Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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13/02/17

IN BIELORUSSIA SENZA VISTO

Almeno in parte

Il 12 febbraio è entrato effettivamente in vigore il decreto del governo bielorusso che permette l'entrata in Bielorussia senza visto ai cittadini di 80 paesi, tra cui tutti gli stati membri dell'Unione europea.

Ma solo per un periodo di 5 giorni.

E solo entrando nel paese dall'aeroporto di Minsk.
 

06/02/17

NELLA REGIONE DI BRJANSK ISTITUITA LA “ZONA DI CONFINE”



Con ogni probabilità agli stranieri sarà vietato l’accesso

Nelle regioni russe confinanti con la Bielorussia, tra cui la regione di Brjansk, sono state istituite delle “zone di confine”. Si tratta di zone speciali militari, gestite dall’FSB, create nei pressi dei confini di stato della Federazione russa allo scopo di garantire il controllo  di zone di confine particolarmente sensibili. Le “zone di confine” sono a regime speciale e ad accesso limitato, compresi i centri abitati che vi finiscono dentro loro malgrado.

In Russia di “zone di confine” ne esistono già non poche. la cosa anomala è la loro creazione al confine con la Bielorussia, paese amico e alleato, con il quale è stato istituito addirittura uno “stato unito” (per la verità mai integratosi secondo le aspettative inziali). A quanto pare, le “zone di confine” russe, con la militarizzazione del territorio e il ripristino dei controlli di frontiera tra i due paesi, è la risposta di Mosca alla recente introduzione da parte della Bielorussia di un esperimento di regime senza visti per i cittadini di 80 paesi (tra cui USA e UE) per soggiorni nel paese di massimo 5 giorni ed entrando esclusivamente dall’aeroporto di Minsk.

Dal 1996 fino a oggi il confine tra Russia e Bielorussia è infatti sempre stato aperto e i cittadini dei due paesi circolavano liberamente. Ora, non avendo gradito la parziale apertura bielorussa ai paesi occidentali, Mosca come rappresaglia ha istituito le “zone di confine” nelle regioni di Smolensk, Brjansk e Pskov.

La conseguenza più grave è che tutti i centri abitati che si trovano nei pressi dei confini entrano da un giorno all’altro a far parte di una zona speciale sotto il controllo dell’FSB, con restrizioni alla circolazione anche per gli stessi cittadini della regione; verranno infatti istituiti posti di controllo e cartelli segnaletici. Con ogni probabilità, gli stranieri non saranno più ammessi in queste zone e nei relativi centri abitati, compresi molti villaggi della zona di Cernobyl russa, da più di vent’anni visitati dai volontari delle associazioni umanitarie.
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20/01/17

LA BIELORUSSIA HA SEMPLIFICATO L'INGRESSO PER I CITTADINI UE

La Bielorussia ha semplificato l’ingresso per i cittadini UE

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Minsk, 17 Gennaio (New Day – Italia, Zoja Oskolkova) – Prossimamente molti stranieri che si recano in Bielorussia per un periodo breve non dovranno più fare il visto d’ingresso. Il governo della repubblica ha abrogato i visti per coloro che soggiorneranno nel paese per non più di cinque giorni.

Le nuove regole saranno valide per i cittadini di 80 nazioni: tutti i paesi membri della UE, USA, Giappone, Brasile, Indonesia e altri. Si potrà stare in Bielorussia senza visto per cinque giorni. Entro tale termine ci si può occupare di lavoro o si può visitare il paese.

Secondo le regole del regime senza visto i turisti devono arrivare all’aeroporto di Minsk. In prospettiva è possibile che si potrà entrare anche da altri punti di frontiera. Secondo gli esperti, questa novità dovrebbe attrarre in Bielorussia imprenditori e tifosi sportivi.

Ricordiamo che nel 2015 la Bielorussia aveva permesso agli stranieri senza visto di visitare alcuni luoghi di grande interesse, come ad esempio la Foresta di Beloveža; nel 2016 si potevano visitare senza visto il Canale di Augustov e la città di Grodno. Tali norme hanno già fatto aumentare il flusso di turisti stranieri nel paese.

Va detto che se gli stranieri rimangono in territorio bielorusso senza visto per più di cinque giorni senza un valido motivo rischiano fino a 550 euro di multa.

Data: 17.01.2017
Fonte: www.ndnews.it

17/11/10

LA BIELORUSSIA HA PROPOSTO DI CREARE UNO SPAZIO UNICO PER I VISTI NELL’AMBITO DELLO STATO UNIFICATO

L’11 novembre a Pskov si è tenuta la 35ª riunione del collegio del Comitato di frontiera dello Stato unificato. All’ordine del giorno c’erano sei punti. Nel corso della riunione del collegio il presidente del Comitato di frontiera statale, il generale maggiore Igor’ Račkovskij, è intervenuto con la proposta d’introdurre un visto unificato russo-bielorusso per i cittadini stranieri. A suo vedere, attualmente tra la Russia e la Bielorussia è in vigore un regime senza visto, ma non c’è una politica unificata per quanto riguarda i visti stessi. Su proposta del rappresentante della Bielorussia, il visto unificato lo si potrà fare nei consolati di entrambi i paesi. «Abbiamo preso la decisione di lavorare nella direzione di uno spazio unificato per i visti» – ha dichiarato Račkovskij.


Vladislav Birjuk, corrispondente:

– La creazione di uno spazio unificato per il visto tra Russia e Bielorussia, tenendo conto del confine “trasparente” tra i due paesi, è una questione da tempo matura. Attualmente bisogna constatare che controllare l’attraversamento della frontiera russo-bielorussa da parte degli stranieri è praticamente impossibile. In altre parole, un cittadino di uno stato terzo, entrato in Bielorussia con un visto bielorusso – o addirittura senza visto, nel caso che tra la Bielorussia e quel paese sia in vigore un accordo per l’abolizione dei visti – può senza alcun ostacolo venire in Russia. Ed esattamente lo stesso vale per i cittadini di stati terzi entrati in Russia. Questi ultimi possono liberamente andare in Bielorussia.


In sostanza, non si tratta neanche della creazione di uno spazio unificato per i visti, che in sostanza è già in vigore, ma della creazione di una base legislativo-normativa che vada a legittimare una realtà de facto già esistente. Perché nei casi riportati gli stranieri formalmente violano la legislazione della Russia e della Bielorussia, ma di fatto è molto difficile venirne a capo. È noto ad esempio che dopo l’introduzione del visto tra Russia e Georgia, cittadini georgiani sono entrati a Minsk per via aerea e da lì con il treno sono andati in Russia.

La creazione di uno spazio unificato per il visto dovrebbe risolvere questo problema. È però tutto da decidere, tenendo conto che in Russia e in Bielorussia sono in vigore accordi bilaterali con altri paesi sull’abolizione dei visti. Certamente verranno fuori dei momenti di discussione, ad esempio riguardo alla stessa Georgia.


Bisogna sempre poi ricordare che l’introduzione di uno spazio unificato per i visti semplificherebbe la vita anche ai comuni cittadini di Russia e Bielorussia. Poiché i visti sono una misura bilaterale, e la maggior parte degli accordi esistenti per la Russia e per la Bielorussia sull’abolizione dei visto confluirebbero semplicemente nello spazio unificato per il visto. Varrebbe a dire che, ad esempio, i bielorussi potranno usufruire di un viaggio in Thailandia senza visto, in quanto nel 2007 i visti tra Russia e Thailandia sono stati aboliti. Inoltre, ci sono buone probabilità che, nel caso che lo spazio unificato per il visto funzionasse bene nell’ambito dell’Unione doganale, a esso potrebbe aderire anche il Kazachstan. La creazione di un così grande spazio unificato per il visto senza dubbio non farebbe che aumentare l’attrattiva dei turisti per i nostri paesi.

Data: 12.11.2010
Fonte: www.soyuz.by/ru
Traduzione: S.F.