Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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30/09/19

I NUOVI EROI DESCRITTI DA SALETTI

Risultati immagini per il nome degli eroi salettiRiflettere su chi siano gli eroi, spesso misconosciuti, nell’era moderna, partendo dal disastro di Chernobyl. È questo l’intento del quarto appuntamento di Parole tra le mura, rassegna organizzata dall’associazione Grumo, che si svolgerà domani a palazzo Guarienti e sarà intitolato Chernobyl e i suoi protagonisti. A parlarne sarà Carlo Saletti, regista teatrale e ricercatore in campo storico, che presenterà il cortometraggio prodotto da Créa Custoza Il nome degli Eroi, realizzato da Saletti assieme a Roberto Solieri, Roberta Bigiaretti e Anastasiya Loban. Il film ricorda i ventotto pompieri che per primi affrontarono il reattore nucleare numero quattro della centrale nucleare di Cernobyl, esploso la notte del 26 aprile 1986, morendo nei mesi successivi. Saletti è noto anche perché dal suo libro La voce dei sommersi, edito da Marsilio, il regista ungherese László Nemes ha tratto il film Il figlio di Saul (Oscar come miglior film straniero 2016). «Il concetto di eroe è cambiato», afferma Emanuele Zoccatelli, di Grumo, «e lo si capisce dall’evoluzione storica di questa idea, partendo da Chernobyl e arrivando ad altre catastrofi nucleari».

Data: 28.09.2019
Fonte: www.larena.it

17/04/19

A OSTRA L’EMOZIONE DI CHERNOBYL SOUVENIR

 

Un racconto per parole e immagini sul disastro nucleare del 1986

 

Chernobyl Souvenir




















“E adesso? Cosa mangeranno le galline?”. Se lo chiede mia nonna davanti alla capanna. Con il suo immancabile fazzoletto in testa legato sotto il mento come le vecchie contadine, ne parla con mia madre. 

Hanno un’aria preoccupata e questo le rende insolitamente complici. Una stranezza che colgo anch’io che non ho neanche dieci anni. Siamo a Corinaldo e questo è il primo ricordo che ho di Chernobyl. 

Mai nella mia vita avrei pensato di visitare Chernobyl”

Chernobyl Souvenir è il racconto per immagini e parole di un tour sui luoghi del disastro nucleare del 26 aprile 1986. A 33 anni dall’incidente che sconvolse il mondo intero e alla vigilia della messa in onda della serie tv prodotta da Sky e HBO ispirata alla tragedia, la mostra intende dare una lettura personale di un avvenimento che avuto ripercussioni nella vita quotidiana di tutti.


Data: 05.04.2019
Fonte: www.valmisa.com

 

30/01/18

LA GUERRA NON HA VOLTO DI DONNA – DALLE OPERE DI SVETLANA ALEKSIEVIC E ANNA AKMATOVA


La guerra non ha volto di donna – Dalle opere di Svetlana Aleksievic e Anna Akmatova
 
 
Lo spettacolo «è frutto di un percorso di studio che inizia più di dieci anni fa. Rappresenta una summa del nostro lavoro intorno alla figura della Aleksievic. Negli anni la nostra associazione ha portato in scena in forma di mise en espace, letture e incontri il materiale che oggi ha finalmente trovato una forma compiuta: Uno spettacolo corale per una drammaturgia fantasmagorica di voci che si intrecciano, si sovrappongono e dipingono un potente affresco di Storia Universale avvitata allle piccole vicende di singole persone. Un racconto vero e immaginifico al tempo stesso nel quale lo spettatore e gli attori in scena si perdono e si ritrovano, cercando insieme piccoli brandelli di verità, senso, consolazione. Ora finalmente troverà nello spettacolo una posizione precisa e compiuta anche il lavoro di scenografia e costumi, esito di un lungo appassionante lavoro di apprendistato degli alunni del liceo Klee che già da questʼanno lavoreranno al nostro fianco. Si tratta quindi di un percorso di ricerca lungo e articolato che vedrà protagonisti più soggetti. Uno spettacolo creato e ideato con pazienza e tenacia, lontano dai soliti schemi produttivi.»

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Data: 26.01.2018
Fonte: www.albengacorsara.it

IN ANTEPRIMA "LE DONNE DI CHERNOBYL" AL TEATRO DEI RASSICURATI


In anteprima "Le Donne di Chernobyl" al Teatro dei Rassicurati

Giovedì 11 gennaio, alle 21,15, lo spettacolo (fuori abbonamento) "Le donne di Chernobyl", una produzione "And or, margini creativi". In scena la testimonianza della famiglia Baturka che ha vissuto e subito il disastro di Chernobyl. Sul palco l'attrice che ha vissuto l'evento, mentre in sala la famiglia Baturka che è venuta dalla Biellorussia per assistere al debutto dello spettacolo che ripercorre la testimonianza di Piotr, Galia e Iryna Baturka, per la regia Kety Di Basilio e Sergio Giannini e l'assistenza di Silvia Ceccarelli con Iryna Baturka, Lucia Marchese, Serena Davini, Caterina Pieraccini, Sara Vitolo, Francesca Colombini.


Una storia taciuta, quella di Chernobyl, dimenticata dalla maggioranza, che continua ad aleggiare nell'aria nostro malgrado. Un racconto che riemerge da una memoria infantile che ricorda le tinte in bianco e nero di quei giorni, quei mesi, quegli anni.

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Data: 09.01.2018
Fonte: www.lagazzettadilucca.it

 

14/09/16

CHERNOBYL@30 - A TIMELY REMINDER OF CHERNOBYL


Chernobyl@30 - A timely reminder of Chernobyl is to play at theatres acrossthe North East

Actress Natalya Tsymbal in Chernobyl@30

If Chernobyl has slipped into history along with the USSR, overtaken by other pressing concerns, it’s probably time for a reminder.

That is to come from Northumberland’s award-winning theatre company Théâtre Sans Frontières (TSF) whose latest production, Chernobyl@30, is to tour North East venues at the end of September.

Actually, it’s a co-production with Ukrainian theatre company Arabesky who first tackled Chernobyl in a documentary-style theatre production back in 2006.

It interwove film footage of Chernobyl with scenes based on some of the people involved, including those engaged in the clean-up operation, politicians and ordinary citizens affected by the blast.

The collaboration results from an award by the British Council to TSF’s co-founder and joint artistic director Sarah Kemp who visited Arabesky Theatre last autumn.

Sarah will perform in the piece, a re-visiting of the original 2006 production, with fellow TSF stalwart John Cobb, British actor Robert Nicholson and Ukrainian counterparts Natalya Tsymbal and Mykhylo Barbara.

It is being directed by Arabesky Theatre founder and artistic director Svitlana Oleshko.


Data: 09.09.2016
Fonte: www.chroniclelive.co.uk


 

03/08/16

UN VIAGGIO NEL CUORE DI CHERNOBYL. VIDEO-INTERVISTA AI BERLIN


 

Due anni fa, i Berlin e la giornalista Cathy Blisset erano in residenza a Centrale Fies per la produzione dello spettacolo “Zvizdal”. Dopo cinque anni di lavorazione l'opera è pronta ed è stata appena presentata all’interno del festival trentino Drodesera.

 


WORDS BREAKERS / Intervista a BERLIN from Centrale Fies on Vimeo.

 

Chernobyl, 26 aprile 1986. A causa di un errore di un test di controllo e l’esplosione di un reattore, la vita delle persone che vivono a Pripyat e dintorni subisce un drastico cambiamento. Gli abitanti di novanta città e villaggi nel raggio di 30 km intorno al reattore sono costretti a evacuare dalle loro case per non farvi mai più ritorno. Pétro e Nadia, nati e cresciuti a Zvizdal, rifiutano di evacuare: preferiscono restare nel loro villaggio natale, nella loro casa. Una città fantasma, una scelta drastica. I Berlin per cinque anni, due volte all’anno, sono andati a Chernobyl a trovare Pétro e Nadia, li hanno intervistati, hanno seguito la loro vita. Zvizdal ci mostra un ritratto di solitudine, di sopravvivenza, essenzialità, speranza e amore tra due persone di oltre ottant’anni che resistono nell’area radioattiva.


Bart Baele e Yves Degryse fondano Berlin insieme a Caroline Rochlitz nel 2003. Ogni performance dei Berlin parte da una città o una regione geografica. Un aspetto caratteristico del loro modus operandi è l’impiego di un metodo di lavoro documentaristico e interdisciplinare.
Per questo spettacolo il gruppo ha collaborato con la giornalista culturale Cathy Blisset.

 

Data: 01.08.2016
Fonte: www.artribune.com