Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

Visualizzazione post con etichetta Ambiente Asia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambiente Asia. Mostra tutti i post

31/12/13

LA MONGOLIA RISCHIA DI DIVENTARE LA PATTUMIERA NUCLEARE DEL MONDO


 

Ryoko Imaoka, professoressa associata di Studi mongoli all'università di Osaka, ha deciso di vivere con i nomadi della Mongolia e di chiedere il loro aiuto per preparare un documento che provi quanto sia estesa la contaminazione radioattiva nella nazione asiatica. Dove oggi nascono agnelli con due teste e cammelli ciechi.

Ulaanbaatar (AsiaNews) - Una ricercatrice giapponese ha deciso di vivere con i nomadi della Mongolia e di chiedere il loro aiuto per preparare un documento che provi quanto sia estesa la contaminazione radioattiva nella nazione asiatica senza sbocchi sul mare. Ryoko Imaoka, professoressa associata di Studi mongoli all'università di Osaka, ha fornito ai nomadi delle steppe mongole delle videocamere per documentare la frequenza delle nascite di animali deformi, che sembrano essere in aumento in modo particolare nei pressi delle miniere di uranio.

La professoressa Imaoka, 51 anni, spiega all'Asahi Shimbun: "Con la rapida transizione verso un'economia di mercato in corso nel Paese, l'inquinamento ambientale sta diventando un problema molto serio. Quando mangia un animale, un mongolo non spreca neanche una goccia di sangue. Fa parte della loro cultura. E portare scorie nucleari nel Paese finirà per devastare la popolazione locale".

Tre anni fa, una compagnia franco-mongola ha iniziato delle trivellazioni sperimentali nella parte meridionale del Paese in cerca di uranio. Poco dopo queste operazioni, hanno iniziato a verificarsi delle deformità nel bestiame vivo e delle mutazioni in quello neonato. Anche se la correlazione fra scavi e deformità deve ancora essere provata, i rapporti dall'area colpita parlano di agnelli a due teste e cammelli ciechi. Frequenti anche ulcere della pelle e malattie del sangue.

Nonostante questa situazione, Giappone e Stati Uniti stanno vagliando la possibilità di scaricare proprio in Mongolia le proprie scorie nucleari. La miniera abbandonata nei pressi di Mardai, nel nord-est, è una delle zone sotto osservazione: qui si trovano anche le scorie radioattive lasciate dai sovietici dopo gli scavi e gli studi nucleari condotti nella zona ai tempi della Guerra Fredda.

La Società di Studi mongoli, di cui la professoressa Imaoka fa parte, ha pubblicato la scorsa estate un ampio studio sulla questione nucleare. Inoltre, la docente sta traducendo un manuale giapponese in mongolo: il testo spiega come difendere i bambini dall'esposizione al nucleare.

Imaoka è nata a Sakai, nella Prefettura di Osaka. Quando era alle medie, un programma televisivo sulla vita di Gengis Khan catturò il suo interesse, poi esteso alla Mongolia. Entrata all'università ha scelto di studiare il mongolo mentre si specializzava in topografia. Avendo visitato ogni anno negli ultimi due decenni il deserto del Gobi, ha testimoniato come sia cambiato lo stile di vita dei nomadi.

Suo marito, mongolo, fa il meccanico. La docente racconta che a volte, attraversando il deserto, egli usa lo sterco del bestiame per produrre carburante: "I mongoli sono così, ritengono il ciclo della natura un valore. Mi hanno fatto capire che ognuno di noi è responsabile di quello che lo circonda. Non voglio vedere questa nazione diventare la pattumiera nucleare del mondo".  

Data: 20.12.2013
Fonte: www.progettohumus.it

23/10/13

IL DISASTRO ECOLOGICO DEL LAGO D'ARAL


Negli anni ’30 del Novecento, tra le steppe e le montagne dell’Asia Centrale, il dittatore sovietico Stalin decise di dare forma a 5 repubbliche (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan e Tagikistan) che fungessero da serbatoio di risorse naturali e manodopera per l’allora URSS, perché ricche di minerali, gas e aree fertili, immense e poco popolate.

Queste vaste aree si prestarono ottimamente ai progetti di grandeur industriale e militare di Mosca. Complessi metallurgici e miniere rifornirono il settore delle infrastrutture ma soprattutto offrirono adeguati rifornimenti all’ìndustria bellica, che in queste lande desolate costruì siti nucleari ed eseguì decine e decine di test.


Data: 27.05.2013
Fonte: www.tuttogreen.it

Mare d'Aral

03/09/13

A PECHINO LA METROPOLITANA SI PAGA CON BOTTIGLIE DI PLASTICA


La metropolitana di Pechino consente ai passeggeri di viaggiare gratis in cambio di bottiglie di plastica. In questo modo i passeggeri possono contribuire a perservare l’ambiente e al contempo risparmiare i soldi del viaggio.
Nel mezzo di trasporto, momentaneamente la linea 10, sono state installate quattro macchine di “reverse vending” atte a raccogliere i recipienti di plastica, secondo quanto riporta il sito China.org.cn.
Per ogni bottiglia il passeggero riceverà tra i 0,5 e gli 0,15 dollari, che significa che con 15 bottilglie ci si può muovere liberamente per una qualsiasi delle 8 linee e 105 stazioni della metropolitana della capitale cinese.
Le bottiglie vengono raccolte in modo automatico e dopo inviate a un impianto di riciclaggio. Il servizio è ancora in fase di rodaggio e dovrebbe essere esteso a tutte le fermate della metropolitana di Pechino.
Le autorità stanno valutando anche la possibilità di estendere questo servizio alle fermate degli autobus e ad altri mezzi di trasporto.

Fonte: www.greengeneration.it
Data: 07.08.2013