Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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17/04/20
14/04/20
06/04/20
27/01/20
I FANTASMI DI CHERNOBYL CHE SI SPECCHIANO SUL PALAZZO DI VETRO E SUL FUTURO
I fantasmi di Chernobyl che si specchiano sul Palazzo di Vetro e sul futuro
Il 2019 si è concluso con una risoluzione da teatro dell’assurdo delle Nazioni Unite, che esorta a “mitigare e minimizzare" le conseguenze del disastro nucleare

L’emergenza di Chernobyl durerà sicuramente a lungo. Perché la zona radioattiva intorno alla torre esplosa di Pripyat venga messa in sicurezza, occorrerebbero lavori ciclopici del costo di decine miliardi che nessuno è disposto
a finanziare. Gli scienziati avvertono che la contaminazione per
centinaia di anni, e in alcuni punti perfino per millenni, rimarrà
troppo elevata.
Chernobyl, di conseguenza, a meno di un
miracolo della solidarietà globale, per un tempo indefinito rimarrà come
uno di quei quadri allucinati di Arnold Böcklin che ispirarono Savinio e
suo fratello De Chirico. Titolo: “La città dei morti.”
E l’ONU? La domanda è ingenua. Le Nazioni
Unite, è vero, attraverso la IAEA (International Atomic Agency) alla
quale aderiscono oltre 150 paesi, sarebbero in teoria la sola
istituzione sopranazionale indipendente e qualificata per affrontare i
tre obiettivi che, nell’era atomica, sono i più fondamentali per la
sopravvivenza dell’umanità: 1) sicurezza degli impianti nucleari; 2)
interventi nel caso di disastri come Chernobyl; 3) controlli
anti-proliferazione rigorosi e non discriminatori, come punto di
partenza per rilanciare un nuovo piano di disarmo nucleare.
Utopia? Purtroppo il
clima politico globale si muove in senso opposto a quello che la logica
imporrebbe. Le Nazioni Unite, ignorate e umiliate dalle cosiddette
Grandi Potenze, e in primo luogo dagli Stati Uniti, scivolano verso la
progressiva irrilevanza.
Data: 11.01.2020
Fonte: www.lavocedinewyork.com
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16/09/19
ANCORA INCENDI NELLA ZONA CONTAMINATA INTORNO A CERNOBYL
Nel video un servizio della tv ucraina TSN dell'11 settembre 2019.
09/08/19
COME LA SVIZZERA SMANTELLA LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE

Il conto alla rovescia è cominciato. Tra circa
150 giorni in Svizzera sarà definitivamente ritirata dalla rete di
alimentazione elettrica la prima centrale atomica. Seguiranno 15 anni di
disattivazione. Lo spegnimento è un'operazione di routine, ma poi…
La
disconnessione dalla rete della centrale nucleare di Mühleberg, nel
cantone di Berna, non è un rompicapo per la società elettrica BKWLink esterno, in quanto gli impianti sono stati spenti ogni anno durante i lavori di revisione.
Poiché
non sarà più prodotta elettricità, dopo lo spegnimento potranno subito
essere avviati lo smontaggio e la frantumazione di apparecchiature
utilizzate esclusivamente per questo scopo, come turbine, generatori e
condensatori. In seguito, la sala macchine sarà preparata per la
scomposizione, la decontaminazione e l'imballaggio del materiale
smontato.
Data: 26.07.2019
Fonte: www.swissinfo.ch
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02/08/19
GREENPEACE RUSSIA: SIBERIAN WILDFIRES ARE PLANETARY DISASTER
Greenpeace Russia: Siberian Wildfires Are Planetary Disaster


Grigory Kuksin, the head of Greenpeace Russia’s firefighting project, called wildfires in Siberia and the Far East a planetary-scale disaster.
Smoke from fires usually moves east
or north, but this time it is moving west. Thus, the smoke has engulfed
Siberian cities and has reached the Urals. The smell of burning
is reported in the Volga Region and Tatarstan.
The wind that changed its direction
is expected to bring the smoke to Kamchatka. It may even reach other
continents across the ocean, which means it will become
a planetary-scale disaster.
Kuksin believes that the smoke will
continue to affect the region for a few more weeks. Heavy rain is needed
to extinguish such a large fire, but no precipitation is expected.
The expert believes it necessary
to reconsider the area of control and implement special measures
to avoid similar situations in the future.
Data: 29.06.2019
Fonte: www.therussianreader.com
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13/05/19
I RUSSI ATTIVANO LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE GALLEGGIANTE
La costruzione della centrale è stata oggetto di polemiche negli scorsi anni, mentre veniva costruita a San Pietroburgo. Nelle ultime settimane la centrale è arrivata a Murmansk, porto sul Mar glaciale artico.
Gli ambientalisti sono in allarme. Gli strateghi russi invece brindano. A Murmansk è stata inaugurata l’attività della prima centrale nucleare galleggiante, la “Akademik Lomonosov”. La costruzione della centrale è stata oggetto di polemiche negli scorsi anni, mentre veniva costruita a San Pietroburgo. Nelle ultime settimane la centrale è arrivata a Murmansk, porto sul Mar glaciale artico, dove è stato caricato il combustibile nucleare che la fa funzionare.
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Data: 12.05.2019
Fonte: www.themeditelegraph.com
NUOVO ARRESTO AUTOMATICO CENTRALE NUCLEARE LEIBSTADT
Nuovo arresto automatico centrale nucleare Leibstadt

Un arresto automatico - il secondo in poco tempo - del reattore della
centrale nucleare di Leibstadt (AG) si è verificato la scorsa notte
alle 2:16 a causa di un malfunzionamento del regolatore di pressione.
Non
c'è stato "alcun aumento del rilascio di radioattività nell'ambiente",
ha indicato l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN).
Secondo
l'IFSN, l'arresto è avvenuta in modo conforme alle prescrizioni e il
reattore disinserito "è in uno stato stabile" mentre sono in corso i
lavori per rimetterlo in funzione.
Data: 12.05.2019
Fonte: www.tvsvizzera.it
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