Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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27/03/19
REGNO UNITO: L’EOLICO OFFSHORE PRODUCE PIÙ ENERGIA DEL NUCLEARE
Regno Unito: l’eolico offshore produce più energia del nucleare
La produzione di energia elettrica dell’eolico offshore nel Regno Unito ha superato quella delle centrali nucleari: il dato annunciato dalla compagnia di analisi e consulenza Aurora Energy Research si riferisce al periodo compreso tra l’8 e il 14 marzo, ma rappresenta comunque un record mai raggiunto nel Paese.
Le rinnovabili volano in UK, letteralmente: grazie al clima particolarmente ventoso delle ultime settimane, il
comparto eolico ha garantito il 35,6% dell’intera produzione di
elettricità nel Regno Unito di cui il 21,4% proveniente dagli impianti
offshore. Nello stesso periodo, la seconda fonte di produzione
elettrica è stato il gas naturale (31,2%), seguito dal nucleare (21,3%),
le biomasse (6,7%), il carbone (2,6%), l’idroelettrico (1,8%) e altre
fonti (0,8%).
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Data: 18.03.2019
Fonte: www.rinnovabili.it
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11/03/19
CRACKS FOUND IN NUCLEAR REACTOR THAT COULD LEAD TO THE FULL EVACUATION OF EDINBURGH AND GLASGOW

The two reactors at Hunterston B nuclear power plant near Ardrossan are 43 years old - the oldest in Europe.
They're already well beyond their operating lifetimes, which have twice been extended by EDF Energy, and they're scheduled to close down for good in 2023.
However,
there's a serious safety fault in the reactors. The fault is known as
keyway root-cracking: where the graphite moderator cores in the reactors
develop cracks leading to instabilities that could lead to a major
nuclear accident: which would lead to a large swathe of Scotland's
central belt having to be evacuated.
"In the very worst case the hot graphite core could become exposed to air and ignite leading to radioactive contamination of...the metropolitan areas of Glasgow and Edinburgh."
The reactors have been closed since October 2018 as a
result, but owners EDF Energy are currently making a case for turning
them back on, with help from trade union GMB.
Although the
probability of a meltdown is still low, the consequences could be
incredibly severe. In such an event, both Glasgow and Edinburgh would need to be entirely evacuated due to radioactive contamination.
Data: 08.03.2019
Fonte: www.edinburghlive.co.uk
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28/09/16
IL REGNO UNITO COSTRUISCE LA CENTRALE NUCLEARE PIÙ COSTOSA DELLA STORIA, NEL 2016

Londra ha approvato la costruzione della centrale nucleare più
costosa della storia, quella di Hinkley point. Perché in ballo ci sono
investimenti miliardari con la Cina.
Sarà costruita nel sudovest dell’Inghilterra (Regno Unito) la
nuova centrale nucleare di Hinkley point che il governo britannico ha
approvato accogliendo il controverso piano di Électricité de France
(Edf) e del suo partner cinese, la Chine General Nuclear Power
Corporation (Cgnpc). Saranno costruiti due reattori nucleari
che, una volta in funzione, dovrebbero garantire il 7 per cento del
fabbisogno energetico del Regno Unito. Un lavoro di costruzione che
durerà 10 anni se verranno rispettati i tempi e che costerà 18 miliardi
di sterline, circa 24 miliardi di dollari.
Qualche mese fa, la decisione era stata rimandata dallo stesso primo ministro britannico, Theresa May,
che aveva deciso di prendersi il tempo necessario per rivedere il
progetto approvato dal suo predecessore, David Cameron. L’ex primo
ministro lo aveva promosso come uno dei modi più efficaci per ridurre le
emissioni di CO2. Le preoccupazioni maggiori riguardavano la portata
del finanziamento e se il coinvolgimento di un colosso cinese in una
centrale nucleare in territorio patrio fosse o meno un rischio per la
sicurezza.
Data: 22.09.2016
Fonte: www.lifegate.it
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16/03/16
UN SECOLO PER SMANTELLARE IL SITO DI SELLAFIELD
GB, un secolo per smantellare il sito di Sellafield
Il conto e i tempi (già astronomici) per lo smantellamento del sito nucleare di Sellafield,
in Gran Bretagna, saliranno ancora. La revisione al rialzo è stata
ufficializzata dall’organismo incaricato della gestione dell’immenso
cantiere, i cui tempi sono semplicemente infiniti. In un rapporto
pubblicato sul proprio sito internet, il National Audit Office (la
Corte dei conti inglese) ha spiegato come l’Autorità per lo
smantellamento nucleare, organismo pubblico che supervisiona il sito,
abbi a indicato la previsione di chiusura dell’intero processo per il 2120. Ovvero tra un secolo e cinque anni!
Inoltre, lo stesso organismo ha fatto sapere che saranno necessari quasi 73 miliardi di euro per completare il lavoro, ossia 5 in più rispetto a quanto indicato nelle previsioni rese note lo scorso anno.
Il sito di Sellafield è stato per decenni il fulcro dell’industria nucleare britannica:
al suo interno sono presenti numerose e diverse installazioni, tra le
quali officine di fabbricazione, servizi di ritrattamento del
combustibile, nonché Calder Hall – la prima centrale nucleare
commerciale del mondo, chiusa nel 2003 – e due altri reattori chiusi nel
1957 in seguito ad un incendio.
A fianco di Sellafield potrebbero essere costruiti altri tre reattori: ad occuparsene, un consorzio franco-giapponese. Il progetto è ancora in fase di discussione.
Data: 05.03.2016
Fonte: www.valori.it
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