa la ripagava la terra.

Ma per la sventura di Cernobyl
Si dovettero abbandonare i luoghi natii,
Si stabilì la gente in un campo aperto.
Si fece deserta Dobrodeevka.

Di dolore piangeva lacrime,
Gli abitanti lasciavano le terre natie.
Non anelavano certo tale destino,
Ma furono costretti dalla sventura, amici.

Giunse poi gran dovizia di gente,
Di gente da fuori:
A spianare tutto e a saccheggiare,
A vendere i beni, o a berseli.

Fecero dappertutto porcherie
E ovunque si macchiarono d’abusi.
Si trasformò il bellissimo villaggio
Nel rione criminale della provincia.

Gli abitanti più anziani erano sdegnati,
E scorrevano d’offesa le lacrime:
«I capi, com’è vero, tutto hanno visto
E su tutto hanno chiuso gli occhi!».

Non tutti però se ne andarono via,
Si doveva vivere e risollevare il kolchoz.
I bambini non li si sfama di spassi,
E il lavoro in giro a trovarlo....

Qui son rimaste le tombe dei genitori,
Le famiglie degli anziani parenti.
Ti custodiremo noi, Dobrodeevka,
Ti difenderemo dagli assalti nemici!

Che il forestiero non ci spaventi,
Ma neanche ci faremo umiliare.
Che tutti sappiano che noi – DOBRODEEVKIANI –
Difenderemo il villaggio, come l’onore.

Non desideriamo il male infinito,
E a tutti auguriamo ogni bene.
Ma se a qualcuno qui non va a genio,
Che lasci il villaggio per sempre.

Non ti lasceremo offendere, Dobrodeevka,
E sebbene la nostra sorte sia amara,
Noi spereremo nel meglio,
La nostra fede è forte e salda.

Forse, qualcuno tornerà indietro.
Riprenderemo a vivere come negli anni passati.
Se di nuovo capiterà una sventura,
Mai ti lasceremo.
Elena Evdošenko
 
ЧТО СТАЛО С МОИМ СЕЛОМ

Меж сосновых лесов затаилось
Распрекрасное наше село.
Близ Чернобыля горе случилось
И, к несчастью, на нас набрело.

Есть в Чернобыле АЭС – станция
И взорвался четвёртый в ней блок,
И упал этот атом проклятый
На родимый душе уголок...

А ведь жили здесь люди хорошие,
Не смолкало от песен село,
Ни одной хаты не было брошено,
Всё дышало покоем, цвело.

Наш колхоз по району был лидером,
Была ферма, хозяйство, поля...
И на совесть в нём люди трудились,
И платила им щедро земля.

Но пришлось от беды от Чернобыльской
Покидать дорогие места,
Поселились они в чистом полюшке.
Добродеевка стала пуста.

Заливаясь слезами от горюшка,
Покидали родные края.
Не хотели они такой долюшки,
Да заставило горе, друзья.

Понаехали к нам люди разные,
Навели:
Растянули здесь всё и разграбили,
Что продали, а что пропили.

Учинили везде безобразие
И повсюду ввели беспредел.
Превратилось село распрекрасное
В криминальный в районе удел.

Возмущались старейшие жители,
И катилась обиды слеза:
«Ведь начальники всё это видели
И на всё закрывали глаза!».

А ведь люди не все поразъехались,
Им бы жить да колхоз поднимать.
Ведь детей не накормишь утехами,
А работы нигде не сыскать.

Здесь остались могилы родителей,
Семьи родственников-стариков.
Сбережём мы тебя, Добродеевка,
Защитим от напасти врагов!

Пусть приезжие нас не пугаются,
Но и нас унижать не дадим.
Пусть все знают, что мы – ДОБРОДЕЕВЦЫ –
За село, как за честь, постоим.

Не желаем мы зла безграничного,
А желаем всем только добра.
А кому не по нраву обычаи –
Пусть покинут село навсегда.

Не обидим тебя, Добродеевка,
И хотя наша доля горька,
Мы на лучшее будем надеяться,
Наша вера сильна и крепка.

Может, кто-то назад возвратится,
Заживём, как в былые года.
Если снова беда приключится –
Не оставим тебя никогда.

Елена Евдошенко
 
Elena, insegnante di musica, è l'anima artistica della scuola del villaggio di Dobrodeevka, dove trasmette ai bambini il patrimonio della canzone popolare russa; e sempre, durante le nostre visite, ci riscalda i cuori con il suo bajan (la fisarmonica russa). Eccola interpretare la bellissima, struggente e sconosciuta canzone popolare russa "Quando il mio cuore si calmerà".
 
 
Il testo della canzone e la sua traduzione in italiano si possono trovare nel sito "Il viburno rosso" al seguente link "Quando il mio cuore si calmerà".