Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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31/10/18

LA GUERRA IN UCRAINA È UN DISASTRO AMBIENTALE PIÙ GRANDE DI CHERNOBYL?

La guerra in Ucraina è un disastro ambientale più grande di Chernobyl?

Le miniere di carbone del Donbas sono un’enorme bomba di materiali tossici e radioattivi


Yevhen Yakovlev è un geologo e ricercatore capo all’Institute of telecommunications and global information space di Kiev ed è noto perché nel marzo del  1986, un mese prima del disastro nucleare di Chernobyl ricevette un richiamo dalle autorità sovietiche dopo che aveva segnalato inquietanti irregolarità nel reattore numero 4 che il 26 aprile avrebbe dato origine alla più grande catastrofe del nucleare civile conosciuta. Dopo Yakovlev fece parte delle brigate dei “liquidatori”, fu uno dei pochi a salvarsi e a non subire conseguenze e venne decorato come eroe dell’Unione Sovietica, quindi, come scrivono  sul Bullettin of the Atomic Scientists Kristina Hook e Richard “Drew” Marcantonio del Kroc Institute for international peace studies  dell’università di Notre Dame, ha tutte le carte in regola per poter dire che oggi «L’Ucraina è più di prima, prima di tutto, una catastrofe ecologica più profonda e pericolosa di Chernobyl».

Yakovlev  si riferisce ai dati ambientali riguardanti il ​​conflitto ucraino che vede contrapposti nella parte orientale di quel Paese i nazionalisti e gli indipendentisti russi che «ha accresciuto il potenziale di un grave disastro ecologico».

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Data: 24.10.2018
Fonte: www.greenreport.it

 

09/11/12

I RIFIUTI VELENOSI DI «CERNOBYL-2» VERRANNO PORTATI NEL DONBASS E ALL’ESTERO



Il nostro giornale più di una volta si è già occupato dello stabilimento abbandonato accanto all’agglomerato Lesnoj a Kiev. Il territorio, circondato da una recinzione di cemento, rappresenta una zona di Cernobyl in miniatura: nessuno vi può accedere a causa della gran quantità di rifiuti velenosi, e tuttavia alcuni periodicamente vi s’intrufolano ugualmente. Su tutta l’area antistante l’impianto è stato riversato mercurio e vi sono barili con sostanze tossiche. Gli abitanti dei palazzi più vicini son già 15 anni che si lamentano dei cattivi odori che arrivano dallo stabilimento abbandonato. Quel microquartiere è uno dei leader per il numero di malattie oncologiche e polmonari. Gli ecologi collegano il fenomeno proprio alla presenza del “Radikal”.
Gli odori venefici sono esalati dai rifiuti organici di cloro dei fusti fortemente arrugginiti, i quali contengono 4,4 tonnellate di diversi veleni. E proprio questi si apprestano a trasportare fuori da Kiev. Ma come e dove?

«I nostri addetti con tute protettive speciali prima metteranno la tara coi rifiuti in un locale chiuso dell’impianto, poi apriranno i fusti e riverseranno il contenuto in contenitori speciali in plastica superresistente», – dice Il’ja Marčevskij, rappresentante della compagnia israeliana S.I. Group Consort Ltd, la quale si occupa del trasferimento delle sostanze tossiche. «Essi sono fatti in tal modo che anche se al mezzo di trasporto capitasse un incidente stradale i contenitori non subirebbero danni».

La compagnia si è rifiutata di svelare il percorso che farà il camion con i rifiuti e anche il giorno e l’ora in cui avverrà il trasporto dal “Radikal”. Del tipo, questa è un’informazione segreta e non bisogna dare inutili pretesti per azioni di pazzi, terroristi e… politici, i quali potrebbero con questo sollevare uno scandalo prima delle elezioni.

Alla S.I Group non dicono neanche dove esattamente verrà trasportato il carico pericoloso. Gli ecologi suppongono che allo stoccaggio dei rifiuti contenenti cloro siano interessati in Polonia, Francia e Gran Bretagna. Quest’ultima di recente si è infatti presa il berillio tossico dell’impianto “Zapad” di Kiev.

La prima fase di ripulitura del “Radikal” avrà inizio nell’ottobre 2012. Per questi lavori Kiev ha stanziato 100 mila grivne.

L’anno prossimo si comincerà a rimuovere il mercurio, parte del quale verrà trasportato a Gorlovka. In totale si prevede di portar via 180 mila tonnellate di rifiuti, terra e costruzioni in metallo compresi.

«Non siamo fisicamente in grado di prendere e smaltire tutto», – ha spiegato il direttore dell’impianto di smaltimento Nikitrtut’ di Gorlovka. «Prenderemo da Kiev soltanto il terreno e le costruzioni con il più elevato contenuto di mercurio».

Il resto si dovrà dunque portare per lo smaltimento all’estero, dove sono in grado di guadagnare anche sui rifiuti tossici.

NOTA INFORMATIVA

Lo stabilimento «Radikal» fu costruito nel 1954. Ai tempi sovietici vi si produceva soda caustica, cloro, soluzioni chimiche per la protezione delle piante (pesticidi, erbicidi ecc.). Nella produzione si usava largamente il mercurio. In conseguenza dei processi tecnologici lacunosi si verificò un forte inquinamento del territorio circostante l’impianto. Dopo la sua privatizzazione nel 1996 l’impresa venne chiusa e le sostanze tossiche vennero lasciate sul posto, nonostante che lì accanto si trovasse uno dei più grandi mercati di Kiev e un agglomerato residenziale. Per questo la gente cominciò a chiamare l’impianto “Cernobyl-2”.

A PROPOSITO

Perché sono pericolosi i rifiuti contenenti cloro

Tali tossine si dissolvono con difficoltà nell’acqua, possedendo al contempo un’elevata attività biologica. Possono causare malattie oncologiche. Anche una particella microscopica che finisce nell’organismo è in grado di portare a conseguenze irreversibili, fino all’avvelenamento con esito letale.

Data: 19.10.2012
Fonte: www.kp.ua
Autori: Aleksandr Bočkarëv, Pavel Kolesnikov
Traduzione: S.F.
 

13/03/12

IL LEADER DEL PARTITO DEI VERDI (“ZELËNYE”) A. PROGNIMAK: «IL “CIMITERO” NUCLEARE IN UCRAINA PORTERÀ A UNA SECONDA CERNOBYL»

L’Ucraina deve rinunciare categoricamente alla costruzione del “cimitero” per il combustibile nucleare trattato nella zona di Cernobyl, approvato da una risoluzione della Rada suprema. Altrimenti il paese si ritroverà di nuovo su una potenziale bomba atomica. È questa l’opinione del leader del partito dei Verdi (“Zelënye”) A. Prognimak. 

«Il combustibile nucleare trattato è un materiale a elevata radioattività che necessita di speciali tecnologie di sicurezza per il suo stoccaggio» – fa notare Prognimak. «Solamente pochi paesi dispongono di un’esperienza pluriennale nell’utilizzo delle tecnologie di stoccaggio a secco. Nello specifico, la Germania e la Russia, dove l’Ucraina tradizionalmente “seppellisce” le sue scorie nucleari. Le nostre autorità, considerando l’alto livello di catastrofi tecnologiche nel paese e non avendo l’esperienza necessaria, non potranno garantire alla popolazione il rispetto di tutte le norme di sicurezza, sia durante la costruzione del deposito che durante il suo funzionamento». 

A. Prognimak ha inoltre rilevato come un grosso pericolo per la popolazione sia rappresentato dai trasporti del combustibile nucleare trattato nel deposito a secco. Qualunque incidente ferroviario può causare la perdita dell’ermeticità dei container con le scorie, vale a dire una fuoriuscita di radiazioni. 

A. Prognimak sottolinea: «Difficilmente l’Ucraina è intenzionata a limitare l’utilizzo del deposito di scorie soltanto per le proprie centrali nucleari. Non è affatto escluso che attratta dai soldi possa proporre i propri servizi ai paesi europei. Per questo in un futuro prossimo gli ucraini si ritroveranno sopra una vera e propria bomba atomica. Un qualunque avvenimento di forza maggiore – terremoto, incendio ecc. – e in Ucraina ci sarà una seconda Cernobyl. 

In particolare le autorità dovrebbero considerare l’esperienza dell’incidente di Fukushima, dove proprio il deposito di combustibile nucleare a causa del terremoto è stato la fonte principale d’inquinamento radioattivo». 

Il partito dei Verdi si è rivolto alla Rada suprema e al presidente con la richiesta di una moratoria per la costruzione di depositi di scorie nucleari in Ucraina. 

Data: 08.03.2012
Fonte: www.h.ua
Traduzione: S.F.

05/01/12

NELLA “CERNOBYL” DI DNEPROPETROVSK LE RADIAZIONI NON SONO DA MENO DELL’ORIGINALE

Il fondo di radioattività emana e gli scienziati dicono che dalla locale miniera è stato estratto non soltanto uranio 

Oggi gli scienziati di Dnepropetrovsk hanno ufficialmente confermato che in provincia di Nikopol’sk, in Ucraina, nel posto dove prima c’era una miniera per l’estrazione dell’uranio, c’è effettivamente un livello pericoloso di irraggiamento radioattivo. 

Essi hanno diffuso i risultati delle analisi dei campioni di terreno effettuate in un laboratorio certificato. Ricordiamo che due settimane prima l’ecologo di Nikopol’sk Jurij Babinin e il suo collega di Char’kov Aleksej Vedmidskij avevano dichiarato che a 4 km dal villaggio di Dovgievka era stata trovata una locale “Cernobyl”. I rilevatori degli ecologi, nell’area abbandonata dove si trovava in precedenza la miniera, avevano testimoniano di un superamento della norma di venti volte dell’intensità dell’irraggiamento radioattivo. Inoltre gli ecologi avevano dichiarato che la popolazione locale come se niente fosse fa pascolare nei terreni radioattivi il bestiame e dissotterra le condutture della miniera in cerca di pezzi di metallo. 

Dell’analisi dei campioni di terreno se ne sono occupati uno scienziato di Dnepropetrovsk, l’accademico Vladimir Gončarenko, e il suo collega Sergej Kicenko. «Il mio apparecchio è certificato. Abbiamo qui tre diversi campioni di terreno: uno viene da Krivoj Rog, gli altri due da Dovgievka. Vedete – il terreno di Krivoj Rog emana 14 microroentgen all’ora, cioè non superano la norma, questo stesso livello lo si trova qui nel nostro edificio. Il terreno di Dovgievka invece emana un po’ più della norma» – dice Gončarenko avvicinando il suo rilevatore ai campioni di terreno e misurando le radiazioni gamma. Dopodiché lo scienziato propone di misurare le radiazioni beta (ci sono tre tipi d’irraggiamento) e appoggia il rilevatore su un campione di terreno di Dovgievka. L’apparecchio all’istante si è mette a suonare. «Vedete, 645 microroentgen all’ora per una norma di 40! È evidente che quelli del Ministero delle Emergenze hanno misurato soltanto le radiazioni gamma, le quali si trovano un po’ ovunque in natura. Le emanazioni alfa e beta sono più pericolose, anche se hanno un raggio d’azione più ristretto – vedete che se porto l’apparecchio a mezzo metro di distanza esso tace» – spiega lo scienziato. 

L’analisi del secondo campione di terreno di Dovgievka fa impazzire il rilevatore, che si mette a suonare all’impazzata. «Vedete, esso indica un livello d’irraggiamento di ben 611 particelle al secondo! Supera la norma di 30 volte! Io mi sento tranquillo soltanto perché me ne sto a mezzo metro dalla fonte d’irradiazione, ma se mangio un frutto cresciuto su questo terreno o bevo del latte di una mucca che si nutre con quell’erba tutti i radionuclidi finiranno nel mio organismo. Io dichiaro ufficialmente che il territorio di questa zona abbandonata è contaminato. Solo non interamente, ma a macchie. Esse vanno rilevate, protette e disattivate» – afferma Gončarenko. 

Il suo collega a sua volta fa una dichiarazione scioccante: «Nel terreno abbandonato abbiamo rilevato elementi come il torio, il radio e il radon, tutti prodotti caratteristici del decadimento dell’uranio. Ma vi abbiamo trovato anche il cesio e lo stronzio (che si trovano in abbondanza nella zona d’interdizione di cernobyl). E tali elementi indicano che lì o c’è stata un’esplosione nucleare oppure si è svolto un ciclo nucleare completo (ha funzionato un reattore)» – dice lo scienziato. 

Data: 16.12.2011 
Fonte: www.segodnya.ua
Traduzione: S.F.

24/11/11

LE SCORIE NOCIVE DI KIEV VERRANNO PORTATE A CERNOBYL


Le scorie degli impianti “nocivi” della capitale – in particolare del complesso industriale “Radon” – verranno sotterrate nella zona d’interdizione della Centrale nucleare di Cernobyl. Lo ha affermato il capo dell’amministrazione cittadina di Kiev Aleksandr Popov.

«Questo è un problema a livello nazionale e non soltanto di Kiev. In parte risolveremo il problema quest’anno, perché dobbiamo assolutamente finire di costruire glspan" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-small;">Fonte: www.stolitsa.glavred.info
Traduzione: S.F.

15/10/11

CERNOBYL È ALL’OTTAVO POSTO NELLA CLASSIFICA DEI LUOGHI PIÙ INQUINATI AL MONDO


Nella classifica dei luoghi più inquinati del pianeta Cernobyl si trova all’ottavo posto. Tra gli altri, è stata superata dalle città russe di Dzeržinsk e Noril’sk. 

Ai primi posti di questa nefasta classifica si trovano saldamente la Cina e l’India. L’elenco è stato compilato dall’organizzazione scientifica statunitense Blacksmith Institute. 

A Dzeržinsk (6° posto in classifica), che è considerato uno dei più grossi centri d’industria chimica in Russia, l’ecologia per lunghi anni è stata violata dall’emissione nel fiume e nel seppellimento nel terreno di scorieindustriali nocive non depurate. La durata della vita degli abitanti è più breve – e la mortalità di qualche volta più elevata – dell’indicatore medio del paese. 

A Noril’sk (7° posto) – grosso centro metallurgico – la situazione è resa catastrofica dall’impresa “Noril’skij nikel”, dai cui impianti hanno luogo fuoriuscite velenose nell’atmosfera. La città è letteralmente inquinata dai metalli pesanti. 

Subito dopo Noril’sk, all’8° posto della classifica, si trova Cernobyl. Là come in precedenza sono enormi le conseguenze della più celebre catastrofe nucleare del mondo. Esse hanno già causato la morte per cancro di migliaia di persone e a tutt’oggi provocano problemi alla respirazione e malattie a orecchie, naso e gola. 

Oltre all’Ucraina, nella decina dei luoghi più inquinati del pianeta c’è anche un altro paese vicino della Russia – l’Azerbaigian. La sua città di Sumgait sulla riva del mar Caspio è stata fondata come centro dell’industria petrolchimica, con grosse ricadute sull’ambiente. Sumgait occupa il nono posto. 

Le prime due posizioni sono occupate dalla Cina. Al primo posto c’è la città di Linfen, dove si estrae il carbone, e tutte le imprese locali lo utilizzano come carburante. Il fatto ha portato a che l’aria sia inquinata in modo inverosimile, e gli abitanti soffrono di malattie respiratorie, cutanee e di cancro ai polmoni. 

Al secondo posto la città di Tianzhin, centro di produzione dello zinco. Il suo contenuto nell’aria e nel terreno supera di 10 volte la norma. In particolare ne soffrono i bambini, ai quali vengono riscontrati difetti congeniti e problemi della crescita. 

Il terzo e quarto posto li occupano le città indiane di Sukinda e Vali. A Sukinda è ubicata una delle più grandi miniere aperte del mondo di minerali cromici. Gli abitanti soffrono di emorragie del sistema gastro-intestinale, tubercolosi e asma. Inoltre ovunque sono diffusi infertilità e difetti congeniti nei bambini. 

A Vali è concentrato più del 50% delle industrie che inquinano l’ambiente con metalli pesanti, pesticidi e scorie chimiche. Il livello di mercurio nelle acque sotterranee supera di quasi cento volte gli standard massimi ammessi dall’OMS. 

Al quinto posto più inquinato al mondo c’è la città di La Oroya in Perù. A causa della produzione di metallo vi è un elevato livello di inquinamento da zinco. Nel sangue dei bambini locali lo zinco supera in media di tre volte le norme dell’OMS. 

Il decimo posto è occupato dalla città di Kabwe in Zambia, dove si estraeva piombo e zinco. La polvere di piombo ricopre interi quartieri e nel sangue dei bambini il livello di questo metallo supera di 10 volte la norma. 

Data: 27.08.2011
Fonte: www.society.lb.ua
Traduzione: S.F.

29/12/10

ECOLOGI UCRAINI HANNO TROVATO NELLA REGIONE DI DNEPROPETROVSK UNA “SECONDA CERNOBYL”

Un gruppo di ecologi indipendenti ha rinvenuto un sito nella regione di Dnepropetrovsk dove il livello della radioattività è superiore a quello accanto al reattore di Cernobyl. Le autorità della regione hanno smentito tale informazione, facendo notare che gli ecologisti utilizzano apparecchi di misurazione delle radiazioni non certificati in Ucraina.
Per Aleksej Vedmidskij, rappresentante regionale del Fondo internazionale per l’ambiente, il terreno abbandonato di 500 metri quadrati con degli edifici semidiroccati situato nel villaggio di Dovgivka in provincia di Nikol’skoe rappresenta una miniera abbandonata per l’estrazione dell’uranio.
«Di questa miniera sono venuto a sapere dal collega di Nikol’skoe Jurij Babinin, il quale se ne occupa da tempo. Evidentemente, 27 anni fa, quando l’estrazione dell’uranio non fu più redditizia, la miniera venne chiusa e gli impianti portati via» – ha detto Vedmidskij
Oggi la miniera emana radioattività, conferma l’ecologo.
«Con una norma d’irradiazione di 30 microroentgen all’ora, il mio rilevatore ne ha fissati 2.611. Perfino nella zona di Cernobyl nelle vicinanze del reattore in alcuni posti vengono fissati 500-600 microroentgen all’ora. Queste radiazioni non uccidono subito le persone, tutto dipende dal tempo durante il quale si rimane esposti a una così potente fonte d’irradiazione. Ma là non c’è nessun segnale di avvertimento», – ha spiegato l’ecologo.
Jurij Babinin ha raccontato di essersi messo sulle tracce della miniera abbandonata mentre stava cercando di scoprire le cause della contaminazione radioattiva del locale fiumiciattolo Kamenka.
«12 anni fa nel fiume venne riscontrato un elevato contenuto di cesio, si misero a stabilirne le cause e arrivarono qui. Le autorità allora non reagivano in nessun modo alle nostre interpellanze, ma secondo le nostre informazioni qui sotto la terra sono stati seppelliti sette milioni di tonnellate di soluzioni tecnologiche pericolose», – ha riferito Babinin.
Nei dintorni della miniera vivono più di 5.000 persone, e nel terreno abbandonato i pastori ci pascolano le pecore. «Sapevamo che un tempo qui c’era una miniera, ma non sapevamo che cosa estraessero. Quando essa chiuse ad alcuni lavoratori diedero degli appartamenti a Žëltye Vody, se ne andarono via da qui. E quelli che rimasero non parlavano molto volentieri del proprio lavoro, oggi sono quasi tutti morti» – ha raccontato l’abitante del luogo Sergej Leonidovic. […]
Vedmidskij ha spiegato di utilizzare un rilevatore Geiger fabbricato da una ditta americana produttrice mondiale di questi apparecchi di misurazione. «Il mio rivelatore effettivamente non è certificato in Ucraina. Lo utilizzo in diverse paesi e delle sue indicazioni sono convinto. È possibile che i nostri dati divergano per il fatto che i rilevatori delle strutture statali rilevano un qualche unico tipo d’irradiazione, mentre il mio rileva raggi alfa, beta, gamma e roentgen», – ha detto Vedmidski

Data: 03.12.2010
Traduzione: S.F.

23/07/10

DOPO LA CATASTROFE AL FOSFORO A OŽIDOV NASCONO BAMBINI MALATI

Dopo l’incidente nessuno se n’è andato dal villaggio. Tirano avanti grazie all’orto e al bestiame.

Tre anni fa ebbe luogo uno dei più grossi incidenti ferroviari. Nei pressi del villaggio di Ožidov, non lontano da L’vov, deragliò un treno merci, rovesciando 15 vagoni contenenti fosforo giallo velenoso. A causa del caldo i prodotti chimici s’infiammarono, ci vollero alcuni giorni per spegnere l’incendio e due settimane per sollevare e portare via i vagoni chimici. All’ospedale con lagnanze d’avvelenamento si rivolsero più di duecento persone, abitanti dei vicini villaggi. La gente, spaventata dalle dichiarazioni dei funzionari su una “seconda Cernobyl”, lasciò tutte le cose e in massa si spostò più lontano dal luogo dell’incidente. Col tempo gli allarmi si acquietarono, e la gente tornò a casa. I medici e gli ecologi tranquillizzano gli abitanti locali, dicendo che tutti gli indicatori sarebbero nei limiti della norma. Alla zona non è stato assegnato lo status di calamità e non sono stati pagati indennizzi. Ma gli abitanti di Ožidov sono convinti che la catastrofe abbia minato la loro salute.

PATOLOGIE. Come ci ha raccontato l’abitante del luogo Lilja Rybak, dopo l’incidente nel villaggio hanno cominciato a nascere bambini con patologie congenite, e alle persone vengono trovate spaventose pustole simili a tumori. «Da allora periodicamente ho delle irritazioni alla gola, mi fa male, mi tormenta l’emicrania. Sia i bambini che gli adulti tossiscono fortemente, e non a causa del raffreddore. A molti fanno male le gambe», – si lamenta Lilja. La responsabile del punto medico locale Anna Golubovskaja ci ha confermato che l’anno scorso sono morte di cancro due donne del villaggio – una aveva 48 anni, l’altra 51. E a due dei 32 nati lo scorso anno sono stati riscontrati gravi difetti, in particolare a un bambino la sindrome di Down. I bambini malati sono nati da genitori assolutamente sani. «Ma dimostrare che le pustole vengono a causa del fosforo è difficile. Adesso dappertutto l’ecologia è pessima, le persone si ammalano anche in altri villaggi».

NASCONO DI PIÙ. Del resto, dopo l’incubo vissuto gli abitanti del villaggio non s’affrettano ad andarsene dall’“avvelenato” Ožidov (dove continuano a vivere più di duemila persone). Al contrario, da allora nel villaggio è aumentata la natalità più del doppio. «Prima della catastrofe nascevano 11-15 bambini all’anno», racconta il presidente del soviet rurale Aleksandra Šach. «Mentre lo scorso anno ne sono nati più di una trentina. Forse il fatto è legato all’aumento dei sussidi per i neonati, o forse è la catastrofe ad aver influito». La Šach non è incline a collegare le lamentele dei suoi conterranei con le conseguenze dell’incidente, tuttavia vorrebbe che la gente fosse controllata da degli specialisti: «Nella nostra provincia la medicina si trova in condizioni spaventose. I medici locali hanno grosse difficoltà a fare una diagnosi precisa, mancando la strumentazione. Andare a farsi visitare in città è complicato per la gente, che qui è trattenuta dalle faccende domestiche. Bisognerebbe che nel villaggio venisse un ambulatorio mobile».

A CAUSA DEL FOSFORO SENZA LAVORO. La capovillaggio si dispera che a causa dell’incidente sono aumentati i disoccupati. Nel villaggio è stato chiuso il lattificio – i committenti avevano paura di prendere il latte locale, temendo che fosse contaminato dal fosforo. 120 abitanti del luogo sono così finiti in strada. Qualcuno è partito per lavori stagionali, qualcun altro tira avanti grazie all’orto e al bestiame. A proposito, subito dopo l’incidente ad Ožidov sono spuntate patate di dimensioni enormi, come non mai. Gli abitanti del villaggio ci hanno anche scherzato su, tipo che il fosforo ci ha ben concimato il raccolto… Ma per la verità venderle non era facile, nei mercati avevano un timore panico di comprare la verdura di Ožidov. «Anche se gli specialisti non hanno trovato fosforo nelle nostre verdure» – tranquillizza la Šach. «Quest’anno poi a causa delle frequenti piogge le patate non sono proprio cresciute».

Data: 15.07.2010
Fonte: www.segodnya.ua
Autrice: Aleksandra Charčenko
Traduzione: S.F.

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